<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666</id><updated>2011-04-21T23:21:43.181+02:00</updated><title type='text'>etcetera</title><subtitle type='html'>"Su cio' di cui non si puo' parlare, non si deve tacere... ma si deve scrivere"</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://eccetera.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>202</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-107047975927479307</id><published>2003-12-03T20:29:00.000+01:00</published><updated>2003-12-03T20:30:14.436+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;Peggio che in Iraq&lt;br /&gt;Che disastro serve per convincere i decisori internazionali ad intraprendere quei passi che portino alla pace in Uganda?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarebbero piů di 50 le vittime, tutti civili, di una serie di attacchi condotti nella regione di Lira, nord dell'Uganda dal sedicente Esercito di resistenza del signore (Lra). Dopo diciassette anni di guerra civile il Paese č prostrato. "Una situazione umanitaria peggio di quella dell'Iraq" denuncia il sottosegretario all'ONU per le questioni umanitarie Jan Egeland. &lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.misna.it/news.asp?lng=2&amp;id=101175"&gt;Sono arrivati&lt;/a&gt; nei villaggi attorno a Lira senza sparare un colpo ma hanno condotto il loro massacro con asce e machete. Secondo fonti MISNA sarebbero almeno 53 i morti accertati ma molte sono le persone che mancano all'appello. Alcune di loro sono fuggite dai villaggi, altre sono state probabilmente rapite. Dal 1986 i ribelli dello Lra, guidati dal loro leader Joseph Kony, sconvolgono i distretti settentrionali ugandesi: in 17 anni di terrore hanno ucciso e torturato decine di migliaia di persone (almeno 100mila morti), rapito piů di 20mila bambini (ridotti in schiavitů o arruolati a forza nelle file della guerriglia) e provocato oltre 1 milione di sfollati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una &lt;a href="http://unimondo.oneworld.net/article/view/72533/"&gt;dura denuncia&lt;/a&gt; della situazione arriva da Jan Egeland che dopo una missione nel Paese, e soprattutto nelle sue regioni settentrionali controllate dai ribelli della Lra, afferma che il disinteresse internazionale nei confronti della tragedia che si sta consumando in Uganda č un vero e proprio 'oltraggio morale'. "C'č ora da vedere", constata Matteo Fagotto di &lt;a href="http://www.warnews.it/index.cgi?action=viewnews&amp;id=2265"&gt;Warnews&lt;/a&gt; "se alle parole di Egenland seguirŕ un impegno piů deciso dell'ONU per cercare di risolvere il conflitto o se queste dichiarazioni resteranno lettera morta". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il governo di Kampala, capitale dell'Uganda, ha risposto alle offensive delle ultime settimane della Lra decidendo di potenziare le LDU (Local Defence Units), sorta di milizie composte da civili incaricate di proteggere i campi profughi e le infrastrutture, permettendo cosě all'esercito di concentrare i propri sforzi nella caccia ai ribelli. Per ora le LDU contano circa 10.000 militanti, quasi tutti giovani che ricevono un sommario addestramento prima di essere spediti sul campo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La decisione di Kampala &lt;a href="http://www.warnews.it/index.cgi?action=viewnews&amp;id=2265"&gt;non trova perň favorevole &lt;/a&gt;la comunitŕ religiosa locale, ed in particolare l'arcivescovo di Gulu, John Odama. Odama ha infatti detto che l'armare la popolazione civile per l'autodifesa complica solamente la situazione, facendo precipitare ancora di piů il Paese in quella spirale di violenza di cui č vittima da 17 anni. In questo modo, infatti, i ribelli avrebbero una giustificazione in piů per attaccare i civili che sarebbero visti come nemici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Alla comunitŕ internazionale questo conflitto non pare essere tanto diverso dai molti altri che caratterizzano l'intero continente africano. Ma che disastro serve accada per convincere i decisori internazionali ad intraprendere quei passi che portino alla pace nella regione?" si chiede &lt;a href="http://www.pambazuka.org/index.php?issue=130#1"&gt;Denise Lifton&lt;/a&gt;, in un articolo riportato recentemente da Oneworld.net.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto da: &lt;a href="http://unimondo.oneworld.net/article/view/73082/1/"&gt;unimondo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-107047975927479307?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/107047975927479307'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/107047975927479307'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_11_30_archive.html#107047975927479307' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-107047882730561123</id><published>2003-12-03T20:13:00.000+01:00</published><updated>2003-12-03T20:16:42.810+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;Cessate il fuoco&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I drammatici fatti che da tempo ormai si ripetono sempre piu' spesso,&lt;br /&gt;in Iraq, in Afganistan, piu' recentemente anche in Turchia, e la&lt;br /&gt;minaccia che questa spirale si allarghi a tutto il mondo spaventano&lt;br /&gt;noi come, immaginiamo, tutti voi.&lt;br /&gt;Per questo abbiamo deciso di lanciare un appello per dire basta, per&lt;br /&gt;chiedere a tutte le "parti in causa" di CESSARE IL FUOCO, perche' ci&lt;br /&gt;sembra giunto il momento di fermarsi a riflettere, e vorremmo che&lt;br /&gt;tutti lo facessero, tutti coloro che usano le armi - siano esse bombe&lt;br /&gt;sganciate dagli aerei o autobombe lanciate contro edifici.&lt;br /&gt;Per una volta vorremmo che le parole sostituissero i proiettili, che&lt;br /&gt;venissero prese in considerazione come strumento di dialogo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insieme con noi, lo promuovo Noam Chomsky, Ignacio Ramonet, Hans van&lt;br /&gt;Sponeck, Rigoberta Menchu, Oscar Luigi Scalfaro, Riccardo Muti,&lt;br /&gt;Ermanno Olmi e molte altre persone che ritengono indispensabile un&lt;br /&gt;ritorno alla ragione e all'umanita'.&lt;br /&gt;Chiediamo a tutti voi di aderire, sottoscrivendo l'appello "cessate il&lt;br /&gt;fuoco" sul sito &lt;a href="www.emergency.it"&gt;emergency&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Vi chiediamo anche di far conoscere a quante piu' persone possibile&lt;br /&gt;l'esistenza di questo appello, e di invitarle a firmarlo, facendo&lt;br /&gt;girare questa news o - meglio ancora - utilizzando il form sul sito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su &lt;a href="www.peacereporter.net)"&gt;Peace Reporter&lt;/a&gt; troverete l'appello in&lt;br /&gt;diverse lingue, quindi potrete invitare all'adesione anche i vostri&lt;br /&gt;amici all'estero.&lt;br /&gt;Peace Reporter pubblichera' inoltre approfondimenti, news e interventi&lt;br /&gt;sui temi proposti nell'appello.&lt;br /&gt;Un'ultima cosa: se qualcuno ha riposto la bandiera arcobaleno o lo&lt;br /&gt;straccio di pace, e' importante tirarli fuori, adesso.&lt;br /&gt;Un abbraccio a tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla newsletter d'&lt;a href="http://www.emergency.it"&gt;emergency&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il testo dell'appello&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I cittadini del mondo non riescono neppure piů a piangere le tragedie del terrore: a una bomba segue un'autobomba, a ogni morto una vendetta che genera altri morti e altre vendette.&lt;br /&gt;Nomi diversi – guerra, terrorismo, violenza – si traducono poi, tutti, in corpi umani fatti a pezzi e in pezzi di umanitŕ perduti per sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non vogliamo piů vedere atrocitŕ: č disumano che gli esseri umani continuino ad ammazzarsi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fermiamo questa spirale, o alla fine non resterŕ piů niente, nessuno avrŕ avuto ragione o torto, ci sarŕ solo una catena infinita di lutti e distruzioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiediamo a tutti coloro che stanno praticando e progettando attentati e guerre di fermarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiediamo il tempo per riflettere, non possiamo assistere impotenti al dilagare della follia omicida. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tutti coloro che promuovono la violenza, clandestini organizzatori di stragi o visibilissimi dittatori o presidenti, noi cittadini chiediamo: "cessate il fuoco!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Una appello promosso da Emergency con: &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noam Chomsky, Docente Massachusetts Institute of Technology; Ignacio Ramonet, Direttore Le Monde Diplomatique; Oscar Luigi Scalfaro, Presidente della Repubblica 1992-1999; Hans van Sponeck, ex Coordinatore ONU per l'Iraq; Rigoberta Menchu', Premio Nobel per la Pace 1992; Rita Levi Montalcini, Premio Nobel per la Medicina 1986; Dario Fo, Premio Nobel per la Letteratura 1997; Jack Steinberger, Premio Nobel per la Fisica 1988; &lt;br /&gt;Leonardo Boff, Filosofo; Tavola Valdese, Unione delle chiese valdesi e metodiste in Italia; Inge Schoental Feltrinelli, Editore; Gino Strada, Fondatore di Emergency; Ermanno Olmi, Regista;&lt;br /&gt;Riccardo Muti, Direttore d'orchestra; Pietro Ingrao, Scrittore; Carlo Ossola, Docente College de France; Padre Alex Zanotelli, Missionario Comboniano; Rabbi Michael Lerner , Direttore rivista Tikkun; Sari Hanafi, Direttore Palestinian Diaspora and Refugee Centre; Peretz Kidron, Giornalista e scrittore; Yesh Gvul, Movimento dei soldati israeliani contro l'occupazione; Sylvie Coyaud, Giornalista; Farid Adly, Giornalista; Hebe de Bonafini, Presidente Madri di Plaza de Mayo; Teresa Sarti, Presidente di Emergency; Don Luigi Ciotti, Presidente di Libera; Carlyle Vilarinho, Capo di gabinetto del Governo Brasiliano; José Graziano da Silva, Ministro "Fame Zero" del Governo Brasiliano; Amos Oz, Scrittore; Andrea Camilleri, Scrittore; Mons. Raffaele Nogaro, Vescovo di Caserta; Tiziano Terzani, scrittore; Giulietto Chiesa, Giornalista; Vauro Senesi, Giornalista; Franca Rame, Attrice; Lella Costa, Attrice; Moni Ovadia, Attore&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-107047882730561123?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/107047882730561123'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/107047882730561123'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_11_30_archive.html#107047882730561123' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-106726430214435159</id><published>2003-10-27T15:18:00.000+01:00</published><updated>2003-10-27T15:18:27.420+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;La giostra boliviana di Eduardo Galeano&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'immensa esplosione di gas: questa č stata la ribellione popolare che ha scosso tutta la Bolivia e che č finita con la rinuncia del presidente Sánchez de Lozada, che č fuggito lasciando dietro di sé una scia di morti. Il gas avrebbe dovuto essere mandato in California a un costo bassissimo e in cambio di misere regalie, attraverso le terre cilene che in altri tempi erano state boliviane. La partenza del gas da un porto del Cile ha gettato sale sulla ferita in un Paese che da piů di un secolo esige invano di recuperare l'accesso al mare perduto nel 1883 nella guerra vinta dal Cile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la destinazione del gas non č stato il motivo piů importante della furia che si č scatenata ovunque. L'indignazione popolare, a cui il governo, come sempre, ha risposto sparando, seminando di morti le strade, ha avuto un'altra ragione essenziale. La gente si č ribellata perché si rifiuta di accettare che con il gas succeda quanto accaduto con l'argento, il salnitro, lo stagno e tutto il resto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La memoria fa male e insegna: le risorse naturali non rinnovabili se ne vanno senza dire addio, e non tornano mai piů.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel lontano 1870 un diplomatico inglese ebbe in Bolivia uno sgradevole incidente. Il dittatore Mariano Melgarejo gli offrě un bicchiere di chicha, la bevanda nazionale fatta di mais fermentato; il diplomatico ringraziň ma disse che preferiva il cioccolato. Melgarejo, con la sua delicatezza abituale, lo obbligň a bersi un secchio enorme di cioccolato e poi lo fece andare in giro in groppa a un asino, alla rovescia, per le strade della cittŕ di La Paz. Quando la regina Vittoria a Londra seppe l'accaduto, ordinň di portarle una cartina geografica, fece una croce sul Paese con un gessetto e sentenziň: «La Bolivia non esiste».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa storia l'ho sentita diverse volte. Sarŕ andata proprio cosě? Puň darsi di sě, puň darsi di no. Ma quella frase attribuita all'arroganza imperiale si puň leggere anche come una sintesi involontaria della storia tormentata del popolo boliviano.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La tragedia si ripete, la giostra gira e rigira: da cinque secoli le favolose ricchezze della Bolivia maledicono i boliviani, che sono i poveri piů poveri del Sudamerica. «La Bolivia non esiste»: non esiste per i suoi figli. Nella lontana epoca coloniale, per piů di due secoli l'argento di Potosí fu il principale alimento dello sviluppo capitalista europeo. Si diceva «Vale un Potosí» per elogiare ciň che non aveva prezzo. A metŕ del XVI secolo la cittŕ piů popolosa, piů cara e piů spendacciona del mondo sorse e s'ingrandě ai piedi della montagna che produceva argento. Quella montagna, il cosiddetto Cerro Rico, inghiotteva indigeni. «Le strade erano talmente affollate che sembrava che il regno stesse traslocando», scrisse un ricco industriale minerario di Potosí: le comunitŕ si svuotavano di uomini che, da ogni dove, camminavano prigionieri verso la bocca che portava nei cunicoli. Fuori, temperature di gelo. Dentro, l'inferno. Di dieci che ne entravano, ne uscivano vivi solo tre. Ma i condannati alla miniera, che duravano poco, producevano la fortuna dei banchieri fiamminghi, genovesi e tedeschi, creditori della corona spagnola, ed erano quegli indigeni a rendere possibile l'accumulazione di capitali che trasformň l'Europa in quello che essa č.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa ne č rimasto in Bolivia di tutto quello? Una montagna vuota, una innumerevole quantitŕ di indigeni uccisi dallo stremo e diversi palazzi abitati da fantasmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel XIX secolo, quando la Bolivia fu sconfitta nella cosiddetta Guerra del Pacifico, non perse solo il suo sbocco al mare, rimanendo rinchiusa nel cuore del Sudamerica, perse anche il salnitro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo la storia ufficiale, che č storia militare, il Cile vinse quella guerra, ma la storia reale constata che il viNcitore fu l'imprenditore britannico John Thomas North. Senza sparare un colpo e senza spendere un centesimo, North conquistň territori che erano stati della Bolivia e del Perů e divenne il re del salnitro, che a quel tempo era il fertilizzante imprescindibile per alimentare le stanche terre europee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel XX secolo la Bolivia fu il principale fornitore di stagno nel mercato internazionale. I contenitori di latta che diedero fama a Andy Warlhol, provenivano dalle miniere che producevano stagno e vedove. Nella profonditŕ delle gallerie l'implacabile polvere del silicio uccideva per soffocamento. Agli operai imputridivano i polmoni affinché il mondo potesse consumare stagno a basso costo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Bolivia contribuě alla causa degli alleati vendendo il suo minerale a un prezzo dieci volte piů basso del solito prezzo basso. I salari operai si ridussero al nulla, ci furono scioperi, le mitragliatrici sputarono fuoco. Simón Patińo, padrone del business e padrone del Paese, non dovette pagare indennizzi, perché l'uccisione col mitra non č un incidente sul lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'epoca don Simón pagava cinquanta dollari all'anno di tasse sui redditi, ma pagava molto di piů al presidente della nazione e a tutto il suo gabinetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lui era stato un morto di fame baciato in fronte dalla dea Fortuna. I suoi nipoti entrarono nell'aristocrazia europea. Si sposarono con conti, marchesi e membri di case regnanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando la rivoluzione del 1952 fece cadere Patińo e nazionalizzň lo stagno, il minerale che rimaneva era poco. Non piů dei resti di mezzo secolo di sfruttamento sfrenato al servizio del mercato mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piů di cent'anni fa, lo storico Gabriel René Moreno scoprě che il popolo boliviano era «cerebroleso». Aveva messo sulla bilancia il cervello indigeno e il cervello meticcio e aveva constatato che pesavano circa cinque, sette e dieci once meno del cervello di razza bianca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di tempo ne č passato e il Paese che non esiste continua ad essere malato di razzismo. Tuttavia il Paese che vuole esistere, dove la maggioranza indigena non ha vergogna di essere quello che č, non sputa sullo specchio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella Bolivia, stanca di vivere in funzione del progresso altrui, č il vero Paese. La sua storia, ignorata, abbonda di sconfitte e di tradimenti, ma anche di quei miracoli che sanno fare i disprezzati quando smettono di disprezzare se stessi e quando smettono di litigare fra loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fatti stupefacenti, di grande vivacitŕ, stanno succedendo, senza andare tanto in lŕ, proprio di questi tempi. Nell'anno 2000, un caso unico al mondo: la gente de-privatizzň l'acqua. La cosiddetta «guerra dell'acqua» ebbe luogo a Cochabamba. I contadini camminarono dalle valli e bloccarono la cittŕ e anche la cittŕ si ribellň. Gli risposero a suon di proiettili e gas, il governo decretň lo stato d'assedio, ma la ribellione collettiva andň avanti, inarrestabile, finché nello scontro finale l'acqua fu strappata dalle mani dell'impresa Bechtel e la gente potč di nuovo innaffiare il proprio corpo e le proprie colture. (L'impresa Bechtel, con sede in California, riceve ora la consolazione del presidente Bush, che le regala contratti miliardari in Iraq).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni mesi fa, un'altra esplosione popolare in tutta la Bolivia vinse niente meno che il Fondo monetario internazionale. Il Fondo fece pagare cara la sua sconfitta con piů di trenta vite assassinate dalle cosiddette forze dell'ordine, ma la gente riuscě nell'impresa: il governo non potč far altro che annullare le imposte sui salari che il Fondo aveva ordinato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso č la volta del gas. La Bolivia contiene enormi riserve di gas naturale. Sánchez de Losada aveva chiamato capitalizzazione la sua mal dissimulata privatizzazione, ma il Paese che vuole esistere ha appena dimostrato di non avere una cattiva memoria. Ancora la vecchia storia della ricchezza che evapora in mani altrui? «Il gas č un nostro diritto», proclamavano gli striscioni nelle manifestazioni. La gente esigeva e continuerŕ ad esigere che il gas sia messo al servizio della Bolivia, e non che la Bolivia si sottometta, ancora una volta, alla dittatura del suo sottosuolo. Il diritto all'autodeterminazione, che tanto s'invoca e che si rispetta cosě poco, inizia da lě.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La disobbedienza popolare ha fatto perdere un business succulento alla multinazionale Pacific LNG, associata a Repsol, British Gs e Panamerican Gas, giŕ socia della ditta Enron, famosa per le sue abitudini virtuose. A quanto sembra la multinazionale rimarrŕ con la voglia di guadagnare, come pensava, dieci dollari per ogni dollaro d'investimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal canto suo, il fuggitivo Sánchez de Lozada ha perso la presidenza. Sicuramente non ha perso il sonno. Sulla sua coscienza pesa l'uccisione di piů di ottanta manifestanti, ma questa non č stata la sua prima carneficina e questo portabandiera della modernizzazione non si tormenta per nulla che non sia redditizio. In fin dei conti, lui pensa e parla in inglese, ma non l'inglese di Shakespeare: quello di Bush.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trad. Marcella Trambaioli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Il Manifesto, &lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/19-Ottobre-2003/art5.html"&gt;prima parte&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/19-Ottobre-2003/art22.html"&gt;seconda parte&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.progressive.org/dec03/gal1203.html"&gt;L'articolo originale in inglese&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-106726430214435159?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/106726430214435159'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/106726430214435159'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_10_26_archive.html#106726430214435159' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-106716330180540944</id><published>2003-10-26T11:15:00.000+01:00</published><updated>2003-10-26T11:15:05.590+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;LA PACE AVVERRA' PER "EFFETTO FARFALLA"&lt;br /&gt;di LEONARDO BOFF&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto nel mondo č dialettico, non perché l'hanno detto Hegel o Marx e prima di loro il pre-socratico Eraclito. Ma perché questa č la legge delle cose retta dal caos e dal cosmo, e dal sim-bolico (ciň che unisce) e dal dia-bolico (ciň che divide).&lt;br /&gt;L'effetto dialettico della guerra della vergogna mossa da Bush contro l'Iraq č il trionfo del movimento per la pace che ha attraversato il mondo intero. Gli operatori di pace non sono solo i gruppi pacifisti, ma la societŕ civile mondiale che si č convinta (infine) che la guerra non č la soluzione per nessun problema. Essa č un problema per l'umanitŕ, poiché, se non fosse tenuta a bada, metterebbe fine all'umanitŕ. E questa volta non possiamo vacillare.&lt;br /&gt;Nei giorni che hanno preceduto la guerra, come anche dopo, si sono susseguite per il mondo le manifestazioni per la pace. Un interlocutore scettico dell'interno della foresta amazzonica mi ha informato per e-mail che anche lŕ si sono svolte, con la partecipazione di indios, lavoratori impegnati nella produzione del caucciů o in attivitŕ collegate al grande fiume, manifestazioni per la pace con tanto di striscioni e slogan. E chiedeva la mia opinione, perché pensava che tutto questo non porta a nulla, perché il secolo XXI sarŕ il secolo degli Stati Uniti e la guerra "intelligente" č il mezzo incontrastato per imporre la "pax americana". Domandava: che significa per la pace mondiale gesto realizzato nel piů ignoto dei luoghi? Gli ho risposto piů o meno nei termini che seguono. Č convinzione dell'umano senso comune che la luce, per debole che sia, vale piů di tutte le tenebre insieme, perché basta un fiammifero acceso per esorcizzare tutta l'oscuritŕ di una stanza e mostrare l'uscita. La luce, per sua natura, fa il suo corso misterioso attraverso lo spazio e sarŕ sempre captata dagli spiriti di luce. Gli ho scritto anche che il bene possiede una forza singolare, come la forza dell'amore. Per questo nulla, pur nei limiti intrinsechi, resiste al bene. Esso finisce per trionfare. Similmente alla forza delle gocce di pioggia sugli immensi incendi in Amazzonia. Una goccia fa molto poco, tanto quanto l'acqua portata da un colibrě che, solidale, vuole dare anche lui il suo contributo. Ma la pioggia non č fatta di gocce? Sono molte gocce, milioni di gocce, quasi milioni di minuscoli colibrě che spengono in poche ore l'incendio piů indomito. É la forza invincibile del piccolo. É importante credere nella forza segreta della buona volontŕ, per minima che sia. Il bene non rimane circoscritto alla persona che lo pratica. Il bene č come la luce, una realtŕ di irradiazione. Come un'onda, segue il suo corso per il mondo, evocando il bene che č in tutti e rafforzando la corrente del bene. Il bene č il riferimento di ogni etica umana. Queste ovvie riflessioni vengono confermate dalla moderna teoria del caos, che allude all'effetto farfalla: un batter d'ali di farfalla nel mio giardino puň produrre una tempesta sul Pentagono. Cioč, tutto č interdipendente. A volte, l'anello apparentemente piů insignificante č responsabile dell'irruzione del nuovo. Qualcuno totalmente sconosciuto, per strada, punta il dito in alto e grida: «guarda, lŕ, lŕ». Puň essere qualunque cosa, che so, un oggetto non identificato. E in un momento, gruppi e moltitudini cominciano a guardare nella stessa direzione. Si dŕ l'effetto farfalla. Il piccolo ha prodotto il grande. In questa concatenazione, chi puň negare che la pace non possa essere lanciata a partire da questo ignoto villaggio dell'Amazzonia? Sě, dal piccolo potrŕ venire la forza segreta della pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leonardo Boff, teologo della liberazione, Brasile.&lt;br /&gt;Testo pubblicato sul n.35 di «ADISTA» del 10.05.2003.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-106716330180540944?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/106716330180540944'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/106716330180540944'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_10_26_archive.html#106716330180540944' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-106716000352136633</id><published>2003-10-26T10:20:00.000+01:00</published><updated>2003-10-26T10:20:07.170+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;Ma cosa hanno i governanti statunitensi nella testa?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ultime notizie dall'Iraq.&lt;br /&gt;Le citta' sono in preda al caos. La criminalita' e' oltre i limiti del sopportabile.&lt;br /&gt;Ogni giorno muoiono soldati Usa, passanti, guerriglieri di varie fazioni e uomini di pace. &lt;br /&gt;Gli Usa si stanno amaramente rendendo conto che le preoccupazioni dei pacifisti non erano acqua fresca. E sempre piu' appare chiaro che dicevamo il giusto quando sostenevamo che le prove della minaccia nucleare e batteriologica erano inventate dal governo Bush in netto contrasto con le informazioni fornite dalla CIA (vi ricordate il documentario della tv tedesca che trasmettemmo in "Ubu Bas va alla guerra"?).&lt;br /&gt;L'ultimo scoop che siamo in grado di offrirvi lo trovate sui siti della resistenza laica anti Saddam (che ora cercano di costruire una transizione morbida verso l'autonomia del paese dagli Usa e la creazione della democrazia nel paese).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La grande notizia e' che pare proprio che Bush abbia deciso di peggiorare la gia' disgraziata situazione del paese. &lt;br /&gt;Questa volta ci troviamo di fronte a un'azione di una stupidita' e di un cinismo abnormi. Come potrebbe l'amministrazione Usa mostrare al mondo che tutto cio' che ha fatto era pretestuoso e, contemporaneamente, scatenare una guerra civile totale in Iraq?&lt;br /&gt;Qual e' il piano piu' insensato che si potrebbe realizzare?&lt;br /&gt;Allearsi ai superstiti del regime di Saddam e coprirli di soldi e di armi (un'altra volta, gli Usa lo fecero gia' 30 anni fa). &lt;br /&gt;Lo so che non riuscite a crederci ma pare che stia succedendo proprio questo. Anche se nessuno lo dice. &lt;br /&gt;Vogliono reintegrare i burocrati del deposto regime nel governo e nella polizia, a patto che la smettano con la guerriglia e li aiutino (un'altra volta) a far fuori l'opposizione islamica (il partito di Saddam, si ricordera', e' sempre stato laico e ha sempre represso i fondamentalisti islamici nel sangue).&lt;br /&gt;Tradotto in parole povere, l'astuto piano dell'orango tango presidenziale e' quello di riportare al potere la dittatura di Saddam senza Saddam. In fondo e' un vecchio sistema. Anche in Italia si allearono con gli ex fascisti in funzione anticomunista. E in Afghanistan con i fondamentalisti islamici contro i Sovietici. Cioe' non riescono a uscire da questo copione mentale. &lt;br /&gt;Sembra la vecchia storia del villaggio che si vuole liberare dei topi e alla fine e' invaso dai gatti. E poi usa i cani per scacciare i gatti e gli elefanti per scacciare i cani e alla fine sceglie di usare i topi per far scappare gli elefanti.&lt;br /&gt;Ma lo fanno apposta?&lt;br /&gt;Forse si. Si tratta di un pessimo sistema se si desidera la pace ma e' eccellente se vuoi la guerra e cerchi di mantenere l'umanita' sull'orlo del baratro della guerra mondiale e vendere cosi' un numero spropositato di armi. Con questo sistema inoltre si ottengono spaventosi finanziamenti federali per l'esercito, i servizi segreti e le guerre stellari. E quando il nemico e' alle porte certi appalti diventano segreti e puoi star certo che il Presidente possiede una quota nella societa' che prende in appalto la ricostruzione di un paese sotto controllo militare. Un nome a caso: Carlyle. Petrolio, pozzi, petroliere, petroliodotti, palazzi, ponti, porti e  pattume. Gente che in una guerra ci sguazza come le papere nel vin brule'.&lt;br /&gt;(Che le papere ci sguazzino ve lo garantisco io che in materia sono un'autorita' internazionale)&lt;br /&gt;Insomma c'e' da restare interdetti. E pregare che gli venga una botta di buon senso. Per chi volesse conoscere l'andamento della situazione (sapendo l'arabo): &lt;a href="www.iraq4allnews.dk"&gt;iraq4allnews&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;PS&lt;br /&gt;Ci siamo. Il 3 novembre atlantide.tv sara' in onda su Planet. Ore 19:00-01:00-04:00-14:00. Tutti i giorni.&lt;br /&gt;(www.atlantide.tv)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;PPSS&lt;br /&gt;Suppongo stiate seguendo lo psicodramma censorio nazionale: censurare o no la coppia Fo-Rame?&lt;br /&gt;Non mi dilungo sul tema per ragioni di decenza. Rimando, per chi non lo avesse visto, all'&lt;a href="http://www.alcatraz.it/redazione/news/show_news_p.php3?NewsID=1889"&gt;articolo di domenica scorsa&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Jacopo Fo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="www.alcatraz.it"&gt;alcatraz&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-106716000352136633?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/106716000352136633'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/106716000352136633'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_10_26_archive.html#106716000352136633' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-106715986508662013</id><published>2003-10-26T10:17:00.000+01:00</published><updated>2003-10-26T10:17:48.763+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;News dal Centro protesi 'Amel' in Algeria&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo paziente del Centro protesi di Medea che Emergency ha assunto come assistente nel laboratorio ortopedico si chiama Ayoub, ha 19 anni e tre anni fa ha perso una gamba per l'esplosione di un ordigno nel suo campo.&lt;br /&gt;Dopo l'incidente Ayoub aveva perso il lavoro e non ha potuto continuare gli studi, come sempre accade soprattutto in contesti "difficili"; anche in Algeria Emergency privilegia i disabili nella scelta dello staff nazionale per dare loro una opportunita' di tornare membri attivi e produttivi della societa'.&lt;br /&gt;Il Centro protesi e riabilitazione di Medea, che si chiama "Amel" (speranza) ha accolto i primi pazienti il 5 agosto scorso, mentre la prima protesi č stata applicata il 20 dello stesso mese.&lt;br /&gt;Il progetto di Emergency di aprire un Centro Protesi in Algeria per le&lt;br /&gt;vittime del terrorismo nasce su richiesta delle autorita' algerine. Nella zona la lista di pazienti in attesa di una protesi e della necessaria riabilitazione conta oltre 400 persone, con una significativa presenza di vittime di atti terroristici. Chi oggi porta le conseguenze piů gravi dell'estrema violenza degli atti terroristici degli ultimi anni, sono soprattutto le popolazioni delle montagne intorno a Medea che di fatto non hanno mai avuto accesso alle strutture sanitarie nazionali e che sono costretti a vivere con arti amputati o con protesi assolutamente inadeguate.&lt;br /&gt;A partire dal mese scorso č stato anche possibile ricoverare i primi pazienti utilizzando due piccole corsie di degenza dell'ospedale adiacente: anche chi viene da lontano ha ora la possibilita' di rimanere a Medea il tempo necessario per le cure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche nell'ospedale di Goderich, in Sierra Leone, un ex-paziente č stato assunto; potete leggere la sua &lt;a href="www.emergency.it/mdgidp"&gt;storia&lt;/a&gt; in "medici di guerra inviati di pace".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CAMBIAMO FINANZIARIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel sito &lt;a href="www.sbilanciamoci.org"&gt;sbilanciamoci&lt;/a&gt; si possono leggere le motivazioni e il testo della quarta "controfinanziaria" preparata da Sbilanciamoci: "una coalizione di trenta organizzazioni della societŕ civile che elabora un rapporto annuale nel quale, oltre a dare una lettura complessiva degli orientamenti di politica economica che emergono dalla legge Finanziaria e dal Bilancio dello Stato, sviluppa proposte alternative, puntuali e sostenibili su come usare la spesa pubblica per la societŕ, l'ambiente e la pace".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Emergency aderisce all'iniziativa sin dal suo primo anno (2000), con particolare attenzione, ovviamente, ai temi dei diritti e della pace che vi trovano spazio e rilievo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' possibile sostenere questa "controfinanziaria", manifestando condivisione del suo contenuto, firmando la &lt;a href="http://www.sbilanciamoci.org/petizione2003/"&gt;petizione "Cambiamo finanziaria&lt;/a&gt;" sul sito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Emergency&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-106715986508662013?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/106715986508662013'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/106715986508662013'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_10_26_archive.html#106715986508662013' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-106665263063286923</id><published>2003-10-20T14:23:00.000+02:00</published><updated>2003-10-20T14:24:05.590+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;Nell'anno 1944, il 20 ottobre  uno dei peggiori e cinici massacri &lt;br /&gt;nei confronti della popolazione civile di Milano.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tale data - erano le 11,24 - una formazione di circa 96 quadrimotori angloamericani si portň sulla cittŕ per colpire gli insediamenti industriali dove si temeva celassero produzioni belliche (BREDA, FALCK, PIRELLI, ALFA ROMEO e altri).&lt;br /&gt;Delle tre squadre che componevano il gruppo d'attacco la prima venne messa fuori gioco per un inconveniente tecnico, la seconda fu la sola che riuscě a colpire la BREDA mentre la terza, non si sa per quale motivo si trovň fuori rotta di 22 gradi; il comandante resosi conto troppo tardi aveva solo due possibilitŕ: o proseguire in quella direzione liberandosi del carico in aperta campagna, oppure sganciare immediatamente sulla cittŕ il carico di morte, anche se sotto di lui non c'erano obiettivi militari ma solo abitazioni civili. Decise per la seconda soluzione, che era giŕ cinica come scelta,  e il destino volle che un grappolo di  bombe centrň in pieno una scuola elementare dove si stavano svolgendo le normali lezioni, e che giŕ al primo allarme le avevano appena interrotte per recarsi ai rifugi.&lt;br /&gt;Nel quartiere di Gorla quel giorno si contarono circa 703 vittime, tra questi quasi 200 bambini dai 6 agli 11 anni, dalla prima alla quinta elementare, unitamente ai loro maestri, e alcune mamme che, dopo il primo allarme, apprensive erano accorse con in braccio altri bambini, per condurli nei rifugi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Link: &lt;a href="http://www.cronologia.it/mondo35c.htm"&gt;200 piccoli angeli&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.piccolimartiri.it"&gt;piccolimartiri&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-106665263063286923?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/106665263063286923'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/106665263063286923'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_10_19_archive.html#106665263063286923' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-106535972950076842</id><published>2003-10-05T15:15:00.000+02:00</published><updated>2003-10-05T15:15:29.450+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;Apat si', Apat no&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Con un decreto ministeriale dell'8 agosto 2002 veniva creata l'Apat, Agenzia per la protezione dell'ambiente e per servizi tecnici; vi confluisce il lavoro dell'Anpa, Agenzia nazionale per l'ambiente, che insieme alle sue strutture regionali (Arpa) esegue i monitoraggi dei livelli d'inquinamento in Italia.&lt;br /&gt;Con una circolare del 16 maggio 2003 il ministero dell'Ambiente invita tutti gli uffici dell'Apat a interrompere le proprie attivita' "in attesa delle nuove norme che s'intendono emanare in materia ambientale".&lt;br /&gt;Le nuove norme non sono ancora arrivate e domani all'Apat inizia il 15.mo torneo consecutivo di Briscola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da C@C@O&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-106535972950076842?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/106535972950076842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/106535972950076842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_10_05_archive.html#106535972950076842' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-106535969678507645</id><published>2003-10-05T15:14:00.001+02:00</published><updated>2003-10-05T15:15:56.310+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;Atlantide.TV&lt;br /&gt;Cineprese impazzite correvano sulle colline&lt;br /&gt;di Jacopo Fo&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Praticamente siamo in piena strutturazione di Atlantide.tv. Che non sia una situazione semplice lo si puo' immaginare.&lt;br /&gt;L'idea per noi ora e' quella di continuare a lavorare testa bassa. Abbiamo un solo imperativo assoluto produrre il meglio per il 3 novembre, data a partire dalla quale Atlantide.tv sara' in onda.&lt;br /&gt;Dove? Come? Questo lo comunicheremo poi. Non vogliamo rovinarvi la sorpresa.&lt;br /&gt;Qui si parla solo di grafica, cartoni animati, messa a fuoco, esposimetri, luci, audio in panne, programmi di montaggio. Mini dv, Dvd, Dv cam, Beta, Ccd, pixel e altra roba del genere. Quello che ho capito e' che al di sotto di 180 Gigabyte non si discute neanche.&lt;br /&gt;Comunque questo non conta. &lt;br /&gt;Alla fine l'importante e' se questa tv fara' ridere e riuscira' a raccontare quello che i media dominanti tacciono.&lt;br /&gt;Stanno arrivando le albe, da Torino, dalla Liguria, dall'Africa. E interviste a donne che in un minuto raccontano storie di molestie quotidiane, le notizie di Cacao lette da piu' di 150 persone sono gia' state montate, insieme alle sigle, le lezioni di teatro e di scrittura, le battute di Daniele Luttazzi e la pubblicita' dei riduttori di flusso. Sono gia' attive un paio di redazioni locali e altre si stanno organizzando.&lt;br /&gt;Arrivano video sciamanici dal Giappone, lezioni di Watsu dalla California e lezioni di danza del ventre da Forli'. A volte mandano un video a volte vengono direttamente a Alcatraz a farsi riprendere.&lt;br /&gt;Sabato scorso c'erano all'opera 7 set contemporaneamente. Hollywood Umbria.&lt;br /&gt;Ovviamente oltre alle rose e ai fiori ci sono dei porcospini feroci da affrontare.&lt;br /&gt;Come accade in tutte le grandi imprese a un certo punto tutto si ingrippa e sembra che non vada. Ma questa deve andare.&lt;br /&gt;Deve andare a tutti i costi. &lt;br /&gt;C'e' troppa roba che bisogna far vedere in giro. Troppi claun esilaranti, troppi ballerini incantati, troppe bugie sull'Iraq, troppi silenzi. &lt;br /&gt;Lo facciamo per noi, perche' ci stiamo veramente appassionando a questa avventura. Ma lo facciamo anche per un minimo di rispetto verso le cose.&lt;br /&gt;E' giusto diventare media noi stessi. Continuare a lamentarsi perche' la tv disinforma sui condoni edilizi, fiscali, energetici, morali non e' utile e fa venire le rughe intorno agli occhi. &lt;br /&gt;E poi, fino a quando Angela Labellarte continuera' a cucinare delizie biodinamiche possiamo andare avanti a girare, montare, recitare, fare palinsesti e inchieste e contabilizzare il tutto su comodi fogli Excel.&lt;br /&gt;E speriamo che questa tv ti piacera' in maniera pazzesca e che ci darai una mano a farla e a far sapere che esiste.&lt;br /&gt;Loro hanno tv miliardarie. Ma noi abbiamo un vantaggio fondamentale: siamo vivi.&lt;br /&gt;Per questo siamo piu' simpatici e telegenici.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;P.S.: Domenica prossima (il 12) saremo alla Marcia della pace, in zona Bastia, cioe' poco prima dell'arrivo a Assisi e ci esibiremo nel tradizionale Pediluvio per i Marciatori dai Piedi Stanchi (un presidio medico sanitario godurioso). Cerchiamo chi venga a darci una mano (o un piede (ok e' una battuta scema ma non ho resistito, chiedo perdono e' stato piu' forte di me)) a partire dalle 9 del mattino. Cercaci e vieni indossando vestiti da claun, da dinosauro o da qualunque altra entita' che possa comunicare la tua distanza psicologica dalla normalita' delle Multinazionali del Dolore. Sono gradite bande musicali, pattinatori, trampolieri, fenicotteri.  &lt;br /&gt;L'arte e' rivoluzionaria!&lt;br /&gt;Una risata li seppellira'.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-106535969678507645?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/106535969678507645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/106535969678507645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_10_05_archive.html#106535969678507645' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-106535969042899201</id><published>2003-10-05T15:14:00.000+02:00</published><updated>2003-10-05T15:14:50.390+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;Emergency: Aggiornamenti sul progetto Sierra Leone&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Centro chirurgico di Goderich a novembre compirŕ due anni.&lt;br /&gt;Le attivitŕ proseguono ad un ritmo costante ed intenso con una media di 140&lt;br /&gt;pazienti chirurgici al mese.&lt;br /&gt;Sono da poco terminati i lavori per la costruzione di due nuove corsie accanto&lt;br /&gt;al blocco che giŕ ospita le altre quattro. La necessitŕ dell'allargamento si č&lt;br /&gt;imposta da un lato perché sono in costante aumento i pazienti traumatizzati&lt;br /&gt;dall'altro per garantire una migliore assistenza ai pazienti pediatrici.&lt;br /&gt;Una volta attive, le sei corsie - con una capacitŕ che si avvicina ai 100 posti&lt;br /&gt;letto - permetteranno di riprendere a pieno regime anche la chirurgia elettiva&lt;br /&gt;che negli ultimi mesi č stata sacrificata per far fronte alle continue urgenze.&lt;br /&gt;Il costante aumento di pazienti chirurgici č dovuto alla crescente notorietŕ di&lt;br /&gt;Emergency nel Paese oltre ai buoni rapporti con gli ospedali statali e le altre&lt;br /&gt;Ong presenti in Sierra Leone che trasferiscono a Goderich i loro pazienti.&lt;br /&gt;Questo dimostra anche che, sebbene siano in corso investimenti per la&lt;br /&gt;ricostruzione di strutture sanitarie, nessuna di esse č ancora in grado di&lt;br /&gt;prestare servizi adeguati e il centro di Emergency rimane l'unico centro di&lt;br /&gt;riferimento per la chirurgia oltre che l'unica struttura che offre formazione&lt;br /&gt;allo staff medico.&lt;br /&gt;A questo proposito un grande, recente risultato č stato raggiunto attraverso un&lt;br /&gt;corso di sei mesi per infermieri di anestesia che si č svolto presso il centro&lt;br /&gt;di Goderich.&lt;br /&gt;Gli infermieri sono ora riconosciuti dal Ministero della Sanitŕ e abilitati&lt;br /&gt;oltre che ad esercitare la professione anche a formare nuovi colleghi.&lt;br /&gt;Ricordiamo che in Sierra Leone la classe medica č tuttora praticamente&lt;br /&gt;inesistente e fino a poche settimane fa in tutto il paese si trovava un solo&lt;br /&gt;medico anestesista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-106535969042899201?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/106535969042899201'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/106535969042899201'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_10_05_archive.html#106535969042899201' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-106478516589451423</id><published>2003-09-28T23:39:00.000+02:00</published><updated>2003-09-28T23:39:25.656+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Lettera di Mia Couto al President Bush in "Savana", 21 Marzo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presidente Bush, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sono uno scrittore di una nazione povera, un paese che č giŕ stato incluso nella vostra lista nera. Milioni di mozambicani ignorano che male vi abbiano fatto. Siamo piccoli e poveri: che minaccia possiamo rappresentare? La nostra arma di distruzione di massa, in fondo, č rivolta verso di noi: č la fame, la miseria. Ebbene io, povero scrittore di un povero paese, ho fatto un sogno. Come Martin Luther King una volta sognň che l'America era la nazione di tutti gli americani. Ho sognato che non ero un uomo, ma un Paese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sě, un Paese che non riusciva a dormire perché viveva spaventato da cose terribili. Quel timore mi ha portato a esprimere una richiesta che, nel sogno, aveva a che vedere con Lei, caro Presidente. Esigevo che gli Stati  Uniti d'America procedessero con l'eliminazione delle loro armi di distruzione di massa. Esigevo inoltre che ispettori delle Nazioni Unite fossero inviati nel vostro Paese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I fatti che alimentavano il mio sospetto purtroppo erano reali, e non prodotti dal sogno. La lista č cosi lunga che ne sceglierň soltanto qualcuno. Eccoli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Gli Stati Uniti sono l'unica nazione al mondo che ha lanciato bombe atomiche su altre nazioni; il suo Paese č stato l'unico ad essere condannato per "uso illegittimo della forza" dal Tribunale Internazionale di Giustizia; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Le forze americane hanno istruito e armato fondamentalisti islamici fra i piů estremisti (compreso il terrorista Bin Laden) col pretesto di rovesciare gli invasori russi in Afghanistan; il regime di Saddam Hussein a stato appoggiato dagli Stati Uniti mentre metteva in alto le peggiori atrocitŕ contro iracheni (compreso il massacro dei curdi con i gas); &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Come molti altri leader legittimi, l'africano Patrice Lumumba venne assassinato con I'aiuto della CIA (fu arrestato e torturato, poi gli spararono in testa e il suo corpo venne disciolto nell'acido cloridrico); &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Come tanti altri fantocci, Mobutu Seseseko venne posto al potere da vostri agenti, e concesse speciali servizi allo spionaggio americano; l'invasione di Timor Est da parte dei militari indonesiani ha ottenuto l'appoggio degli Stati Uniti; nell'agosto del 1998, le forze aeree degli Stati Uniti hanno bombardato in Sudan una fabbrica di medicinali, chiamata Al-Shifa. Un errore? No, si trattava di una rappresaglia in seguito agli attentati di Nairobi e Dar-es-Saalam. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Dalla Seconda Guerra Mondiale in poi, gli Stati Uniti hanno bombardato: la Cina (1945-46), la Corea e la Cina (1950-53), il Guatemala (1954), l'Indonesia (1958), Cuba (1959-1961), il Guatemala (1960), il Congo (1964), il Peru (1965), il Laos (1961-1973 ), il Vietnam (1961-1973), la Cambogia (1969-1970), il Guatemala (1967-1973), Grenada (1983), il Libano (1983-1984), la Libia (1986), il Salvador (1980), il Nicaragua (1980), l'Iran (1987), Panama (1989),l'Iraq (1990-2001), il Kuwait (1991), la Somalia (1993), la Bosnia (1994-95), il Sudan (1998), I'Afganistan (1998), la Jugoslavia (1999). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Svegliandomi, sono passato dall'incubo del sonno a quello della realtŕ. La guerra che Lei, Signor Presidente, si č ostinato a voler intraprendere, ci  potrŕ liberare da un dittatore. Ma diventeremo tutti piů poveri. Avremo meno speranza in un futuro governato dalla ragione e dalla morale. Avremo meno fiducia nella forza regolatrice delle Nazioni Unite. Resteremo, alla fine, piů soli e abbandonati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signor Presidente, l'Iraq non č Saddam. Sono 22 milioni di madri e figli e di uomini che lavorano e sognano come fanno i comuni nordamericani (...) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine, ci libereremo di Saddam. Ma continueremo ad essere prigionieri della logica della guerra e dell'arroganza. Non voglio che i miei figli (né i suoi) vivano dominati dal fantasma della paura. E che pensino che, per vivere tranquilli, abbiano bisogno di costruirsi una fortezza. E che saranno solo al sicuro quando dovranno spendere fortune in armamenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vescovo americano Monsignor Robert Bowan, le ha scritto, alla fine dell'anno scorso, una lettera intitolata: «Perche il mondo odia gli Stati Uniti?». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bowman, vescovo delta chiesa cattolica della Florida, ha combattuto in Vietnam. Sa cos'e la guerra, e ha scritto: "Siamo obbiettivo dei terroristi perché , nella maggior parte del mondo, il nostro governo ha difeso la dittatura, la schiavitů e lo sfruttamento degli esseri umani. Siamo obbiettivo dei terroristi perché siamo odiati. E siamo odiati perche il nostro governo commette cose odiose". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La maggior minaccia che incombe sull'America non sono gli armamenti degli altri ma l'universo di menzogne che si č creato intorno ai vostri cittadini. Il pericolo non č il regime di Saddam, né nessun altro regime. Bensě il sentimento di superioritŕ che sembra animare il suo governo. Il suo nemico principale non č fuori. E' dentro agli Stati Uniti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io vorrei poter festeggiare la caduta di Saddam Hussein. E festeggiare con tutti gli americani. Ma senza ipocrisia, senza argomenti ad uso di minorati mentali. Perche noi, caro Presidente Bush, noi, i popoli dei paesi piccoli, abbiamo un'arma di costruzione di massa: la capacitŕ di pensare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mia Couto&lt;br /&gt;(scrittore mozambicano, una delle voci piů interessanti delle letteratura africana contemporanea. Alcune delle sue opere sono tradotte in italiano) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Traduzione di Roberto Francavilla) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://english.pravda.ru/world/2003/04/02/45426.html"&gt;Testo integrale inglese&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-106478516589451423?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/106478516589451423'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/106478516589451423'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_09_28_archive.html#106478516589451423' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-106326973928678689</id><published>2003-09-11T10:42:00.000+02:00</published><updated>2003-09-11T10:42:19.283+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;AMNESTY INTERNATIONAL: CILE, TRENT'ANNI DOPO NON POSSONO ESSERCI PIU' &lt;br /&gt;SCUSE PER L'IMPUNITA'&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Quest'anno l'anniversario del colpo di Stato militare dovra' essere &lt;br /&gt;marcato dal pieno impegno delle autorita' cilene per raggiungere verita', &lt;br /&gt;giustizia e riconciliazione e per assumere tutte le misure necessarie al &lt;br /&gt;fine di riconoscere e rispettare i diritti delle vittime delle violazioni &lt;br /&gt;dei diritti umani e delle loro famiglie". E' quanto dichiarato da Amnesty &lt;br /&gt;International alla vigilia del trentesimo anniversario del golpe diretto &lt;br /&gt;da Augusto Pinochet, che diede vita a un regime militare che governo' il &lt;br /&gt;Cile fino al 1990.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tredici anni dopo il ritorno del governo civile, molte preoccupanti &lt;br /&gt;questioni ? come l'impunita' per gli autori delle gravi violazioni dei &lt;br /&gt;diritti umani commesse sotto il regime militare e la richiesta di piena &lt;br /&gt;riparazione per le vittime e le loro famiglie ? rimangono irrisolte nella &lt;br /&gt;lotta per affrontare la pesante eredita' di 27 anni di gravi abusi dei &lt;br /&gt;diritti umani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;strong&gt;Il colpo di Stato dell'11 settembre 1973&lt;/strong&gt; divise la societa' cilena e &lt;br /&gt;inauguro' una catena di eventi brutali le cui ripercussioni si avvertono &lt;br /&gt;ancora oggi, a 30 anni di distanza" ha affermato Amnesty International. &lt;br /&gt;"Di fronte agli attuali richiami all'unita' nazionale, occorre ribadire &lt;br /&gt;che un'effettiva riconciliazione non potra' essere raggiunta fino a quando &lt;br /&gt;non saranno stabilite verita' e giustizia".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le diffuse e sistematiche "sparizioni", esecuzioni extragiudiziali e &lt;br /&gt;torture di cui si rese responsabile il regime militare cileno &lt;br /&gt;costituiscono crimini contro l'umanita'. La sorte della maggior parte &lt;br /&gt;degli "scomparsi" resta sconosciuta e la vasta maggioranza dei &lt;br /&gt;responsabili di quelle violazioni dei diritti umani rimane impunita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le recenti proposte in tema di diritti umani avanzate dal governo cileno &lt;br /&gt;rappresentano un passo positivo, ma Amnesty International continua a &lt;br /&gt;intravedere diversi ostacoli sul cammino per ottenere quella giustizia, &lt;br /&gt;quella verita' e quella riparazione per cui le vittime e le loro famiglie &lt;br /&gt;stanno lottando da 30 anni. Il principale di questi ostacoli e' costituito &lt;br /&gt;dal Decreto legge 2191 del 1978, conosciuto come Legge di amnistia, che &lt;br /&gt;garantisce l'immunita' dai procedimenti giudiziari ai militari implicati &lt;br /&gt;negli abusi dei diritti umani commessi all'indomani del colpo di Stato e &lt;br /&gt;fino al marzo 1978.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Questa legge, che ha ostacolato la verita' e la giustizia per 25 anni, e' &lt;br /&gt;incompatibile con gli obblighi assunti dal Cile sulla base del diritto &lt;br /&gt;internazionale. Deve essere invalidata e abolita" ha sottolineato &lt;br /&gt;l'organizzazione per i diritti umani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro ostacolo e' rappresentato dall'ampia giurisdizione dei tribunali &lt;br /&gt;militari, che va ridotta. Le autorita' cilene devono assumere i &lt;br /&gt;provvedimenti opportuni per far si' che i casi di violazioni dei diritti &lt;br /&gt;umani commesse dalla giunta militare siano esaminati da corti civili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, l'impunita' per i violatori dei diritti umani non deve essere &lt;br /&gt;perpetuata attraverso amnistie, provvedimenti di grazia o ulteriori atti &lt;br /&gt;che garantiscano l'immunita' dai procedimenti giudiziari ai militari che &lt;br /&gt;sostengono di aver agito eseguendo ordini superiori. Amnesty International &lt;br /&gt;ricorda che invocare il rispetto degli ordini superiori in caso di crimini &lt;br /&gt;contro l'umanita' e' assolutamente proibito dal diritto internazionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo 30 anni di campagne per i diritti umani in Cile, Amnesty &lt;br /&gt;International rinnova la richiesta a nome di migliaia di vittime affinche' &lt;br /&gt;le autorita' agiscano immediatamente per dare seguito ai propri recenti &lt;br /&gt;propositi attraverso un programma di piene indagini e riparazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ulteriori informazioni&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Un mese fa, il presidente Ricardo Lagos ha reso noto il programma del &lt;br /&gt;governo per affrontare l'eredita' degli abusi dei diritti umani commessi &lt;br /&gt;sotto il regime militare di Augusto Pinochet. Le proposte del governo &lt;br /&gt;vengono finalmente incontro alla richiesta di migliaia di vittime della &lt;br /&gt;tortura, che chiedono il riconoscimento ufficiale della sofferenza patita &lt;br /&gt;e una riparazione per questa gravissima violazione dei diritti umani. Due &lt;br /&gt;commissioni governative istituite all'inizio degli anni 1990 hanno &lt;br /&gt;ufficialmente documentato 3197 casi di vittime di "sparizioni", esecuzioni &lt;br /&gt;extragiudiziali e uccisioni a seguito di tortura sotto il regime militare. &lt;br /&gt;Tuttavia, questi dati non comprendono le migliaia di vittime di tortura &lt;br /&gt;sopravvissute a quell'incubo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMUNICATO  STAMPA DI AMNESTY INTERNATIONAL&lt;br /&gt;Roma, 10 settembre 2003&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-106326973928678689?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/106326973928678689'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/106326973928678689'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_09_07_archive.html#106326973928678689' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-106104729961149624</id><published>2003-08-16T17:21:00.000+02:00</published><updated>2003-08-16T17:21:39.610+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;Scrive Gino Strada&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Care amiche e cari amici,&lt;br /&gt;vi avevamo annunciato una pausa estiva ma abbiamo ritenuto importante &lt;br /&gt;informarvi riguardo due progetti che hanno preso il via nei giorni &lt;br /&gt;scorsi.&lt;br /&gt;Innanzitutto siamo finalmente riusciti, dopo non poche difficolta', ad &lt;br /&gt;iniziare l'intervento di Emergency in Palestina, precisamente a Jenin.&lt;br /&gt;Un nostro team lavora attualmente nell’ospedale di Jenin, dove ci e' &lt;br /&gt;stato chiesto di occuparci della chirurgia ortopedica, soprattutto &lt;br /&gt;pediatrica, e della fisioterapia.&lt;br /&gt;Non e' stato facile entrare in Palestina ufficialmente, con l'accordo &lt;br /&gt;di tutte le parti in conflitto: cio' ha richiesto molta pazienza e &lt;br /&gt;lavoro di diplomazia, ma ce l'abbiamo fatta.&lt;br /&gt;Il programma e' solo all'inizio, ci si sta rendendo conto, di giorno in &lt;br /&gt;giorno, di nuovi problemi e necessita', ma siamo certi di poter &lt;br /&gt;sviluppare un intervento importante nei prossimi mesi.&lt;br /&gt;Inoltre, l'11 agosto e' stato inaugurato a Kabul il nuovo reparto di &lt;br /&gt;Rianimazione: una struttura (6 letti) di standard europeo, che &lt;br /&gt;consentira' di portare assistenza a pazienti diversi (comi, shock emorragici &lt;br /&gt;ecc.) che prima non avevano alcuna possibilita' di cura.&lt;br /&gt;Si tratta, ovviamente, del primo reparto del genere in Afghanistan: ci &lt;br /&gt;a' sembrato necessario fare questo passo per estendere anche ai &lt;br /&gt;cittadini di quel Paese un diritto e una pratica che da noi consideriamo &lt;br /&gt;scontati.&lt;br /&gt;Vi terremo informati sugli sviluppi di questi nuovi progetti e sui &lt;br /&gt;risultati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gino&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-106104729961149624?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/106104729961149624'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/106104729961149624'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_08_10_archive.html#106104729961149624' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-105998869538149183</id><published>2003-08-04T11:18:00.000+02:00</published><updated>2003-08-04T11:18:15.356+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;Congo: MSF denuncia continue violenze&lt;br /&gt;Dopo 50.000 morti, una parte della regione č terra di conquista per le numerose milizie etniche&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'organizzazione internazionale umanitaria Medici Senza Frontiere denuncia la totale assenza di protezione dei civili nella regione di Ituri nord-est del Congo teoricamente protetta da un contingente internazionale. Intanto al Palazzo di Vetro i lavori che dovrebbero portare all'incremento del contingente internazionale vanno a rilento.&lt;br /&gt;Nel rapporto intitolato " &lt;a href="http://www.msf.it/msfinforma/comunicati_stampa/Ituring.pdf"&gt;Ituri le promesse non mantenute&lt;/a&gt;", MSF denuncia come "&lt;a href="http://www.msf.it/msfinforma/comunicati_stampa/25072003.shtml"&gt;l'attuale livello &lt;/a&gt;di protezione e assistenza dei civili č molto lontano dall'essere accettabile". In tutta la regione, che ha giŕ pagato un tributo di 50 mila morti dall'inizio del conflitto, solo alcune zone della cittŕ di Bunia sono sicure. Il resto della regione č diventato invece terra di conquista per le numerose milizie etniche. Di questi giorni le notizie di nuovi massacri attorno a Bunia, dall'inizio del mese si contano giŕ 150 vittime. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un &lt;a href="http://unimondo.oneworld.net/article/view/63801/1/"&gt;appello&lt;/a&gt; reso pubblico alcuni giorni fa da Pax Christi si sottolinea come si renda ormai necessaria un'estensione dei mandati di peacekeeping ed un maggiore coinvolgimento di Onu e Ue per poter pensare di porre una fine alle ripetute stragi nella regione. I lavori al Palazzo di Vetro per aumentare il contingente proseguono invece per il momento a rilento e la forza di pace guidata dai militari francesi, presente sul territorio, non ha il mandato per operare all'infuori di Bunia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Warnews nota come i &lt;a href="http://www.warnews.it/index.cgi?id=1821"&gt;recenti sviluppi &lt;/a&gt;politici a Kinshasa, che sembrano aver portato ad uno sblocco della situazione con la formazione di un governo capitanato dal presidente Joseph Kabila, rischia di far passare in secondo piano il conflitto in Ituri, la cui soluzione appare indispensabile per il futuro ancora molto incerto del paese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto da: &lt;a href="www.unimondo.oneworld.net"&gt;unimondo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni links:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.msf.it/"&gt;Medici Senza Frontiere&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.warnews.it/"&gt;War News&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.paxchristi.it/"&gt;Pax Christi&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.oneworld.net/"&gt;One World&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-105998869538149183?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105998869538149183'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105998869538149183'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_08_03_archive.html#105998869538149183' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-105998850781664164</id><published>2003-08-04T11:15:00.000+02:00</published><updated>2003-08-04T11:15:07.800+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;Internet sotto sorveglianza&lt;br /&gt;Alcuni governi e organismi dimostrano di temere Internet e la sua capacitŕ di diffondere la veritŕ&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Internet č uno dei veicoli piů validi per la difesa della libertŕ, poiché offre la veritŕ a chi vuole vederla e intenderla. Non č quindi sorprendente che alcuni governi e organismi dimostrino di temere Internet e la sua capacitŕ di diffondere la veritŕ".&lt;br /&gt;Con queste parole di uno dei padri della rete, Vinton G. Cerf, la celebre organizzazione Reporters sans frontičres ha annunciato la disponibilitŕ del rapporto 2003: "Internet sotto stretta sorveglianza - Gli ostacoli alla circolazione della libera informazione sulla Rete".&lt;br /&gt;Se il numero di internauti cinesi raddoppia praticamente ogni sei mesi, e quello dei siti si duplica ogni anno, questa crescita folgorante della Rete si accompagna ad un altrettanto notevole sforzo di controllo, di censura e di repressione proporzionale alla dinamica espansiva che ha caratterizzato lo sviluppo del Net. Leggi liberticide, cyberdissidenti prigionieri, siti bloccati, sorveglianza dei forum di discussione, cybercaffč chiusi, in Cina in particolare. Insomma: per tentare di mettere la museruola alla Rete, i governi non esitano a mettere in campo un imponente apparato repressivo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arresti di cyberdissidenti, blocco dell'accesso ai siti giudicati "politicamente o culturalmente scorretti", controllo della posta elettronica... per quanto assai poco sviluppata in paesi come il Vietnam, dove Internet č da sempre nel mirino del Partito comunista. Il governo di Hanoi sembra intenzionato infatti a voler riprodurre alla lettera in modello cinese di controllo della Rete. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Con un permesso di accesso sottoposto a una serie di rigide autorizzazioni e un razionamento della strumentazione necessaria - scrive Reporters sans frontičres - Internet a Cuba sembra costretto invece a rimanere un fenomeno limitato e sottoposto ad altissima sorveglianza. La strumentazione necessaria, compresa quella di ultima generazione, č in pratica disponibile solo nei negozi specializzati gestiti dallo Stato, accessibili peraltro solo previa autorizzazione da parte delle autoritŕ competenti. Del resto, il governo ha iniziato a legiferare fin dall'apparizione di Internet sull'isola. Nel giugno 1996, il decreto-legge 209, intitolato "Accesso dalla Repubblica di Cuba alla rete informatica globale", precisava che il suo utilizzo non poteva essere fatto "in violazione dei principi morali della societŕ cubana o dei testi di legge in vigore nel paese", e che i messaggi di posta elettronica non devono in alcun caso "compromettere la sicurezza nazionale".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Tunisia, la linea ufficiale sembrerebbe apparentemente essere favorevole allo sviluppo rapido e a una democratizzazione esemplare di Internet. Eppure, i servizi di sicurezza continuano ad operare in direzione di un'implacabile sorveglianza del cyberspazio. Censura dei siti, intercettazione delle e-mail, controllo serrato dei cybercaffč, arresti e condanne arbitrarie continuano a essere il pane quotidiano degli internauti. Arrestato nel 2002, il cyberdissidente Zouhair Yahyaoui č stato condannato a due anni di carcere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"In totale - continuano Reporters sans frontičres - al 13 giugno 2003, risultano essere oltre una cinquantina gli internauti prigionieri nelle varie carceri del mondo, di cui almeno tre quarti sono detenuti in Cina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se Internet sembra essere diventato ormai la bestia nera dei regimi autoritari ad ogni latitudine, senza eccezione neppure per le nostre belle, vecchie democrazie, l'adozione di una serie di leggi antiterrorismo ha, di fatto, rafforzato il controllo delle autoritŕ sulla Rete e messo in pericolo il principio della protezione delle fonti giornalistiche. Come č il caso soprattutto degli Stati Uniti, del Regno Unito o della Francia.&lt;br /&gt;Se prima dell'11 settembre una parte importante del dibattito sulle cose della rete in Occidente verteva proprio sul difficile equilibrio tra sicurezza, privacy e libertŕ digitali, dopo i drammatici eventi di New York e Washington tutto č cambiato e la bilancia si č spostata completamente sul fronte della sicurezza. Sull'altare della sicurezza sono stati sacrificati diritti che un tempo non venivano neppure messi in discussione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Questo rapporto - spiegano gli autori - affronta quindi la situazione di Internet in 60 paesi, nel periodo temporale che va dalla primavera 2001 alla primavera 2003. La prefazione č a cura di Vinton G. Cerf, che viene considerato il 'padrč di Internet". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come noto Cerf č una delle menti dietro il protocollo di comunicazione in rete nonché dietro numerose altre iniziative per lo sviluppo di internet. Con molte dichiarazioni, come quella riportata in testa a questo articolo, Cerf ha sostenuto la bandiera delle libertŕ digitali, quale veicolo di un mondo migliore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La versione integrale del rapporto 2003 č disponibile ora sul sito dell'organizzazione. Puň essere scaricato in pdf e per 10 euro piů le spese si puň acquistare anche la brochure rilegata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di seguito alcuni emblematici casi di gravi episodi di censura estratti dal rapporto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;42 cyberdissidenti sono prigionieri in Cina, tra cui: &lt;br /&gt;Liu Di, detenuta in una localitŕ segreta&lt;br /&gt;Liu Di, 22 anni, č stata arrestata nel campus dell'universitŕ di Pechino, il 7 novembre 2002. Da allora, č prigioniera in una localitŕ segreta. Studentessa di psicologia, "il mouse inossidabile" - era questo il suo pseudonimo in Internet - aveva incoraggiato gli internauti a "ignorare la propaganda del regime cinese" e invitato a "vivere in tutta libertŕ".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Huang Qi condannato a cinque anni di carcere&lt;br /&gt;Creatore del sito Internet www.tianwang.com, Huang Qi č stato arrestato, il 3 giugno del 2000. Ha dovuto aspettare tre anni prima di sapere di essere stato condannato a cinque anni di carcere per "sovversione" e "incitamento alla rivolta contro i poteri dello Stato". Al momento del suo processo-farsa che si č tenuto a porte chiuse nell'agosto 2001, il cyberdissidente, sfinito dai lunghi interrogatori e dalle pesanti condizioni di detenzione, portava sul volto e sul corpo i segni evidenti dei maltrattamenti che gli venivano regolarmente inflitti dai suoi guardiani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3 cyberdissidenti sono prigionieri alle Maldive, tra cui: &lt;br /&gt;Ahmad Didi condannato a 25 anni di carcere&lt;br /&gt;Ahmad Didi, 50 anni, era un brillante uomo d'affari e si era candidato per un posto di deputato nel suo paese. Ma con altre tre illustri personalitŕ delle Maldive, ha avuto l'idea di lanciare Sandhaanu, un bollettino di informazioni diffuso su Internet. Il presidente delle Maldive ha ordinato il loro arresto nel gennaio 2002. Nel luglio dello scorso anno, sono stati condannati a una pena di 25 anni di carcere per aver "insultato il Presidente " e aver tentato di "rovesciare il governo (...) creando un bollettino chiamato Sandhaanu". Dopo l'annuncio della sentenza, le autoritŕ del paese hanno rifiutato il ricorso in appello ai prigionieri, che continuano a essere sprovvisti di avvocati per la loro difesa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5 cyberdissidenti sono prigionieri in Vięt-nam, tra cui: &lt;br /&gt;Le Chi Quang condannato a quattro anni di carcere&lt;br /&gt;Le Chi Quang, 32 anni, laureato in chimica e in diritto, č stato arrestato il 21 febbraio 2002 in un cybercaffč di Hanoi da un poliziotto in borghese che si era spacciato per un internauta. Č stato condannato, l'8 novembre 2002, a quattro anni di carcere per aver pubblicato su Internet degli articoli critici nei confronti del regime comunista. Nonostante questo cyberdissidente sia gravemente sofferente per problemi di insufficienza renale, il tribunale di Hanoi ha recentemente rifiutato la sua liberazione per "motivi di salute".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 cyberdissidente č prigioniero in Tunisia: &lt;br /&gt;Zouhair Yahyaoui condannato a due anni di carcere&lt;br /&gt;Nel luglio 2001, appena laureato e disoccupato con la passione di Internet, Zouhair Yahyaoui lancia, dalla Tunisia, un sito di informazioni. Il 4 giugno 2002, viene arrestato in un cybercaffč alla periferia di Tunisi.&lt;br /&gt;Durante gli interrogatori, il cyberdissidente rivela la password del sito e viene ferocemente torturato. Il 10 luglio 2002, viene condannato a due anni di carcere per "diffusione di notizie false". Dall'inizio dell'anno 2003, Zouhair Yahyaoui č entrato per ben tre volte in sciopero della fame. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto da: &lt;a href="www.punto-informatico.it"&gt;puntoinformatico&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-105998850781664164?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105998850781664164'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105998850781664164'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_08_03_archive.html#105998850781664164' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-105998840710059332</id><published>2003-08-04T11:13:00.000+02:00</published><updated>2003-08-04T11:13:27.080+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;Missione di Amnesty International a Bagdad&lt;br /&gt;La promessa di portare i diritti umani a tutti gli iracheni deve essere ancora rispettata&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre le giubbe blu americane portavano a casa i primi due scalpi veramente importanti della loro guerra in Iraq (Uday e Qusay, i figli di Saddam), a Bagdad arrivava una missione di Amnesty international. Scopo della missione, che durerŕ fino a venerdě 25 luglio, č quello di verificare di persona il rispetto dei diritti umani da parte delle forze occupanti e ribadire l'impegno dell'associazione per assicurare la giustizia nel paese. Una giustizia giusta, usando una formula assai di moda in Italia, e non una giustizia faidate, da crociati dell'impero occidentale. Che č, purtroppo, quello che sta invece accadendo, come dimostra il primo comunicato diffuso oggi dalla delegazione di Amnesty: ci sono infatti poche luci e moltissime ombre sull'operato dei "liberatori" dopo la caduta del regime di Saddam. Ma ecco la versione integrale del j'accuse, inviataci via mail dalla sezione italiana dell'organizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DIRITTI UMANI, UN FALLIMENTO CONTINUO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo oltre cento giorni di occupazione la promessa di portare i diritti umani a tutti gli iracheni deve essere ancora rispettata, ha dichiarato oggi Mahmoud Ben Romdhane, a capo della delegazione di Amnesty international attualmente in missione in Iraq. Descrivendo i contenuti di un memorandum sulle preoccupazioni riguardanti il rispetto della legge e dell'ordine, Ben Romdhane ha affermato: "Il popolo iracheno ha sofferto troppo a lungo: č una vergogna dover sentire ancora di persone detenute in condizioni inumane, senza che le loro famiglie sappiano dove sono finite e senza poter avere accesso a un giudice o a un avvocato, spesso per settimane".&lt;br /&gt;Secondo le testimonianze di ex detenuti raccolte da Amnesty, i prigionieri della Coalizione (cosě vengono definite le forze angloamericane protagoniste della guerra in Iraq, ndr.) venivano tenuti in tende in condizioni climatiche estreme e non avevano sufficiente acqua da bere o per lavarsi. Erano costretti a usare trincee all'aperto come servizi igienici e non veniva loro fornito ricambio, anche a due mesi di distanza dall'arresto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amnesty ha indagato su una serie di casi di detenzione illegale, in cui le forze della Coalizione hanno subordinato all'autorizzazione di un proprio alto ufficiale l'esecuzione degli ordini di scarcerazione emessi dai giudici inquirenti iracheni. "Si tratta di una flagrante violazione della legge", ha accusato il delegato dell'associazione Curt Goering. L'organizzazione per i diritti umani ha ricevuto denunce di torture e maltrattamenti da parte delle forze della Coalizione. I metodi comprendono la privazione del sonno, l'obbligo di rimanere a lungo in posizioni dolorose, spesso combinato alla diffusione di musica ad alto volume, l'incappucciamento e l'esposizione a luce intensa. "Molti dei soldati della Coalizione e dei membri della polizia militare incaricati di far rispettare la legge non hanno le conoscenze e gli strumenti di base per essere impegnati in attivitŕ di polizia civile o per sapere qual č la legge che si suppone debbano far applicare", ha aggiunto Goering. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le persone intervistate da Amnesty hanno denunciato che i soldati hanno devastato proprietŕ private come automobili e arredamenti anche quando i proprietari avevano loro fornito le chiavi. In numerosi casi č stata segnalata anche la confisca di beni e danaro a seguito di arresti, cosě come la loro mancata restituzione al momento della scarcerazione. In un caso, le autoritŕ statunitensi hanno ammesso che alcuni militari avevano commesso un reato, prelevando tre milioni di dinari (circa 2000 dollari) da un'abitazione. Il risarcimento, a loro dire, sarebbe stato lungo e difficile perché non vi era modo di capire dove fosse stazionata la divisione accusata di quel reato. &lt;br /&gt;Amnesty international ha documentato diversi casi di uccisioni di manifestanti iracheni da parte di soldati americani in circostanze controverse. Se č vero che le forze della Coalizione sono impegnate in situazioni complesse (tra cui operazioni di combattimento e casi in cui la forza puň essere necessaria, ad esempio per disperdere dimostrazioni violente), esse devono comunque rispettare gli standard internazionali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 26 giugno il dodicenne Mohammad al-Kubaisi č stato colpito dalle forze americane mentre queste stavano perlustrando la zona intorno alla sua abitazione. Quella sera, come al solito, il ragazzo stava portando in terrazza la biancheria da letto quando un soldato ha aperto il fuoco dalla casa di fronte. I vicini hanno tentato di caricarlo su un'auto per trasportarlo al vicino ospedale, ma sono stati bloccati da un mezzo militare americano. I soldati li hanno costretti a sdraiarsi a terra e dopo quindici minuti li hanno obbligati a tornare a casa perché era scattato il coprifuoco. A quel punto Mohammad era giŕ morto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A seguito delle riforme introdotte dalle Potenze Occupanti, i tribunali iracheni non hanno piů giurisdizione sul personale della Coalizione in relazione a questioni di natura civile e penale. "Data la natura delle accuse che stanno emergendo, le autoritŕ provvisorie della Coalizione devono chiarire urgentemente quali sono i meccanismi disciplinari e penali adottati per chiamare le forze della Coalizione, e le stesse autoritŕ provvisorie, a rispondere del proprio operato", ha aggiunto Mahmoud Ben Romdhane. &lt;br /&gt;Nel suo memorandum, Amnesty international manifesta apprezzamento per alcune delle misure assunte dai governi di Stati uniti e Regno Unito nell'ambito dell'amministrazione dei poteri provvisori, come la sospensione della pena di morte e l'abolizione dei tribunali speciali rivoluzionari e di quelli per la sicurezza nazionale, noti per la clamorosa irregolaritŕ dei loro processi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Testo di Maurizio Pluda&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto da: &lt;a href="www.clarence.com"&gt;clarence&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.amnesty.it/crisi/iraq/"&gt;Il sito di Amnesty dedicato alla crisi irachena&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-105998840710059332?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105998840710059332'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105998840710059332'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_08_03_archive.html#105998840710059332' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-105998829116004651</id><published>2003-08-04T11:11:00.000+02:00</published><updated>2003-08-04T11:11:31.143+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;img src="http://news.promiseland.it/a/img/0warnews.JPG" align=Left&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Viaggio a Bagdad&lt;br /&gt;Il diario di viaggio di una reporter indipendente che ha di recente compiuto un viaggio nella capitale irachena&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono le h. 17,00 quando arriviamo a Baghdad. Il viaggio č stato molto lungo. &lt;br /&gt;Eccola Baghdad! Ho atteso con ansia questo momento. Baghdad che in arabo significa per ironia della sorte "la cittŕ della pace". &lt;br /&gt;Oltrepassiamo il Palazzo Presidenziale, completamente circondato da filo spinato, diventato la roccaforte dell'esercito americano. &lt;br /&gt;Vedo le macerie di interi palazzi e mi domando quante persone siano morte. Mi feriscono queste immagini. Il nostro autista, Karim, dice che oggi il traffico č abbastanza scorrevole. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arriviamo, finalmente alla nostra abitazione nel quartiere di Al Adhamia. E' una villetta su due piani con un piccolo giardino intorno. Mi riferiscono che č uno dei quartieri piů tranquilli della cittŕ. &lt;br /&gt;Scendiamo dalla macchina per scaricare i nostri bagagli ed il carico di medicinali che si sono portati dietro i miei compagni di viaggio: Tusio De Iuliis dell'Associazione Aiutiamoli a Vivere ed il Dott. Marino Andolina, medico pediatra. Con noi c'č anche Angelo, un membro dei berretti bianchi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' caldo a Baghdad. Saranno 50 gradi all'ombra. &lt;br /&gt;Per istinto, prima di scendere dalla macchina - senza spiegarmi esattamente cosa mi abbia spinto a farlo - indosso il ishari (il copricapo che indossano le donne mussulmane). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immediatamente veniamo avvicinati da un nostro vicino che abita nella casa a fianco la nostra. &lt;br /&gt;Sua moglie, Kaila ci offre un bicchiere di Pepsi e mi invita ad entrare. &lt;br /&gt;Accetto l'invito con immenso piacere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Kaila, ha 34 anni, abita da poco in questo quartiere. Si č sposata solo sei mesi fa. E' molto simpatica. &lt;br /&gt;Indossa uno sdidash con colori vivacissimi. &lt;br /&gt;"Fadali, Fadali" (accomodati), mi dice invitandomi a sedere su un divano del suo salotto. Poi si scusa perchč non puň accendere il ventilatore e la luce: manca la corrente elettrica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Come mai parli l'arabo?" , mi chiede. Le spiego che vivo in Giordania e sono sposata con un arabo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Hai figli?" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sě - dico - due: Sarah ed Awwad". Le racconto che siamo italiani e le spiego i motivi per cui siamo in Iraq io e i miei compagni di viaggio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le mie parole la rendono molto felice. Ha tanta voglia di esprimersi e di parlare. Non esce quasi mai di casa. &lt;br /&gt;Kaila č un fiume di parole. Senza bisogno di chiederlo mi racconta il suo stato d'animo: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ho paura. Le strade non sono tranquille. Ci sono bande di ladri armati. Non vado a fare la spesa da sola. Prima non era cosě... Guarda in che condizioni siamo! &lt;br /&gt;La corrente elettrica manca per molte ore al giorno, anche di notte. Non riusciamo a dormire bene. Anche per pulire la casa ho difficoltŕ." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché, le chiedo, manca l'acqua? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"No! - mi risponde - adesso non manca l'acqua, ma quando non c'č la corrente elettrica il motorino che pompa l'acqua si ferma. E' per questo. La vita sta diventando ogni giorno sempre piů invivibile. Gli americani hanno fatto promesse. Dove sono tutte quelle cose che volevano fare per l'Iraq e per il suo popolo?". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devo salutarla per raggiungere i miei amici. Lei mi dice: "torna domani a farmi compagnia!" . &lt;br /&gt;"Insciallah", le rispondo. &lt;br /&gt;Mi dispiace lasciarla. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando raggiungo i miei compagni di viaggio vedo che hanno scaricato giŕ tutto, perň mancano le chiavi per entrare in casa. La prospettiva di dormire in giardino č quella piů probabile. &lt;br /&gt;Vengono in nostro aiuto le persone che abitano nella casa di fronte a noi. &lt;br /&gt;Che strano! Siamo venuti in Iraq per portare aiuti e ci troviamo ad essere aiutati dagli iracheni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Loro conoscono il proprietario che ha affittato la villa al Dott. Andolina e si offrono di andare a prendere le chiavi. &lt;br /&gt;Intanto, per non farci aspettare all'aperto e sotto il sole, anche loro ci invitano ad entrare in casa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Humm Sarah, (tradotto letteralmente: "la mamma di Sarah" ), mi presenta tutti i membri della sua famiglia, poi va in cucina a prepararci una tazza di caffč nero. Sono molto ospitali. &lt;br /&gt;Anche loro ci chiedono i motivi del viaggio ed iniziano a raccontarci alcuni episodi. Il marito, Abu Sarah, lavora a Basra. &lt;br /&gt;Una settimana fa č stato rapinato da alcuni malviventi che lo hanno colpito sulla testa ed č stato costretto a rimanere a casa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa famiglia č mussulmana sunnita. A loro non piaceva Saddam Hussein, ma non gli piacciono gli americani. &lt;br /&gt;Lo dicono chiaramente: "Gli americani devono andarsene!" . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono tutti molti gentili con noi. Ci invitano a cena. &lt;br /&gt;Accettiamo ad una condizione, che la cena la prepariamo noi: &lt;br /&gt;"Spaghetti al pomodoro", dice Tusio con fare affabile. &lt;br /&gt;"Taieb" (va bene) risponde Humm Sarah. Intanto, ci portano le chiavi per entrare nel nostro appartamento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passa una pattuglia. Soldati americani a piedi. &lt;br /&gt;Sono disposti in due file a semicerchio sui due lati della strada. I mitra puntati pronti a sparare. &lt;br /&gt;Sono tutti ragazzi molto giovani. Hanno paura. Si sente la loro paura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre prepariamo la cena, Eggiar, la secondogenita, č intenta a lavare le stoviglie. E' una bellissima ragazza. &lt;br /&gt;Humm Sarah, mi racconta che cinque anni fa le fu asportato un seno. Aveva un cancro alla mammella. Parla della sofferenza passata in quel periodo. La chemioterapia che le fece perdere i capelli, la sofferenza. Fortunatamente il male č stato debellato. E' una donna forte Humm Sarah. Ha 42 anni ed ha un bellissimo viso. "Allah Karim" (Dio č generoso) mi dice con dolcezza. Mi viene voglia di abbracciarla. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accusa ancora dolori alla testa ed alle braccia. Mi chiede se abbiamo delle aspirine o degli antidolorifici con noi in modo che la notte possa dormire tranquilla. &lt;br /&gt;Le dico che provvederň a farglieli avere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo cena, salutiamo i nostri amici. E' tardi, fra poco inizierŕ il coprifuoco. &lt;br /&gt;La nostra casa č molto calda. Siamo senza luce e sarŕ cosě fino a domani mattina. &lt;br /&gt;Ho appena dato la buonanotte ai miei compagni di viaggio quando sento degli spari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marino mi viene incontro e mi dice: "Tutto bene?" &lt;br /&gt;"Sě!" , rispondo. &lt;br /&gt;"Pensavo avessi paura degli spari", ribatte lui. &lt;br /&gt;Lo guardo e non so cosa rispondergli. &lt;br /&gt;E' vero! In questo momento non so se ho paura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo quando mi trovo sola nella mia stanza, al buio, con questo caldo incredibile e gli spari che si fanno piů insistenti e sembrano piů vicini a noi, ho un tremito e penso ai miei figli ed a mio marito. &lt;br /&gt;Non so se riuscirň a dormire questa sera. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Provo un immenso dolore! Dolore per questo paese cosě martoriato! Dolore per questo popolo! &lt;br /&gt;Mi sento cosě impotente di fronte a tutto questo. &lt;br /&gt;Spero di riposarmi un poco. Domani sarŕ una giornata intensa. (Continua) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Testo di Rosarita Catani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto da: &lt;a href="www.warnews.it"&gt;warnews&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-105998829116004651?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105998829116004651'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105998829116004651'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_08_03_archive.html#105998829116004651' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-105977422730748445</id><published>2003-08-01T23:43:00.000+02:00</published><updated>2003-08-01T23:55:32.910+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;img src="http://www.laurabogliolo.it/jackfolla.jpg" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo una decina di giorni di latitanza, torno per dire che un altro latitante č tornato: JackFolla! Che emozione leggere la prima "lettera dal silenzio" di Diego Cugia sull'Unitŕ di oggi... e sapere che ogni luned? mercoled? e venerd? ce ne saranno altre... e che c'č pure un blog... e che il silenzio č stato acceso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da &lt;a href="http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=lettere"&gt;L'Unitŕ&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;01.08.2003 &lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=lettere"&gt;&lt;strong&gt;Con il cuore sotto le scarpe&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;di Diego Cugia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sotterranei di Roma Appio.&lt;br /&gt;31 Luglio 2003, ore 7:00.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Meno 8 mesi, 25 giorni, 3 ore, alla caduta del governo Berlusconi)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono in Italia da quarantotto ore e giŕ vivo sotto di te, fratello. Non perché sia un uomo braccato, figurati, sai che gli svirgola a questi di Folla Giacomo latitante. Come Castelli ne fa un'altra, sarebbero capaci di rifare Previti ministro della Giustizia. Vuoi che uno evaso da Alcatraz non l'eleggerebbero al volo presidente del Csm? No, hermano mio, il mio cuore ticchetta sotto i tuoi piedi come la coscienza sporca collettiva. Ho trovato un Paese rovesciato. Di sopra si gela, ma tu e i telegiornali parlate quasi esclusivamente di caldo. Invece si rabbrividisce, nell'Italia di sopra, di giustizia e di senso dello Stato, di passioni sottozero e di valori comuni traditi. Si gela per un'assoluta mancanza di umanitŕ.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho ritrovato una patria senza tenerezza né rabbia, sono atterrato in un'Italia di zombie trionfanti, di bestie da terza elementare che dettano legge su una folla dagli occhi bassi, un po' omertosa, assai inguaiata quanto a quattrini, e soprattutto demotivata politicamente. Spiritualmente allo sbando. Perché non credete piů a nulla. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=lettere"&gt;[...]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con tenerezza e rabbia&lt;br /&gt;dc o se preferisci JF &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci risentiamo luned? prossimo fra le pieghe di questo giornale, fratelli. Nel frattempo, (sempre che tredici mesi non siano stati sufficienti a zombizzare pure voi ) scrivetemi e partecipate ai forum su:&lt;br /&gt;JackFolla&lt;br /&gt;Unitŕ&lt;br /&gt;DiegoCugia&lt;br /&gt;IlBlogDiJackFolla&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi non dite che non avevate spazio…&lt;br /&gt;Accendete il silenzio e guardatevi intorno. &lt;br /&gt;Hasta siempre.&lt;br /&gt;Jack.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-105977422730748445?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105977422730748445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105977422730748445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_07_27_archive.html#105977422730748445' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-105698379387031111</id><published>2003-06-30T16:36:00.000+02:00</published><updated>2003-06-30T16:36:33.780+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;Manda un messaggio di pace&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono oltre 13.000 gli Sms arrivati nei primi 50 giorni di attivazione &lt;br /&gt;del servizio. Tanti messaggi di pace, ma non solo, anche di solidarietŕ, &lt;br /&gt;di stima, di incoraggiamento, di vera vicinanza. Per questo vogliamo &lt;br /&gt;ancora una volta dire grazie a tutte le persone che hanno utilizzato &lt;br /&gt;questo mezzo per sostenerci e per comunicare con noi.&lt;br /&gt;Grazie a chi ha scritto che "e' disoccupato e non puo' fare di piu'&lt;br /&gt;anche se vorrebbe", a chi ci scrive di "non mollare", a chi sintetizza&lt;br /&gt;in un affettuoso VVB, a chi manda un sms al giorno, a chi ne manda&lt;br /&gt;uno solo, a chi ne manda 10 di seguito.&lt;br /&gt;A tutti ricordiamo che il numero 44410 per donare 1 euro resterŕ attivo &lt;br /&gt;fino al 31 dicembre 2003.&lt;br /&gt;Ulteriori info: &lt;br /&gt;http://www.emergency.it/iniziative/timperemergency.shtml&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-105698379387031111?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105698379387031111'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105698379387031111'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_06_29_archive.html#105698379387031111' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-105698357510633614</id><published>2003-06-30T16:32:00.001+02:00</published><updated>2003-06-30T16:32:55.003+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;IL CASO MONDADORI - Parte 2&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di Marco Travaglio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Bugie e quattrini&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Che cosa ha convinto la Procura e il Tribunale di Milano del fatto che quella sentenza fosse "comprata"? Che Metta, il quale si definisce "integerrimo", fosse un corrotto? Anzitutto la biografia di Metta. E' amico dell'avvocato romano Giovanni Acampora (ex ufficiale delle Fiamme Gialle coinvolto nello scandalo delle frodi petrolifere e poi consulente Fininvest), cosi' amico da lasciargli tutti i suoi numeri riservati, persino quello della suocera. Ma non si fa scrupoli a scrivere una sentenza che lo assolve in una coda del processo petroli. Ne' tantomeno ad affidargli la gestione di un'eredita' lasciatagli da un ex collega, Orlando Falco, ovviamente su conti esteri, senza una lira di tasse. Nel '94, poi, il giudice va anzitempo in pensione per diventare avvocato. A Roma gli studi legali sono alcune migliaia, ma Metta sceglie proprio quello di Cesare Previti, portando con se' anche la figlia Sabrina. Per un compenso annuo di 100 milioni. Il giudice giura di aver conosciuto Previti solo dopo la pensione, nel '94. Ma dai tabulati telefonici risultano parecchie chiamate fra i due fin dal 1992-'93: segno di una familiarita' che non avrebbe senso negare, se non si avesse qualcosa da nascondere.&lt;br /&gt;Poi c'e' la sentenza Metta sull'Imi-Sir, quella di appello che liquida definitivamente ai Rovelli il maxi-risarcimento di 1000 miliardi, anche quella - secondo i giudici milanesi - comprata. E ci sono le bugie del giudice sulla sentenza-lampo che annullo' il lodo Mondadori: "La sentenza fu dattiloscritta nella segreteria della Corte d'appello dalla dattilografa Gabriella B. Man mano che procedevo nella stesura della motivazione, a lei consegnavo parte del manoscritto, che veniva battuto in videoscrittura". Ma la segretaria, interrogata al processo, lo smentisce. E nessun' altra in servizio in quell'ufficio ricorda di aver battuto in quei giorni a macchina sentenze di Metta.&lt;br /&gt;Infine, i soldi. "I piccioli", come li chiama alla siciliana Ilda Boccassini. Le carte bancarie parlano chiaro. Il 15 febbraio 1991, esattamente un mese dopo la sentenza Mondadori, dal conto Ferrido alimentato dalla All Iberian (la societa' occulta e parallela della Fininvest, con sede nelle Isole del canale) e aperto dal tesoriere berlusconiano presso il Credito Svizzero di Chiasso, parte un bonifico di 3 miliardi e 36 milioni di lire a favore del conto "Mercier" di Previti. Il 26 febbraio l'esatta meta' della somma (un miliardo e mezzo) riprende il volo alla volta del conto "Careliza Trade" di Acampora. Questi, il 1° ottobre, bonifica 425 milioni a Previti, che li dirotta in due tranche (225 e 200 milioni, l'11 e il 16 ottobre) sul conto "Pavoncella" dell'avvocato Attilio Pacifico. Questi, a sua volta, preleva entrambe le somme in contanti, il 15 e il 17 ottobre, e le fa recapitare in Italia a un misterioso destinatario: secondo l'accusa e' Vittorio Metta. Il quale, nei mesi successivi, riceve da un misterioso donatore 400 e rotti milioni, sempre in contanti, che versa a titolo di caparra per acquistare da un'anziana signora un appartamento a Roma. Tutto in contanti, tutto in nero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il "privato corruttore"&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Dell'ultimo passaggio di denaro - da Pacifico a Metta - mancano i riscontri documentali: l'operazione e', appunto, cash. Ma ogni giustificazione fornita dall'ex giudice sulla provenienza di tanta liquidita' e' stata smentita dai fatti. Metta sostiene che i 400 milioni arrivavano dall'eredita' Falco. Ma dai conti di Falco, in quel periodo, non risultano uscite paragonabili a quella cifra. Ne' risultano prelievi analoghi dai conti di Metta, sui quali anzi il giudice in quel periodo verso' un sacco di quattrini. &lt;br /&gt;Infine, le bugie degli altri imputati. Previti spiega quel miliardo e mezzo ad Acampora come un normale investimento. Acampora conferma: "Previti partecipo' cosi' al capitale della societa' Mochi-Craft". Ma nessuno dei due riesce a esibire un solo documento dell'affare. E poi, se era un investimento, perche' mai pochi mesi dopo Acampora "restitui'" 425 milioni a Previti? "Erano - spiega Acampora -  la sua meta' di una parcella di 800 milioni pagataci dal gioielliere Gianni Bulgari per una causa che avevamo seguito io e Previti". Poi pero' si scopre che c'era pure un terzo avvocato: il professor Gambino. Come far uscire la sua parte, se Previti da solo aveva intascato piu' della meta'? Imbarazzo nelle difese. Poi Acampora si supera: "Gambino lo pagammo molto meno, 150-200 milioni, o roba del genere". Ma i conti non tornano ugualmente. Come pure l'ultimo passaggio: quello fra Previti e Pacifico. I due parlano di una "compensazione": Previti bonifica in Svizzera certe somme che poi Pacifico ritira in contanti e gli consegna in Italia. Ma queste compensazioni, dal 1990, Previti non le affidava piu' a Pacifico ("troppo caro: chiedeva una provvigione del 3%"), bensi' al gioielliere Carlo Eleuteri. Strano che, proprio e soltanto quella volta, fosse tornato all'antico amore. Il perche', secondo Ilda Boccassini, e' semplice: "Perche' quella volta la somma riportata in Italia non era destinata a Previti". Ma "a Metta Vittorio". In cambio della sentenza Mondadori. Una tangente che arriva da lontano: dalla All Iberian. Cioe' dalla Fininvest. Una tangente che - come hanno scritto la Corte d'appello e la Cassazione salvandolo per prescrizione- ha un preciso mandante, un "privato corruttore". Silvio Berlusconi. Il quale ieri ha parlato di "sentenza golpista contro il governo". Il suo governo, di cui Previti non fa parte. A suo modo, il Cavaliere ha confessato&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-105698357510633614?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105698357510633614'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105698357510633614'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_06_29_archive.html#105698357510633614' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-105698354784469341</id><published>2003-06-30T16:32:00.000+02:00</published><updated>2003-06-30T16:32:27.750+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;IL CASO MONDADORI - Parte 1&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di Marco Travaglio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Basta, non voglio piu' restare sul sedile posteriore della Mondadori". Morde il freno, Silvio Berlusconi, nel 1988. Non gli bastano Canale 5, Italia1 e Rete4, non gli bastano il Giornale di Montanelli (dove oltretutto non puo' metter naso) e Sorrisi e canzoni tv. Vuole portare a casa anche la Mondadori, di cui e' un azionista minore dopo aver rilevato le azioni di Leonardo. Tutta la Mondadori, con i suoi libri e soprattutto i suoi giornali: Repubblica, Espresso, Panorama, Epoca e quotidiani locali Finegil. Praticamente tutta la stampa indipendente d'opposizione ai suoi amici del Caf. Per portarla, si capisce, su posizioni governative. C'e' pero' un ostacolo: l'azionista di maggioranza, che si chiama Carlo De Benedetti, col quale il Cavaliere ha gia' incrociato le spade nel 1985-'86 per l'affare Sme, vincendo la partita. Stavolta e' piu' difficile, anche perche' il 21 dicembre 1988 la Cir dell'Ingegnere sigla un accordo con Cristina Formenton Mondadori (figlia di Arnoldo Mondadori e vedova di Mario Formenton) e i figli Luca, Pietro, Silvia e Mattia. I Mondadori-Formenton si impegnano a vendergli, entro il 30 gennaio 1991,13.700.000 azioni dell'Amef (pari al 25.7% della finanziaria che controlla il gruppo editoriale) contro 6.350.000 azioni ordinarie Mondadori. E cosi' mette definitivamente al sicuro la maggioranza del gruppo, relegando il Cavaliere sul sedile posteriore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ribaltone a sorpresa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Senonche', un anno piu' tardi, meta' novembre 1989, gli eredi Mondadori ribaltano le alleanze e fanno blocco con Berlusconi che, il 25 gennaio 1990, si insedia alla presidenza della casa editrice. De Benedetti non ci sta: "Pacta sunt servanda". E, forte dell'accordo del 1988, rivendica le "sue" azioni e denuncia la violazione del patto di sindacato. Il 28 febbraio 1990 la "guerra di Segrate" approda davanti a un collegio arbitrale super partes: Pietro Rescigno designato da De Benedetti, Natalino Irti per i Formenton, Carlo Maria Pratis (presidente) nominato dal primo presidente della Cassazione. Le due parti si impegnano a rispettarne il verdetto. Intanto la societa' berlusconiana che controlla le azioni Amef si da' un nuovo amministratore unico: si chiama Mario Iannilli ed e' il factotum dello studio Previti. Il quale - lo raccontera' lo stesso Iannilli al processo - gli ordina immediatamente di rendersi irreperibile per qualche mese, cosi' da evitare eventuali sequestri delle azioni, casomai l'arbitrato andasse male. Iannilli parte con la fidanzata (che trovera' un impiego in Fininvest, come pure la di lui sorella) e svolazza fra Londra e Parigi. Tutto a spese di Previti. &lt;br /&gt;Il "lodo" arbitrale viene depositato il 20 giugno 1990 e da' ragione a De Benedetti: le azioni Mondadori devono tornare all'Ingegnere, Berlusconi deve sloggiare dalla presidenza. Il 10 luglio s'insediano due amministratori delegati fedelissimi dell'Ingegnere, Carlo Caracciolo e Antonio Coppi. Nuovo direttore generale: Corrado Passera. Ma, nella filosofia berlusconiana, se l'arbitro fischia a sfavore,  non vale. Dunque, i suoi alleati Formenton impugnano il lodo arbitrale per farlo annullare dalla Corte d'appello di Roma, assistiti da uno schieramento di legali predisposto dall'apposito cesare Previti: Agostino Gambino, Romano Vaccarella e Carlo Mezzanotte (il primo diventera' "saggio per il blind trust" nel primo governo Berlusconi e ministro delle Telecomunicazioni nel governo Dini; gli altri due, costituzionali). La causa finisce davanti alla I sezione civile, presieduta da Arnaldo Valente, il "giudice col papillon" indicato da Stefania Ariosto come frequentatore di casa Previti. Valente nomina relatore (ed estensore della sentenza) Vittorio Metta, pure lui legato a Previti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Una sentenza annunciata&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Gia' diverse settimane prima dell'udienza, si rincorrono voci di corridoio e indiscrezioni giornalistiche sui principali quotidiani, che danno per certo l'annullamento del lodo. Come del resto ha preannunciato con largo anticipo il presidente della Consob, Bruno Pazzi, all'avvocato della Cir, Vittorio Ripa di Meana. Ma e' una corsa contro il tempo. Per servire a Berlusconi, la sentenza deve assolutamente arrivare prima del 30 gennaio 1991, quando scattera' il patto di vendita delle azioni Formenton a De Benedetti. E per il Cavaliere sara' la fine. I giudici pero' fanno il miracolo. Annullano il lodo, e a tempo di record: la camera di consiglio si conclude il 14 gennaio '91. Ma riusciranno i nostri eroi a depositare una sentenza in due settimane? Visti i tempi medi della giustizia, e' una missione impossibile. Ma non per Vittorio Metta, che il giorno 15 gia' si presenta tutto trafelato dal suo presidente con la sentenza fresca d'inchiostro. Una sentenza-spider: 168 (centosessantotto) pagine scritte a mano in una sola notte. Una rapidita' di scrittura che nemmeno Balzac, come ha osservato di recente il professor Franco Cordero. Rapidita' decisamente sospetta, visto che Metta, di solito, non e' proprio uno Speedy Gonzales della penna: la media delle sue sentenze e' di 2-3 mesi, salvo per quelle di 4 o 5 pagine. "Metta era superimpegnato - raccontera' al processo il collega Paolini, giudice a latere in quella causa - sempre in ritardo nelle consegne". "Questa attivazione e' stata comprata", dira' Ilda Boccassini nella requisitoria, "quella sentenza e' stata scritta sotto dettatura". O forse preparata altrove, con largo anticipo. Magari "nello studio Acampora", come qualcuno aveva rivelato all'entourage dell'Ingegnere.&lt;br /&gt;Nonostante il trionfo, comunque, Berlusconi non riuscira' a portare a casa l'intera posta. I direttori e molti giornalisti di Repubblica, Espresso e Panorama si ribelleranno ai nuovi padroni. Giulio Andreotti, temendo le mani di Craxi sull'informazione, imporra' una "transazione" perche' i duellanti si spartiscano la torta. Il suo mediatore e' Giuseppe Ciarrapico: il Cavaliere restituisce parte del maltolto (Repubblica, L'Espresso, Finegil) e si tiene Panorama, Epoca e il resto della Mondadori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-105698354784469341?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105698354784469341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105698354784469341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_06_29_archive.html#105698354784469341' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-105698287821307125</id><published>2003-06-30T16:21:00.000+02:00</published><updated>2003-06-30T16:21:18.166+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Continua....&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A sua Eccellenza il Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;A sua Eccellenza il Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;A sua Eccellenza il Presidente del Senato Marcello Pera&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Noi sottoscritti cittadini italiani ci rivolgiamo a Voi e alle Vostre cariche istituzionali perche' siamo scandalizzati e profondamente offesi in quanto una decisione dello Stato Italiano non viene applicata e si tenta di legiferare in modo tale che chi possiede un bene per diritto non ne possa usufruire. &lt;br /&gt;Esattamente quanto e' accaduto all'azienda Centro Europa 7 Spa, che e' legittimamente in diritto di utilizzare due frequenze televisive nazionali assegnatele tramite una gara ufficiale dello Stato Italiano ma che, al momento, a piu' di tre anni di distanza, non ha nessuna frequenza sulla quale trasmettere.&lt;br /&gt;Al contrario, Rete 4 non ha nessun diritto di trasmettere ma continua a occupare abusivamente una frequenza che e' stata assegnata a Centro Europa 7.&lt;br /&gt;Non capiamo proprio come sia possibile tollerare un simile stravolgimento del diritto all'interno di una democrazia costituzionale. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In Fede&lt;br /&gt;-----------------------------&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;(Inviare ai seguenti indirizzi: presidenza.repubblica@quirinale.it , casini_p@camera.it , m.pera@senato.it e per conoscenza a europa7@quipo.it)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="news http://www.alcatraz.it/redazione/news/show_news_p.php3?NewsID=1812)"&gt;&lt;strong&gt;Ci sono dei giorni che i potenti piangono.&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ci sono dei giorni che uno si sente soddisfatto del proprio lavoro.&lt;br /&gt;Qualche settimana fa, su Cacao della Domenica abbiamo pubblicato la storia vera (e poco conosciuta) di Europa7, del signor Di Stefano e di come Berlusconi riesca a tenersi le frequenze di Rete 4 nonostante siano state assegnate a Di Stefano.&lt;br /&gt;E abbiamo parlato della legge Gasparri con la quale si cerca di togliere a Europa 7 il diritto di utilizzare le frequenze di Rete 4 e, contemporaneamente, si da' a Berlusconi il controllo quasi totale del mercato pubblicitario italiano. In appendice al testo proponevamo una petizione a Ciampi perche' non firmasse la legge Gasparri. Piu' di 5000 persone hanno firmato questa petizione e l'hanno inviata al Quirinale. E migliaia di persone hanno fatto girare questa mail con un lavoro veramente incredibile. L'hanno ricevuta centinaia di migliaia di persone. &lt;br /&gt;E sappiamo che molti parlamentari della destra la facevano girare tra di loro. Alcuni erano molto allarmati. Altri molto contenti.&lt;br /&gt;In effetti sta succedendo qualche cosa di grosso. Non che sia merito nostro, intendiamoci, abbiamo dato solo un microscopico contributo. Ma in certi momenti, come si dice, basta una goccia per far traboccare il vaso.&lt;br /&gt;Oggi Repubblica, in prima pagina, riporta la notizia che Ciampi ha dichiarato che NON firmera' la legge Gasparri se sara' approvata nella forma attuale.&lt;br /&gt;Bhe, e' una notiziona, ma i telegiornali non l'hanno riportata e la maggioranza degli altri giornali tacciono.&lt;br /&gt;Ora, attenzione, non e' un caso che i TG stiano zitti (cavolo, come si fa a non dire che il Presidente della Repubblica non firmera' una legge proposta dal Parlamento perche' incostituzionale?!?). &lt;br /&gt;Da quello che possiamo capire dal nostro punto di osservazione sta proprio succedendo un grosso casino dietro le quinte. Ciampi ha firmato lo schifosissimo Lodo Schifano (scusate non ho resistito al gioco di parole) e invece si impunta sulla legge Gasparri. Sembrerebbe un contentino alla democrazia ma nel complicato gioco dei poteri forti e dei patti dietro le quinte, questa decisione e' pericolosissima per Berlusconi.&lt;br /&gt;In realta' proprio il centro destra sta dando un colpo mortale al Leader Maximo...&lt;br /&gt;Infatti se Berlusconi perdesse Rete 4 succederebbe che i telespettatori, premendo il tasto 4 del telecomando, si troverebbero automaticamente sintonizzati su Europa7 che si prenderebbe in un sol colpo il 10% dell'audience. E se Berlusconi non riesce a totalizzare l'assoluto controllo della pubblicita' patirebbe un altro duro colpo.&lt;br /&gt;Si tornerebbe ad avere una concorrenza televisiva in Italia...&lt;br /&gt;Ma, sopratutto, gli equilibri interni alla destra salterebbero e si assisterebbe a una resa dei conti generalizzata nella stessa Forza Italia dove molti non tollerano piu' di dover lavorare 24 ore al giorno per tenere Silvio fuori dalle grinfie dei giudici.&lt;br /&gt;Infatti, incredibile ma vero, anche nella destra c'e' gente che vorrebbe governare invece che fare da guardiaspalle alla Fininvest.&lt;br /&gt;E che Repubblica abbia deciso di rompere la consegna del silenzio, vuol dire che e' iniziata l'unica battaglia che puo' far veramente male alla ghenga di Previti.&lt;br /&gt;Insomma, mentre annaspate nell'afa, psicologicamente umiliati dal referendum, dal Lodo Schifano e dall'insensata crudelta' del mondo, potete rilassarvi un po' pensando che in questo momento il nostro Premier sta sudando freddo mentre i suoi avvocati piangono.&lt;br /&gt;E ricordatevi che se il governo cade Silvio non e' piu' capo del governo. E i processi si riaprono. A volte quel che esce dalla porta rientra dalla finestra. &lt;br /&gt;Le vie del Signore sono infinite.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-105698287821307125?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105698287821307125'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105698287821307125'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_06_29_archive.html#105698287821307125' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-105698280286062608</id><published>2003-06-30T16:20:00.001+02:00</published><updated>2003-06-30T16:22:04.750+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;Il signore che rubo' una televisione, anzi due.&lt;br /&gt;(Romanzo di fantascienza)&lt;br /&gt;(parte prima)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di Jacopo Fo&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Dopo l'incredibile scoop della settimana scorsa (la truffa della corrente elettrica) siamo qui ancora una volta per stupirvi con una notizia che dire che e' una bomba e' un vezzeggiativo! Il superscoop alla settimana! Questo si' che e' ritmo!!! Leggete, maniaci dell'occulto!!!&lt;br /&gt;Siamo ai confini della realta'. Oggi, maggio 2003, pianeta Italia.&lt;br /&gt;Quel che succede e' che c'e' un signore che ha diritto a un bene e un altro signore che lo detiene e che riesce a non consegnarglielo e che lo fa grazie a una legge scritta apposta per lui.&lt;br /&gt;C'e' una decisione ufficiale dello stato, una sentenza del Consiglio di Stato, una sentenza della Corte Costituzionale che danno ragione al legittimo concessionario di questo bene conteso ma non c'e' niente da fare.&lt;br /&gt;E guardate che una sentenza della Corte Costituzionale non e' un giochino tanto per ridere, e' la cosa piu' seria che ti puo' succedere. In un pianeta di media moralita' quando la Corte Costituzionale dice una cosa parte la polizia a metterla in pratica, e se ci sono problemi intervengono istantaneamente l'Aviazione e la cavalleria pesante. Cioe', la Costituzione e' la base del nostro ordinamento democratico, mica ciccioli.&lt;br /&gt;Ma il fatto ancor piu' incredibile e' che da un'inchiesta che noi abbiamo realizzato su di un campione di 100 italiani con licenza media superiore solo uno (UNO!!!) era a conoscenza di questa storia.&lt;br /&gt;E, in effetti, tutti i mezzi di informazione hanno brillato per aver totalmente censurato qualunque notizia sul caso oppure le hanno riportate in modo stitico affinche' passassero il piu' possibile inosservate. &lt;br /&gt;E, ancora una volta, la sinistra ci fa la sua bella figura.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ma per capire bene questa vergogna nazionale nascosta dobbiamo fare un passo indietro e partire dall'inizio.&lt;br /&gt;Berlusconi nel 1985 aveva solo una rete di televisioni locali che trasmettevano non contemporaneamente gli stessi programmi, era una furbata che permetteva di violare la legge, visto che al tempo era vietato a soggetti privati di possedere televisioni nazionali. Ma Berlusconi si mette d'accordo con Craxi che gli fa un decreto legge apposta. Cosi' Berlusconi ha finalmente tre televisioni nazionali vere. Ma molti storcono il naso perche', essendo possibili solo 11 reti nazionali, e' un po' anomalo che un solo imprenditore se ne prenda tre; le frequenze televisive sono un bene dello stato e lo stato dovrebbe assegnarle permettendo ai cittadini di concorrere in modo paritario. Non siamo nel Far West che il primo che arriva si prende tutto. Inoltre, possedere tre reti contemporaneamente sembrava un po' esagerato...&lt;br /&gt;Cosi' nel 1994 la Corte Costituzionale con la sentenza 420, stabiliva in difesa del pluralismo, che un unico soggetto privato non potesse detenere tre reti nazionali concedendo un periodo di transizione e rimettendo il problema al legislatore per una sollecita soluzione definitiva entro e non oltre l'agosto 1996.&lt;br /&gt;A questo punto la classe politica si trova in un bel pasticcio. Come si fa a dirlo a Berlusconi?&lt;br /&gt;La sinistra non poteva agire perche', come ha ricordato  l'on. Luciano Violante a Montecitorio, il 2 marzo 2002, parlando di quel periodo: "A Berlusconi nel '94 offrimmo delle garanzie sulle sue televisioni: non sarebbero state toccate. Lo sa Berlusconi e lo sa anche Letta".&lt;br /&gt;Cosi' arriva il 1996, scade nell'indifferenza generale la decisione della Corte Costituzionale e Berlusconi continua ad avere tre tv.&lt;br /&gt;Nel 1997 la legge Maccanico, pur con un anno di ritardo rispetto alle raccomandazioni della Corte Costituzionale, stabiliva che un soggetto non potesse detenere piu' di due reti, e che,  finche' non ci fosse stato un "congruo sviluppo" via satellite e cavo (oggi superiore al 1000% rispetto a quella data), Rete4 avrebbe potuto continuare a trasmettere via etere, quest'ultima decisione in palese contrasto con le decisioni della Corte Costituzionale che aveva deciso per un termine definitivo entro l'agosto 1996.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Poi D'Alema, una volta diventato capo del governo, decide di risolvere la questione e indice una gara per l'assegnazione delle concessioni delle reti nazionali. &lt;br /&gt;La commissione nominata dal Ministero, e' presieduta da un avvocato di Mediaset. Berlusconi si aspetta che finalmente possa detenere legittimamente, con un regolare mandato dello Stato, e non perche' se le e' prese e basta, le sue tre reti e relative frequenze.   &lt;br /&gt;Nel luglio 1999 si svolge questa gara d'appalto, per partecipare si richiedono requisiti spaventosi e sembra chiaro che nessuno riuscira' a scombinare i giochi. &lt;br /&gt;Invece, colpo di scena, arriva un tipo con uno scatolone enorme pieno di documenti e dice: "Buon giorno sono Francesco Di Stefano di Europa 7, vorrei due RAI nazionali, grazie."&lt;br /&gt;Panico! E chi e' questo? E' pazzo?&lt;br /&gt;No, non e' pazzo, e' il loro peggior incubo.&lt;br /&gt;Un signor Nessuno, spuntato dal nulla, che ha tutte le carte in regola. Cavolo non ci avevano pensato! E adesso cosa facciamo?&lt;br /&gt;Iniziano a mettergli i bastoni tra le ruote: "Le manca il certificato 3457!"&lt;br /&gt;"No e' qui!"&lt;br /&gt;"Il modulo 13 bis compilato in 8 lingue?"&lt;br /&gt;"Ne ho due, bastano?"&lt;br /&gt;Ma poi trovano la furbata: "Il bando di gara richiede di avere 12 miliardi di capitale interamente versato lei ne ha solo 12 puo' chiedere una sola tv."&lt;br /&gt;"Balle!" Risponde il signor Di Stefano, "dodici miliardi sono per concorrere non per ognuna delle due frequenze". Ricorre al Tar e poi al Consiglio di Stato e vince. &lt;br /&gt;Insomma alla fine gli devono dare UNA concessione per una rete nazionale e presto anche una seconda perche' ne ha diritto e a Berlusconi ne tolgono una, non che la debba chiudere, deve traslocarla sul satellite che ormai e' ricevuto da 18 milioni di italiani. Ma in effetti, volendo potevano lasciare anche tre reti a Berlusconi e darne comunque due a Di Stefano, visto che a tutt'oggi due sono le reti di Tele+ (che Murdock deve mollare, questo e' stato stabilito chiaramente quando gli e' stato concesso di inglobare Tele+ e Stream).&lt;br /&gt;Ma a questo Di Stefano non gli vogliono dare proprio niente.&lt;br /&gt;Evidentemente lui deve essere uno che da piccolo lo allenavano ad abbattere i muri con la cerbottana perche' avvia una serie di procedimenti giudiziari spaventosa. Ingiunzioni, diffide, cause penali, civili, regionali, Commissione Europea. E vince tutti i ricorsi, tutti gli appelli, tutte le perizie. E alla fine arriva alla Corte Costituzionale che nel novembre 2002, sentenza numero 466-2002, ha stabilito inequivocabilmente che Retequattro, dal 1 Gennaio 2004  dovra' emigrare sul satellite, e ha stabilito che le frequenze resesi disponibili, dovranno essere assegnate al legittimo possessore nella persona di Di Stefano!&lt;br /&gt;L'avete sentito dire al telegiornale?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continua...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-105698280286062608?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105698280286062608'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105698280286062608'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_06_29_archive.html#105698280286062608' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-105698284297072207</id><published>2003-06-30T16:20:00.000+02:00</published><updated>2003-06-30T16:21:34.433+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;Il signore che rubo' una televisione, anzi due.&lt;br /&gt;(Romanzo di fantascienza)&lt;br /&gt;(Parte seconda)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di Jacopo Fo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo chiesto a Di Stefano come si sentisse in questa storia e ci ha risposto in modo lapidario ma con un lieve sorriso:&lt;br /&gt;"Nonostante siano trascorsi ben nove anni dalla decisione della Corte Costituzionale e quattro anni dal mancato rilascio della Concessione, Retequattro continua a trasmettere, mentre Europa 7, pur avendo ottenuto la Concessione, non e' stata messa in condizione di trasmettere perche' non le sono state assegnate le frequenze di cui aveva e ha diritto.&lt;br /&gt;Attualmente Mediaset continua a detenere e utilizzare appieno tre reti nazionali su un totale di sette concessioni assegnate sulle undici assegnabili (comprese quelle Rai).&lt;br /&gt;Il fatto che un soggetto, a cui e' stata data una concessione (in concessione si da' un bene pubblico, in questo caso le frequenze), non riceva poi materialmente il bene e' un avvenimento che non ha precedenti al mondo.&lt;br /&gt;Nel luglio 1999 Centro Europa 7 aveva fatto richiesta di due concessioni, una (Europa 7) l'ha ottenuta, per l'altra (7 Plus) c'e' stato un diniego, in quanto non ritenuta idonea per la mancanza del requisito del capitale sociale.&lt;br /&gt;Una sentenza del Consiglio di Stato ha riconosciuto esistente il requisito del capitale sociale, per cui siamo in attesa di una seconda concessione, anche se il Ministro Gasparri prende tempo.&lt;br /&gt;Nel frattempo Centro Europa 7 per iniziare le trasmissioni, si e' dotata di una struttura di oltre 20.000 mq, di otto grandi studi di registrazione per le proprie eventuali produzioni, di una library di oltre 3000 ore di programmi e di tutto cio' che e' necessario per esercire una rete televisiva nazionale che prevede circa 700 dipendenti. &lt;br /&gt;Questa preparazione e' stata necessaria poiche' la legge stabilisce che, entro sei mesi dall'ottenimento della concessione, la neo-emittente ha l'obbligo di iniziare le trasmissioni.&lt;br /&gt;Attualmente Centro Europa 7, e' una societa' praticamente ferma, non ha alcun introito, poiche' non e' stata messa in condizione di operare, ma ha avuto, e continua ad avere, pesanti oneri per la gestione della struttura, l'adeguamento della library, l'adeguamento tecnologico, le ingenti spese legali, i costi dei dipendenti, ecc,  pur avendo nel frattempo chiuso gli uffici di Milano ed altre infrastrutture per cercare di ridurre i costi.&lt;br /&gt;Centro Europa 7 si trova in questa situazione a causa di gravi inadempienze e omissioni da parte del Ministero per le Comunicazioni  e soprattutto da parte dell'Autorita' per le Comunicazioni nei confronti dei quali sono stati sviluppati numerosi ricorsi e numerose diffide."&lt;br /&gt;Ma ora (diciottesimo colpo di scena!) la situazione diventa esplosiva perche' Gasparri si sta muovendo per salvare Rete 4 dalla retrocessione.&lt;br /&gt;Il D.D.L. Gasparri, art. 20 comma 5 e art. 23 comma 1, realizza in pratica un condono, riconoscendo il diritto di trasmettere a "soggetti privi di titolo" che occupano frequenze in virtu' di provvedimenti temporanei, come le sentenze sospensive dei TAR, discriminando cosi' le imprese come Europa 7 che hanno legittima concessione, il tutto sempre al fine di salvaguardare Retequattro.&lt;br /&gt;Infatti, quest'ultima potra' continuare a trasmettere, in barba alla sentenza del '94 e del 2002 della Corte Costituzionale e della legge 249/97, pur non avendo ormai da quasi quattro anni la concessione, mentre Europa 7 non potra' mai trasmettere, dimenticando che nel luglio 1999 c'e' stata una regolare gara dello Stato per assegnare le concessioni, gara persa da Retequattro e vinta da Europa 7.&lt;br /&gt;Si realizza quindi un ennesimo gravissimo stravolgimento del diritto. In pratica, chi ha perso la gara (Retequattro) puo' continuare tranquillamente a trasmettere, e chi l'ha vinta (Europa 7), perde definitivamente tale diritto.&lt;br /&gt;Non vi sembra straordinario?&lt;br /&gt;Ma qui viene il bello: la cosa e' talmente sporca che fa vomitare, ma la sinistra non reputa sia il caso di incatenarsi ai banchi e darsi fuoco davanti al Palazzo. E allora tocca ai deputati del Polo fare una cosa sensata!!! Travolti da un miracoloso afflato civico bocciano alla Camera dei Deputati il decreto Gasparri proprio laddove vuol tagliare la gola a Europa 7.&lt;br /&gt;E a questo punto vien da pensare che Dio esiste. &lt;br /&gt;Certo bisogna vedere come va al Senato.&lt;br /&gt;E' chiaro che le urla di Berlusconi di questi giorni sono per ricompattare i suoi, che se lo mollano adesso... Che lui in fondo potrebbe vivere anche solo con due televisioni, che un cristiano normale si deve accontentare di due palle... Ma e' l'idea che una sua frequenza finisca a Di Stefano che lo fa impazzire. Che oltretutto Di Stefano e' piu' bello di Cacciari...&lt;br /&gt; Comunque, non tutto e' perduto. Bisogna vedere cosa fa il Senato... E poi la legge deve tornare alla Camera... E poi bisogna vedere se Ciampi la firma una legge del genere. Sarebbe proprio abnorme. Si tratta di una questione sostanziale per la legalita' e il pluralismo dell'informazione nel nostro paese, gia' piu' volte schiaffeggiata. Ma qui saremmo all'oltraggio definitivo del concetto stesso di stato di diritto.&lt;br /&gt;Gravita' nella gravita', un conto e' fare una legge per non finire in galera, un conto e' fare una legge per prendersi qualche cosa che appartiene a un altro. Si comincia cosi' e poi si pretende il Jus Primae Noctis.&lt;br /&gt;Quindi, cara cittadina, caro cittadino, sappi che in questo momento si sta giocando una partita incredibile. Se questa legge passa quel che e' tuo e' suo.&lt;br /&gt;E medita pure, se vuoi, su questa sinistra bolsa che non vede neppure il Re quando appare nudo fino in fondo e non lo attacca mai veramente dove gli da' fastidio.&lt;br /&gt;E, visto che i leader della sinistra non sembrano interessati a occuparsi dei fatti della vita (sono troppo impegnati a fare a gara a chi ce l'ha piu' lungo), sara' il caso di guardarci in faccia e dirci la verita'.&lt;br /&gt;Il signor Di Stefano, qui, chi lo difende?&lt;br /&gt;Ci scrivete due righe che cosi' va a letto piu' contento la sera?&lt;br /&gt;Cioe', sarebbe utile mandare due righe al presidente. Al tuo presidente. Sai il presidente di quella cosa che si chiama Repubblica democratica fondata sul lavoro... e' una cosa che tra averla e non averla e' meglio sempre averla, cosi' per scaramanzia, casomai ti servisse.&lt;br /&gt;Vedi un po' tu ma a noi sembra giusto firmarla una letterina al tuo presidente della Repubblica e magari anche a Pera e Casini.&lt;br /&gt;E vedi tu se riesci a far girare questa mail. Che secondo me anche solo se si sa in internet un po' li rende nervosi... Che poi casomai gli viene di fare un altro passo falso... Che internet non conta niente in borsa ma siamo comunque una decina di milioni...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-105698284297072207?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105698284297072207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105698284297072207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_06_29_archive.html#105698284297072207' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-105698237459206172</id><published>2003-06-30T16:12:00.000+02:00</published><updated>2003-06-30T16:12:54.593+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;Acque minerali positive a pesticidi e idrocarburi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L'Istituto Superiore della Sanita' ha controllato le analisi svolte nel 2002 su 28 marche di acque minerali regolarmente in commercio. Solo 5 sono risultate in regola in base ai parametri stabiliti dalle leggi. Le altre ventitre' acque minerali presentano quelle che vengono definite "sostanze indesiderabili" quali pesticidi, bifenili policlorurati, agenti tensioattivi, idrocarburi policiclici aromatici.&lt;br /&gt;Il procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello, che sulle acque minerali sta conducendo l'inchiesta, ha scritto immediatamente una lettera al ministero della salute, chiedendo che vengano prese misure urgenti per garantire i consumatori.&lt;br /&gt;Ma Sirchia avrebbe risposto che "in Italia non esiste nessun allarme per &lt;br /&gt;l'acqua minerale: i dati ci sono".&lt;br /&gt;Bisognera' aspettare che su 28 acque analizzate, ne risultino fuori legge 29.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fonte: Bresciaoggi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Davide Calabria &amp; C.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-105698237459206172?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105698237459206172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105698237459206172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_06_29_archive.html#105698237459206172' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-105698190347444103</id><published>2003-06-30T16:05:00.000+02:00</published><updated>2003-06-30T16:05:03.413+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;Tollerare il nemico&lt;/strong&gt; di Jacopo Fo - parte 2&lt;br /&gt;Durante il nazismo molti tedeschi, italiani, austriaci, slavi, si sono opposti allo sterminio di ebrei, russi, serbi, zingari e omosessuali. Hanno dichiarato il loro orrore, chiesto la fine del nazismo.&lt;br /&gt;Sono quindi stati arrestati e uccisi. Oppure sono dovuti fuggire oltre i confini operativi della macchina repressiva nazista. Quanto quest'azione eroica ha arginato realmente il nazismo?&lt;br /&gt;Altri hanno deciso di stare zitti, di stare al gioco e di mettere tutte le proprie energie al servizio del tentativo di salvare un solo perseguitato. Alcuni ci sono riusciti.&lt;br /&gt;Ma alcuni potrebbero accusarli di connivenza con il nazismo.&lt;br /&gt;Mio nonno, che non so perche' non e' annoverato tra i Giusti di Israele, era un socialista. Ma aveva anche la tessera del Partito Fascista. Lui nascondeva ebrei e prigionieri inglesi fuggiaschi dentro i cassoni della sabbia che sui treni serviva per frenare. Era un po' un casino viaggiare fino in Svizzera senza freni ma salvare un ebreo era meglio. Ed era anche un problema accettare tutti i rituali del potere fascista per non perdere il posto di Capo Stazione che gli garantiva la possibilita' di gestire l'organizzazione clandestina delle fughe e contemporaneamente mantenere vivi moglie e tre figli e il cognato nascosto in qualche sottotetto perche' era ricercato dalla Gestapo.&lt;br /&gt;Quello che, con molta difficolta', sto cercando di dire e' che se tu pensi di vincere il male entro pochi anni scegli una strategia diversa da quella che sceglieresti se il tuo obiettivo fosse "soltanto" quello di salvare OGGI una vita umana.&lt;br /&gt;Se il movimento abbandonasse il massimalismo di chi si sente vincente "entro pochi anni" potrebbe guardare ai bastioni del potere con occhi diversi. Se non puoi abbattere un muro a cannonate puoi forse iniziare a eroderlo. Ogni volta che passi graffi il muro con un chiodo. E' un lavoro che richiede millenni. Per questo bisogna iniziare subito.&lt;br /&gt;La storia ci insegna che dentro il nazismo c'erano migliaia di nazisti, a volte persino convinti, che operavano a rischio della vita per porre un limite all'orrore.&lt;br /&gt;Non evitarono che l'orrore esistesse. Ma riuscirono a rendere meno agghiacciante il bilancio delle vittime. Di poco, certo, ma conta anche una sola vita, anche un solo minuto di una sola vita.&lt;br /&gt;Mio padre fu salvato da un colonnello dell'esercito fascista, affascinato dalla sua capacita' di dipingere ritratti e da un podesta' fascista, che quando mia nonna gli disse:"Nascondi mio figlio!" non seppe dire di no.&lt;br /&gt;Quello che faro' domani e' andare da Mc Donald. Non comprero' un solo panino. Ma voglio trovare il modo di far sapere agli Shindler che lavorano la' dentro, che so che ci sono e so che stanno arginando il dolore anche meglio di quanto riesca a fare io da fuori. Se questa gente non operasse dall'interno arginando la follia del profitto ad ogni costo forse le multinazionali dei panini avrebbero gia' fatta loro la "Modesta Proposta" di Jonathan Swift  e iniziato a vendere sandwich di carne umana di extracomunitario.&lt;br /&gt;Insomma non mi basta piu' fare cose giuste. Voglio contribuire a realizzare delle iniziative che funzionino.&lt;br /&gt;Ma farlo e' difficile. Si rischia di sbagliare. Di superare la linea gialla tra il bene e il male.&lt;br /&gt;Sicuramente chi vuole tutto o niente, &lt;br /&gt;chi si preoccupa di mobilitare il popolo per battaglie giuste senza chiedersi se si otterra' un vero risultato, non corre il rischio di superare il confine della morale. E non si sentira' mai obbligato a fare autocritica. "Manifestare a Genova era giusto, non e' colpa mia se ci hanno massacrato.", "Il referendum era giusto. Non e' colpa mia se abbiamo perduto." &lt;br /&gt;La mia linea gialla della morale passa per un altro posto. Il luogo dove si giudicano le azioni per il loro effetto. Quando un compagno viene ucciso e centinaia finiscono all'ospedale non hai ottenuto un buon risultato. Quando muovi 11 milioni di italiani e fai spendere decine di miliardi allo stato per un referendum e lo perdi non hai ottenuto un buon risultato.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Le vie di Dio (o di chi per lui si occupa della questione "Genere Umano") sono misteriose e incasinate. A volte e' difficile capire cosa e' giusto fare, a volte bisogna scegliere solo il migliore tra due errori. Che poi c'e' da dire che e' raro, nella vita terrena di chi non e' unto da qualche autorita' extraumana, vivere senza sbagliare. L'essere umano procede per errori. &lt;br /&gt;La nostra mente cerca alla cieca la strada giusta. Continui a tastare il muro e non consideri ogni tastata (ogni errore) una perdita ma l'unica via per trovare la porta. Se vuoi trovare la porta e sei cieco DEVI tastare il muro, non importa che ogni singola tastata sia di per se' un errore, importa che alla fine del "processo cognitivo" tu abbia trovato la porta.&lt;br /&gt;Possiamo affrontare positivamente errori e scelte difficili, dobbiamo temere solo di non concludere niente.&lt;br /&gt;Se procedi sulla via delle piccole vittorie otterrai che le persone acquistino fiducia e voglia di impegnarsi. E quando hai ottenuto un piccolo risultato concreto, nonostante lo strapotere dell'Impero, ti entusiasmi e ti viene voglia di festeggiare. E le feste attirano piu' gente dei funerali. &lt;br /&gt;Guardate bene che cosa stanno facendo i leader della sinistra e molti degli stessi leader del Movimento: stanno annegando la voglia di lottare e impegnarsi per un mondo migliore in un lago di lacrime di delusione e di amarezza.&lt;br /&gt;Continuano a proporre iniziative esteriori che non cambiano niente concretamente. Non hanno idee, non hanno progetti da realizzare. Conoscono solo la ripetizione nevrotica del rito delle adunate...&lt;br /&gt;Ci ammazzano di noia e inconcludenza.&lt;br /&gt;In effetti un Movimento morto va bene a tutti i leader. Il Movimento si dirige meglio quando e' catatonico. I movimenti vivi sono imprevedibili e tutti si sentono leader di se stessi.&lt;br /&gt;Non a caso nessun grande leader si e' mai impegnato nel settore della consociazione degli acquisti, delle convenzioni e del commercio equo e solidale. Li' si rischia di ottenere dei risultati piccoli ma immediati.&lt;br /&gt;E poi magari la gente si monta la testa.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;PS&lt;br /&gt;Gabriella mi ha fatto notare che questo discorso potrebbe essere confuso con la vetusta filosofia del fine che giustifica i mezzi. Ma e' proprio il contrario. I potenti ci spiegano che se devo uccidere un bambino per salvarne diecimila cio' e' giusto e umanitario. Ma se ragioni per salvare un solo essere umano per volta questo discorso non ha senso. Non ti puo' venire in mente di uccidere un bambino per salvarne un altro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-105698190347444103?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105698190347444103'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105698190347444103'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_06_29_archive.html#105698190347444103' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-105698188221773491</id><published>2003-06-30T16:04:00.000+02:00</published><updated>2003-06-30T16:04:42.146+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;Tollerare il nemico&lt;/strong&gt; di Jacopo Fo - parte 1&lt;br /&gt;Ormai sono vicino ai cinquant'anni. Eta' quasi venerabile per chi ha seppellito tanti compagni, stroncati da malattie, proiettili, pazzia, siringhe, carceri.&lt;br /&gt;Sono vecchio per quante ne ho viste da quando a 11 anni iniziai a vendere l'Unita', tutte le mattine sulla spiaggia di Cesenatico e mi guadagnai cosi' il diritto di iscrivermi alla Federazione Giovanile Comunista prima dei 12 anni.&lt;br /&gt;Sono 36 anni che vivo aspettando il Mondo Nuovo, quello umano. All'inizio pensavo sarebbero bastati pochi mesi. Quelli piu' grandi di me sembrava avessero capito tutto e nei cortei urlavano:"Fascisti, borghesi, ancora pochi mesi!" e io ci credevo.&lt;br /&gt;Continuai a crederci fino al 1974. Ormai solo uno stupido poteva continuare a pensare che la societa' futura, in ritardo di almeno 5 anni rispetto ai pronostici dei cortei, sarebbe veramente arrivata di li' a poco. Cosi' iniziai a pensare che, forse, ci avremmo messo un decennio a costruire un mondo decente. &lt;br /&gt;Iniziai, come molti altri, a darmi un programma sui tempi lunghi: lavorare sulla cultura. Solo cambiando la cultura della gente si poteva rendere possibile la nascita di una societa' diversa. Non si puo' costruire una societa' nuova usando gli schemi mentali che hanno creato quella vecchia: in quegli anni si inizio' a parlare di rivoluzione delle coscienze, femminismo, yoga, controcultura, arte, sessualita', omosessualita', ideologia del macho latino, parto dolce, educazione alla creativita', emozioni, psiche collettiva e potere, autoimpresa come forma di liberazione dal lavoro salariato. Abbandonai il mio posto da commissario politico della nascente armata rossa e iniziai a fare fumetti professionalmente, a scrivere e, piu' tardi, collaborai alla fondazione di Alcatraz. Ci serviva una libera universita', un territorio, un'area protetta dove temprare nuove idee e formare persone e modi di pensare diversi. E il primo obiettivo era riuscire a ricreare noi stessi perche' ci rendevamo conto che cosi' come eravamo, imbevuti di ideologia patriarcale, non potevamo combinare niente di buono.&lt;br /&gt;Ero sicuro che in una decina di anni avremmo potuto dar vita a un vortice di idee che si sarebbe unito con i vortici emessi da centinaia di altre comunita' alternative nel mondo, e che avrebbe creato un fenomeno di sinergia a livello mondiale. Era il 1981. In realta' sono passati 20 anni prima che si riuscisse a vedere, di nuovo, il Movimento tornare a essere percepibile a livello planetario.&lt;br /&gt;E valeva la pena di aspettare tanto perche' non s'erano mai visti, in tutta la storia del mondo, 100 milioni di persone manifestare per la pace nei 5 continenti.&lt;br /&gt;Ma quel che si e' realizzato, seppur stupendo, non e' nulla rispetto a quanto avevamo sognato quando, con dieci gradi sotto zero e senza riscaldamento, ci eravamo messi a intonacare i muri, riparare i tetti e costruire, con pala e cazzuola, quello che per noi sarebbe diventato un avamposto della Rivoluzione Planetaria delle Coscienze.&lt;br /&gt;E ora sono qua, e mi interrogo su cosa succedera' adesso: il movimento e' gia' in fase calante? Oppure e' una pausa prima di un altro terremoto ideale?&lt;br /&gt;Che possibilita' abbiamo di vedere veramente un cambiamento del mondo durante la nostra vita? Sono quasi 40 anni che soffro per la mia impotenza di fronte alla violenza, all'ignoranza e alla fame. &lt;br /&gt;Se si calcola una media di 30 milioni di morti all'anno per guerre e miseria, nell'arco della mia vita politica sono state ammazzate quasi un 1 miliardo di persone. E io cosa sono riuscito a fare? Davanti a questo massacro immane (immane, immane, immane) che cosa ho fatto io?&lt;br /&gt;Hanno avuto un senso tutti i cortei, le botte con la polizia, i processi? Tutte le tonnellate di carta che abbiamo distribuito, le migliaia di ore di corsi, spettacoli. Tutto questo discutere, studiare, progettare. Anni passati a piantare alberi, costruire case e strade, alleanze, organizzazioni...&lt;br /&gt;E cosi', mi ritrovo a 48 anni a leggere i testi dei filosofi, quei pochi che hanno affrontato l'arduo tema della disperazione: come puoi credere che esista un Dio o anche solo un principio positivo nel mondo dopo Auschwitz? Come puoi credere a qualche cosa dopo il Vietnam, la Cambogia, il Ruanda, l'Iraq, la Jugoslavia, il Congo, l' Afghanistan?&lt;br /&gt;Dopo tutto questo schifo, questo assurdo, cieco, stupido, tripudio di violenza, di giornalisti venduti, di facce di culo televisive disposte a raccontare qualunque (qualunque) cosa.&lt;br /&gt;E mi chiedo se forse il nostro destino sia quello di non vincere mai, di dover sopportare tutto questo orrore senza poterlo mai veramente lenire.&lt;br /&gt;Non lo so. Non sono Dio e neanche un suo lontano parente. Non posso dire.&lt;br /&gt;Ma, spero che tutto questo lavoro di migliaia di sinceri esseri umani dotati di pieta', che da millenni si battono contro il male sia riuscito, almeno, a salvare un solo essere umano.&lt;br /&gt;Uno solo sarebbe sufficiente per farmi dire: ne e' valsa la pena.&lt;br /&gt;Ma, detto cio', decido in questo momento di scindere il mio percorso da quello di quanti si sentono in grado di salvare il mondo di qui a poco. L'immenso esercito dei massimalisti, i miei fratelli e le mie sorelle che mossi dai sentimenti piu' puri, vogliono tracciare una linea tra loro e il male. Non essere piu' complici in nessun modo di questo scempio alla sacralita' della vita.&lt;br /&gt;No, il mio obiettivo non e' uscirne assolto. Non e' quello di separarmi dai malvagi (come?). Ma sapere che il mio sforzo e' servito a contribuire a salvare almeno una vita. Una vita sola. Io continuero' a lottare per tutto il tempo che mi resta solo per questo. Perche' e' l'unica cosa che potra' essere ascritta alla mia vita. Poi credo che dandosi un punto di vista modesto (piccolo) sulla propria possibilita' di lenire il dolore del mondo sia possibile, forse, arrivare a costruire un Mondo Migliore, lo spero. Ma credo che l'unica via sia camminare cercando di salvare l'umanita' una vita per volta. Una vita, tutti assieme, possiamo salvarla. E se ci riusciremo, il giorno dopo diremo:"Coraggio fratelli, una vita l'abbiamo salvata. Ne e' valsa la pena. Una vita l'abbiamo salvata. Se continuamo possiamo forse salvarne una seconda".&lt;br /&gt;Capisci la differenza di prospettiva? Chi vuol salvare tutti subito compie il terribile peccato di sopravvalutarsi. E sopravvalutarsi quando c'e' in gioco la vita umana e' un errore mortale. Se vuoi salvare una vita sola tutto diventa essenziale. Se vuoi salvare 6 miliardi di vite perderne una e' un aspetto secondario. Una, dieci, dieci milioni? Che importa?&lt;br /&gt;Il mio obiettivo e' salvare una vita. Una vita 6 miliardi di volte. Lo so che sembro un po' pazzo con questo discorso. Ma e' molto semplice e molto importante.&lt;br /&gt;Io do per scontato che fra dieci anni ancora esistera' l'Impero Americano. Non mi pongo l'obiettivo di abbatterlo. Mi piacerebbe che l'Impero sparisse ma ho notato che e' piuttosto solido. Mi concentro percio' nello studiare tutte le contraddizioni del sistema. Non inizio a marciare verso un obiettivo impossibile. Metto tutto il mio peso nello sforzo di aprire un piccolo spazio da qualche parte, riuscire a sviluppare l'azione e poi cercare un altro obiettivo concreto che mi permetta di arginare ulteriormente la violenza del sistema. Guarda la storia di tutte le azioni concrete che hanno portato alla salvezza, almeno momentanea, di un essere umano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continua...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-105698188221773491?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105698188221773491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105698188221773491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_06_29_archive.html#105698188221773491' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-105698174236849486</id><published>2003-06-30T16:02:00.000+02:00</published><updated>2003-06-30T16:03:15.896+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;Petizione al Presidente della Repubblica.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Inviare a presidenza.repubblica@quirinale.it e in copia a segreteria@alcatraz.it &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Al Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ci rivolgiamo a Lei, in quanto piu' alta carica dello Stato e ultimo baluardo alla possibilita' di fermare il cosiddetto "Lodo Maccanico" che viola i principi della Costituzione ed e' una vera vergogna.&lt;br /&gt;Non e' infatti tollerabile quello che sta accadendo: il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi vuole evitare di prendersi le sue responsabilita' davanti alla giustizia promulgando una legge che sospende i processi a suo carico. &lt;br /&gt;Se cio' succedesse l'Italia sarebbe ridotta a quel che comunemente si definisce: "una Repubblica delle Banane".&lt;br /&gt;Speriamo che lei non voglia avvallare questa situazione che giudichiamo fuori dalla legalita' e dal buon senso.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In fede&lt;br /&gt;(firma)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Vi ricordiamo che il messaggio inoltrato all'indirizzo di posta elettronica della Presidenza della Repubblica deve:&lt;br /&gt;- indicare chiaramente il nome, cognome e indirizzo postale tradizionale del mittente;&lt;br /&gt;- non superare la lunghezza di 50 Kb (10 pagine circa);&lt;br /&gt;- non contenere allegati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-105698174236849486?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105698174236849486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105698174236849486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_06_29_archive.html#105698174236849486' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-105698158071317303</id><published>2003-06-30T15:59:00.000+02:00</published><updated>2003-06-30T15:59:40.506+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Amnesty International, in collaborazione con la Fondazione Danielle Mitterand, ha lanciato una campagna per la &lt;strong&gt;liberazione di Minsk Yurij Bandazhevsky&lt;/strong&gt;, bielorusso, luminare della scienza ai tempi dell'Urss. Dopo l'incidente nucleare di Chernobyl del 1986, denuncio' i pericoli derivanti dal mangiare il cibo contaminato. Se le fonti ufficiali parlavano solo di un aumento nei tumori alla tiroide, lo scienziato scopri' che un'altra sostanza tossica, il Cesio 137, aveva contaminato i terreni e le falde acquifere. Le conseguenze si potevano vedere nell'apparato cardiovascolare dei bambini nati nelle zone contaminate.&lt;br /&gt;La "verita'" irrito' il Regime, proprio quando si era deciso di chiudere la pagina "Chernobyl" e fare "ritorno alla normalita'".&lt;br /&gt;Bandazhevsky venne incastrato, denunciato da uno studente secondo cui il professore gli avrebbe chiesto una bustarella. Il 18 giugno 2001 č stato condannato a otto anni di prigione per concussione.&lt;br /&gt;L'appello per la liberazione di Minsk Yurij Bandazhevsky si trova su questo &lt;a href="http://www.comite-bandajevsky.org/"&gt;sito internet&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-105698158071317303?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105698158071317303'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/105698158071317303'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_06_29_archive.html#105698158071317303' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-95658067</id><published>2003-06-14T12:56:00.000+02:00</published><updated>2003-06-14T12:56:25.393+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Principessa di Baghdad&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;'Principessa di Baghdad' č il nuovo libro di Vauro che racconta il viaggio, al seguito del team di Emergency, nell'Iraq di una popolazione civile devastata e nuovamente colpita dalla guerra. Il libro ( 160 pagine), edito da Guerini Edizioni, con prefazione di Gino Strada, sarŕ disponibile nelle librerie dal 24 giugno.&lt;br /&gt;Il costo č di 11 euro e i diritti d'autore del libro saranno devoluti a Emergency.&lt;br /&gt; Il libro sarŕ presentato in anteprima domenica 22 Giugno, da Vauro e Gino Strada, al Paolo Pini alle ore 18 nel corso della manifestazione ' Benvenuta Estate'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Allistante-Emergency&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-95658067?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/95658067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/95658067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_06_08_archive.html#95658067' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-93038610</id><published>2003-04-22T12:44:00.001+02:00</published><updated>2003-04-22T12:44:57.340+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;B&gt;Dario Fo &amp; Franca Rame News&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.alcatraz.it/redazione/news/show_news_p.php3?NewsID=1750"&gt;Il C@C@O della domenica&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ultimissime dal fronte delle notizie censurate&lt;/b&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Se guardiamo la guerra in Iraq nel suo complesso osserviamo che gli Usa hanno agito fulmineamente soprattutto per proteggere il petrolio e impedire a Saddam Hussein di incendiare i pozzi. Hanno lasciato indietro la conquista delle citta' del sud, limitandosi a bombardarle mentre schieravano i loro carri armati intorno ai giacimenti.&lt;br /&gt;Entrando poi a Baghdad hanno lasciato che la citta' fosse saccheggiata da bande criminali, che gli ospedali fossero assaltati, che fossero incendiati i ministeri, che fossero depredati i musei, incendiata la piu' grande e antica biblioteca del Medio Oriente, dispersa la memoria storica di un popolo. Non si sono preoccupati di nulla. Hanno protetto un solo monumento: i palazzo del Ministero del Petrolio intorno al quale hanno schierato ben 56 carri armati...&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L'Iraq e' ormai finito in coda ai telegiornali. Terminato il fuoco d'artificio mediatico delle bombe intelligenti si sta perdendo interesse per una situazione che (sembra) si stia rapidamente normalizzando.&lt;br /&gt;Ben diversa il quadro descritto dai siti in lingua araba della resistenza irachena contro Saddam Hussein (persone che hanno conosciuto la galera e la tortura perche' lottavano per la democrazia).&lt;br /&gt;L'Iraq sarebbe in una situazione spaventosa. Un caos di rapine, stupri, violenze di ogni genere, con una popolazione che vive nel terrore e alla quale manca tutto. Gli aiuti umanitari arrivano in quantita' risibile in confronto dell'enormita' delle esigenze piu' essenziali. Il fondamentalismo islamico, represso da Hussein nel sangue, si sta scatenando con manifestazioni di piazza sempre piu' imponenti.&lt;br /&gt;L'Iraq rischia di diventare un rebus irrisolvibile... Se si votasse ora vincerebbero probabilmente i fondamentalisti... E come potrebbero gli Usa accettare un simile verdetto delle urne? &lt;br /&gt;Quando i fondamentalisti vinsero le elezioni in Algeria, l'Occidente appoggio' un colpo di stato dei militari laici... E si ottenne cosi' l'inizio di un periodo di terrorismo portato avanti a suon di massacri di civili e contromassacri organizzati dall'esercito (sempre di civili).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Sostanzialmente gli Usa stanno portando avanti la loro guerra nel modo piu' provocatorio possibile.&lt;br /&gt;Il non aver protetto la popolazione dai briganti non e' stata certo una mossa che ha guadagnato loro simpatie.&lt;br /&gt;Ma non contenti di questo essi hanno creato un gruppo di 65 notabili iracheni a cui affidare la ricostruzione del paese. In mezzo ci sono anche persone oneste e di valore. Ma evidentemente sono li' a far numero perche' non hanno ricevuto incarichi rilevanti.&lt;br /&gt;Gli Usa stanno puntando soprattutto su un ristretto numero di uomini che sembrano scelti apposta per far imbestialire il popolo iracheno.&lt;br /&gt;Il personaggio attualmente piu' potente dell'Iraq, messo a capo del governo provvisorio (Iraq Congress) e' un personaggio straordinario.&lt;br /&gt;Il suo nome e' Al Cialabi (i giornali italiani scrivono Gialabi), proviene da una famiglia di banchieri, negli anni '80 era uno dei responsabili del ministero dell'economia, fuggito dall'Iraq con 30 milioni di dollari (ha sostenuto che fosse la sua parcella), e' stato poi condannato in Giordania per bancarotta fraudolenta a 22 anni di carcere. Lui sostiene di essere stato condannato a causa di una persecuzione politica di giudici fondamentalisti (vi ricorda niente?).&lt;br /&gt;Ora gli americani stanno facendo pressione sul governo giordano per ottenere la modifica della legge sui reati finanziari in modo tale che la condanna contro Al Cialabi sia annullata (ma tu guarda!). &lt;br /&gt;Il Ministero della Giustizia giordano ha risposto che non accetta di modificare la legge e Al Cialabi ha dichiarato che sono tutti comunisti...pardon, fondamentalisti...&lt;br /&gt;Il fratello di Al Cialabi (ha anche un fratello!) che e' suo socio (ma ci copiano proprio tutto!) e' sotto inchiesta in Inghilterra per truffa e bancarotta fraudolenta. A causa di questa incriminazione questo fratello ha dichiarato che non accettera' nessun incarico politico, solo impegni di tipo umanitario per la ricostruzione (cioe' appalti).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Al Cialabi e' rientrato in Iraq con un'auto sulla quale viaggiava anche il suo piu' caro amico che si chiama Al Zubaidi. Appena arrivato a Baghdad questi si e' autoproclamato sindaco della citta', con il consenso degli anglopolaccoamericani.&lt;br /&gt;Tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta, uno dei periodi di repressione piu' feroce, con migliaia di morti, Al Zubaidi era il responsabile della polizia segreta che controllava l'universita' di Baghdad, era cioe' il dignitario incaricato di controfirmare le liste degli studenti che dovevano essere eliminati.&lt;br /&gt;Diventa poi responsabile dei servizi segreti del Kuwait e entra in contatto con il partito Baath siriano, che gestisce da piu' di trentanni un regime dittatoriale e criminale (violazioni dei diritti umani, torture, massacri, bombardamenti a tappeto per stanare gli oppositori contro la citta' di Halab). Poi con l'appoggio dei criminali siriani tenta di organizzare una fazione all'interno del partito Baath iracheno e progetta un colpo di stato. &lt;br /&gt;Saddam Hussein lo scopre e lui si dilegua senza metter piu' piede in Iraq.&lt;br /&gt;C'e' poi Mashan al Giuburi (i giornali italiani scrivono Magian al Gjburi) che gli "alleati" hanno nominato sindaco di Mussul. Fino a dopo la prima guerra del Golfo, era un alto dignitario del Partito Baath iracheno molto fedele a Saddam Hussein. Era a capo di una fazione interna al partito che tenta di farsi spazio a gomitate ma viene sconfitta e per questo lui fugge all'estero. &lt;br /&gt;Tra i 65 uomini di prestigio scelti dagli Usa per creare il nuovo Iraq, c'e' poi Al Samaray, che e' stato uno dei capi dei servizi segreti piu' feroci della storia dell'Iraq. &lt;br /&gt;Era il responsabile degli squadroni della morte e questo spiega come mai gli Usa vadano a colpo sicuro nell'individuazione delle fosse comuni. &lt;br /&gt;Nelle carceri irachene era considerato il boia piu' produttivo, una sua parola ed eri morto. Ha abbandonato a sua volta l'Iraq soltanto ne momento in cui la sua fazione e' uscita sconfitta dallo scontro per il controllo del Ministero degli Interni. &lt;br /&gt;Praticamente e' come se alla fine della seconda guerra mondiale Goering (graziato) fosse stato incaricato di ricostruire la Germania.&lt;br /&gt;Insomma, sono state scelte proprio le persone giuste, con un passato specchiato e l'autorita' morale per conquistare la fiducia di un popolo.&lt;br /&gt;E, sicuramente, con simili uomini nei posti chiave del nuovo Iraq possiamo stare certi che gli appalti per la ricostruzione viaggeranno senza intoppi.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;PS: Per almeno un anno la moneta ufficiale dell'Iraq sara' il dollaro americano.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Quiz&lt;br /&gt;Secondo una dichiarazione del principe giordano Hassan chi nel 1992 e' andato a trovare Saddam Hussein per trattare appalti per conto di una nota multinazionale statunitense?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Rumsfeld attuale  ministro della difesa Usa?&lt;br /&gt;Si bravi indovinato!&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Queste informazioni sono tratte dai siti della resistenza irachena. Si tratta di siti in lingua araba, i piu' documentati sono:&lt;br /&gt;www.iraq4all.dk&lt;br /&gt;www.nahrain.com&lt;br /&gt;www.iraker.dk&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-93038610?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/93038610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/93038610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_04_20_archive.html#93038610' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-93038609</id><published>2003-04-22T12:44:00.000+02:00</published><updated>2003-04-22T12:44:53.526+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;B&gt;Dario Fo &amp; Franca Rame News&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.alcatraz.it/redazione/news/show_news_p.php3?NewsID=1750"&gt;Il C@C@O della domenica&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ultimissime dal fronte delle notizie censurate&lt;/b&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Se guardiamo la guerra in Iraq nel suo complesso osserviamo che gli Usa hanno agito fulmineamente soprattutto per proteggere il petrolio e impedire a Saddam Hussein di incendiare i pozzi. Hanno lasciato indietro la conquista delle citta' del sud, limitandosi a bombardarle mentre schieravano i loro carri armati intorno ai giacimenti.&lt;br /&gt;Entrando poi a Baghdad hanno lasciato che la citta' fosse saccheggiata da bande criminali, che gli ospedali fossero assaltati, che fossero incendiati i ministeri, che fossero depredati i musei, incendiata la piu' grande e antica biblioteca del Medio Oriente, dispersa la memoria storica di un popolo. Non si sono preoccupati di nulla. Hanno protetto un solo monumento: i palazzo del Ministero del Petrolio intorno al quale hanno schierato ben 56 carri armati...&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L'Iraq e' ormai finito in coda ai telegiornali. Terminato il fuoco d'artificio mediatico delle bombe intelligenti si sta perdendo interesse per una situazione che (sembra) si stia rapidamente normalizzando.&lt;br /&gt;Ben diversa il quadro descritto dai siti in lingua araba della resistenza irachena contro Saddam Hussein (persone che hanno conosciuto la galera e la tortura perche' lottavano per la democrazia).&lt;br /&gt;L'Iraq sarebbe in una situazione spaventosa. Un caos di rapine, stupri, violenze di ogni genere, con una popolazione che vive nel terrore e alla quale manca tutto. Gli aiuti umanitari arrivano in quantita' risibile in confronto dell'enormita' delle esigenze piu' essenziali. Il fondamentalismo islamico, represso da Hussein nel sangue, si sta scatenando con manifestazioni di piazza sempre piu' imponenti.&lt;br /&gt;L'Iraq rischia di diventare un rebus irrisolvibile... Se si votasse ora vincerebbero probabilmente i fondamentalisti... E come potrebbero gli Usa accettare un simile verdetto delle urne? &lt;br /&gt;Quando i fondamentalisti vinsero le elezioni in Algeria, l'Occidente appoggio' un colpo di stato dei militari laici... E si ottenne cosi' l'inizio di un periodo di terrorismo portato avanti a suon di massacri di civili e contromassacri organizzati dall'esercito (sempre di civili).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Sostanzialmente gli Usa stanno portando avanti la loro guerra nel modo piu' provocatorio possibile.&lt;br /&gt;Il non aver protetto la popolazione dai briganti non e' stata certo una mossa che ha guadagnato loro simpatie.&lt;br /&gt;Ma non contenti di questo essi hanno creato un gruppo di 65 notabili iracheni a cui affidare la ricostruzione del paese. In mezzo ci sono anche persone oneste e di valore. Ma evidentemente sono li' a far numero perche' non hanno ricevuto incarichi rilevanti.&lt;br /&gt;Gli Usa stanno puntando soprattutto su un ristretto numero di uomini che sembrano scelti apposta per far imbestialire il popolo iracheno.&lt;br /&gt;Il personaggio attualmente piu' potente dell'Iraq, messo a capo del governo provvisorio (Iraq Congress) e' un personaggio straordinario.&lt;br /&gt;Il suo nome e' Al Cialabi (i giornali italiani scrivono Gialabi), proviene da una famiglia di banchieri, negli anni '80 era uno dei responsabili del ministero dell'economia, fuggito dall'Iraq con 30 milioni di dollari (ha sostenuto che fosse la sua parcella), e' stato poi condannato in Giordania per bancarotta fraudolenta a 22 anni di carcere. Lui sostiene di essere stato condannato a causa di una persecuzione politica di giudici fondamentalisti (vi ricorda niente?).&lt;br /&gt;Ora gli americani stanno facendo pressione sul governo giordano per ottenere la modifica della legge sui reati finanziari in modo tale che la condanna contro Al Cialabi sia annullata (ma tu guarda!). &lt;br /&gt;Il Ministero della Giustizia giordano ha risposto che non accetta di modificare la legge e Al Cialabi ha dichiarato che sono tutti comunisti...pardon, fondamentalisti...&lt;br /&gt;Il fratello di Al Cialabi (ha anche un fratello!) che e' suo socio (ma ci copiano proprio tutto!) e' sotto inchiesta in Inghilterra per truffa e bancarotta fraudolenta. A causa di questa incriminazione questo fratello ha dichiarato che non accettera' nessun incarico politico, solo impegni di tipo umanitario per la ricostruzione (cioe' appalti).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Al Cialabi e' rientrato in Iraq con un'auto sulla quale viaggiava anche il suo piu' caro amico che si chiama Al Zubaidi. Appena arrivato a Baghdad questi si e' autoproclamato sindaco della citta', con il consenso degli anglopolaccoamericani.&lt;br /&gt;Tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta, uno dei periodi di repressione piu' feroce, con migliaia di morti, Al Zubaidi era il responsabile della polizia segreta che controllava l'universita' di Baghdad, era cioe' il dignitario incaricato di controfirmare le liste degli studenti che dovevano essere eliminati.&lt;br /&gt;Diventa poi responsabile dei servizi segreti del Kuwait e entra in contatto con il partito Baath siriano, che gestisce da piu' di trentanni un regime dittatoriale e criminale (violazioni dei diritti umani, torture, massacri, bombardamenti a tappeto per stanare gli oppositori contro la citta' di Halab). Poi con l'appoggio dei criminali siriani tenta di organizzare una fazione all'interno del partito Baath iracheno e progetta un colpo di stato. &lt;br /&gt;Saddam Hussein lo scopre e lui si dilegua senza metter piu' piede in Iraq.&lt;br /&gt;C'e' poi Mashan al Giuburi (i giornali italiani scrivono Magian al Gjburi) che gli "alleati" hanno nominato sindaco di Mussul. Fino a dopo la prima guerra del Golfo, era un alto dignitario del Partito Baath iracheno molto fedele a Saddam Hussein. Era a capo di una fazione interna al partito che tenta di farsi spazio a gomitate ma viene sconfitta e per questo lui fugge all'estero. &lt;br /&gt;Tra i 65 uomini di prestigio scelti dagli Usa per creare il nuovo Iraq, c'e' poi Al Samaray, che e' stato uno dei capi dei servizi segreti piu' feroci della storia dell'Iraq. &lt;br /&gt;Era il responsabile degli squadroni della morte e questo spiega come mai gli Usa vadano a colpo sicuro nell'individuazione delle fosse comuni. &lt;br /&gt;Nelle carceri irachene era considerato il boia piu' produttivo, una sua parola ed eri morto. Ha abbandonato a sua volta l'Iraq soltanto ne momento in cui la sua fazione e' uscita sconfitta dallo scontro per il controllo del Ministero degli Interni. &lt;br /&gt;Praticamente e' come se alla fine della seconda guerra mondiale Goering (graziato) fosse stato incaricato di ricostruire la Germania.&lt;br /&gt;Insomma, sono state scelte proprio le persone giuste, con un passato specchiato e l'autorita' morale per conquistare la fiducia di un popolo.&lt;br /&gt;E, sicuramente, con simili uomini nei posti chiave del nuovo Iraq possiamo stare certi che gli appalti per la ricostruzione viaggeranno senza intoppi.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;PS: Per almeno un anno la moneta ufficiale dell'Iraq sara' il dollaro americano.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Quiz&lt;br /&gt;Secondo una dichiarazione del principe giordano Hassan chi nel 1992 e' andato a trovare Saddam Hussein per trattare appalti per conto di una nota multinazionale statunitense?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Rumsfeld attuale  ministro della difesa Usa?&lt;br /&gt;Si bravi indovinato!&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Queste informazioni sono tratte dai siti della resistenza irachena. Si tratta di siti in lingua araba, i piu' documentati sono:&lt;br /&gt;www.iraq4all.dk&lt;br /&gt;www.nahrain.com&lt;br /&gt;www.iraker.dk&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-93038609?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/93038609'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/93038609'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_04_20_archive.html#93038609' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-92941310</id><published>2003-04-20T21:02:00.000+02:00</published><updated>2003-04-20T21:02:44.123+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Da Emergency&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari amici,&lt;br /&gt;questa č una comunicazione un po' diversa dalle solite. Ultimamente&lt;br /&gt;siete abituati a ricevere notizie aggiornate di ciň che facciamo e&lt;br /&gt;considerazioni su ciň che vediamo. Quando ci rispondete con lettere o&lt;br /&gt;mail di stima e di affetto le viviamo come conferma del fatto che&lt;br /&gt;stiamo lavorando bene e ci ricarichiamo, mettendo da parte fatica e&lt;br /&gt;ansie. Oggi, perň, mi decido a coinvolgervi anche su un altro piano.&lt;br /&gt;Questa mattina Gino, da Bagdad, ci ha chiesto: "Quanto possiamo&lt;br /&gt;investire in ulteriori aiuti a Bagdad e nel Sud dell'Iraq? E che cifra&lt;br /&gt;abbiamo a disposizione per l'emergenza che si č creata nei nostri&lt;br /&gt;ospedali nel Nord?". Gli ho risposto "Non ti preoccupare, hai altro da&lt;br /&gt;fare, a questo pensiamo noi". Appunto, "noi". Posso chiedervi di darci&lt;br /&gt;una mano a mantenere questi progetti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una sola volta abbiamo mandato ai nostri sostenitori una lettera&lt;br /&gt;esplicita in questo senso (allora non avevamo internet). Era l'autunno&lt;br /&gt;1995 e noi dovevamo mettere il tetto all'ospedale di Sulaimaniya prima&lt;br /&gt;che arrivasse le neve, ma eravamo, come si dice a Milano "in braghe di&lt;br /&gt;tela". Abbiamo chiesto ai nostri medici ed infermieri di portare&lt;br /&gt;pazienza ("potete aspettare che lo stipendio vi arrivi tra 2 o 3&lt;br /&gt;mesi?") e abbiamo mandato una lettera ai nostri sostenitori, che&lt;br /&gt;allora erano pochi. Risultato: abbiamo messo il tetto all'ospedale di&lt;br /&gt;Sulaimaniya e, dopo un po', rimesso in condizioni il nostro personale&lt;br /&gt;di pagare il mutuo ecc. (Una seconda e ultima volta abbiamo provato un&lt;br /&gt;circoscritto mailing per cominciare la costruzione dell'ospedale in&lt;br /&gt;Sierra Leone. Risultato buono, dicono gli esperti in materia, ma ci&lt;br /&gt;sembrava un modo freddo, diverso dal rapporto diretto che abbiamo di&lt;br /&gt;solito con chi giŕ ci conosce, per cui non abbiamo ripetuto&lt;br /&gt;l'esperienza. E risparmiato sui francobolli. Avrete notato, ad&lt;br /&gt;esempio, che a Natale nella cassetta della posta non trovate mai la&lt;br /&gt;lettera di richiesta fondi di Emergency.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ampliamento dei progetti in questi giorni ci sta dando&lt;br /&gt;preoccupazioni di carattere economico. Tra l'altro, ci č stato&lt;br /&gt;segnalato l'equivoco di persone che credono di finanziare Emergency&lt;br /&gt;attraverso versamenti su un conto corrente molto pubblicizzato nelle&lt;br /&gt;ultime settimane, quello relativo all'iniziativa "Tavolo di&lt;br /&gt;solidarietŕ con le popolazioni dell'Iraq" che raccoglie 30&lt;br /&gt;organizzazioni ed č largamente sostenuto dalla stampa oltre che da un&lt;br /&gt;partito. Emergency non fa parte di questo "tavolo" e i finanziamenti&lt;br /&gt;destinati ai nostri progetti sono raccolti attraverso i nostri soliti&lt;br /&gt;conti correnti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi rendo conto, ora, di aver chiacchierato con voi piů a lungo di&lt;br /&gt;quanto intendessi, ma la spiegazione sta nel rapporto diretto&lt;br /&gt;(appunto) con voi e, forse, nell'imbarazzo per una richiesta che non&lt;br /&gt;mi č abituale. Se direte "non posso aiutarvi, ma sono con voi,&lt;br /&gt;continuate cosě", saremo comunque felici. Come si dice, "non di solo&lt;br /&gt;pane vive l'uomo". Buona Pasqua e buona primavera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Teresa Sarti Strada&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-------------------&lt;br /&gt;I nostri nuovi uffici sono in Via Orefici 2 - 20123 Milano&lt;br /&gt;Il nuovo numero di telefono per informazioni č 02 881881&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per donazioni:&lt;br /&gt;- c/c postale 28426203&lt;br /&gt;- c/c bancario n. 713558 CAB 01600 ABI 5387 Banca Popolare dell'Emilia Romagna agenzia&lt;br /&gt;di Milano&lt;br /&gt;- Sms 44410 (solo utenti Tim) per donazioni di 1 euro&lt;br /&gt;- carta di credito on line dal sito www.emergency.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------&lt;br /&gt;Medici di guerra inviati di pace: &lt;a href="www.emergency.it/mdgidp"&gt;il sito&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le notizie e le fotografie che riguardano le nostre missioni&lt;br /&gt;sono pubblicate nella sezione "medici di guerra inviati di pace",&lt;br /&gt;raggiungibile cliccando sull'icona in home page oppure a questo&lt;br /&gt;indirizzo L'aggiornamento č molto frequente, spesso quotidiano, quindi&lt;br /&gt;vi invitiamo a visitarci spesso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-92941310?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/92941310'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/92941310'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_04_20_archive.html#92941310' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-92653390</id><published>2003-04-15T17:05:00.000+02:00</published><updated>2003-04-15T17:05:10.310+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Da Il Manifesto, 11 aprile 2003&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia vittoria  STEFANO BENNI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono George Wermacht Bush, presidente della piů grande ex-democrazia del mondo. Prima di partire per il week-end nel mio chalet, dove mi distrarrň pescando le trote col mitra, vorrei tenere una breve e vittoriosa conferenza stampa. Saluto i giornalisti presenti: riportate fedelmente le mie parole e non spaventatevi se vi parlo dalla torretta di un carro armato. Mi piace stare quassů: niente come le armi eccita chi ha schivato il militare, come ha fatto il sottoscritto, e quasi tutti i senatori Usa. Il primo passo verso la liberazione dell'Iraq, del Medio Oriente, e del mondo č compiuto, ma il campionato č lungo e molto resta da fare. Abbiamo abbattuto la statua del rais, simbolo di una tirannia obsoleta. Quando hai i B 52, non hai bisogno di una grande statua perché la gente ti guardi dal basso. In Iraq lo scontro č stato preventivo ma duro. Sapevamo di avere di fronte un avversario preponderante, con un'aviazione micidiale, missili di ottima annata, armi chimiche e di sterminio totale. Ed ecco la prima subdola mossa del nemico. Esso ha nascosto il suo terrificante potenziale militare causandoci non poche difficoltŕ.&lt;br /&gt;Le centinaia di caccia iracheni non sono decollati, mettendo in crisi la nostra aviazione che li cercava giorno e notte. I missili che molto astutamente avevamo fatto distruggere dagli ispettori Onu non sono partiti. I tank avevano la targa babilonese. Le armi chimiche non c'erano, abbiamo trovato solo atropina, calzini vecchi e magnesia. Adesso ci toccherŕ di trasportare un po' di schifezze sul posto. La Bayer ci manderŕ medicine tossiche come il lipobay, McDonald's il suo famoso Blob Burger. Berlusconi ci ha promesso la discarica di suo fratello. Soldati in mutande si sono arresi ai nostri tank che li hanno spalmati sulla sabbia del deserto. Non siamo venuti qui per caricare autostoppisti. Il grande esercito iracheno ha astutamente finto di essere male armato, affamato, antiquato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto, come potevamo combattere una guerra senza nemico? Avremmo dovuto dare ragioni ai nostri detrattori, quelli che dicevano che Saddam poteva essere disarmato in pochi mesi dall'Onu. Non ho niente contro l'Onu, anche se preferisco il Rotary. Credo anzi che il lavoro degli ispettori sia stato molto utile: gli abbiamo fregato le mappe delle caserme e dei depositi, e abbiamo sparato sul sicuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma questa guerra aveva bisogno di un po' di suspence, e per fortuna c'era Saddam. Lui č servito a dare dignitŕ di operazione militare a questo tiro al bersaglio. Bisognava eliminare il rais, e poiché si spostava come una talpa, dovevamo cacciarlo. Nel corso di questa caccia abbiamo colpito: Tre mercati, due ospedali e una televisione. Un albergo, una scuola e due quartieri residenziali. Un tot di civili e soldati iracheni. Cento soldati inglesi a piedi e in elicottero. Cinquanta soldati americani. Un imprecisato numero di curdi, tanto quelli non li conta mai nessuno. Un gruppo di giordani. Undici afghani. Un cameraman ukraino e uno spagnolo. Un camion di mamme e bambini. Cinque addetti d'ambasciata russi (l'ambasciatore ci č scappato... pardon si č salvato). Una suora in motorino. Un'ambulanza della Croce Rossa. Diversi villaggi sospetti di essere siti chimici. Cosě imparano a cucinare i peperoni. Abbiamo ucciso Alě il chimico, Fatima la tossica, Mohamed il velenoso e Selim il boleto. Siamo rimasti vivi solo noi: George l'ubriacone, Rumsfeld il cocainomane, Osama il dialitico e Saddam il clonato. Per ultimo, abbiamo tentato di colpire Lilli Gruber, scambiata per il rais. E' vero, non gli somiglia molto, ma era a trecento metri e aveva un microfono in mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente ora che č caduta Baghdad ci toccherŕ di accoppare anche Saddam, anche se la Cia preferirebbe prenderlo vivo e surgelarlo insieme a Toro Seduto e a Khomeini, magari torna buono tra qualche anno. Poi ci prenderemo il petrolio, e gestiremo le faide e le vendette di questo paese. Correrŕ altro sangue, ma pazienza. Siamo indifferenti sia alla gioia di alcuni iracheni per la fine della tirannia, sia alla resistenza disperata di altri: i primi li fotografiamo, i secondi li massacriamo. Quello che ci rode č che, a onta dei molti megafoni della nostra propaganda, sappiamo bene che alla fine non riusciremo a passare per liberatori. Ahimč, questa volta siamo stati smascherati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene sě, cari sudditi americani e alleati: siamo la razza eletta e l'esercito piů potente del mondo, ma abbiamo alcuni difetti. Combattiamo sempre cinquanta contro uno, inventiamo i motivi delle guerre, torturiamo i prigionieri, spariamo sui civili, e diciamo un sacco di bugie. Ma nell'inventare e riciclare Nemici Terribili e Potentissimi siamo i migliori. E li scegliamo sempre capi di un popolo impoverito e sofferente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto sarebbe un peccato sprecare questa nostra abilitŕ. Questa invasione non ci basta, questo petrolio č poco, le fabbriche di armi non possono fermare la produzione, Rumsfeld ha comprato gli anfibi nuovi, abbiamo bisogno di un nuovo nemico, subito. Il mondo pagherŕ l'offesa di averci isolato, i pacifisti di averci sputtanato, il papa di averci sgridato. Siamo un popolo pacifico, ma nei prossimi anni triplicheremo la spese militari. Siamo un popolo democratico, ma la Cia ha ripreso a schedare insegnanti, giornalisti e intellettuali. Siamo un popolo multietnico ma in mano a un elěte di straricchi bianchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avete visto le prime nostre reazioni alla caduta di Baghdad? Cheney ha detto, vaffanculo l'Onu, l'Iraq lo ricostruiamo noi. Rumsfeld ha detto, non cesseremo il fuoco finché l'ultimo uomo di Saddam non sarŕ morto. Powell si č lamentato perché Osama non si fa vivo. Bolton ha detto: l'Iraq serva di monito a Siria Iran e Corea del Nord. Vi sembrano frasi che segnano l'inizio di un periodo di pace? Io non mi aggiungerň a queste voci minacciose, a me interessa solo essere rieletto e che la Esso mi dia il sette per cento sui barili. Perň vi faccio notare che in Cina sono spuntati questi scarafaggi portatori di polmonite. Ieri, alla Casa bianca, ne č stato visto uno rubare un chicco di riso. Non siamo paranoici, ma se i musi gialli vogliono iniziare la guerra blatto-batteriologica, abbiamo abbastanza armi nucleari da disinfestare tutto il loro obeso paese. Siamo un paese pacifico, ma l'igiene prima di tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'operazione guerra infinita č iniziata. Nessuno si stupisca. Vi interrogate, giustamente, sul perché in tanti odiano l'America. Cominciate anche a chiedervi perché tanti americani odiano il resto del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perciň cari giornalisti e operatori, quando tornerete al vostro giornale o alla vostra televisione, se li troverete ancora, diffondete al vostro pubblico questa notizia: da oggi nessuno č al sicuro. Parafrasando un fottuto scrittore americano filocubano comunista: non ti chiedere mai per chi suona la sirena. Essa suona per te. Arrivederci e andate con Dio. Il mio, non quello del papa. &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-92653390?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/92653390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/92653390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_04_13_archive.html#92653390' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-92653335</id><published>2003-04-15T17:04:00.000+02:00</published><updated>2003-04-15T17:04:03.356+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;DA E SU EMERGENCY&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Mario ci scrive che la guerra e' finita...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulaimaniya, mercoledě 9 aprile 2003&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notizia arriva in maniera insolita....mentre in terapia intensiva &lt;br /&gt;armeggiamo con due drenaggi toracici, una infermiera entra in lacrime e &lt;br /&gt;si siede alla scrivania con la testa tra le mani.&lt;br /&gt;Non capisco, e continuo a non capire quando vedo che gli altri &lt;br /&gt;infermieri scoppiano a ridere e si danno pacche sulle spalle. Continuo a &lt;br /&gt;districarmi tra i drenaggi e penso che non sono carini con la collega, io non &lt;br /&gt;me la sento di chiedere come mai piange ma spero che qualcuno mi &lt;br /&gt;riferisca il perche'.&lt;br /&gt;Basta attendere pochi secondi: "Kaka Mario, Bagdad BUM!" Come BUM? Sta &lt;br /&gt;a vedere che c'e' stata qualche esplosione grossa...inizio a &lt;br /&gt;preoccuparmi, ho avuto modo di conoscere molti dei giornalisti che ora sono in &lt;br /&gt;cittŕ e le notizie da un po' di giorni non sono molto felici per loro.&lt;br /&gt;In televisione, tra la gente che soccorreva i giornalisti vittime di &lt;br /&gt;"fuoco amico", ho riconosciuto qualcuno con cui abbiamo cenato insieme &lt;br /&gt;durante la nostra permanenza a Bagdad lo scorso mese.&lt;br /&gt;Come BUM?, chiedo ancora, mentre sto decidendo di cambiare il &lt;br /&gt;bottiglione del drenaggio troppo pieno di sangue...: "Kaka Mario, Bagdad finish, &lt;br /&gt;war finish". Un po' lento ma inizio a capire.....&lt;br /&gt;L'infermiera ora ride, si asciuga le lacrime e si abbraccia con gli &lt;br /&gt;altri colleghi. Dispongo la sostituzione del bottiglione ed esco dalla &lt;br /&gt;terapia intensiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ore 15.00&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi e' anche giorno di visita. Fuori l'ospedale si sentono macchine &lt;br /&gt;che strombazzano all'impazzata e le voci della gente, della tanta gente, &lt;br /&gt;che viene a trovare i feriti nell'ospedale di Emergency. Attendono il &lt;br /&gt;loro turno per essere perquisiti e poter entrare, come da regola, senza &lt;br /&gt;armi.&lt;br /&gt;Ora si sente anche sparare....certo, sparano in aria per festeggiare, &lt;br /&gt;io inizio a preoccuparmi. Chiedo al nostro responsabile delle guardie di &lt;br /&gt;rafforzare la sicurezza....capisce al volo, non vorrei mai che in &lt;br /&gt;questo trambusto qualcuno si dimenticasse di posare le proprie armi al di &lt;br /&gt;fuori dell'ospedale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passo in pronto soccorso: finora niente feriti, solo un ferito da mina &lt;br /&gt;stamattina e due ustionati. Gli infermieri sono tesi, sanno bene per &lt;br /&gt;esperienza che le pallottole sparate per aria prima o poi cadono per &lt;br /&gt;terra, non si dissolvono come per magia, e prima o poi qualcuno beccano.&lt;br /&gt;Mi arrivano notizie da Erbil: quattro feriti, un bambino grave, tutti &lt;br /&gt;per "festeggiamenti". E poi arriva la notizia che non volevamo....poco &lt;br /&gt;lontano dall'ospedale un bambino di 8 anni morto per un proiettile in &lt;br /&gt;testa. Lo hanno lasciato sulla strada, non hanno nenanche tentato di &lt;br /&gt;portarlo da noi.&lt;br /&gt;Cerco di razionalizzare, mi distraggo guardando la gente che balla &lt;br /&gt;fuori dai cancelli, che piange, che ride, le macchine che passano con i &lt;br /&gt;soldati che sventolano bandiere e fucili.....la guerra e' finita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Sulaimaniya, giovedě  10 aprile 2003 ore 17.00&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La guerra continua. E forte. Stanotte riceviamo 13 feriti, altri 6 &lt;br /&gt;stamattina, un'altra decina in arrivo dai nostri FAP,s.  Tra loro una &lt;br /&gt;giovane donna arrivata giŕ morta. Molti peshmerga, qualche civile, e anche &lt;br /&gt;tre combattenti irakeni. Mentre scrivo queste ultime righe approfitto &lt;br /&gt;per fumare avidamente una sigaretta. Gli infermieri mi informano che &lt;br /&gt;stanno combattendo a Kirkuk, molti feriti arriveranno nelle prossime ore. &lt;br /&gt;Sento Ake al telefono, la situazione a Erbil e' la stessa. Guardo la mia &lt;br /&gt;divisa sporca e mi impongo di cambiarla prima di tornare in pronto &lt;br /&gt;soccorso. Cerco un te' e accendo un'altra sigaretta, la guerra e' finita, &lt;br /&gt;forse, i feriti no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mario&lt;br /&gt;Emergency Surgical Centre - Sulaimaniya&lt;br /&gt;----&lt;br /&gt;Mentre mettiamo on-line questa lettera di Mario, Ake da Erbil ci &lt;br /&gt;comunica che nella notte sono stati ricoverati 13 feriti da arma da fuoco, &lt;br /&gt;vittime degli scontri contro le forze governative a Kirkuk.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il team di Emergency arriva a Bagdad&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il team di Emergency partito ieri l'altro da Amman (v. news sul sito) č &lt;br /&gt;arrivato oggi, venerdě 11 aprile, alle 13 (ora italiana) a Baghdad. Con &lt;br /&gt;il team anche un cargo con 30 tonnellate di medicinali e materiale di &lt;br /&gt;consumo per chirurgia di urgenza&lt;br /&gt;La frontiera tra la Giordania e l'Iraq č stata attraversata la mattina &lt;br /&gt;del 10 aprile (alle cinque ora locale) e ha raggiunto in tarda serata &lt;br /&gt;Karbalŕ, a 100 km a sud di Baghdad. Ripartito questa mattina, il team ha &lt;br /&gt;raggiunto la capitale irakena dopo sette ore di viaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non ho mai visto niente del genere" queste le prime parole di Gino al &lt;br /&gt;telefono "La cittŕ č in preda alla anarchia totale. Le porte dei &lt;br /&gt;palazzi vengono sfondate dai tank e poi tutto viene abbandonato a se' stesso. &lt;br /&gt;La citta' e' cosi' preda di migliaia di sciacalli che compiono razzie, &lt;br /&gt;mentre la popolazione rimane rintanata in casa terrorizzata, senza &lt;br /&gt;acqua ne' luce.&lt;br /&gt;Le strade sono invase dal fumo che sale dai palazzi colpiti dalle &lt;br /&gt;bombe. E, per le strade, solo sciacalli. Sciacalli e cadaveri, tanti &lt;br /&gt;sciacalli e purtroppo tanti cadaveri".&lt;br /&gt;"I militari entrati in citta' non pensano minimamente alla sicurezza o &lt;br /&gt;alla sopravvivenza della popolazione, ma solo alla loro. I carri armati &lt;br /&gt;che sfondano le porte lasciano la strada aperta alle migliaia di &lt;br /&gt;saccheggiatori che predano ogni cosa assolutamente indisturbati: ospedali, &lt;br /&gt;palazzi presidenziali ma anche case private, ambasciate, uffici, negozi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi Gino ci racconta del viaggio verso Bagdad "Un viaggio difficile, &lt;br /&gt;massacrante, con frequentissimi posti di blocco militari. Strade chiuse &lt;br /&gt;da auto in fiamme o da filo spinato. Ogni volta, ci si doveva fermare a &lt;br /&gt;trecento metri. E mi toccava scendere e avvicinarmi a piedi con le mani &lt;br /&gt;bene alzate, in vista, in una atmosfera di tensione impressionante".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Da Il Manifesto, 12 aprile 2003&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Kerbala, un ospedale in prima linea&lt;br /&gt;Emergency Gino Strada consegna i primi aiuti ai medici della cittŕ. Il racconto di un viaggio allucinante verso Baghdad&lt;br /&gt;di Vauro - inviato a Baghdad&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sensazione di relativa tranquillitŕ che la cittŕ di Kerbala (700 mila abitanti) ci aveva comunicato quando ieri ci siamo giunti al tramonto si rivela completamente errata. Il proprietario di un albergo, chiuso come tutti gli altri, ci aveva comunque offerto ospitalitŕ per la notte e consentito di parcheggiare il camion nel recinto dell'hotel. Verso mezzanotte sentiamo battere violentemente ai cancelli di ferro del cortile dell'hotel. Il proprietario va ad aprire e ritorna visibilmente agitato, accompagnando un gruppo di sei persone: uno di loro, giovane, vestito con un lungo kaftano ed una kufia al collo, ci viene presentato come una autoritŕ religiosa, altri due come medici. Per la nostra sicurezza, sostengono, ci invitano a lasciare subito l'albergo e a seguirli con il camion e le auto all'ospedale della cittŕ, dove dicono, saremo ospitati in condizioni migliori. Il proprietario č chiaramente impaurito e insiste, scusandosi, perché noi si decida di seguire il loro consiglio. Non abbiamo idea di chi realmente siano e la paura del proprietario dell'albergo certo non ci tranquillizza, comunque non c'č molta scelta. Usciamo. Fuori,la luce dei lampeggianti blu di due ambulanze con la mezza luna rossa fende l'oscuritŕ della notte, resa piů fonda dal fatto che la cittŕ č senza luce. Le seguiamo con le auto e il camion (l'altro camion ha avuto un guasto ed č fermo, in attesa di riparazioni, sulla strada per Kerbala) e, fortunatamente, i nostri timori si rivelano infondati quando con sollievo varchiamo i cancelli dell'ospedale della cittŕ illuminato grazie a dei generatori. Passeremo lě il resto della notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Kerbala č una cittŕ ormai senza nessuna forma di governo. Nessuno garantisce piů nemmeno i minimi livelli di sicurezza, scomparse le autoritŕ governative, scomparsa la polizia. Quando lo incontriamo, il mattino seguente, il chirurgo dell'ospedale, il dottor Alě Aziz, si sfoga: «Si puň essere uccisi in casa propria per dieci dinari e nessuno puň farci niente. Gli americani stanno fuori dalla cittŕ, non si preoccupano di costituire una qualche forma di amministrazione civile. Io sono un medico, non un politico, non amavo certo Saddam Hussein, ma qualsiasi governo č meglio del non governo, hanno invaso il nostro paese, non credo sia una cosa giusta ma a questo punto devono finire il lavoro, assumersene le responsabilitŕ». Il dottore č preoccupato per il futuro: «Dodici anni di embargo e ora questa guerra, credo che vogliano distruggere, azzerare la nostra civilizzazione, farci odiare l'uno contro l'altro per finire di disgregare il paese. Prego Dio che sparisca tutto il petrolio e resti solo terra buona per l'agricoltura». Aziz ci conduce a visitare l'ospedale, una struttura grande e ben costruita, č evidente che si trattava di un buon ospedale ma embargo e guerra sono riusciti a trasformarlo in un luogo ai limiti della fatiscienza. Le corsie sono piene di feriti da schegge o da proiettile che giacciono in brande prive di lenzuola, le garze sporche di croste di sangue. Un odore nauseabondo permea tutto, anche se alcune donne velate di nero si affannano a passare acqua sporca sui pavimenti. «Ci manca tutto - spiegace il dottore - dai medicinali al materiale di consumo sanitario, non abbiamo mai ricevuto nessun aiuto, nemmeno una Aspirina». Gino Strada si accorda per consegnare a questo ospedale una parte del carico di aiuti che stiamo trasportando con il convoglio di Emergency che trova cosě giŕ nel nostro primo giorno in Iraq una sua destinazione utile. Altri accordi vengono presi per avviare una collaborazione tra Emergency e l'ospedale di Kerbala.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saja Rahaim ha 8 anni. Due giorni fa era andata al fiume a prendere l'acqua per la sua casa, lě ha trovato qualcosa, un oggetto a forma di parallelepipedo, poco piů grande di una scatola di fiammiferi, lo ha raccolto e portato a casa, per giocarci. La sua famiglia era a pranzo quando l'oggetto č esploso. La cluster bomb ha trovato le sue vittime. Sono rimasti uccisi il fratellino e la sorellina di Saja, ferito il padre e Saja la vediamo lě, sul lettino di ospedale, una coperta sgualcita addosso, schegge di metallo nel petto, nel fegato, nelle gambe. Nel letto vicino suo padre, su una stuoia adagiata sul pavimento accanto sua madre tiene in braccio un neonato di cinque mesi anche lui ferito, per fortuna non gravemente, dal «giocattolo» di Saja. La corsia č piena di feriti da cluster bomb. «Ne arrivano due o tre ogni giorno, ma la maggior parte muore», ci dice il dottor Aziz. Saja ci guarda con grandi occhi neri, il viso incrostato di sangue, il dolore non ha spento la sua curiositŕ di bambina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci portiamo dietro il suo sguardo quando da Kerbala ci dirigiamo sulla strada per Baghdad. E' tutto lě l'orrore della guerra, piů che nelle voragini per i missili sull'asfalto, le carcasse bruciate di automezzi, i bossoli di proiettile di artiglieria e la trincee di sacchetti di sabbia abbandonate che costituiscono il paesaggio che vediamo scorrere dal finestrino delle nostre auto. Il ponte sul fiume č distrutto, dobbiamo deviare. Due elicotteri americani sorvolano bassi la periferia di Kerbala, l'aria spostata dalle loro pale muove a tratti le foglie delle palme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per oltre 90 chilometri non incrociamo nessun posto di blocco americano, ne incontreremo uno solo alla estrema periferia di Baghdad, dopo aver attraversato un agglomerato di case nella cui via principale, gremita di gente, contiamo piů di una decina di carri armati esplosi, alcuni anche americani, tracce di incendio dovunque. Blindati, rotoli di filo spinato. Qui i marines, tra loro anche alcune donne, hanno cucito sulla rivestitura mimetica degli elmetti un cuore nero, forse l'emblema del loro battaglione. Dopo il check point si distende una vera e propria cittŕ nella cittŕ formata da centinaia di mezzi militari, carri armati e quant'altro: quella che si affaccia davanti a a noi č un'enorme base americana. Il cielo nero di fumo e polvere riempie l'aria di un odore acre e nauseante, annunciando la porta dell'inferno di Baghdad. L'ampia strada a quattro corsie che dall'aeroporto conduce al centro č ridotta ad un ammasso di detriti, carcasse di auto civili e mezzi militari bruciati dovunque. Gruppi di uomini entrano ed escono saccheggiando le macerie o le poche costruzioni ancora intatte, altri tirano carretti carichi di ogni genere di masserizie: esseri umani,pezzi di ferro, materassi. Le poche auto scorrazzano senza regole, sventolando ai finestrini bandiere bianche. Stracci bianchi sventolano anche i civili, uomini e donne che si aggirano in questa desolazione, al passaggio dei blindati americani, piů per non farsi sparare che per festeggiarli. Da uno dei tanti grovigli di lamiera contorta e bruciata di un'auto spuntano le gambe di un cadavere in stato di putrefazione, la testa e il busto fusi con il metallo, qualcuno frettolosamente ci ha gettato sopra una coperta con un residuo di pietŕ.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio come in un girone di inferno dantesco il caos e la devastazione aumentano avvicinandosi al centro della cittŕ, scheletri di costruzioni distrutte, cavi dell'alta tensione spezzati al suolo, palazzi ancora in fiamme che aggiungono colonne di fumo denso e nero a quello che giŕ impregna l'aria, in questa nebbia venefica, si muovono le figure dei saccheggiatori, come fantasmi disperati, ognuno prende ciň che trova o se lo contende anche con le armi. La cittŕ č devastata, ridotta ad un allucinante panorama da day after nucleare. Gli americani si limitano a presidiarla e a bombardarla con i tank lŕ dove ci sono ancora sacche di resistenza dei feddayn, indifferenti al caos totale ed alla disperazione in cui č piombata la popolazione, separati da quest'ultima dalle pesanti corazze dei loro carri armati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I colpi di arma da fuoco dei combattimenti si confondono con quelli dei regolamenti di conti tra le bande di criminali che imperversano in molte zone della cittŕ. I linciaggi sono all'ordine del giorno. Tutti gli ospedali sono stati saccheggiati e non sono piů in grado di fornire la seppur minima assistenza. Forse si vuole che Baghdad affoghi nella sua stessa disperazione, nella folle idea che siano piů controllabili una cittŕ e un paese totalmente annichiliti e disgregati dalla violenza, dalla fame e dalle epidemie? Una cosa sola č certa, il numero dei morti di questa guerra č destinato da subito ad aumentare vertiginosamente e se mai verrŕ il tempo di farne un bilancio non la si potrŕ non considerare uno dei piů grandi crimini del nostro secolo. Nell'indifferenza generale, in un angolo della strada un bambino di non piů di 7 anni sta giocando con una granata inesplosa RPG. Nessuno gli dice niente. E' una scena normale oggi a Baghdad. &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-92653335?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/92653335'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/92653335'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_04_13_archive.html#92653335' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-92652731</id><published>2003-04-15T16:54:00.000+02:00</published><updated>2003-04-15T16:54:15.530+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://www.francarame.it/cacaodomenica/domenica13aprile.htm"&gt;Da C@C@O&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;La guerra di nessuno&lt;/b&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il Congo e' un paese immenso, grande circa 7 volte l'Italia. E' abitato da circa 48 milioni di persone che sono certamente considerate gli esseri umani piu' insignificanti della terra.&lt;br /&gt;Gia' sono in pochi a sapere che il Congo esiste e si fa fatica a distinguerlo dalla Repubblica del Congo (Brazeville).&lt;br /&gt;Noi parliamo della Repubblica Democratica del Congo che fino agli anni Sessanta era dominio dei belgi. Anzi, per lungo tempo e' stato esattamente proprieta' personale del re del Belgio che lo possedeva, con esseri umani, animali e piante, come qualcun altro potrebbe possedere un giardino pensile con fiori e farfalle.&lt;br /&gt;La Repubblica Democratica del Congo e' talmente derelitta che ha pure un nome incerto perche' negli anni Ottanta si chiamava Zaire. Comunque questa disgraziata repubblica del centro Africa non e' un posto insignificante: c'e' l'oro, ci sono i diamanti, i legni pregiati, c'e' il petrolio e ci sono i piu' grandi giacimenti del mondo di coltan, minerale sconosciuto ma essenziale per costruire telefonini e computer e quindi e' una materia prima strategica per il futuro dell'umanita'. Quindi avremmo dovuto sentir parlare in altre occasioni del Congo. &lt;br /&gt;Invece no.&lt;br /&gt;Ci siamo stupiti di scoprire, leggendo l'ultimo numero del settimanale "Internazionale", che laggiu' c'e' la guerra. Qualcuno dira': va bhe ma li' e' tutta una guerra... Come si fa a ricordarsene i particolari.&lt;br /&gt;A dir la verita' anche noi ne sapevamo poco... Ricordiamo solo qualche notizia di sfuggita... Ma la realta' e' che in Congo, nella Repubblica Democratica del Congo, non c'e' la solita guerricciola che semina qua e la qualche morto collaterale...Qui la guerra e' iniziata nell'agosto 1998 e ha provocato piu' di 3 milioni di morti. Qualche pignolo precisa 3 milioni e 500 mila morti. E nessuno ha detto niente?&lt;br /&gt;Abbiamo pensato che ci fosse un errore e abbiamo iniziato una ricerca in Internet. Google, uno dei migliori motori di ricerca, digitando "guerra Congo" ci ha offerto una decina di risultati per lo piu' in spagnolo. Digitando in francese (i congolesi erano colonia belga) abbiamo trovato una ventina di link. In Inglese piu' di 4000.&lt;br /&gt;Cosi' abbiamo scoperto due cose: &lt;br /&gt;1) Nella Repubblica Democratica del Congo c'e' veramente una guerra che dura da 5 anni e ha fatto piu' di 3 milioni di morti.&lt;br /&gt;2) Non gliene frega niente a nessuno (o quasi). &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ma come e' potuto succedere?&lt;br /&gt;Perche' questa indifferenza dell'Europa? Perche' almeno noi democratici e pacifisti non ci siamo mobilitati?&lt;br /&gt;Continuando la ricerca abbiamo scoperto che qualcuno si e' dato da fare: il solito Alex Zanotelli, il frate comboniano che disse: "Voti ogni volta che fai la spesa", alcune associazioni cattoliche, il mensile Nigrizia, Amnesty International, Human Right Watch, Carta, qualche articolo qua e la e' uscito, almeno sui giornali della sinistra (www.warnews.it pubblica decine di articoli). &lt;br /&gt;Ma non c'e' stata certo la mobilitazione che si e' vista per l'Iraq...&lt;br /&gt;Perche'? Perche' la tv non ne ha parlato, dira' qualcuno. Ed e' indiscutibilmente cosi'.&lt;br /&gt;Se la tv non ti sbatte in faccia le bombe e' come se non ci fossero. Il movimento pacifista non ci fa una bella figura: riesce a mobilitarsi solo se glielo dice la tv. Bhe  ma scusate... ci hanno ammazzato sotto il naso 3 milioni e mezzo di persone e non ce ne siamo neanche accorti?&lt;br /&gt;E' un po' agghiacciante.&lt;br /&gt;Qualcuno dira': ma e' colpa di D'Alema, Fassino, Rutelli, Bertinotti... Loro sono i leader, loro dovevano tenersi informati e avvisarci di questo genocidio. Loro, dovevano occupare il parlamento, indire cortei, blocchi stradali, scioperi generali, digiunare.&lt;br /&gt;E' vero. E' veramente avvilente che i grandi leader della sinistra si accorgano delle guerre solo quando lo dice la televisione e i pacifisti scendono in piazza, quindi loro se ne accorgono. Ma questo non basta per assolverci: uno sparuto gruppo di volontari e di cattolici missionari da 5 anni cerca di informarci di questo genocidio e nessuno li ascolta.&lt;br /&gt;Andiamo avanti a cercare di  indagare su questo genocidio...spaventoso.&lt;br /&gt;La Repubblica Democratica del Congo e' letteralmente decimata da una mortalita' infantile del 98 per mille. L'aspettativa di vita e' di 45 anni per i maschi, 51 per le femmine.&lt;br /&gt;Il livello di inflazione del 358% annuo.&lt;br /&gt;Sono dati sconvolgenti e assolutamente credibili visto che li troviamo sul sito della CIA: http://www.cia.gov/cia/publications/factbook/geos/cg.html&lt;br /&gt;Vi interessera' anche sapere che nella guerra sono coinvolti Rwanda, Uganda, Burundi, Angola, Namibia, Zimbabwe, Sudan. Ognuno di questi stati appoggia una delle fazioni coinvolte nel massacro. Qualcuno tiene anche contingenti militari all'interno del Congo. Ci sono le truppe Governative, brandelli delle truppe Hutu che massacrarono i Tutzi, gruppi armati Hutu, guerriglieri anti governativi congolani a loro volte divisi in fazioni e, infine, una fiorente criminalita' che contrabbanda oro, prostitute e diamanti. Poi ci sono i mercenari assoldati dalle compagnie petrolifere. Questi congolesi ce le hanno proprio tutte: pure il petrolio. Come se non bastasse ultimamente e' esploso anche un vulcano... per l'assoluta mancanza di acqua potabile e' scoppiato il colera e il virus Ebola ha fatto almeno 1000 morti. C'e' da chiedersi come mai, con tutta questa ricchezza e tutta questa disperazione, nessuna grande potenza abbia deciso di fare qualche cosa per la Repubblica Democratica del Congo.&lt;br /&gt;Non servirebbe molto dato che la maggioranza dei morti ammazzati sono stati uccisi a colpi di macete.&lt;br /&gt;Li' di certo non hanno ne' armi chimiche, ne' artiglieria, non hanno neanche gli aerei. Si ammazzano a piedi. Tristi come i congolesi sono solo i sudanesi. Infatti anche nel Sudan c'e' la guerra. Meno grave di quella del Congo democratico. "Solo" 2 milioni di morti e 4 milioni di profughi (i dati sono sempre della Cia http://www.cia.gov/cia/publications/factbook/geos/su.html ). &lt;br /&gt;E a realizzare 'sto massacro hanno impiegato venti anni giusti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;E dove eravamo noi con le nostre bandiere di pace?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Tutto questo discorso e' perche', se vogliamo essere coerenti e credibili, non possiamo permetterci di distrarci e abbioccarci davanti alle continue nefandezze del mondo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Dobbiamo prendere atto che questa mobilitazione contro la guerra in Iraq ha senso solo se e' l'inizio di un impegno vero contro tutte le forme di guerra e di violenza. Altrimenti rischiamo di ritrovarci come le marmotte che si svegliano solo&lt;br /&gt;all'esplodere di particolari suoni, odori e luci colorate.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.warnews.it/index.cgi?action=viewnews&amp;id=8"&gt;Per saperne di piu' sul massacro&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Petizione in difesa del dissenso cubano.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;A Cuba e' in corso una campagna repressiva senza precedenti, con decine (77) di condanne fino a 23 anni di carcere, inflitte a chi ha la colpa di opporsi e chiedere un'apertura democratica. &lt;br /&gt;Secondo Elizardo Sanchez, leader dei dissidenti cubani "Questa forma di repressione e' la peggiore che si ricordi nella storia di Cuba, senza escludere l'era coloniale. Mai prima d'ora tanta gente e' stata cosi' severamente punita per dei crimini di pensiero. Sono veramente prigionieri di coscienza".&lt;br /&gt;Crediamo che sia importante far sentire al governo cubano la pressione internazionale anche attraverso gesti semplici come quello di indirizzare una e-mail.&lt;br /&gt;Abbiamo pensato che si potrebbero indirizzare a Granma, organo del Comitato Centrale del Partito Comunista Cubano: granma@teleda.get.tur.cu &lt;br /&gt;Mandate la mail in copia anche a noi cosi' che si possa avere un riscontro: info@cacaonline.it.&lt;br /&gt;Il testo che vi proponiamo di inviare e' il seguente:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"Liberta' per Raul Rivero, condannato a 20 anni di prigione, Marta Beatriz, Roque e Hector Palacios e tutti detenuti per reati d'opinione.&lt;br /&gt;La repressione del dissenso disonora la rivoluzione cubana."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-92652731?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/92652731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/92652731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_04_13_archive.html#92652731' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-92085985</id><published>2003-04-06T14:15:00.000+02:00</published><updated>2003-04-06T14:15:55.843+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Da &lt;a href="http://66.71.136.240/emergency/allistante/"&gt;Allistante&lt;/a&gt; - Emergency&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Combattimenti nella zona di Erbil &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo giorni sono sempre piu’ frequenti i combattimenti tra iracheni e peshmerga (combattenti curdi), mentre tutta la zona a nord (tra le cittŕ di Mosul e Kirkuk e il fronte con il Kurdistan) e’ bersaglio di massicci bombardamenti americani, sempre piu’ intensi, che fanno tremare i vetri dei nostri ospedali nonostante la distanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni giorni fa ci sono stati combattimenti tra peshmerga e iracheni vicino alla linea del fronte nelle vicinanze di Erbil. Durante uno di questi scontri a fuoco ci sono stati nove feriti, trasportati nel nostro ospedale di Erbil. Tra loro anche un iracheno, Ismail, 56 anni, 2 mogli e 12 figli, che nega di essere un soldato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era gia’ capitato in passato che nemici si trovassero fianco a fianco in ospedale, che e’ un luogo neutrale, dove tutti, prima ancora di essere soldati, sono feriti che hanno bisogno di cure. E un iracheno viene curato dagli infermieri curdi con la stessa attenzione e riguardo che hanno per tutti gli altri pazienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora ci sono circa 40 persone ricoverate in ospedale, tra cui un bambino di 12 anni che ha perso la gamba sinistra per una mina antiuomo e molti feriti da arma da fuoco; ieri in ospedale č morto un uomo: si trovava a casa sua quando un razzo ha colpito la casa ed č stato ferito gravemente alla testa e vani sono stati i tentativi di salvarlo. La sua famiglia era scappata pochi giorni prima per mettersi al sicuro, lui era rimasto per prendersi cura della casa e dei campi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-92085985?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/92085985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/92085985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_04_06_archive.html#92085985' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-92085919</id><published>2003-04-06T14:12:00.000+02:00</published><updated>2003-04-06T14:12:53.996+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://www.francarame.it/cacaodomenica/domenica6aprile.htm"&gt;&lt;b&gt;Da CACAO della domenica - Dario Fo e Franca Rame News&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ultime dal fronte - a cura della redazione di Cacao quotidiano &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continuano a cadere bombe sui mercati. Gli aviatori Usa stanno talmente attenti a dove sparano che lunedě hanno attaccato un convoglio inglese con proiettili all'uranio provocando 1 morto e 4 feriti inglesi e un numero imprecisato di vittime tra i civili iracheni che erano sul posto con tanto di bandiera bianca. Gli inglesi si sono dovuti infilare le tute anti radiazioni per recuperare i feriti. Un episodio analogo si č ripetuto giovedě ma questa volta un caccia ha attaccato un convoglio Usa. Pare che siano stati moltissimi i casi di fuoco amico. La battuta che circola tra gli inglesi č "Non preoccuparti degli iracheni, fai attenzione agli americani." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.francarame.it/cacaodomenica/domenica6continuaultime.htm"&gt;Continua...&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Notizie Bomba&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le bugie sulla guerra in Iraq hanno oscurato una notizia che avrebbe dovuto guadagnarsi l'apertura di tutti i telegiornali. &lt;br /&gt;L'Organizzazione Mondiale della Sanitŕ ha finalmente smesso di calcolare i dati sui decessi in modo separato e ha fornito dati nei quali si accorpano malanni che hanno cause simili. Si č cosě scoperto quel che molti sostengono da decenni: l'inquinamento č ormai la prima causa di morte sul pianeta. &lt;br /&gt;Muoiono per inquinamento 5 milioni di bambini. &lt;br /&gt;In parte si tratta di inquinamento da miseria, ad esempio un milione e trecentomila vengono uccisi da infezioni contratte bevendo acqua sporca. Ma gli altri sono uccisi dallo smog e dai veleni che inondano le metropoli. &lt;br /&gt;E il dato, sulla bocca dell'OMS, ha un grande peso. &lt;br /&gt;Forse molti apriranno gli occhi ora che l'allarme č stato lanciato in modo cosě chiaro. E' da un po' di tempo che l'OMS ha cambiato il sistema di rilevazione dei decessi. Due anni fa su Cacao quotidiano raccontammo come in Francia l'inquinamento fosse diventato la prima causa di morte da quando l'OMS francese aveva iniziato a considerare i fumatori dividendoli tra abitanti delle cittŕ e abitanti delle campagne. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.francarame.it/cacaodomenica/domenica6continua.htm"&gt;Continua...&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Quando fai la spesa ricordati di chi ha voluto la guerra&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.cacaonline.it/Primapagina/multinazionaliboicott.htm"&gt;Clicca qui per conoscere l'elenco delle multinazionali boicottate e delle banche armate&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.commercioetico.it/tshirt/images/nonsparatemi.jpg"&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-92085919?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/92085919'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/92085919'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_04_06_archive.html#92085919' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91672805</id><published>2003-03-31T02:01:00.000+02:00</published><updated>2003-04-03T05:11:27.000+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.hrw.org/campaigns/iraq"&gt;HRW'S CURRENT WORK ON IRAQ&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Human Rights Watch has mobilized an emergency response to the unfolding conflict in Iraq. Human Rights Watch does not take a position on the legality of the war, in order to maximize our effectiveness in protecting noncombatants in the course of war. Drawing on our experience with previous conflicts, from the 1991 Gulf War to the most recent military action in Afghanistan, we will be closely monitoring the conduct of all the warring parties and bringing human rights and humanitarian concerns to the attention of the international community. Human Rights Watch has deployed researchers to Iraqi Kurdistan and neighboring countries to gather first-hand information on human rights developments and ensure that abuses are brought to light. In the opening stages of the conflict, we &lt;br /&gt;have:&lt;br /&gt;- written to all the belligerents highlighting the most urgent risks to Iraq's civilian population; &lt;br /&gt;- highlighted the protection needs of people displaced by the fighting;&lt;br /&gt;- pressed for a special sitting on Iraq at the U.N. Commission on Human Rights;&lt;br /&gt;- issued special bulletins on the treatment of prisoners of war, the targeting of civilian morale, the disguising of combatants as non-combatants, and the potential powder keg of Kirkuk.&lt;br /&gt;Human Rights Watch bulletins have received extensive press coverage. &lt;br /&gt;Regular news, information and appeals on Iraq can be found on our &lt;a href="http://www.hrw.org/campaigns/iraq"&gt;Web site.&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91672805?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91672805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91672805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_30_archive.html#91672805' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91672165</id><published>2003-03-31T01:47:00.001+02:00</published><updated>2003-03-31T01:47:23.140+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://www.alcatraz.it/redazione/news/show_news_p.php3?NewsID=1729"&gt;&lt;b&gt;La vuoi la tv?&lt;/B&gt; di Dario Fo, Franca Rame e Jacopo Fo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(L'articolo piu' noioso che tu abbia mai letto. Ma ci sono alcune questioni molto noiose da affrontare se vogliamo costruire una tv libera. Noi speriamo proprio che non vorrai lasciare ad altri tutte le decisioni. E poi magari lamentarti se le cose non vanno come desideravi.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moltissimi ci stanno scrivendo chiedendoci cosa potrebbero fare per far nascere questa tv diversa che tutti sogniamo.&lt;br /&gt;Ci abbiamo pensato a lungo ma il problema non e' semplice.&lt;br /&gt;La prima questione e' proprio questa. Il movimento adora le risposte semplici.&lt;br /&gt;Andare in corteo e' semplice. Fare una tv non e' solo difficile e rischioso, ma anche complicato.&lt;br /&gt;Uno dei complimenti che ci sono arrivati per e-mail che ci ha fatto piu' piacere era quello di un amico che si diceva entusiasta per il "professionismo" con il quale abbiamo lavorato.&lt;br /&gt;Professionismo e' una parola poco usata a sinistra. Invece noi crediamo sia un valore fondamentale. Il disprezzo per il professionismo, per la cultura delle capacita' artigianali e' uno dei vizi ideologici che tolgono forza al movimento.&lt;br /&gt;Se vogliamo combinare qualche cosa dobbiamo innanzi tutto entrare nei dettagli, analizzare le questioni tecniche... Non basta avere delle belle idee, bisogna anche saperle raccontare, riprendere, montare e poi bisogna segnalarle...&lt;br /&gt;Berlusconi ha dalla sua migliaia di professionisti, potete disprezzarli quanto volete ma sanno fare il loro lavoro e lo fanno 12 ore al giorno.&lt;br /&gt;Dall'altra parte abbiamo migliaia di compagni straordinari, che realizzano iniziative meravigliose e poi buttano dalla finestra decine di milioni perche' non sanno fare lo storno dell'Iva che e' una cosa orrenda e capitalista ma se fai una festa e incassi 100 milioni e' un po' stupido buttarne via 20 perche' non conosci le leggi fiscali.&lt;br /&gt;Stai certo che Berlusconi sull'Iva non si sbaglia mai.&lt;br /&gt;Allora io credo che la prima cosa da imparare se vogliamo realmente realizzare una tv (e tanto altro) e' di vedere se siamo d'accordo su alcune questioni tecniche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da dove potrebbero arrivare i soldi?&lt;br /&gt;Nessuno ci dara' mai soldi in pubblicita'. E comunque non possiamo contarci. Preparando questa puntata abbiamo contattato un centinaio di aziende e cooperative "progressiste" chiedendo di inserire uno spot pubblicitario che coprisse almeno le spese tecniche. Visto il successo della trasmissione offrivamo la pubblicita' a un decimo del costo Rai, 5 mila euro per un minuto di spot. Nessuno ha accettato. &lt;br /&gt;L'unica possibilita' che vediamo in questo momento per mettere in piedi una televisione e' quella della consociazione dei consumi. &lt;br /&gt;Se 100 mila persone consociassero i loro contratti telefonici, assicurativi, bancari, l'acquisto di computer, elettrodomestici, vestiario, potremmo fare molto.&lt;br /&gt;Per favore non chiudete il vostro cervello. Appena uno inizia a parlare di numeri molti precipitano nell'incubo delle interrogazioni di matematica. Ma e' proprio per questo che a scuola insegnano in modo cosi' noioso a affrontare le questioni numeriche. Loro preferiscono che la gente non sappia fare i conti.&lt;br /&gt;Ma se non vuoi farti fregare DEVI capire come funziona. E' una questione di ragionamento non di numeri.&lt;br /&gt;Se andiamo da un'azienda che vende patate e compriamo tutti insieme centomila patate ci fanno uno sconto. Uno sconto mostruoso perche' e' molto piu' difficile e costoso vendere che produrre e tutti hanno i magazzini pieni.&lt;br /&gt;Noi abbiamo fatto un piccolo test con il contratto del telefono. Sono 7 mesi che lo sperimentiamo e funziona tutto, addirittura ci hanno scritto dicendoci che offriamo una connessione internet migliore della media.&lt;br /&gt;In pratica tu, consumatore, firmi una delega che autorizza Alcatraz a contrattare per te il miglior contratto telefonico presente sul mercato. A nostra volta noi abbiamo fatto un contratto con Tlc Consult che e' un'azienda specializzata in consulenze sulla spesa telefonica per le aziende. Loro hanno creduto in questa idea (che poi e' di Federico Ceratti) e oltre a una proposta per le aziende hanno creato una proposta per le famiglie. Attualmente abbiamo stipulato 220 contratti che offrono un risparmio del 20% sulle tariffe di Tele2, cioe' il contratto piu' vantaggioso presente oggi sul mercato. Inoltre il consumatore che si consocia con noi ottiene che se l'azienda che oggi ci fornisce questo contratto (Cliktel) dovesse cambiare la sua politica dei prezzi o fosse comprata da Berlusconi noi nel giro di un'ora disdiciamo il contratto e (trascorsi i tempi tecnici) passiamo a un'altra azienda tutti insieme (infatti firmando il contratto con Alcatraz il consumatore ci delega proprio a questo).&lt;br /&gt;Oltre al risparmio e a un servizio di controllo continuo della convenienza e eticita' del contratto telefonico, il consociato ottiene che a noi arrivi il 7,5% di quanto lui paga di telefono. C'e' un costo di gestione che e' circa del 2,5%. Resta un 5% pulito, mediamente 20 euro a contratto all'anno. Per ottenere tutto questo e' sufficiente scaricare il contratto (http://www.commercioetico.it/telefonia/index.htm) firmarlo, allegare l'ultima bolletta telefonica e spedirci tutto via posta cartacea. Con questo denaro finanziamo il quotidiano delle buone notizie.&lt;br /&gt;Lo stesso tipo di operazione l'abbiamo realizzata con l'assicurazione, una ditta che vende materassi in lattice vero, altre che vendono mobili ecologici, pannelli solari, riduttori del flusso dell'acqua (risparmi il 50% dell'acqua al costo di 2 euro a rubinetto), e altri 200 prodotti alimentari biologici, vestiario, biodiesel, computer, caldaie ad alto risparmio, impianti di compostaggio, fitodepurazione, consulenza aziendale (vedi il link "ecologia subito" su www.alcatraz.it ).&lt;br /&gt;Abbiamo lavorato 2 anni e mezzo per verificare se tutto questo poteva stare in piedi.&lt;br /&gt;E abbiamo trovato anche due situazioni dove gruppi di compagni che sono riusciti a coinvolgere un intero paese.&lt;br /&gt;A Monsano, ridente localita' vicino ad Ancona, siamo partiti formando professionalmente un gruppo di "consulenti economici famigliari" che sono riusciti a coinvolgere con grande successo le famiglie, organizzando l'acquisto di 140 computer (in un paese di 900 famiglie), grembiuli per la scuola, cancelleria, cibi e ora anche pannelli solari, riduttori di flusso e telefonia.&lt;br /&gt;A Colorno, in provincia di Parma, un gruppo di ragazzi e' riuscito a convincere il comune a contribuire con un euro su ogni riduttore di flusso d'acqua comprato dai cittadini. Sono poi riusciti a convincere la provincia di Parma ad appoggiare ufficialmente il progetto e ora stanno incontrando tutti i comuni della zona.&lt;br /&gt;Insomma abbiamo verificato che questa ipotesi di lavoro non e' campata in aria.&lt;br /&gt;Allora la prima cosa che chiediamo a chi sogna l'altra tv (e tante altre cose) e' quella di aprire un dibattito. Vorremmo che il movimento rispondesse ad alcune precise domande: &lt;br /&gt;Crediamo veramente che tramite la consociazione dei consumi si possa (con mille difficolta' e errori) ottenere un reale risparmio, un servizio migliore, compiere un atto politico (smettere di consumare i prodotti di chi arma gli eserciti) e contemporaneamente finanziare la controcultura?&lt;br /&gt;Perche' per ora sono pochissime le persone del movimento che sostengono questa idea.&lt;br /&gt;Allora quello che vi chiediamo e' di ragionarci veramente su. Valutare rischi e pericoli. Mettere in conto i casini nei quali certamente ci cacceremo cercando di organizzare un'operazione cosi' complessa. E poi decidere. E poi dirlo. &lt;br /&gt;Questo tipo di ragionamento e' proprio complicato, ogni volta che cerchiamo di spiegarlo vediamo gli occhi di chi ci ascolta spegnersi nel vuoto. Bisogna provare tutti i modi per raccontarlo, spiegarlo, discuterne. Forse noi lo spieghiamo in modo sbagliato. Ma siamo convinti che se qualche centinaio di persone si mettesse li a scrivere lettere ai giornali e ai forum del movimento e a spiegarlo con altre parole alla fine riusciremo a far capire che esiste una proposta, complessa, ma veramente praticabile, per cambiare le cose.&lt;br /&gt;Ma non e' facile. Per spiegarlo a certi compagni sara' necessario fare cose turche. Certa gente riesci a parlargli di percentuali di sconto solo se sei una donna, sei nuda e loro sono molto eccitati. &lt;br /&gt;Ci sono voluti vent'anni perche' l'idea del boicottaggio degli acquisti iniziasse a essere presa in considerazione dal movimento. Quanto ci vorra' per spiegare il concetto della consociazione?&lt;br /&gt;Invece Bush questo concetto l'ha capito benissimo. Appena i francesi si sono dichiarati contro la guerra e' stato subito organizzato il boicottaggio dei loro prodotti e patatine fritte, le Frence Frittes, adesso le chiamano Freedom Frittes.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda domanda alla quale bisognerebbe rispondere e': chi comanda? Chi sceglie i programmi?&lt;br /&gt;Noi vogliamo una televisione che sia l'insieme delle proposte di veri professionisti (non importa se poi di mestiere fanno i salumieri, il professionismo e' una questione di amore per quello che fai).&lt;br /&gt;E vogliamo che sia il pubblico a scegliere, votando. Molti ci hanno contestato su questo punto dicendo che se si lascia scegliere al pubblico alla fine anche noi trasmetteremo "Il Grande Fratello".&lt;br /&gt;Noi invece crediamo nell'intelligenza degli spettatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terza domanda.&lt;br /&gt;Come li paghiamo quelli che fanno la tv?&lt;br /&gt;La nostra idea e' che le persone percepiscano una percentuale che si basi sugli ascolti che riescono a realizzare.&lt;br /&gt;E vorremmo una tv in mano a piccoli azionisti e ai professionisti che la creano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ultima questione: vorremmo una televisione che oltre a controinformare e divertire sapesse anche sollecitare e coinvolgere gruppi locali offrendo dei veri e propri percorsi formativi, sia con trasmissioni apposite che con laboratori.&lt;br /&gt;Una televisione che non e' capace di creare un movimento artistico di massa si troverebbe presto a corto di idee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi ci sembrano i punti essenziali sui quali iniziare a discutere.&lt;br /&gt;Come fa un movimento a affrontare un simile dibattito?&lt;br /&gt;Questo non lo sappiamo.&lt;br /&gt;Ma siamo sicuri che, se esiste una vera volonta' di cambiare il modo di affrontare il problema, si inventera' anche come parlarle.&lt;br /&gt;Pero' sarebbe meglio fare presto.&lt;br /&gt;La nostra capacita' di informare, di rivoluzionare il linguaggio e cambiare il modo di produrre e proporre beni materiali e' l'unica a incidere direttamente sul numero dei morti.&lt;br /&gt;Le bombe non sono intelligenti ma non esplodono mai dove ci rimettono dei soldi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;******************************************&lt;br /&gt;Oltre all'incredibile dato di piu' di un milione di ascoltatori mediamente (5 milioni di contatti nell'arco delle 2 ore) abbiamo realizzato un piccolo record sul piano di internet: su http://spettacolo.virgilio.it/extra/026 e www.francarame.it/tv.html hanno visto il programma 50&lt;br /&gt;mila persone in 24 ore. E il programma e' ancora disponibile e lo sara' in futuro per chi l'avesse perso.&lt;br /&gt;Nota: in rete manca il pezzo della tv tedesca sulla CIA a causa di problemi di licenze di trasmissione. Forse le otterremo prossimamente (le leggi sul diritto d'autore distinguono tra i diversi media utilizzati e i tedeschi hanno solo la licenza video sui filmati americani).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Dio abbia pieta' di Bruno Vespa&lt;/B&gt;&lt;br /&gt;Incredibile. Mercoledi' 26 marzo, Porta a Porta. Sui megaschermi scorrono le&lt;br /&gt;immagini del massacro del mercato a Bagdad. Una in particolare viene&lt;br /&gt;rimandata parecchie volte: quella dell'enorme buca che ha aperto uno dei due&lt;br /&gt;missili. Anche un ceco vedrebbe che e' molto grande almeno 5-7 metri di&lt;br /&gt;diametro. Su un'altra rete un inviato ha detto che era piu' grande di&lt;br /&gt;un'automobile. Ed e' pure molto profonda, almeno 3 metri.&lt;br /&gt;Bruno Vespa in collegamento con Lilli Gruber che sta a Bagdad chiede se lei&lt;br /&gt;abbia visto la buca. La Gruber risponde di si'. Lui incalza: sapresti dire&lt;br /&gt;quanto e' grande? Vespa ce l'ha davanti agli occhi la buca, sul megaschermo.&lt;br /&gt;Ma lui non e' pagato per guardare.&lt;br /&gt;La Gruber, probabilmente fusa dopo 7 giorni sotto le bombe risponde: 1-2&lt;br /&gt;metri. &lt;br /&gt;Il generale al fianco di Vespa allora spiega che un missile avrebbe scavato&lt;br /&gt;un buco piu' grande. Percio' sicuramente si tratta di un proiettile della&lt;br /&gt;contraerea Irachena. Anche lui e' un non vedente di professione.&lt;br /&gt;Sul megaschermo mostrano di nuovo la buca enorme. Evidentemente in regia c'e'&lt;br /&gt;un terrorista di Al Queda. Ma nessuno in studio dice una parola.&lt;br /&gt;Vespa e' felice e ripete il concetto espresso dal generale italiano. Non puo'&lt;br /&gt;essere un missile americano, sara' "probabilmente" un proiettile della&lt;br /&gt;contraerea irachena.&lt;br /&gt;Domanda: ammettendo che il buco fosse piccolo si dovrebbe intuire che il&lt;br /&gt;proiettile che l'ha provocato fosse piccolo... due piccoli proiettili di&lt;br /&gt;contraerea come avrebbero potuto a fare tanti morti e tanti feriti?&lt;br /&gt;Il generale che affianca Vespa ha fatto esperienza militare giocando a&lt;br /&gt;Risico?&lt;br /&gt;I generali italiani sparano solo scoregge?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Vigilanza inefficiente al Palazzo di Giustizia di Milano&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Per la gioia dei terroristi di tutte le tendenze e' stata smobilitata ogni&lt;br /&gt;vigilanza al tribunale di Milano.&lt;br /&gt;Dire che le procedure di sicurezza sono una presa per il culo e' un&lt;br /&gt;vezzeggiativo. Praticamente ci sono eccezionali misure di sicurezza&lt;br /&gt;all'ingresso principale con metal detector e corridoio blindato.&lt;br /&gt;Ma all'ingresso laterale c'e' solo un metal detector e al lato della porta&lt;br /&gt;vigilata da un solo agente ce n'e' un'altra riservata teoricamente a avvocati&lt;br /&gt;e giudici: e' presidiata da un foglio di carta che dice "Ingresso riservato a&lt;br /&gt;avvocati e giudici esibire il tesserino".&lt;br /&gt;Gia' questa e' un'assurdita' perche' un terrorista potrebbe procurarsi&lt;br /&gt;facilmente un tesserino falso oppure costringere un avvocato a trasportare&lt;br /&gt;armi... Comunque non ne avrebbe bisogno: di guardia c'e' un solo agente adibito&lt;br /&gt;al controllo e centinaia di persone che passano senza esibire un bel niente.&lt;br /&gt;Provo a entrare facendo la faccia da giudice, sono vestito come un teppista&lt;br /&gt;con giaccone e barba di tre giorni e nessuno mi chiede niente. Non ci posso&lt;br /&gt;credere.&lt;br /&gt;Riprovo il giorno dopo a entrare con una sporta della spesa con dentro una&lt;br /&gt;telecamera e varie attrezzature metalliche ma potrebbero essere bombe e&lt;br /&gt;pistole. Nessuno mi ferma. Inizio a riprendere l'ingresso libero con la&lt;br /&gt;telecamera. Solo dopo pochi minuti vengo fermato: non si puo' riprendere&lt;br /&gt;all'interno del tribunale senza autorizzazione. Mi chiedono come abbia fatto&lt;br /&gt;a entrare con la telecamera. Gli spiego che sono passato dall'ingresso per&lt;br /&gt;gli avvocati. Mi guardano perplessi.&lt;br /&gt;A questo punto parlo con uno dei due poliziotti e chiedo come mai le misure&lt;br /&gt;di sicurezza siano cosi' tenui. Mi spiegano sconsolati che e' stata dimezzata&lt;br /&gt;la vigilanza.&lt;br /&gt;Due agenti per due porte sono insufficienti. Incredibile. Poi mi ricordo che&lt;br /&gt;li' c'e' il processo a Previti...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jacopo Fo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91672165?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91672165'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91672165'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_30_archive.html#91672165' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91672158</id><published>2003-03-31T01:47:00.000+02:00</published><updated>2003-03-31T01:47:09.076+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Da C@C@o edizione straordinaria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;29 marzo 2003&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Dire che e' stato un successo e' poco. &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Le prime proiezioni parlano di 5 milioni di spettatori!!!&lt;br /&gt;(1 milione 200 mila spettatori in media sulle 2 ore di spettacolo)&lt;br /&gt;Ed e' solo l'inizio.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Vorremmo ringraziare tutte le persone che ci hanno aiutato a realizzare la trasmissione televisiva di giovedi' sera. Per noi e' stato veramente commovente ed esaltante vedere che tanti si sono dati da fare in modo straordinario per far sapere che saremmo stati in televisione. Vorremmo dire grazie alle migliaia di amiche e amici che hanno diffuso la notizia inviando centinaia di migliaia di mail, messaggi Sms, organizzando punti di visione collettiva e facendo girare la voce in tutti i modi. Questo appoggio ci ha sostenuti psicologicamente e ha reso concretamente possibile sfondare il muro di silenzio che avrebbe potuto rendere inutile questo tentativo.&lt;br /&gt;Ci siamo resi conto di quello che stava accadendo quando alcuni giornalisti hanno iniziato a telefonarci non perche' avessero letto i comunicati stampa ma perche' erano stati bombardati da ogni tipo di messaggio.&lt;br /&gt;Sandro Parenzo che dirige Tele Lombardia (produttrice della trasmissione) ha ricevuto addirittura 4 e-mail che lo avvisavano che Tele Lombardia stava per trasmettere "Ubu Bas va alla guerra".&lt;br /&gt;Insomma, neppure nelle nostre previsioni piu' ottimistiche potevamo sperare tanto.&lt;br /&gt;Grazie veramente. &lt;br /&gt;Non siamo ancora in grado di quantificare esattamente l'impatto di questa trasmissione. Ci vorranno alcuni giorni per capire cosa sia successo.  30 televisioni locali, 3 televisioni satellitari (oltre al nostro canale hanno trasmesso No War Television e Global tv sul canale 498 di Tele+ e su Planete), le tele street. Inoltre lo spettacolo e' stato mandato via internet sia su www.francarame.it/tv.html (grazie a Free Cube) sia da Virgilio e continuano a esserci migliaia di persone collegate (e' disponibile anche per chi ha un collegamento lento).&lt;br /&gt;Per ora abbiamo solo un dato, mediamente davanti al televisore, in Lombardia c'erano 130 mila persone. Un milione di contatti durante l'arco delle due ore (cioe' persone che si sono sintonizzate almeno per un po' sul programma. Possiamo azzardare una proiezione sul piano nazionale di 1 milione e 200 mila spettatori mediamente, 5 milioni di contatti. E il dato crescerŕ nei prossimi giorni perche' molte televisioni rimanderanno lo spettacolo nei prossimi giorni (Tele Lombardia, circuito Europa 7 ecc).&lt;br /&gt;Insomma, incredibile.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Sono arrivate centinaia di messaggi di incoraggiamento (grazie!) e tanti ci chiedono se siamo in grado di organizzare altre trasmissioni.&lt;br /&gt;Come abbiamo premesso non abbiamo i mezzi per farlo. Ma questa prima esperienza ha aumentato la voglia e la speranza di poter creare, in futuro, un'esperienza piu' continuativa.&lt;br /&gt;Ma per ora e' prematuro parlarne. Di certo si e' dimostrato che ce n'e' la voglia e la possibilitŕ.&lt;br /&gt;Ora dobbiamo digerire quel che e' successo e lasciare che sedimenti, aspettare che crescano le esperienze delle tv autogestite, che si sviluppino gruppi locali di film makers e che altri professionisti producano eventi autonomamente. &lt;br /&gt;Per costruire una casa che duri servono i mattoni. Noi abbiamo tirato su solo un tendone. Ha funzionato per una notte ma non potrebbe durare a lungo. &lt;br /&gt;Vorremmo ringraziare intanto tutti quelli che ci hanno aiutato nella produzione lavorando con ritmi pesantissimi e con una passione enorme: Sandro Parenzo, Alberto Stefani, Mariagrazia Battaini, Riccardo Colella di Tele Lombardia, Felice Kappa che ha curato in modo eccellente la regia televisiva. Il gruppo che ha organizzato la trasmissione via internet: Carlo Tosi di www.artea.net, Carlo Forlani di www.dsc.it, Antonio Ussoli di www.now.it, Nicola Delbono di www.key5.com, Roberto Pagano di www.wrp.it, Francesco Lato www.freecube.it. &lt;br /&gt;Sara Dania e tutta la squadra di www.virgilio.it (http://spettacolo.virgilio.it/extra/026) .&lt;br /&gt;Federica Morrone, Luca Valeri Curti (www.numerozero.tv). e Laura Maluccelli, Antonio Imparato, Roberto Vignoli (www.nuovimondimedia.it ) che hanno sostenuto lo sforzo sia della ricerca giornalistica di controinformazione sia della comunicazione sull'evento.&lt;br /&gt;Nora Guazzotti e lo staff del Teatro Nazionale Ventaglio di Milano. Ringraziamo Marina De Juli, Jessica Di Giacomo, Eliel Ferreira De Souza, Matteo De Martino per il supporto tecnico e organizzativo. &lt;br /&gt;Gabriella Canova, Simone Canova, Mariacristina Dal Bosco della redazione di Cacao quotidiano e di www.commercioetico.it. &lt;br /&gt;Armando Tondo web master per le pagine html. &lt;br /&gt;Eleonora Albanese, che ha curato la regia teatrale dei pezzi di Jacopo ed e' web master e art director dei nostri siti. &lt;br /&gt;E infine Fausto Gimondi per il supporto psicologico.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ed ora alcuni articoli che abbiamo ricevuto in questi giorni. Buona lettura.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Possiamo ancora fare qualcosa&lt;br /&gt;di Federica Morrone&lt;/b&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il 19 marzo, ultimo giorno senza la guerra. Sul teleschermo si alternano strateghi improvvisati, hanno una luce sinistra negli occhi e contano le bombe che colpiranno l'Iraq. Mi rifiuto di ascoltarli e prima di andare a dormire preferisco guardare in terrazzo la luna. &lt;br /&gt;L'illusione che almeno l'Italia avesse la dignitŕ di restare fuori da questo infame conflitto si e' spenta. Li ho guardati i nostri politici durante la dichiarazione di voto, li ho guardati per non dimenticare il volto di chi ha pronunciato il si'. Non potranno dire un giorno "ci siamo sbagliati, noi non sapevamo". Erano piu' che consapevoli. Spero che tutti ricordino e comunque non si sottrarranno mai allo sguardo implacabile della propria coscienza.  Credevo che in politica, aldilŕ della contrapposizione tra destra e sinistra, valesse un codice etico comune. Mi sbagliavo.  I parlamentari del nostro governo rivolgono boccacce e sberleffi ad una minoranza che parla di pace. Non solo scelgono la guerra, lo fanno nel modo piu' subdolo possibile: vogliono convincerci che siamo contemporaneamente con Chirac e Bush, con il Papa e con il diavolo. Del resto come confessare al popolo che e' sceso nelle piazze, che ha appeso gli arcobaleni alle finestre che siamo in guerra? Meglio tacere. Meglio prendere in giro la gente, continuare a seguire una strada che fin'ora sembra aver funzionato benissimo. In fondo la pace e' roba da donnette (tra queste il presidente del consiglio annovera sua moglie), studenti e comunisti, gli altri ha non se ne accorgeranno, deve aver pensato qualcuno. Mi auguro non sia cosi' semplice ingannare quasi un'intera nazione, diversi sondaggi riportano che piu' del novanta per cento degli italiani vuole la pace.&lt;br /&gt;Certo, nel nostro paese la mediocritŕ  e' diventata un  modello. Ce lo insegna la tv. Nell'inetto tutti possono immedesimarsi convincendosi che per diventare famosi non e' necessario possedere alcuna capacitŕ. Non voglio entrare nel merito, quando si tratta di spettacolo passi pure. In fondo veline  e grandi fratelli non hanno ancora ucciso nessuno, e tutti hanno il diritto di sognare. Ma nella politica questo discorso non puo' valere. Forse solo adesso comprendiamo quanto sia importante il nostro voto. Coloro che ci rappresentano non dovrebbero somigliare al ricordo del compagno di scuola un po' tonto. Ci meritiamo personaggi piu' alti. &lt;br /&gt;Oggi l'Italia si trova in una posizione ambigua, questa ambiguitŕ oltre ad essere deplorevole moralmente, mette il nostro paese ad alto rischio di attentati. Una polita estera poco attenta e' rischiosa, democristiani e socialisti almeno questo lo sapevano bene. &lt;br /&gt;Il 19 marzo e' una data da ricordare. &lt;br /&gt;Il 19 marzo mia figlia compie quattro mesi e sorride. &lt;br /&gt;Il 19 marzo bambini di tutte le etŕ cercano un rifugio per nascondersi da una "guerra umanitaria" voluta da chi non conosce neanche il significato della parola umanitŕ.&lt;br /&gt;La notte del 19 marzo le prime bombe cadono su Baghdad. Avrebbero dovuto colpire Saddam, lui certo non era li' ad aspettarle. &lt;br /&gt;Bush aveva parlato di una guerra veloce e quasi indolore, dopo poche ore dall'attacco la guerra e' subito diventata lunga e difficile.  &lt;br /&gt;L'America ha iniziato ad allargare il suo impero. L'Onu e' stata beffata. Questo e' solo l'inizio, l'Iraq fa parte di una lunga lista di stati canaglia che prima o poi verranno colpiti. &lt;br /&gt;Siamo tornati indietro di secoli, siamo barbari senza leggi e giustizia. Quello che la civiltŕ ha costruito esplode sotto i nostri occhi. Eppure possiamo ancora fare qualcosa: alziamo le nostre voci, esprimiamo il nostro dissenso con tutti i mezzi leciti che conosciamo. &lt;br /&gt;Vorrei tanto non mangiare il pane perche' i forni sono chiusi per protestare contro la guerra. Vorrei rimanere a piedi perche' i mezzi pubblici si fermano ed i distributori di benzina chiudono. Vorrei che l'immobilitŕ degli uffici pubblici, delle aziende, degli operatori ecologi, dei commercianti, dei tribunali, dei luoghi di svago, fosse accolta senza il minimo disappunto, ma con solidarietŕ da parte di ogni cittadino. &lt;br /&gt;Ecco, questo mi aspetto da un paese civile. "Fatti non foste per viver come bruti", diceva il poeta quasi un millennio fa, facciamo ancora in tempo ad ascoltarlo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Federica Morrone&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;---&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Non li lasceremo in pace&lt;br /&gt;di Jose' Saramago&lt;br /&gt;Tradotto da Laura Nava per Nuovi Mondi Media &lt;/b&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Loro credevano che ci fossimo stancati delle proteste e che li avremmo lasciati liberi di continuare la loro allucinante corsa verso la guerra.&lt;br /&gt;Si sbagliavano. Noi, quelli che oggi manifestano, qui ed in tutto il mondo, siamo come quella piccola mosca che ostinatamente torna a ficcare il suo pungolo nelle parti sensibili della bestia. &lt;br /&gt;Siamo in parole povere, chiare e tonde, affinche' si capiscano meglio, la mosca rompipalle del potere.&lt;br /&gt;Loro vogliono la guerra, ma noi non li lasceremo in pace.&lt;br /&gt;Non faranno perdere vigore e autoritŕ al nostro impegno, ponderato nelle coscienze e proclamato per le strade, ne' la prima ne' l'ultima bomba che cadrŕ sull'Iraq.&lt;br /&gt;Non dicano i signori e le signore del potere che manifestiamo per salvare la vita e il regime di Saddam Hussein. Mentono con tutti i denti che hanno in bocca.&lt;br /&gt;Noi manifestiamo, questo si', per il diritto e per la giustizia.&lt;br /&gt;Noi manifestiamo contro la legge della giungla che gli Stati Uniti e i suoi seguaci, antichi e moderni, vogliono imporre al mondo.&lt;br /&gt;Noi manifestiamo a favore della volonta' di pace della gente onesta e contro i capricci bellicistici di politici che recuperano in ambizione cio' che manca loro in intelligenza e sensibilitŕ. Noi manifestiamo contro il concubinato degli Stati con i super poteri economici di ogni tipo che governano il mondo. La terra appartiene ai popoli che la abitano, non a quelli che, con il pretesto di una rappresentanza democratica, sfacciatamente pervertita, alla fine la sfruttano e la manipolano. &lt;br /&gt;Noi manifestiamo per salvare la democrazia in pericolo.&lt;br /&gt;Fino ad ora l' Umanita' e' stata sempre educata per la guerra, mai alla pace. Costantemente ci assordano le orecchie con l'affermazione che se vogliamo la pace domani, non avremo nessun rimedio che fare la guerra oggi.&lt;br /&gt;Non siamo tanto ingenui da credere in una pace eterna ed universale, ma se noi esseri umani siamo stati capaci di creare, nel corso dei secoli, bellezze e meraviglie che a tutti noi piacciono e danno dignitŕ, allora e' tempo di mettere mano al piu' meraviglioso e bello di tutti i compiti: la incessante costruzione della pace.&lt;br /&gt;E che questa pace sia la pace del rispetto umano, non la pace di una sottomissione e di un'umiliazione che troppe volte vengono travestite sotto la maschera di una falsa amicizia protettrice.&lt;br /&gt;E' ora che le ragioni della forza smettano di prevalere sopra la forza della ragione. E' ora che lo spirito positivo dell'Umanitŕ si dedichi a sanare le innumerevoli miserie del mondo.&lt;br /&gt;Questa e' la sua vocazione e la sua promessa. Non quella di negoziare con supposti o autentici paesi dell'asse del male. &lt;br /&gt;C'erano una volta Bush, Blair ed Aznar, chiacchierando del divino e del disumano, sicuri e tranquilli nel loro ruolo di poderosi ammaliatori, esperti in trucchi da giocoliere e conoscitori emeriti di tutte le trappole della propaganda ingannevole e della falsita'. Un giorno, nella stanza ovale dove si trovavano, uniti irruppe la notizia che gli Stati Uniti d'America avevano smesso di essere la unica grande potenza mondiale.&lt;br /&gt;Prima che Bush potesse assestare il primo pugno sul tavolo, il vostro presidente Jose' Maria Aznar si mise velocemente al dichiarare che questa nuova gran potenza non era la Spagna. "Te lo giuro, George!" disse.&lt;br /&gt;"Il mio Regno Unito, nemmeno", aggiunse rapidamente Blair per tagliare sul nascere il sospetto di Bush.&lt;br /&gt;"Se non sei tu e tu non sei, chi e' allora?", domando' Bush.&lt;br /&gt;Fu Colin Powell, credendo poco lui stesso in cio' che stava pronunciando la sua bocca, colui che disse: " L' opinione pubblica, signor presidente".&lt;br /&gt;Gia' avete capito che questa storiellina e' una mia semplice invenzione.&lt;br /&gt;Vi chiedo pertanto di non darle importanza. Cio' che ha importanza e' la piu' esaltante e felice evidenza di questi tempi complicati: gli incantesimi di Bush, Blair ed Aznar, senza volerlo, niente piu' che per le loro cattive arti e le loro invenzioni, hanno fatto nascere un immenso movimento di opinione pubblica.&lt;br /&gt;Un nuovo grido "NON PASSERANNO", con le parole "NO ALLA GUERRA", percorre il mondo. Non c'e' nessuna esagerazione nel dire che la opinione pubblica mondiale si e' convertita in una potenza con cui il potere deve fare i conti. Ci troviamo di fronte a coloro che vogliono la guerra, gli diciamo "NO" e se ancora continuano ostinati nel loro affanno demenziale e sciolgono una volta di piu' i cavalli dell'apocalisse, allora li avvisiamo da qui che questa manifestazione non e' l'ultima, che continueremo le proteste durante tutto il tempo che durera' la guerra ed anche piu' in lŕ perche', a partire da oggi, non si trattera' semplicemente di dire "NO ALLA GUERRA". Si trattera' di lottare tutti i giorni ed in tutte le circostanze affinche' la pace smetta di essere manipolata come un elemento di ricatto emozionale con cui si pretende giustificare le guerre.&lt;br /&gt;Senza pace, senza una pace autentica e giusta, non ci saranno diritti umani. E senza diritti umani la democrazia non sara' niente piu' che un' offesa alla ragione.&lt;br /&gt;Noi, che siamo qui, siamo un parte della nuova potenza mondiale. Lotteremo con il cuore e con il cervello, con la volontŕ e l'illusione. Sappiamo che noi esseri umani siamo capaci del meglio e del peggio. Loro hanno scelto il peggio. Noi abbiamo scelto il meglio.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;b&gt;(Testo del manifesto scritto dal premio Nobel per la letteratura e letto da lui stesso al termine della manifestazione di Sabato 15 Marzo a Madrid (puerta del Sol).)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;---&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;TONINO BELLO - "La pace come cammino"&lt;/b&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;A dire il vero non siamo molto abituati a legare il termine PACE a concetti dinamici. &lt;br /&gt;Raramente sentiamo dire: &lt;br /&gt;"Quell'uomo si affatica in pace", &lt;br /&gt;"lotta in pace", &lt;br /&gt;"strappa la vita coi denti in pace"... &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Piu' consuete, nel nostro linguaggio, sono invece le espressioni: &lt;br /&gt;"Sta seduto in pace", &lt;br /&gt;"sta leggendo in pace", &lt;br /&gt;"medita in pace" e, &lt;br /&gt;ovviamente, "riposa in pace".&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La pace, insomma, ci richiama piu' la vestaglia da camera che lo zaino del viandante. &lt;br /&gt;Piu' il comfort del salotto che i pericoli della strada. &lt;br /&gt;Piu' il caminetto che l'officina brulicante di problemi. &lt;br /&gt;Piu' il silenzio del deserto che il traffico della metropoli. &lt;br /&gt;Piu' la penombra raccolta di una chiesa che una riunione di sindacato. &lt;br /&gt;Piu' il mistero della notte che i rumori del meriggio.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Occorre forse una rivoluzione di mentalitŕ per capire che la pace non e' un dato, ma una conquista.&lt;br /&gt;Non un bene di consumo, ma il prodotto di un impegno. &lt;br /&gt;Non un nastro di partenza, ma uno striscione di arrivo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La pace richiede lotta, sofferenza, tenacia.&lt;br /&gt;Esige alti costi di incomprensione e di sacrificio.&lt;br /&gt;Rifiuta la tentazione del godimento.&lt;br /&gt;Non tollera atteggiamenti sedentari.&lt;br /&gt;Non annulla la conflittualitŕ.&lt;br /&gt;Non ha molto da spartire con la banale "vita pacifica".&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Si', la pace prima che traguardo, e' cammino.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;E, per giunta, cammino in salita. &lt;br /&gt;Vuol dire allora che ha le sue tabelle di marcia e i suoi ritmi, i suoi percorsi preferenziali ed i suoi tempi tecnici, i suoi rallentamenti e le sue accelerazioni.&lt;br /&gt;Forse anche le sue soste.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Se e' cosi', occorrono attese pazienti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;E sarŕ beato, perche' operatore di pace, &lt;br /&gt;non chi pretende di trovarsi all'arrivo senza essere mai partito, ma chi parte.&lt;br /&gt;Col miraggio di una sosta sempre gioiosamente intravista, anche se mai - su questa terra s'intende - pienamente raggiunta.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;(TONINO BELLO - "La pace come cammino"&lt;br /&gt;Cooperativa sociale Artimestieri via S. Mauro, 12  12012 Boves &lt;br /&gt;www.artimestieri.com)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91672158?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91672158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91672158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_30_archive.html#91672158' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91672146</id><published>2003-03-31T01:46:00.000+02:00</published><updated>2003-03-31T01:46:47.966+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Da Allistante, newsletter di emergency&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Iraq e Afganistan&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa settimana vi inviamo due lettere che abbiamo ricevuto dai&lt;br /&gt;nostri colleghi in missione e che vogliamo condividere con voi. La&lt;br /&gt;prima č di Mario, l'infermiere che si trova in nord Iraq, e la seconda&lt;br /&gt;č di Massimiliano, amministratore del nostro progetto in Afganistan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erbil, 27 marzo 2003&lt;br /&gt;E alla fine i soldati americani sono arrivati... .ieri sera, appena &lt;br /&gt;calata la luce, abbiamo iniziato a sentire il rombo degli aereoplani &lt;br /&gt;pressocche’ ininterrotto. Abbiamo subito pensato che, come le altre sere, &lt;br /&gt;stessero andando a Mosul e dintorni per lasciare il loro carico di bombe. &lt;br /&gt;Di diverso c’era che il rombo era continuo, non a ondate, e non abbiamo &lt;br /&gt;sentito esplosioni, da qui la deduzione che forse non si trattava di &lt;br /&gt;semplici bombardieri. Il traffico sopra le nostre teste e’ continuato per &lt;br /&gt;tutta la notte, alle sette di stamattina era possibile vedere qualche &lt;br /&gt;jet militare andare avanti e indietro. Poi le news dalla BBC: 1000 &lt;br /&gt;americani in nord Irak prendono un arereoporto. E alle 11.00 vediamo dal &lt;br /&gt;cancello del nostro ospedale il primo camion pieno di militari americani &lt;br /&gt;armati. Uno solo per ora, ma "radio people" dice che intorno a Erbil &lt;br /&gt;sono stati paracadutati in parecchi e agiranno nei prossimi giorni insieme &lt;br /&gt;alle milizie curde. Staremo a vedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra che la gente stia lentamente tornando in citta’, dopo la fuga &lt;br /&gt;precipitosa della settimana scorsa sulle montagne. Ma i negozi continuano &lt;br /&gt;a rimanere chiusi: chi e’ tornato lo ha fatto solo perche’ le &lt;br /&gt;condizioni climatiche di questi ultimi giorni (freddo e pioggia) rendono la &lt;br /&gt;vita, negli accampamenti di fortuna, molto difficile.&lt;br /&gt;Ho avuto modo di vedere molti accampamenti durane il mio viaggio della &lt;br /&gt;settimana scorsa a Sulaimaniya : quello che colpisce e’ come la gente &lt;br /&gt;si sia organizzata immediatamente, tende, camion, plastiche, secchi, &lt;br /&gt;tavoli e perfino sedie. Sembrava un picnic che si estendeva per circa 150 &lt;br /&gt;km. Per forza, ho pensato: sono abituati. Sono abituati a scappare e &lt;br /&gt;poi a tornare e penso che ogni famiglia curda possieda tutto il &lt;br /&gt;necessario per mettersi, nel giro di poche ore, in viaggio verso il "picnic &lt;br /&gt;della guerra".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono stato a Kabat ieri, a controllare il nostro Posto di Primo &lt;br /&gt;Soccorso che si trova proprio a ridosso del confine irakeno. Il personale e’ &lt;br /&gt;spaventato....certo la posizione non e’ delle piu’ felici, e’ attaccato &lt;br /&gt;a un grosso serbatoio dell’acqua (good target) ed e’ la prima casa in &lt;br /&gt;cima alla salita proveniente dal ponte che divide i due territori.&lt;br /&gt;Ieri si e’ aggiunto un altro problema.....alcuni militari avevano preso &lt;br /&gt;una casetta per la notte proprio vicina al Posto di primo soccorso e a &lt;br /&gt;un’altra casa, dove giornalisti della BBC e di altre reti sono pronti &lt;br /&gt;con i loro "cannoni" fotografici per immortalare l’eventuale inizio &lt;br /&gt;delle ostilita’. Dopo una notte passata a litigare con i giornalisti sembra &lt;br /&gt;che americani abbiano capito che non e’ un buon posto per fermarsi, &lt;br /&gt;evitando cosi’ di mettere ulteriormente a rischio altre persone..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque il lavoro continua.....pochi pazienti, clima di attesa, e la &lt;br /&gt;paura dei gas che lentamente sta passando. Forse l’attesa sara’ breve, &lt;br /&gt;ora che sembra che gli americani si stiano attestando a 60 km a nord est &lt;br /&gt;di Erbil, nell’aereoporto di Harier. Qualcuno e’ contento, qualcuno ha &lt;br /&gt;paura, io penso solo ai feriti che arriveranno, alle loro storie, ai &lt;br /&gt;loro familiari e a mia figlia, orgogliosa del lavoro che fa il suo papa’ &lt;br /&gt;e che all’asilo continua, ostinata, a ripetere che ha capito solo che &lt;br /&gt;la guerra non serve a niente.&lt;br /&gt;Mario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-----------------------------------------------------&lt;br /&gt;Kabul, 20 Marzo 2003&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono tornato ieri da un viaggio di due settimane che mi ha portato a &lt;br /&gt;visitare una buona parte di questo paese fino a sconfinare in Iran. Lo &lt;br /&gt;scopo del viaggio era quello di trovare materiali da costruzione per &lt;br /&gt;l’ospedale che Emergency sta costruendo a Laskargah, nella provincia &lt;br /&gt;dell’Helmand, a sud di Kandahar.&lt;br /&gt;La prima impressione č stata che Kabul č Kabul, poi c’č l’Afghanistan.&lt;br /&gt;Immense distese desertiche, villaggi di Cuci dediti alla pastorizia che &lt;br /&gt;girano coi dromedari. Cittŕ come Herat, con moschee antiche con &lt;br /&gt;minareti altissimi fatti solo di fango. Montagne bellissime. E’ un paese &lt;br /&gt;veramente segnato dalla guerra e da quello che questo comporta, le strade &lt;br /&gt;per esempio sono un ricordo e per percorrere i circa 480 Km che separano &lt;br /&gt;Kabul da Kandahar occorrono circa 15 ore con una jeep mentre i camion &lt;br /&gt;impiegano circa una settimana!&lt;br /&gt;Ho visto perň un paese vivo, gli afgani sono incredibili, sorridono e &lt;br /&gt;salutano, il loro motto sembra essere: Muskele nist (non c’č problema).&lt;br /&gt;Se manca la strada, la inventano; non c’č da mangiare, digiunano; se si &lt;br /&gt;rompe la macchina, si fermano sul bordo della strada ed aspettano che &lt;br /&gt;qualcuno si fermi ad aiutarli e state certi che qualcuno si fermerŕ.&lt;br /&gt;Sono persone curiose, nel senso positivo del termine, ed estremamente &lt;br /&gt;positive e generose.&lt;br /&gt;Penso che loro non vogliano essere come noi, secondo me vogliono vivere &lt;br /&gt;nel loro paese, secondo le loro regole, come piace a loro e dopo troppi &lt;br /&gt;anni di spedizioni coloniali, piů o meno dichiarate, mi sembra che ne &lt;br /&gt;abbiano anche il sacrosanto diritto.&lt;br /&gt;Stamane č iniziata l’ennesima guerra, per ora qui non se ne risente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A presto, ciao&lt;br /&gt;Massimiliano&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91672146?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91672146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91672146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_30_archive.html#91672146' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91419348</id><published>2003-03-26T17:37:00.000+01:00</published><updated>2003-03-26T17:37:56.200+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.carta.org/editoriali/index.htm"&gt;Martiri americani di Enzo Mangini&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Io penso che abbia ragione il Corano", dice il tenente Lawrence (Peter O'Toole) al suo primo incontro con il principe Feysal ibn Saud: "Il deserto č come un mare in cui non pesca il remo. Gli arabi si spostano come vogliono, in questo mare. Avete sempre combattuto in questo modo e per questo nel mondo siete famosi". Saddam Hussein ha lanciato l'appello alle tribů beduine del deserto perché colpiscano le truppe angloamericane. Č la risorsa a cui ricorsero i turchi, durante la prima guerra mondiale, per fermare gli inglesi sbarcati a Bassora. Le tribů combatterono per i turchi, all'inizio, infliggendo agli inglesi perdite micidiali. Poi cambiarono linea: non piů in armi per l'impero ottomano, il califfato, lo stato musulmano, ma per l'Iraq, anche se allora era solo un'espressione geografica.&lt;br /&gt;"Non siamo qui come conquistatori, ma come liberatori", disse il comandante supremo inglese quando le sue truppe entrarono a Baghdad, nel marzo del 1917. Arrivare lě, gli era costato novantamila morti. &lt;br /&gt;Non si arriverŕ a tanto, ovviamente, per questa seconda "liberazione" dell'Iraq. Ma i caduti ci sono, ce ne saranno altri. I prigionieri, e tutto il resto. &lt;br /&gt;C'č una cosa che mi chiedo, da quando questa guerra č cominciata e da quando ci sono state le prime vittime angloamericane. Tutti, cronisti della carta stampata e delle televisioni hanno parlato dello shock dell'America. Possibile che i generali non l'avessero messo in conto? No, non č possibile. Possibile che non avessero previsto, scegliendo la tattica che hanno scelto, con le truppe dei reparti logistici e delle retrovie esposti ai contrattacchi iracheni, che qualche ragazzo del Texas o del New Jersey sarebbe caduto, morto o prigioniero? No, non č possibile. Nonostante quello che i media avevano scritto per mesi, sulla campagna lampo, il Pentagono ufficialmente č sempre stato molto, molto cauto. Sapevano, sanno, i generali statunitensi, cosa vuol dire stirare le linee di rifornimento per 300 chilometri senza avere una protezione adeguata. Lo sa qualsiasi tenente di West Point, perfino qualsiasi sergente di plotone. &lt;br /&gt;Allora, perché? Arrivare il prima possibile a Baghdad, certo, per ragioni politiche, per affrettare il crollo del regime dato per moribondo, per sollecitare gli iracheni alla rivolta, per spendersi successi fulminei con la propria opinione pubblica (specialmente i britannici). Tutto vero.&lt;br /&gt;Ma, credo, anche per rompere il tabů che ha angosciato le operazioni militari statunitensi negli ultimi anni: zero morti. Se questa guerra non č l'ultima, ma la prima di una serie tendente all'infinito, i generali devono togliersi questo peso. Qualche vittima tra le truppe logistiche fa piů effetto di un carro armato distrutto o un pilota abbattuto. Sono morti meno "colpevoli". Sono il vaccino. Quando l'opinione pubblica avrŕ imparato ad accogliere le bare avvolte nella bandiera non con le proteste, ma con altre bandiere, allora partirŕ la carica. Non solo essere pronti a combattere, ma anche a morire per il proprio paese. Č un salto di qualitŕ. Verso il martirio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91419348?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91419348'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91419348'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91419348' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91419302</id><published>2003-03-26T17:36:00.000+01:00</published><updated>2003-03-26T17:36:54.856+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.carta.org/cantieri/FermiamoGuerra/030320cem.htm"&gt;Pace e guerra - Editoriale della rivista Cem Mondialitŕ dei missionari saveriani di Brescia di Arnaldo De Vidi&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;No, non c'č nulla piů meritevole di pianto dell'uomo, fra tutto ciň che respira e cammina sulla terra.&lt;/i&gt; [Omero - Iliade 17,446-7] &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Hanno certamente ragione coloro che definiscono la guerra la condizione primigenia e naturale. Finché l'uomo resta un animale, vive per il combattimento, a spese degli altri, teme e odia il prossimo. La vita, quindi, č guerra. […] La pace non č una paradisiaca condizione originaria, né una forma di convivenza regolata dal compromesso. La pace č qualcosa che non conosciamo, che soltanto cerchiamo e immaginiamo. La pace č un ideale.&lt;/i&gt; [Hermann Hesse - Guerra e Pace].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hesse presenta in sintesi i tre motivi per cui si fa guerra. Innanzitutto, l'uomo ama combattere e vincere, un po' come il cavallo che si esalta al fragore delle armi [se non fosse cosě non ci sarebbero tanti film cult sulla guerra]. Un secondo motivo consiste nella strategia di vivere a spese degli altri. "Esiste una razza di padroni e di soldati, e questa č la razza bianca. Da noi l'uomo del popolo č quasi sempre un nobile declassato, la sua mano pesante č piů adatta a brandire la spada che l'arnese servile. La natura ha dato poi vita a una razza d'operai, ed č la razza cinese che ha meravigliosa destrezza artigianale, ma nessun sentimento dell'onore… Esiste una razza di contadini, e questa č la negra…". Chi scrive cosě č J. E. Renan che le enciclopedie definiscono "filologo sottile, storico delle religioni e orientalista". Puň anche accadere che i popoli guerrieri lavorino, e potrebbero essere autosufficienti, ma per amore di splendore predano i beni altrui. Ieri c'erano le razzie e le guerre di conquista. Oggi siamo piů sottili: noi occidentali abbiamo montato un'industria, in cui il salario dei lavoratori del Sud incide solo per l'1% sul prezzo del prodotto finito. Gli americani colpiscono per l'accesso privilegiato al petrolio. Le multinazionali rubano legalmente i prodotti agli indios con la biopirateria... Qui il primo e il secondo motivo s'uniscono: "Qualunque volta č tolto agli uomini il combattere per necessitŕ, combattono per ambizione" [N. Machiavelli].&lt;br /&gt;Un terzo motivo di guerra č [ahimč] la paura dell'altro. Chi č differente da me costituisce una minaccia: mi dice che č relativo ciň che per me č assoluto. Mi dice che la mia cultura non č la cultura, ma una tra mille. Accettare l'incognita di una vita differente mi spaventa: io ho elaborato la divisione tra sacro e profano e ritengo terroristi quelli che non fanno altrettanto. Li odio! Ma Hesse, completando il suo pensiero, dice che la pace č un ideale possibile. E noi sognavamo l'essere in uno stato di evoluzione giŕ prossimo alla pace. Ci ha svegliati una "dichiarazione di guerra preventiva". Dice Tahar Ben Jelloun: La sconfitta che si prepara per noi č quella dell'uomo precipitato nel caos, quel disordine del mondo in cui la forza espelle in maniera arbitraria i valori che si credevano universali. Quasimodo diceva: Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo. &lt;br /&gt;Ma c'č una reazione inedita. Se per alcuni rimane il diritto di ridere [mai tanti programmi tv e libri di "gag" come oggi] e per altri rimane solo la preghiera; se alcuni, istruiti dai media e dalla paura, cercano di autoconvincersi che la guerra č giusta e che i buoni democratici sconfiggeranno i cattivi terroristi; per noi il primo atto č stato mettere l'arcobaleno al balcone. Molti benpensanti hanno gridato che una bandiera non risolve. E non occorreva che ce lo dicessero perché lo sappiamo bene. Tant'č vero che noi ci chiediamo: Quale sarŕ il prossimo passo? E speriamo che ci sia un prossimo passo perché le armi di distruzione di massa prodotte dall'occidente esistono. L'11 settembre 2001 non ha cambiato la storia dell'America; č il 20 marzo 2003 che puň cambiare la storia del mondo intero: basta industria bellica, basta sfruttamento e oppressione, basta commercio diseguale, basta ipocrisie, basta strumentalizare Dio. Dice il salmo: "Giustizia e pace si baceranno" [Salmo 84]. Occorre un [doloroso] disarmo bellico ma piů ancora culturale. Un'appartenenza nuova alla famiglia umana. Un mondo "villaggio globale" dove il rispetto sia servito ad ogni mensa. Dove la fraternitŕ, insieme col pane, il vino, il pesce, l'agnello… faccia il giro di tutta la mensa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91419302?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91419302'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91419302'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91419302' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91419121</id><published>2003-03-26T17:33:00.001+01:00</published><updated>2003-03-26T17:33:50.013+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;&lt;a href="http://195.94.177.119/robot/agenziaNew/indice.php?id=5901&amp;&amp;area=Medio%20Oriente&amp;&amp;mod=1"&gt;Corrispondenza da Baghdad dall'Abruzzo social forum del 25 marzo&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Colpiti i ripetitori della televisione irachena, Iraq Tv, causando il blocco di due reti su tre della tv di stato. Numerosi feriti si possono contare tra tecnici della manutenzione in quel momento presenti in uno stabile adiacente. Due missili sono caduti vicino all‚Hotel Palestine senza apparentemente colpire alcun bersaglio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E intanto sui cieli di Baghdad si č visto il primo „Drone". Si tratta di piccoli aerei telecomandati (non piů lunghi di 6/8 metri), ma &lt;br /&gt;muniti di missili, che vengono utilizzati per „spiare‰il terreno prima dell'arrivo delle truppe di terra. &lt;br /&gt;Si č visto e si č toccato, mi hanno riferito, poiché normalmente dovrebbe volare ad una altezza superiore ai 5.000 metri, perché questa volta č stato abbattuto. Centrato dalla contraerea con la „complicitŕ" di una incredibile tempesta di sabbia che ha letteralmente sommerso la cittŕ di una polvere impalpabile ed irrespirabile spessa almeno 5 centimetri. &lt;br /&gt;E questa del „Drone" č una pessima notizia. &lt;br /&gt;Vuol dire che probabilmente le truppe anglo-americane sono (relativamente) vicine ed il compito del Drone abbattuto era probabilmente quello di „vedere" con precisione l'area sud della cittŕ dopo i bombardamenti che, per 4 giorni e 4 notti consecutivi, l'hanno praticamente spianata. Aprendo di fatto alle truppe di assalto Usa ed inglesi l'ingresso nella capitale. &lt;br /&gt;Torniamo ai ripetitori tv abbattuti: questi sono stati colpiti pochi minuti &lt;br /&gt;dopo che la televisione irachena aveva dato la notizia piů terribile che si potesse immaginare, ma che in qualche modo si sapeva che prima o poi sarebbe diventata ufficiale: il numero totale delle vittime, tra civili e militari iracheni, durante i primi sei giorni di guerra d‚invasione si possono calcolare tra 1.500 e 2.000, comprendendo in questa orribile contabilitŕ tanto le vittime sotto i bombardamenti quanto i soldati uccisi in combattimento. &lt;br /&gt;I feriti, sempre complessivamente tra civili e militari, sarebbero piů di &lt;br /&gt;3.000. &lt;br /&gt;Quindi la Tv ha annunciato che avrebbe fatto vedere i piloti dei caccia &lt;br /&gt;abbattuti sui cieli di Baghdad sabato scorso, accreditando cosě patente di veridicitŕ a tutti coloro che sostenevano di essere stati testimoni oculari degli abbattimenti e del relativo lancio dei piloti con il paracadute sui tetti della capitale. &lt;br /&gt;A questo punto sono stati colpiti i ripetitori e le trasmissioni si sono &lt;br /&gt;interrotte. La cittŕ č deserta, solo vecchi camion militari continuano a trasportare truppe verso punti imprecisati delle periferie. Focolai di incendi sono ancora presenti un po‚ dappertutto e ben visibili di notte. &lt;br /&gt;Questa notte, come mi dicono, fa freddo ed alcuni dei fuochi sono stati accesi da gruppi di cittadini per scaldarsi o per poter cucinare qualcosa di caldo. &lt;br /&gt;Delle lancie e delle veloci barche vanno su e giů sui fiumi trasportando non si capisce cosa. E‚ la prima notte che avviene un movimento del genere. &lt;br /&gt;Un free-lance ha smarrito il passaporto, ed al momento non possiede piů alcun documento di riconoscimento. E questo č un problema serio per lui. Primo perché non č in possesso di tutti i „documenti" ufficiali rilasciati alla stampa „ufficiale" Secondo perché teme che il ritrovamento del passaporto possa in qualche modo „certificare" la sua presenza a Baghdad senza che questa sia in regola con le procedure standard stabilite dalle autoritŕ. &lt;br /&gt;Fino a che non si troverŕ una soluzione č stato convinto a rimanere nella casa, ospite da amici iracheni, dove si trova, cosě da non correre inutili rischi di essere „fermato" per un qualsiasi controllo di routine. &lt;br /&gt;Incontro stasera tra colleghi europei con alcuni giornalisti iracheni che lavorano nella stampa della capitale. &lt;br /&gt;Un incontro molto animato, tra il sentimento pacifista tipico dei colleghi europei, il desiderio e la determinazione di difendere la propria cittŕ fino ad ipotizzare di armarsi da parte di alcuni colleghi iracheni, ed altri invece che tutto sommato non vedono l‚ora di liberarsi di Saddam. Pur condannando con vigore la guerra e bollandola come imperialista. &lt;br /&gt;Nel bel mezzo dell‚incontro č spuntato un foglio del Ministero della Difesa iracheno che un collega ha tirato fuori dalla tasca dei pantaloni. Ricordiamo tutti la famosa lista dei 45 paesi che George W Bush ha mostrato al mondo come alleati degli Usa nella guerra contro l‚Iraq (quella per intenderci dove era presente anche l‚Italia). In quell‚occasione, Bush e Colin Powell sostennero che tra i 45 paesi „amici" ve ne erano 15 che preferivano rimanere „anonimi". &lt;br /&gt;Sulla lista del collega iracheno (su carta intestata del Ministero della &lt;br /&gt;Difesa dell‚Iraq) erano presenti in bell‚ordine tutti e 45, divisi in due &lt;br /&gt;parti: 30 + 15. E sopra la „mini-lista" dei 15 tutti hanno letto in inglese, &lt;br /&gt;e ne sono testimoni oculari, la parola „confidential". &lt;br /&gt;Quella che segue č la trascrizione completa della lista cosě come appariva sul documento del collega iracheno. &lt;br /&gt;Una partita di „dama" con tanto di rivincita e „finalissima ha posto fine &lt;br /&gt;all‚incontro. E ciascuno ha ripreso la strada, nella buia e spaventosa notte di Baghdad, per raggiungere la propria casa, l‚albergo, le stanze affittate dai privati. &lt;br /&gt;Khaled, dopo la cena nuziale č „scomparso" con la sua giovanissima moglie oltre le tende che difenderanno per poche ore , fino all‚alba, la loro prima notte di nozze. &lt;br /&gt;Che la notte sia leggera. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A domani &lt;br /&gt;I 30 paesi che ufficialmente appoggiano la guerra contro l'Iraq &lt;br /&gt;cosě come sono stati presentati esplicitamente dalla Casa Bianca: &lt;br /&gt;Afghanistan - Albania - Australia - Azebaigian - Bulgaria &lt;br /&gt;Cekia - Danimarca - El Salvador- Estonia - Georgia - Italia &lt;br /&gt;Giappone - Sud Corea - Lettonia- Lituania- Macedonia - Olanda - Nicaragua Filippine - Polonia- Romania - Slovacchia - Corazia - Spagna - Portogallo Turchia - Thailandia - Gran Bretagna- Ucraina - Uzbekistan &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I 15 paesi che pur appoggiando gli Usa hanno scelto la formula di non farlo sapere: Israele- Egitto - Giordania- Arabia - Saudita- Bahrein Kuwait - Oman, - Qatar - Emirati Arabi - Filippine - Singapore &lt;br /&gt;Colombia - Etiopia- Eritrea - Canada &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91419121?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91419121'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91419121'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91419121' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91419092</id><published>2003-03-26T17:33:00.000+01:00</published><updated>2003-03-26T17:33:19.653+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.fermiamolaguerra.it/news/25.htm"&gt;CHI FA LA GUERRA NON VA LASCIATO IN PACE&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Sono cadute le illusioni di chi confidava in una guerra lampo e “pulita”. Questa č  una guerra lunga, cruenta, devastatrice, che giŕ oggi produce nuovi conflitti nell'area, in tutto il Medio Oriente, nelle societŕ con la crescita dell'intolleranza, dell'odio etnico e religioso, del razzismo e dell'insicurezza.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Di fronte a questa tragedia, confermiamo il nostro obiettivo: fermare la guerra, subito.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ci affianchiamo nella richiesta e aderiamo alla Campagna internazionale di convocazione straordinaria dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite perché condanni l'aggressione di Bush e dei suoi alleati.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Allo stesso modo, in Italia faremo il possibile per condannare e isolare il Governo che ogni giorno aumenta l'impegno del nostro paese nella guerra con atti concreti, come l'espulsione dei diplomatici iracheni su richiesta del governo Usa. E mentre partecipa di fatto alla guerra, il Governo si rifiuta di ottemperare ai suoi doveri di accoglienza verso i profughi di guerra.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Noi continueremo a fare il possibile perché il nostro paese prosegua nella rivolta morale e civile contro la guerra e la sua logica.&lt;br /&gt;Faremo il possibile perché si esprima la piů grande solidarietŕ con le vittime della guerra e con i profughi di guerra, on una campagna permanente per il diritto d'asilo ai profughi, contro il razzismo, per i diritti di cittadinanza.&lt;br /&gt;Faremo il possibile perché i cittadini non rimangano utenti passivi dell'informazione spettacolo di guerra, ma abbiano dati e strumenti per comprendere e giudicare i fatti, le cause, le conseguenze e le responsabilitŕ di questa guerra.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Lanciamo un appello perché prosegua e si estenda la mobilitazione diffusa, capillare, spontanea e articolata che in maniera straordinaria si č diffusa in tutta Italia in questi primi giorni di guerra.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Nelle prossime settimane la mobilitazione contro la guerra si articolerŕ in campagne permanenti da tradurre in azioni concrete: contro la guerra, per l’isolamento del governo degli Stati uniti e dei suoi alleati; contro la partecipazione italiana alla guerra voluta dal governo; contro l’uso delle basi, delle infrastrutture e dello spazio aereo per la guerra, contro le multinazionali di guerra; contro l’economia armata, la produzione armata e il commercio delle armi; per la solidarietŕ alle vittime di guerra e alla societŕ civile irachena; per il diritto d’asilo ai profughi, contro il razzismo, per i diritti di cittadinanza; per i diritti del popolo palestinese e del popolo curdo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Alcune delle mobilitazioni giŕ decise si svolgeranno:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;SABATO 29 MARZO:&lt;br /&gt;GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE DIFFUSA "FERMIAMO LA MACCHINA DELLA GUERRA"&lt;br /&gt;Nella giornata, a conclusione di una settimana di mobilitazione contro la guerra, si realizzeranno iniziative decentrate:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;- contro il Governo della guerra;&lt;br /&gt;- contro l'uso delle basi, dello spazio aereo e delle infrastrutture per la guerra&lt;br /&gt;- contro l'informazione di guerra&lt;br /&gt;- contro le multinazionali della guerra&lt;br /&gt;- contro l'economia armata&lt;br /&gt;- contro il razzismo di guerra&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Le modalitŕ delle azioni e delle iniziative che si terranno il 29 saranno definite dai comitati locali contro la guerra, che si stanno riunendo in tutta Italia fra stasera e domani. &lt;br /&gt;Mercoledě sarŕ reso noto il calendario delle iniziative previste in quella giornata su &lt;a href="www.fermiamolaguerra.it"&gt;fermiamolaguerra&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91419092?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91419092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91419092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91419092' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91418785</id><published>2003-03-26T17:28:00.000+01:00</published><updated>2003-03-26T17:28:05.340+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://www.salaambaghdad.org/messaggio.htm"&gt;UNO STRAORDINARIO MESSAGGIO CONTRO LA GUERRA&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 20 dicembre 1998, mentre Bill Clinton e Tony Blair bombardavano l'Iraq, Howard Zinn ha ricevuto questo messaggio e-mail dall'Inghilterra:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Egregio professor Zinn, sono un cittadino iracheno rifugiato qui in Gran Bretagna per sfuggire alle brutalitŕ del regime di Saddam, che nel giro di due anni ha ucciso mio padre, un vecchio innocente, e mio fratello minore, che ha lasciato moglie e tre figli [...]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le scrivo per farle sapere che durante il secondo giorno dei bombardamenti sull'Iraq un missile da crociera ha colpito l'abitazione dei miei genitori in un sobborgo di Baghdad. Mia madre, mia cognata (la vedova di mio fratello) e i suoi tre figli sono morti sul colpo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa tragedia mia ha colpito al punto che non ho piů lacrime. Vorrei poter mostrare questi miei occhi e la sofferenza spaventosa che sto provando a ogni singolo [cittadino] americano e britannico. Vorrei poter raccontare la mia storia a quelli che siedono nell'amministrazione Clinton, alle Nazioni unite e al numero 10 di Downing Street. Per salvare Monica e Clinton, alla mia famiglia tocca pagare questo prezzo immenso. Mi domando chi mi risarcirŕ di questa perdita? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei poter tornare in Iraq a versare qualche lacrima sulla tomba di mia madre, che da sempre avrebbe voluto rivedermi prima di morire [...]&lt;br /&gt;La prego di riferire questa mia storia a tutti coloro che ritiene siano ancora in grado di vedere la veritŕ con gliocchi e di ascoltare questa tragedia con le orecchie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cordiali saluti, dott. Mohammed al-Obaidi.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi pare che questo messaggio esprima con spaventosa chiarezza come Saddam Hussein e i capi del nostro governo abbiano molto in comune: entrambi stanno causando morte e sofferenza al popolo iracheno....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Tratto dal libro "Non in nostro nome" di Howard Zinn, pagine 41 e 42).&lt;br /&gt;Howard Zinn č uno dei piů importanti storici statunitensi ed č uno dei principali riferimenti del pacifismo negli USA. Ex-aviere nella seconda guerra mondiale, attualmente č Professore emerito di Scienze Politiche alla Boston University.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91418785?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91418785'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91418785'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91418785' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91417766</id><published>2003-03-26T17:09:00.000+01:00</published><updated>2003-03-26T17:35:03.000+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;font size="5"&gt;Video sulla guerra in Iraq e proteste nel mondo su:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.fstv.org/"&gt;FreeSpeechTV&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.worldlinktv.org/"&gt;WorldlinkTV&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.democracynow.org/"&gt;Democracy Now&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.carta.org/cantieri/FermiamoGuerra/index.htm#foto"&gt;CartaOrg&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91417766?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91417766'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91417766'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91417766' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91417354</id><published>2003-03-26T17:02:00.000+01:00</published><updated>2003-03-26T17:45:08.000+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;font size="5"&gt;Per saperne di piů sulla guerra in corso... [&lt;a href="http://italy2.peacelink.org/dossier/articles/art_150.html"&gt;+&lt;/a&gt;] [&lt;a href="http://www.salaambaghdad.org/links.htm"&gt;+&lt;/a&gt;] &lt;/font&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91417354?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91417354'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91417354'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91417354' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91413412</id><published>2003-03-26T15:49:00.000+01:00</published><updated>2003-03-26T15:49:20.200+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Quale prezzo per la vittoria di Vittorio Zucconi&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sesto giorno fu il giorno della sabbia e del dilemma: espugnare Bagdad, ma a quale prezzo? Anche di un attacco nucleare, se Saddam usasse la bomba chimica? Il Pentagono non lo nega. E nel giorno del ghibli - che ha nascosto per qualche ora la guerra teletrasmessa, e inghiotte tecnologie, laser, satelliti e ingranaggi - ricompare lo spettro dell'Armageddon reciproca e si deve alzare George Bush, il condottiero finora un po' assente. Deve farlo per chiedere la prima rata di miliardi per finanziare la guerra - 74,7 miliardi - per rincuorare i suoi soldati che si avvicinano al cuore di tenebra di questo viaggio, la capitale. "Stiamo avanzando con sicurezza", la "nostra coalizione č compatta", "stiamo combattendo per rendere il mondo piů sicuro, libero e pacifico", naturalmente "non si puň sapere quanto durerŕ" il conflitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non č il vento di sabbia a tormentare i comandi americani. E' il dilemma tremendo della battaglia finale che sta per cominciare e che deciderŕ non il risultato militare del conflitto, che č scontato, ma il suo esito politico, "il costo della vittoria", come lo chiama il New York Times, umano e politico. Bagdad, sě, ma a che prezzo? Pagare con molte vite americane e inglesi, per avanzare quartiere per quartiere, nel fuoco dei cecchini, degli irriducibili baathisti rimasti indietro a battersi? Radere al suolo la cittŕ, come l'aviazione e l'artiglieria potrebbero fare in poche ore, dovendo poi spiegare al mondo, e soprattutto al mondo arabo, che quella nuova Grozny č la pace e la libertŕ promesse?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O sperare che siano vere le voci da Bassora, che parlano di sollevazioni popolari contro il regime, e dunque entrare nella capitale tra baci di ragazze, lanci di fiori e di razioni alimentari, come Napoli, a Parigi, accolti dalla popolazione festante? E Saddam? Dovrŕ essere ucciso, impiccato per i piedi, trascinato in catene, perché la vittoria sia davvero vittoria?&lt;br /&gt;"Tough business", affare duro, ammette il segretario Rumsfeld, accusando di impazienza un giornalista che gli chiede se l'invasione sia giŕ finita nella palude. Franks, il comandante dell'operazione, "ha preparato piani per rispondere a ogni evenienza con ogni mezzo", ci informa il Pentagono, "ogni evenienza". Il "prezzo di Bagdad" potrebbe essere spaventoso e per questo dovrŕ essere deciso dai due leader veri di questa coalizione che in realtŕ č solo un tandem, Blair e Bush, qui a Washington, dove il primo ministro britannico arriverŕ per far rivivere il mito di Roosevelt e Churchill. Il loro sarŕ un vertice tremendo, davanti a un tavolo di possibilitŕ spaventose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I generali americani, scottati dalle "giornate dure" e dalla resistenza dei "boia chi molla" iracheni, sono per la guerra totale. Lo urban warfare, la guerra nelle strade, č esattamente quella che la dottrina del bombardamento "shock e terrore" voleva evitare e non ha finora evitato. "Non si puň fare la frittata senza rompere le uova", predicano Franks, il comandante di teatro d'operazione, Myers, il generale d'aviazione e i comandanti delle unitŕ al fronte che sanno bene come, nella "guerriglia urbana" tutto il vantaggio tecnologico e tattico delle loro unitŕ si annulli. Non č un segreto, a Washington, che i quadri dell'esercito siano molto preoccupati da questa guerra condotta con il freno a mano tirato, voluta dai politici. Una guerra, i quadri senior lo bisbigliano, con "una mano legata dietro la schiena", come 30 anni or sono in Indocina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Blair verrŕ qui proprio per perorare la causa della prudenza, della battaglia che "non sciolga il cane della guerra", come lui ama dire citando l'Enrico V di Shakespeare, perché pensa al dopo e sa che fare un deserto e chiamarlo pace non sarebbe quella vittoria politica piů importante della vittoria militare. "Ogni palazzo, ogni infrastruttura sbriciolata da quella preparazione di artiglieria e di bombardamenti dovrŕ essere ricostruita da noi, coi nostri soldi", dirŕ Blair a Bush, che giŕ deve vedersela con un Parlamento furioso per l'ennesima bugia raccontata alla vigilia dell'invasione, quando Powell, Rumsfeld, il suo vice Wolfowitz, il capo di stato maggiore Shinseki, sfilarono davanti alla commissione forze armate per giurare, con eroica faccia di bronzo, che "un cartellino del prezzo" non poteva essere appeso alla guerra. E ora si presentano con un cifra precisa al milione di dollari (e certamente falsa per difetto anche questa) 74 miliardi e 700 milioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si rincorrono voci di un'ultima difesa da crepuscolo degli dei, di quelle famigerate "armi chimiche" pronte nel cuore di tenebra iracheno e non si capisce se sia terrore o speranza. Lo scoppio di un'ogiva caricata di gas toglierebbe ogni freno, ogni esitazione verso la guerra totale e senza quartiere. Ieri sera, al briefing del Pentagono, il generare Myers ha ripetuto che, se Saddam usasse le armi chimiche, "noi risponderemmo con ogni mezzo a nostra disposizione". Sappiamo tutti che cosa vuol dire, anche l'atomica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come diceva il generale Sherman, conquistatore del Sud nella guerra civile americana, "la guerra č sempre una cosa immonda, e non c'č mai modo di ingentilirla".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it"&gt;Repubblica&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91413412?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91413412'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91413412'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91413412' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91413358</id><published>2003-03-26T15:48:00.000+01:00</published><updated>2003-03-26T15:48:22.873+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;A Najaf uccisi oltre 300 iracheni di Mario Platero&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo le ultime giornate di dura trincea per le truppe americane nell'Irak meridionale, ieri č toccato al Pentagono respingere a Washington un'offensiva, questa volta dei giornalisti, preoccupati per i recenti sviluppi sul campo e per gli apparenti ritardi dell'azione militare alleata: «Č una campagna militare impostata male?». «Avete fuorviato il pubblico americano lasciando credere che sarebbe stato facile?». «Quanto si dovrŕ soffrire?».«Era davvero questa la campagna «shock and awe» che avevate promesso?». A rispondere c'erano il ministro per la Difesa Donald Rumsfeld e il capo di Stato maggiore dell'esercito Richard Myers, entrambi per la veritŕ realisti, ma molto ottimisti, senza troppi dubbi per come si stanno mettendo le cose per gli americani, e anzi irritati per una reazione della stampa giudicata troppo “esigente”. Per Myers, la «campagna militare in Irak č brillante», non č stata modificata e non si poteva impostare meglio. L'andamento della guerra soddisfa tutti i vertici delle forze armate americane che hanno partecipato alla pianificazione del conflitto, sia a Washington che al fronte. Per Rumsfeld, il tocco di realismo č venuto con una battuta: «Siamo piů vicini all'inizio che alla fine di questa guerra. E non vedo come si possano esprimere giudizi affrettati davanti ai risultati che abbiamo giŕ ottenuto». I risultati secondo Myers e Rumsfeld sono evidenti. In cinque giorni di combattimento le truppe americane sono avanzate per oltre 400 chilometri, hanno fatto prigionieri e si sono portate a ridosso di Baghdad. In tarda serata, infine, č stata ingaggiata la piů rilevante battaglia dall'inizio della guerra: a Najaf il Settimo Cavalleria Usa (reparto di carri armati) č stato attaccato, con razzi, dalla fanteria irachena senza provocare vittime. Secondo il Pentagono, i reparti Usa, nel rispondere al fuoco, avrebbero causato oltre 300 morti tra i nemici. La resistanza che hanno incontrato le truppe alleate era attesa: gli iracheni, soprattutto nella parte meridionale del Paese, non hanno schierato un ostacolo militare organizzato, ma hanno affidato operazioni disturbo a formazioni paramilitari che hanno condotto attacchi da “guerriglia”. Queste truppe avrebbero raccolto alcuni mezzi per lanciare attacchi sporadici. E da questi attacchi che si č avuta l'impressione sbagliata che la divisione fosse ancora attiva. Dal punto di vista dell'andamento generale della guerra questo tipo di attacchi costituiscono un disturbo, ma non un impedimento per le truppe americane: «Sapevamo che ci sarebbero stati e sappiamo che continueranno ad esserci fino a quando il regime non sarŕ caduto e questa guerra conclusa», ha detto Rumsfeld. Il segretario al Pentagono ha sottolineato che questi attacchi porteranno inevitabili perdite. Ma ha anche detto che fin dal primo giorno lo stesso presidente aveva detto che la guerra sarebbe stata «lunga e dolorosa piů di quello che alcuni possono anticipare». C'č anche la spiegazione per la differenza con il 1991: «Allora dovevamo semplicemente liberare il Kuwait. Il nemico era un bersaglio piů facile». Secondo Rumsfeld e Myers saranno invece piů impegnativi dal punto di vista militare gli scontri attesi con le sette divisioni della Guardia repubblicana: la piů temibile č la "Medina" che sta per essere attaccata dalla Terza divisione meccanizzata. «Non sapevamo e non possiamo sapere se questa guerra durerŕ giorni o settimane o mesi - ha detto ancora Rumsfeld - del resto non ho mai detto che tutto si sarebbe risolto in una passeggiata di cinque minuti. Se qualcuno l'ha pensato sono problemi loro». Č stato attraverso frasi come questa che Rumsfeld č apparso sulla difensiva. Del resto č innegabile che alcuni fra i vertici dell'amministrazione e fra questi il vicepresidente Dick Cheney, avevano detto in dichiarazioni precedenti alla guerra che si sarebbe trattato di una guerra brevissima e che il nemico si sarebbe arreso con facilitŕ. Č toccato alla Casa Bianca difendere Cheney e ribadire quanto aveva detto poco prima nella mattinata il presidente George Bush: «I nostri ragazzi stanno offrendo una performance magnifica, stiamo facendo progressi...ma ci vorrŕ tempo». Rumsfeld e Myers hanno anche portato dei fatti: soltanto ieri si sarebbero arresi 3.500 soldati iracheni. A ritardare gli americani perň ci si č messa anche la tempesta di sabbia che potrebbe continuare anche oggi. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&amp;artId=218528&amp;chId=7&amp;artType=Articolo&amp;back=0"&gt;IlSole24ore&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91413358?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91413358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91413358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91413358' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91413233</id><published>2003-03-26T15:46:00.000+01:00</published><updated>2003-03-26T15:46:23.590+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Tre anelli per resistere (e la minaccia chimica) di Massimo Nava&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella terra di Abramo e del paradiso terrestre, anche il non credente dovrebbe inchinarsi a questo scenario apocalittico che il dio della guerra ha preparato in vista della conquista di Bagdad. Come in un colossal biblico, il kahmsim , il vento del deserto, sembra un monito alla follia degli uomini, una rivolta della natura che prova a dire che il tempo per fermarci non č ancora scaduto. Il vento spazza con violenza la capitale, piega i palmizi, solleva nuvole di sabbia che vanno a confondersi con le nuvole nere delle trincee di fuoco e oscura il sole a mezzogiorno. Nella tempesta perfetta, la forza della natura si allea con gli effetti della guerra, il tonfo delle bombe non si distingue piů dai colpi tremanti che le raffiche infliggono alle cose e agli uomini. Soltanto il khamsin poteva rinviare di qualche ora o di qualche notte l’offensiva finale al cuore del potere di Saddam. La tempesta rallenta l’avanzata dei carri armati e degli elicotteri americani, giunta ormai a meno di ottanta chilometri dalla periferia, complica le comunicazioni, manda in panne motori e tecnologie, perché si infila negli ingranaggi come nelle gole arse dei soldati. Per la difesa di Saddam, la tempesta puň essere un piccolo vantaggio, perché agevola il piano predisposto dal regime fin dall’inizio della guerra: evitare il confronto in campo aperto, portare i marines sul terreno della guerriglia urbana, utilizzare a proprio vantaggio condizioni naturali meno congeniali al soldato americano, le raffiche di sabbia e il caldo torrido. &lt;br /&gt;Saddam ha rivolto l’ultimo appello alla guerra santa, ha invocato il sostegno delle tribů dell’Iraq («Combattete con tutte le armi che avete, combattete a piccoli gruppi, colpite le loro avanguardie e poi ritiratevi») e ha schierato migliaia di uomini a difesa della capitale e del suo regno. Il regime negli anni scorsi aveva ingaggiato esperti e consulenti militari di Belgrado, per adottare le tattiche di mimetizzazione di uomini e materiali che consentirono ai serbi di resistere, per oltre 80 giorni, ai bombardamenti della Nato con perdite irrisorie. &lt;br /&gt;Ci sono almeno 40 mila uomini pronti ad affrontare «gli invasori» casa per casa: la Guardia repubblicana, i feddayn organizzati dal figlio di Saddam Uday e migliaia di volontari, molti dei quali affluiti da altri Paesi arabi. Si tratta di una difesa ad anelli concentrici che ha evitato con l’astuzia di farsi massacrare in scontri con elicotteri dell’aviazione. Il primo anello cerca di colpire dove puň le colonne in marcia verso Bagdad. Il secondo č quello delle barricate e delle trincee urbane, ormai molto visibili in tutti gli angoli della capitale. Ministeri, caserme, obiettivi sensibili sono stati preventivamente svuotati: l’esercito di Saddam si č nascosto nei quartieri popolari e si prepara a trasformare ogni via in una trappola. &lt;br /&gt;C’č poi l’incognita del terzo anello, quello che secondo l’allarme lanciato dal segretario di Stato americano Colin Powell, potrebbe decidere di difendersi impiegando gas e altre armi chimiche. &lt;br /&gt;Esistono diverse variabili a questo scenario. La prima č che Saddam i gas non li abbia, ed č la piů confortante. La seconda č che gli americani non si avventurino in un’operazione urbana che trasformerebbe Bagdad in Mogadiscio. In questo caso, andremmo incontro a un assedio condotto solo con bombardamenti, con conseguenze devastanti per la popolazione civile e sul consenso dell’opinione pubblica alla guerra. &lt;br /&gt;Ieri, i funerali delle prime vittime avvolte nelle bandiere irachene, sono stati un emblematico sussulto di rabbia e un’ennesima smentita all’idea che gli iracheni possano accogliere i marines con fiori e danze di benvenuto. &lt;br /&gt;La terza č una sollevazione interna, che potrebbe ancora partire dall’immensa bidonville di Saddam City, l’area dove si concentra la popolazione di osservanza sciita. Gli sciiti, maggioranza del Paese, ma esclusi dal potere e piů volte bastonati da Saddam, dovevano essere l’arma in piů dell’invasione americana, una quinta colonna religiosa, decisiva per le sorti della guerra. &lt;br /&gt;La tempesta di sabbia ha avvolto anche le ipotesi, ha spento il sole e fatto saltare l’elettricitŕ, lasciandoci ad aspettare la piů terribile notte dall’inizio della guerra. L’imminenza dell’attacco era percepibile dai traslochi temporanei delle troupes televisive. In queste ore, mentre anche la pioggia comincia a battere Bagdad, si puň soltanto cercare un riparo sicuro e smettere di raccontare che cosa succede lŕ fuori. Un amico iracheno mi fa vedere una vecchia grammatica di greco: polemos (guerra) ha la stessa radice di polis (cittŕ). E non č una grande consolazione. &lt;br /&gt;Gli elicotteri Apache che il 7° Cavalleria (la colonna di carri armati intitolata al generale Custer) appoggiati dall’Aviazione e dai missili si sono aperti la strada verso Karbala, nel fianco sud di Bagdad, che č la porta d’ingresso all’aeroporto, ai ministeri e alla reggia di Saddam. &lt;br /&gt;L’altro ieri, un missile ha sfiorato l’universitŕ, uno dei piů antichi atenei, dove i padri domenicani andarono a tradurre in latino il Corano e fecero tradurre in arabo la Bibbia. Ci fu anche il tempo del dialogo fra civiltŕ millenarie. Oscurando anche la memoria, la tempesta stasera č davvero perfetta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it"&gt;Il Corriere&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91413233?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91413233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91413233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91413233' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91413079</id><published>2003-03-26T15:42:00.000+01:00</published><updated>2003-03-26T15:42:53.746+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Il conflitto d’interessi del falco Perle di ENNIO CARETTO&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Richard Perle, l’ideologo dei conservatori che fin dal ’96 caldeggiň la guerra contro l’Iraq, indossa due cappelli: uno di direttore del Consiglio della Difesa del ministro Donald Rumsfeld, l’altro di lobbista della Global Crossing, una Telecom di cui il Pentagono si serve da sempre, oggi anche in Iraq. Nella duplice mansione di Perle non c’č nulla di straordinario: in America si dice che la porta tra la politica e la finanza sia «girevole». Ma questa volta affiora il sospetto di un conflitto d’interessi: la Global Crossing, che nel 2002 fině in bancarotta e che ora č in amministrazione controllata, vorrebbe farsi acquistare dalla Hutchinson Whampoa, una societŕ cinese, e ha offerto a Perle 725 mila dollari se strapperŕ il «sě» a Rumsfeld. Un «sě» necessario perché in teoria il Pentagono non si dovrebbe valere di compagnie straniere. Ciň ha offerto all’ala pacifista del Partito democratico l’opportunitŕ di chiedere un’inchiesta sulle attivitŕ di Perle. C’č il potenziale di uno scandalo . Non solo. I guai di Perle hanno attratto l’attenzione dei media sui contratti per la ricostruzione dell’Iraq che il Pentagono sta stipulando con le aziende Usa, escludendo quelle straniere. Ne ha giŕ firmato uno da 5 milioni di dollari con la Stevedoring Services per il management del porto di Umm Qasr, e in questi giorni ne sta firmando altri di 900 milioni per la riparazione delle infrastrutture, uno ieri con la Halliburton, l’ex azienda del vicepresidente Richard Cheney. I media hanno protestato, il Pentagono ha ribattuto che per motivi di sicurezza le scelte vanno fatte in ambito americano, e che quando la situazione in Iraq tornerŕ normale le commesse internazionali fioriranno. C’č di che temere che dopo la guerra armata ne scoppi una finanziaria nella comunitŕ occidentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it"&gt;Il Corriere&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91413079?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91413079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91413079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91413079' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91413035</id><published>2003-03-26T15:41:00.000+01:00</published><updated>2003-03-26T15:41:56.450+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;QUELLA TENTAZIONE NE’-NE’ di FRANCESCO MERLO&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mai prima d’ora il sindacato, la grande Cgil, era stato Né-Né. Anzi, fu proprio grazie al sindacato e al suo contributo di sangue, che i vari Né-Né d’Italia vennero sconfitti, perché il sindacato, per sua stessa natura, č lotta, č conflitto istituzionalizzato, č uno stare al di qua e mai al sopra delle parti, sempre contro e mai Né-Né. E invece ieri Guglielmo Epifani ha rivendicato apertamente d’essere Né-Né, ha sostenuto che «non bisogna piů avere paura di dirlo: né con Bush né con Saddam». Dunque davvero adesso ci aspettiamo che si scusi e che ci spieghi, visto che stiamo parlando del sindacalista socialista e riformista Guglielmo Epifani. Stiamo parlando di Epifani e non di uno di quegli intellettuali che, non riuscendo a mettersi contro «i compagni che sbagliano», dicevano di stare «né con lo Stato né con le Br», i soliti ignavi che, per opportunismo, sceglievano di non scegliere, e Dante condannava a essere offesi per l’eternitŕ dai mosconi e dalle vespe. Al contrario Epifani č l’eccellenza del conflitto sociale. Non č un Né-Né qualsiasi. Davvero č possibile che il segretario della Cgil ieri abbia lasciato l’Occidente e sia diventato il signor Abdul Né-Né di Bagdad? Insomma Epifani rischia davvero di snaturare la Cgil immaginandola equidistante tra la civiltŕ occidentale e quella di Saddam, tra il nazismo islamico e la drammatica fatica di Tony Blair e dei laburisti inglesi, che sono uno degli elementi costitutivi dell’antropologia della classe operaia di tutto il mondo, e dunque anche dei sindacati italiani, certamente della Cgil. Epifani li tradisce se si fa Né-Né: né con il Labour né con Saddam. Il pacifismo non c’entra: cosě Epifani, magari involontariamente, si fa furiere e portatore d’acqua (politica) del terrorismo internazionale, del fondamentalismo islamico, a fianco del glorioso popolo iracheno, proprio come gli utili idioti di una volta. &lt;br /&gt;Davvero nulla di peggio potrebbe accadere al sindacato italiano, in questo terribile momento. Nulla di peggio che smarrirsi, perdere la bussola, abbandonare la grande funzione di civilizzazione che sempre ha avuto, e nulla di peggio potrebbe fare all’Italia Epifani che mettere a rischio l’enorme contributo dei lavoratori italiani alla grande lotta per rendere migliore questo mondo. &lt;br /&gt;E’ vero che c’č, piů in generale, qualcosa di curioso in questo sindacato di Epifani-Cofferati, che non č piů sindacato ma non č ancora partito. C’č una vocazione Né-Né che giŕ si svela in un piccolo dettaglio, e lo raccontiamo senza ironia, che regolarmente va a ingentilire i cartoncini di invito alle manifestazioni politiche dello stesso Cofferati. Immancabilmente su quegli inviti Cofferati č «il segretario uscente della Cgil», segretario che dunque esce ma non č uscito, perché uscire č una formula progressiva purché si compia in fretta. Altrimenti diventa regressiva. L’uscire, infatti, troppo somiglia all’entrare. Il segretario uscente č come quell’impiegato che in ufficio indossa sempre il cappotto e perciň nessuno capisce se sta entrando o se sta uscendo. Insomma un segretario che non esce e non entra č soltanto un Né-Né. &lt;br /&gt;E poi questo snaturamento della Cgil sarebbe davvero il peggio che Epifani potrebbe fare ai pacifisti, e non solo al pacifismo del Papa, che č il pacifismo di tutti, speranza ecumenica internazionale nobilmente dettata, anzi troppo nobilmente dettata, perché deve misurarsi con gli uomini, con la loro ignobiltŕ. Il Papa ci ricorda che esistono astrazioni nobilissime che faremmo bene a frequentare. Ma i Né-Né che ne approfittano e marciano dietro la sua luce somigliano alle auto che si mettono sulla scia delle ambulanze ottenendo quella strada alla quale non hanno certamente diritto. &lt;br /&gt;Ma, alla fine, il danno maggiore questa svolta della Cgil verso l’ignavia, se non si esaurisse solo in una sbandata, lo arrecherebbe a tutti gli altri pacifisti, a quelli che erano contro la guerra ma ora stanno comunque con l’Occidente di Blair, e mai potrebbero scegliere di non scegliere tra gli americani di Bush, di Kissinger e di Clinton da una parte, e la guardia repubblicana di Saddam e i terroristi dall’altra. &lt;br /&gt;Il danno maggiore Epifani lo fa ai nostri generosi e appassionati ragazzi che manifestano in tutta Italia, con il cuore candido e puro. Ebbene, da questo momento, i nostri figli rischiano di diventare nelle piazze d’Italia gli scudi umani del signor Né-Né.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it"&gt;Il Corriere&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91413035?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91413035'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91413035'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91413035' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91412859</id><published>2003-03-26T15:38:00.000+01:00</published><updated>2003-03-26T15:38:32.326+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;I fedayn di Uday, arma segreta del regime iracheno - Mantelli neri e kalashnikov, sono temuti dalla popolazione per la loro crudelt&amp;#224;, di Mimmo C&amp;#224;ndito&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando li incontri per strada - e non č nemmeno facile, si fanno vedere assai poco - se sei cristiano ti fai un segno di croce e se sei musulmano sussurri un'invocazione ad Allah giusto e misericordioso e speri che t'ascolti. Perché i «Fedayn di Saddam» sono com'erano da noi quelli della X Mas, squadristi della violenza feroce e della bella morte. Gli somigliano perfino nei panni che indossano, di nero di pece e con la faccia coperta da un cappuccio, anch'esso nero. Tra le quattro o cinque forze paramilitari che sostengono il regime iracheno, i Fedayn (cioč i martiri) sono la formazione piů recente, ma anche quella piů esclusiva. Se i loro funerei omologhi di Valerio Borghese avevano pugnale e teschi, questi hanno invece ampi mantelli neri e kalashnikov sotto il braccio; e sfrecciano per le strade delle cittŕ irachene sui loro pick-up (anch'essi neri, naturalmente) con la stessa tracotanza d'una polizia che non deve rispettare nessuna regola se non la propria intoccabile onnipotenza. Nella battaglia di Bassora, comunque, sono stati tra quelli che piů aspramente, e con piů determinazione, hanno paralizzato la sicurezza dell'avanzata angloamericana. Li ha creati nel '95 Uday Hussein, il figlio primogenito di Saddam, che a quel tempo era ancora il probabile erede del Raěss e taglieggiava la vita di Baghdad con il gusto sadico d'un esercizio spregiudicato e illimitato della forza (ammazzň un paio d'uomini, fin che il papŕ si decise a «diseredarlo»). Uday li creň e li modellň davvero a propria immagine e somiglianza, dandogli potere, insindacabilitŕ sull'operato, diritto a intervenire dovunque e in qualsiasi momento. Ne fece un corpo scelto, un piccolo esercito di pretoriani chiamati a tenere rigidamente - e con qualsiasi mezzo - il controllo politico delle cittŕ. Sono 40 mila: questa, almeno, č la cifra che viene ripetuta piů spesso, perň non v'č documento ufficiale che lo confermi; qualcuno dice perfino 100 mila uomini. E hanno base nelle maggiori cittŕ dell'Iraq, soprattutto a Baghdad, inquadrati come una forza militare ma subordinati soltanto a Uday, non al partito Baath, non al ministero della Difesa. Hanno armi leggere, kalashnikov e razzi anticarro Rpg, perň utilizzano anche blindati simili a quelli dell'esercito regolare, i Btr-70. L'addestramento militare viene compiuto nelle caserme e nei centri di formazione della Guardia Repubblicana; ma poi, una volta terminato il periodo d'apprendimento, la loro dipendenza č legata esclusivamente agli ordini del loro comandante in capo, senza piů collegamento con la Guardia. I loro istruttori hanno infatti compiti militari, mentre ai Fedayn spetta il controllo del fronte interno. Cani sciolti d'una dittatura, praticano il loro lavoro con una crudeltŕ e una ferocia che terrorizzano la popolazione - che č poi l'obiettivo per il quale sono stati inventati da Uday. I Fedayn formano una banda omogenea, sono stati scelti tutti tra i componenti della tribů degli Al-Bu Nasir e vengono soltanto dalle zone di Tikrit e Al-Shaqat, che sono il «focolare» del regime di Saddam. E tra di loro vengono inquadrati anche gli «Ashbal» (i Leoncini di Saddam), adolescenti tra i dodici e i diciassette anni che fanno pratica di squadrismo in attesa di essere arruolati a pieno titolo. La fedeltŕ del Fedayn al potere, e a Uday, č considerata inattaccabile; in questi giorni, la dimostrazione data sul terreno, a Bassora, ne č stata una conferma impressionante. Approfittando del caos d'una cittŕ attaccata dagli invasori, mimetizzandosi tra la popolazione che nemmeno li saprebbe riconoscere, avrebbero potuto benissimo svestirsi dei propri panni e della propria identitŕ politica; e perdere per sempre, di fronte ai nuovi padroni dell'Iraq, la storia del proprio passato. Invece sono stati in mezzo alla battaglia, trasformandosi da poliziotti di regime in combattenti d'un esercito chiamato a difendere la resistenza d'una cittŕ assediata. Ora pattugliano le strade di Baghdad con la stessa determinazione che i loro compagni di Bassora hanno mostrato nel combattimento. Baghdad sente da vicino il fiato dei carri americani che l'assediano da Sud e i rischi d'uno sfaldamento della tenuta del regime sono molto alti. Fermare i tentativi di ribellione della popolazione auspicati dalle forze della coalizione č uno dei compiti «istituzionali» dei Fedayn. Ma se questo non accadesse, allora il tempo di Saddam sarebbe giŕ finito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lastampa.it/edicola/sitoweb/Esteri/art6.asp"&gt;La Stampa&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91412859?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91412859'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91412859'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91412859' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91412776</id><published>2003-03-26T15:36:00.000+01:00</published><updated>2003-03-26T15:36:55.670+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Chi vince e chi perde la battaglia d’opinione&lt;/b&gt; di Stefano Folli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La battaglia che piů interessa l’Italia non č quella che si svolge nel deserto iracheno, ma quella che si combatte nell’opinione pubblica. E non c’č dubbio che finora il punto di vista contrario alla guerra č vincente: il pacifismo di vario colore, piů o meno anti-Usa, piů o meno soddisfatto nel constatare che le truppe angloamericane sono «nelle sabbie mobili», come titolava ieri Liberazione . E’ vincente nelle manifestazioni, nelle assemblee scolastiche, nelle fabbriche, nei mille sit-in, in televisione. Ed č vincente anche perché il punto di vista opposto, quello che sostiene le ragioni dell’America e di Blair si sente poco, forse non si sente affatto. La sferzante denuncia di Giuliano Ferrara sul Foglio («A che servono Forza Italia, An, Udc e Lega? A niente, o quasi, in circostanze in cui dovrebbero mostrare un segmento di spina dorsale, di sentimento politico e civile... non sono divisi, sono nulli i partiti di governo») ha smosso le acque, ma č dubbio che sia in grado di modificare una tendenza consolidata. &lt;br /&gt;Di fatto il basso profilo del centro-destra nasce da una scelta precisa. Perché «le nostre posizioni - spiega Sandro Bondi, buon interprete del pensiero di Berlusconi - non sono semplici e scontate, bensě sofferte e problematiche». C’č infatti un nodo di fondo piuttosto intricato: «Conciliare la nostra convinta alleanza con gli Stati Uniti ai temi dottrinari della Chiesa». In altre parole, pesa la parola del Papa. &lt;br /&gt;Ha pesato nelle settimane precedenti l’attacco, quando ha influito non poco sugli equilibrismi della posizione italiana; e continua a pesare oggi. Per cui gli esponenti del centro-destra, salvo eccezioni, esitano a fronteggiare l’opinione pacifista, timorosi di essere appiattiti nella difesa di Bush e Rumsfeld. L’effetto mediatico di questa linea č evidente: ben pochi, da destra, hanno voglia di contrastare a viso aperto, in televisione e altrove, le tesi anti-guerra e anti-Usa. Non a caso per molte settimane la voce piů squillante contro il pacifismo cosiddetto «a senso unico», cioč anti-americano, č stata quella di Marco Pannella. Per il resto, tra i politici, Fini, La Malfa, De Michelis, Selva e pochi altri. Oltre agli editoriali del Foglio e a certe analisi del Riformista . &lt;br /&gt;Ai fini pratici, questo significa che il punto di vista filo-americano gioca quasi esclusivamente di rimessa. Talvolta tradendo imbarazzo. Come ieri, quando le dichiarazioni inusuali del presidente della Consulta hanno chiaramente colto alla sprovvista il governo. Ma si č scelto in sostanza di lasciar correre, di fare buon viso a cattivo gioco. &lt;br /&gt;In fondo anche l’uscita del segretario della Cgil, Epifani («né con Bush né con Saddam»), ha provocato piů turbamento nel campo della sinistra che in quello della maggioranza. Salvo il presidente della Camera, che si dichiara «inorridito davanti a ogni forma di equidistanza tra il presidente americano e il dittatore iracheno». &lt;br /&gt;E’ vero che Epifani ha spiazzato l’Ulivo, ha sparso nuovi dubbi in uno schieramento che nei suoi vertici (Fassino, Rutelli) vorrebbe non farsi trascinare verso la sponda anti-americana dei movimenti, nel segno di un’equidistanza insidiosa e anzi distruttiva per le ambizioni di una futura «sinistra di governo». Ma la parola d’ordine di Epifani raccoglie invece il consenso di una larga opinione che tende a radicalizzarsi (la stessa a cui guarda Cofferati). E forse spiega il perché di quella doppia manifestazione per la pace di sabato scorso a Roma. Con la Cgil presente nel corteo dei movimenti, lontano da quello dell’Ulivo. &lt;br /&gt;Comunque sia, č un problema interno del centro-sinistra. La maggioranza, ossia il centro-destra, se ne sta alla finestra. Considera persa la battaglia d’opinione e incrocia le dita, sperando ancora in un conflitto breve. Il pensiero di Berlusconi e di Frattini č rivolto al dopoguerra. Quando forse si potrŕ coinvolgere l’Onu nella ricostruzione dell’Iraq. E si potrŕ recuperare il consenso popolare. Fino ad allora, il motto č: profilo basso e contenere i danni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Corriere&lt;a href="http://www.corriere.it"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91412776?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91412776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91412776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91412776' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91412665</id><published>2003-03-26T15:34:00.000+01:00</published><updated>2003-03-26T15:40:11.000+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/25-Marzo-2003/art4.html"&gt;Berlusconi: La guerra non c'&amp;#232; &lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;di Stefano Benni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cittadini italiani. Qui č Silvio W. Berlusconi che vi parla. Anche se la propaganda comunista e vaticana cerca di convincervi del contrario, i miei avvocati mi hanno rassicurato che: a) l'Italia non č belligerante&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b) non solo non č belligerante, ma non č neanche in guerra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;c) non c'č in realtŕ nessuna guerra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non abbiamo mai concesso né basi né spazio aereo agli americani. Era giŕ tutto loro. Le basi americane sono da tempo territorio Usa a tutti gli effetti, occupano uno spazio grande come una regione e non sono ancora Stato Usa autonomo perché stanno decidendo per il nome: Italiaska o New Pizzland. In quanto alla spazio aereo, gli americani ci scorazzano giŕ da anni, basta pensare al Cermis o a Ustica. Vi posso assicurare che nessun aereo Usa parte per missioni di guerra dalle nostre basi. Alcuni portano in giro le bombe, perché a stare chiuse nell'hangar si arrugginiscono. Altri fingono di partire per confondere il nemico, a volte tornano, a volte restano nascosti in qualche garage o luogo appartato. Io ho due B 52 nel mio giardino a Arcore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono mai transitati sul suolo italiano treni con armi. Se qualcuno ha portato con sé un carro armato o un cannone, lo ha fatto a titolo personale, l'importante č che non lo abbia messo in mezzo al corridoio intralciando i passeggeri o il servizio ristoro. Abbiamo espulso i diplomatici iracheni non perché ce lo ha chiesto Bush, ma perché ai sensi della legge Bossi-Fini non avevano piů un lavoro, in quanto, come sapete, tutti gli sforzi diplomatici sono falliti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non abbiamo mai venduto armi agli americani. Agli iracheni sě, ma allora Saddam era un amico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non č vero che siamo giŕ in corsa per la ricostruzione dell'Iraq e stiamo arraffando le commesse. Io di commesse ne ho avute a migliaia alla Standa e nessuna puň dire che io le ho messo le mani addosso. Sono fedele a mia moglie anche se č una traditrice pacifista e secondo alcuni pettegolezzi attualmente č fidanzata con un certo Schopenauer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non siamo belligeranti, in quanto non c'č nessuna belligeratura in corso. E' semplicemente in atto l'operazione per disarmare Saddam. Non mi risulta che ci siano morti né tra i civili né tra i militari. Aprite la televisione e vedrete che nulla č cambiato: le solite sigle, le solite facce, i soliti conduttori, e gli esperti che giocano con le mappe e i soldatini. Si discute di Iraq, ma come si parla del brutto tempo o dei virus della polmonite, sono inconvenienti che un palinsesto non puň ignorare.Qualcuno con criminoso cattivo gusto, in un rigurgito Santoriano, ha mandato in onda scene di qualche film pulp dove si vedevano marines americani massacrati e civili iracheni morti. E' ovvio che simili cose non possono avvenire in una moderna chirurgica operazione di disarmo. Ho dato l'ordine a Gasparri di mettere durante queste scene il sottotitolo fiction, e il pallino rosso sullo schermo. Mi ha risposto: ci costerŕ un sacco di soldi dipingere il pallino su ogni televisore italiano. E' piů cretino di quanto credevo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma insomma, cittadini italiani, ragionate! Vi sembra che se ci fosse la guerra il mio amico Bush andrebbe in vacanza nel suo chalet? Vi sembra possibile che un grande democrazia arresti millecinquecento persone a San Francisco perché manifestano contro la guerra? Mi si attribuiscono battute meschine sui pacifisti, che poi mi tocca di smentire. Ma io so bene che, non essendoci guerra, non ci sono pacifisti. E' un mistero per me cosa facciano quei milioni di persone in strada, con quella bandiera tutta colorata che sembra la maglia del Milan che ha fumato marijuana.Se ci fosse davvero la guerra, con tutti i missili che hanno tirato su Baghdad avrebbero ucciso Saddam. Invece eccolo lě che parla in diretta. Maledetto concorrente! E' uno dei pochi che in video č tronfio e bugiardo come me.Il migliore in televisione, comunque, č sempre George Wermacht Bush. Ha il carisma e la statura morale di un pupazzo da ventriloquo e ultimamente si č messo anche a fare il comico. Ha detto che l'Iraq deve rispettare la convenzione di Ginevra. Che i suoi prigionieri devono essere trattati umanamente, proprio come quelli di Guantanamo. Ha invocato anche il tribunale dell'Aia. Mancava solo che chiedesse l'invio di ispettori dell'Onu nella zona delle operazioni. Quando poi ha detto che bisogna rispettare il diritto internazionale, si sono sentite le risate dei cameramen e gli spari di Colin Powell che li abbatteva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riassumendo: l'Italia non č in guerra, non c'č nessuna guerra, non ci sono morti né da una parte né dall'altra, gli elicotteri inglesi abbattuti dal fuoco amico non sono eventi bellici ma incidenti dovuti alla congestione del traffico aereo, come a Fiumicino. Non ci sono manifestazioni sanguinose in tutto il medio Oriente, e il popolo iracheno, come ho giŕ anticipato a suo tempo, č entusiasta di questa pacifica invasione. Ci sono invece le armi chimiche e di sterminio di massa. Sono a Aviano, pronte a essere trasportate in Iraq nel caso gli americani non ne trovassero. Ci avete creduto? Ma siete proprio dei ingenui, era una battuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sapete qual č la veritŕ? La vera arma di sterminio di massa sono io col mio governo di ipocriti, quello che vuole farvi credere che non sta succedendo niente. Abbiamo cominciato con lo sterminio dell'informazione, poi abbiamo intrapreso quello del diritto, ora ci proviamo con lo sterminio delle coscienze. Una nube di indifferenza, ecco la nostra arma chimica. Per il momento non ci riusciamo. Ma confidiamo nella tendenza degli Italiani a dimenticare in fretta, e in un pronto intervento dei servizi segreti contro il crescere del movimento pacifista. Perciň se vedete alla televisione immagini volgari di sangue e morte e bombardamenti, pensate che non sono vere, perchč la guerra moderna non fa morti. Sono semplicemente degli errori di sceneggiatura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E adesso vi lascio, prima di andare via per il week-end devo discutere con Blair e Aznar sui nuovi oleodotti e sulla ricostruzione di Baghdad. Io ho proposto Baghdad due, un ridente complesso residenziale a pochi chilometri da Baghdad, in una localitŕ che si chiama Teheran. Ha detto Bush che ci pensa lui a sgombrarmi il terreno. E poi c'č il progetto di un ponte tra Messina e Amman, con un solo pilone a Creta. E per finire una fusione tra Mediaset e Lockeed, perché non c'č la guerra, ma stranamente in Borsa le azioni della fabbriche di armi triplicano. Misteri della finanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Italiani, state tranquilli. Niente sangue né dolore né lacrime. Strike &amp; Awe non č un'azione di guerra e non vuole dire Sconvolgi e Terrorizza. E' un serial con due poliziotti, Strike il bruno e Awe il biondo. Me lo ha detto Frattini che ha studiato inglese con la Playstation. Io vi proteggerň, vi consolerň, vi rassicurerň, io sono la tempesta di sabbia che tutto nasconde, io sono l'operazione Forget&amp;Fard. Credetemi. Non sta morendo nessuno. So prendermi le mie responsabilitŕ e non dico bugie. Ve lo giuro sui figli di Blair.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91412665?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91412665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91412665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91412665' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91393585</id><published>2003-03-26T06:23:00.000+01:00</published><updated>2003-03-26T06:24:02.000+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;I comunicati stampa di Amnesty International dallo scoppio della Guerra in Iraq ad oggi&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://library.amnesty.it/it_news.nsf/viewdoc?OpenForm&amp;ParentUNID=E4AC5ED28234ED66C1256CEF00360A48"&gt;IRAQ: L'AZIONE MILITARE RISCHIA DI PROVOCARE UNA CATASTROFE PER I DIRITTI UMANI E LA POPOLAZIONE CIVILE&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://library.amnesty.it/it_news.nsf/viewdoc?OpenForm&amp;ParentUNID=3D2FFA2B08022D1BC1256CEF00593ED5"&gt;AMNESTY INTERNATIONAL, ICS - CONSORZIO ITALIANO DI SOLIDARIETA' E MEDICI SENZA FRONTIERE LANCIANO UN APPELLO PER LA PROTEZIONE UMANITARIA ALLE VITTIME DELLA GUERRA&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://library.amnesty.it/it_news.nsf/viewdoc?OpenForm&amp;ParentUNID=ACF2F265FD71B56FC1256CF0005E344C"&gt;GUERRA: AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE AL GOVERNO DELLO YEMEN DI APRIRE UN'INCHIESTA SULLA MORTE DI ALCUNI MANIFESTANTI&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://library.amnesty.it/it_news.nsf/viewdoc?OpenForm&amp;ParentUNID=0F9C90020B0917D8C1256CF20034BC61"&gt;"COLPISCI E TERRORIZZA": AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE UN CHIARIMENTO URGENTE SULLE MISURE ADOTTATE PER PROTEGGERE I CIVILI&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://library.amnesty.it/it_news.nsf/viewdoc?OpenForm&amp;ParentUNID=59E2F1EFE8EFC9D3C1256CF2005DBEF3"&gt;DICHIARAZIONE DI MARCO BERTOTTO, PRESIDENTE DI AMNESTY INTERNATIONAL ITALIA, SULLE IMMAGINI DEI PRIGIONIERI DI GUERRA CATTURATI DALL'IRAQ&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://library.amnesty.it/it_news.nsf/viewdoc?OpenForm&amp;ParentUNID=11EDA16A61457AD2C1256CF3006DBA57"&gt;IRAQ, BASSORA: NECESSARIO AFFRONTARE L'EMERGENZA UMANITARIA DELLA POPOLAZIONE CIVILE, CHIEDE AMNESTY INTERNATIONAL&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91393585?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91393585'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91393585'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91393585' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91393346</id><published>2003-03-26T06:18:00.000+01:00</published><updated>2003-03-26T06:18:41.810+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/online/la_vita_degli_altri/ultimo.htm"&gt;La guerra di Saddam tra Davide e Sansone di Magdi Allam&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saddam Hussein č un Davide, debole e giusto, costretto a fronteggiare un Bush-Golia forte e ingiusto? Il ministro dell'Informazione iracheno Mohammad Said Al Sahhaf, in un'intervista alla televisione araba Al Jazeera, ha ridicolizzato la potente armata americana sostenendo che nulla potrŕ fare di fronte alla determinazione del combattente iracheno: "La loro superioritŕ aerea e tecnologica non sono nulla nel momento in cui il soldato americano si sentirŕ frustrato davanti al deciso rifiuto del popolo iracheno a questa invasione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Sahhaf ha fatto due esempi di come il Davide iracheno č riuscito a sconfiggere il Golia americano. Primo: a Nassiriya, nel Sud, "un anziano contadino č riuscito ad abbattere con il suo vecchio fucile un elicottero americano Apache". Secondo: a Bagdad le trincee scavate attorno alla cittŕ, riempite di greggio e date alle fiamme, hanno eretto una cortina fumogena sopra la capitale: "Quando il missile Cruise arriva sulla capitale e finisce in mezzo alla cortina fumogena, viene accecato e non colpisce il bersaglio. E' soltanto negli ultimi trenta secondi che il computer a bordo del Cruise inquadra il bersaglio e lo colpisce. Ma se non riesce a visualizzarlo perché c'č una densa cortina fumogena, automaticamente si fa autoesplodere. Loro hanno la tecnologia sofisticata e noi abbiamo i nostri mezzi semplici per annullarne l'efficacia".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che il ministro non dice č che le esalazioni di questa massa di petrolio che brucia a ridosso del centro abitato sta causando serissimi problemi alla salute degli iracheni. In secondo luogo non dice che questi missili esplodono se non inquadrano il bersaglio perché cosě sono stati programmati, e ciň č dovuto alla volontŕ degli americani di non colpire indiscriminatamente la popolazione civile. Purtroppo poi anche i missili e le bombe "intelligenti" sbagliano e i morti civili ci sono comunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' evidente che i civili iracheni sono le vere vittime della guerra. Pagano sia la spregiudicatezza di Saddam sia gli "errori" di calcolo delle armi di Bush. Saddam č un tiranno che ha massacrato il suo popolo anche con l'uso di armi di distruzioni di massa. Bush si presenta come il liberatore del popolo iracheno ma la scelta della guerra finisce per provocare vittime tra i civili. Negli anni Settanta Saddam aveva dato vita a un cosiddetto Fronte patriottico e nazionale progressista, un'alleanza tra il Partito Baas e altre forze tra cui i comunisti e i curdi. In un incontro al vertice tra le formazioni del Fronte, il rappresentante del Baas, Naim Haddad, rivolgendosi al leader del Partito comunista gli disse: "Se c'č qualcuno che pensa di cacciarci dal potere, sappia che gli consegneremo l'Iraq ma senza gli iracheni".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella cortina fumogena sui cieli di Bagdad e di Bassora, a dispetto delle conseguenze sulla salute della gente e sull'ambiente, riflette la mentalitŕ di chi non prende minimamente in considerazione le ragioni del suo popolo. L'importante č deviare la traiettoria del missile che č stato programmato per colpire un bersaglio militare o strategico. Piů che Davide, Saddam rassomiglia a Sansone, votato al suicidio-omicidio generale del proprio popolo e delle forze nemiche&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91393346?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91393346'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91393346'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91393346' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91393311</id><published>2003-03-26T06:17:00.000+01:00</published><updated>2003-03-26T06:17:39.686+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/online/navi_in_bottiglia/ultimo.htm"&gt;1996-2004 (e seguenti) di Gabriele Romagnoli&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1996: Il professor Harlan Ullman, insieme con il coautore JP Wade, pubblica il libro "Shock and Awe: achieving rapid dominance", che teorizza la strategia militare "COLPISCI E TERRORIZZA". Si sostiene che il metodo ha sempre funzionato. Il primo esempio (XV secolo a.C.) č nel noto libro "L'arte della guerra", del cinese Sun Tzu: siccome due concubine l'avevano deriso le DECAPITO' per ottenere il rispetto delle altre. L'ultimo esempio č Hiroshima. Il professor Ullman insegna al National War College. Ha avuto tra i suoi allievi Colin POWELL, considerato nelle amministrazioni americane una&lt;br /&gt;"colomba" ("Il tuo assassino puň strangolarti con una sciarpa di seta o spaccarti la testa con un'accetta, tu muori comunque", Mourid Barghouti , "I saw Ramallah").&lt;br /&gt;Nello stesso anno un team di otto consulenti prepara per il neoeletto premier conservatore israeliano Netanyahu un documento dal titolo "A new strategy for securing the realm" (www.israeleconomy.org/strat1.htm), che&lt;br /&gt;pone come obiettivo fondamentale il rovesciamento del regime di Saddam in Iraq. Tra gli otto consulenti: Richard PERLE (capogruppo) e Douglas FEITH.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1997-98: primi attentati di Al Qaeda&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1999: alla Cnn la tattica "colpisci e terrorizza" viene sostenuta da Donald RUMSFELD. All'epoca conta niente, ma diventerŕ ministro della Difesa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2000: viene eletto alla Casa Bianca BUSH II, convinto che i talebani siano un complesso rock e la politica estera una perdita di tempo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2001: Al Qaeda distrugge le Torri Gemelle. Bush II dichiara GUERRA AL TERRORISMO (durerŕ dieci anni, annuncia). Per farlo si affida a un team nelle cui mani ripone tutte le scelte. Lo compongono: Colin Powell, Richard Perle, Douglas Feith e Donald Rumsfeld. Piů Paul Wolfowitz, che, nella foto di gruppo, č quello con l'accetta e Dick Cheney, che č quello vicino alla&lt;br /&gt;cassa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2002: l'America libera Kabul dal complesso rock, sfuggono perň il leader della band e quello di Al Qaeda&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2003: l'America invade l'Iraq e attua la tattica "colpisci e terrorizza" per "decapitare" il regime di Saddam&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2004 e seguenti: leggere per immaginare&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91393311?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91393311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91393311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91393311' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91275976</id><published>2003-03-24T13:46:00.000+01:00</published><updated>2003-03-24T13:46:59.936+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;La trincea di fuoco che soffoca i bambini. Nell’ospedale Saint Raphaël, tra i bombardamenti di Bagdad di Massimo Nava&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BAGDAD - Per ora, č piů difficile nascere che morire nella Bagdad in guerra, chiusa in un cerchio opprimente di fumo, in attesa della battaglia finale. Le bombe cadono anche di giorno, perché cosě sembra piů efficace l’ordine di «colpire e intimorire». E la trincea di fuoco accesa da Saddam confonde il giorno in una notte cosě nera da soffocare anche i primi vagiti. Molte donne incinte hanno perso il loro bambino. Aborti spontanei, effetto del terrore, di corse affannate negli ospedali durante i boati che fanno tremare le mura e il cuore. Ora causa di tagli cesarei prematuri, richiesti dalle stesse madri che non vogliono correre il rischio di avere le doglie in casa, mentre il cielo nero č attraversato dai missili. &lt;br /&gt;L’altra notte, al Saint Raphaël, ospedale privato gestito dalle suore domenicane, una donna ha perso due gemelli. «Persi» altri due bambini, qualche ora prima. «Succede tutte le notti. Si perdono nelle strade per l’ospedale o poco dopo il ricovero, perché sono troppo piccoli per sopravvivere» racconta suor Marianne, la madre superiora, irachena che ha studiato nel convento di Tours, in Francia, e che, dagli anni ’70, dirige questo piccolo ospedale modello, nel quartiere cristiano di Bagdad. Il Saint Raphaël sembra oggi un reperto, rispetto al tempo in cui il sistema sanitario era un esempio per il mondo arabo. &lt;br /&gt;Da sempre, quando un bambino non viene al mondo, si dice che la madre lo ha perduto. Nell’Iraq in guerra si dovrebbe cominciare a considerarlo un caduto. I feti dovrebbero entrare nelle statistiche sui danni collaterali, o aggiungersi alle centinaia di feriti (106, ieri) fra i civili, secondo quanto affermano le autoritŕ irachene. Cifre per altro difficili da controllare. La propaganda di guerra fa dimenticare che a Bagdad venne inventata l’algebra. &lt;br /&gt;Alle mamme irachene, l’intelligenza chirurgica delle bombe interessa poco. Vedono crollare i palazzi di Saddam e forse a molte non dispiace, ma non reggono lo stress dei boati, i vetri infranti, l’urlo assordante delle sirene. «Chi ha in grembo una creatura non fa molta differenza fra la morte sotto le macerie e l’impossibilitŕ di nascere», dice l’ostetrica, musulmana che si č trasferita notte giorno al Saint Raphaël con la sua bambina. «Suona l’allarme, scendiamo in cantina, con mamme, infermieri e neonati. Questo reparto dovrebbe dare gioia, e invece č un inferno». &lt;br /&gt;Sarŕ sempre peggio, giorno dopo giorno. Il regime, in previsione dell’attacco da terra, ha disperso e mimetizzato le sue difese nei quartieri della cittŕ. Il cerchio di petrolio in fiamme scarica veleni nell’aria e nell’acqua. Gli occhi bruciano, si avverte un nodo alla gola, come se Bagdad fosse diventata una grande stanza dove tutti fumano. &lt;br /&gt;Dal secondo piano dell’ospedale, mentre l’ultima nata, due chili, viene messa nell’unica culla termica, si scorgono gli scheletri dei palazzi sul Tigri. «Tutti i bambini piangono quando vengono al mondo - dice un’infermiera - ma i piloti lassů dovrebbero ascoltare questo pianto». &lt;br /&gt;Questi bambini, «liberati» da missili e bombe, avevano il potere di disarmare Saddam? La guerra, raccontata dal nuovo strumento della «diretta», il videotelefono, drammatizza lo spettacolo del campo di battaglia, ma gli sottrae profonditŕ. La sofferenza quotidiana dei civili resta nascosta. Al massimo entrerŕ in una statistica dell’Onu, quando ciň che resta della comunitŕ delle nazioni verrŕ chiamata a ripulire con tonnellate di aiuti la coscienza internazionale e il teatro di guerra. Si calcola che due milioni di bambini iracheni avrebbero bisogno di immediata assistenza. &lt;br /&gt;Le suore del Saint Raphaël mandano avanti anche una scuola elementare, dall’inizio della guerra chiusa come tutte le scuole del Paese. Ci fu un tempo in cui l’istruzione, come la sanitŕ era di buon livello nell’Iraq di Saddam. Prima delle guerre, la scolarizzazione di massa era una realtŕ e migliaia di studenti potevano specializzarsi all’estero. «Oggi i bambini presentano turbe psichiche e difficoltŕ d’apprendimento. Sembrano sempre spaventati, anche quando non cadono le bombe», racconta suor Joséphine. &lt;br /&gt;«Il mondo dovrebbe sapere che l’infanzia irachena č colpita anche da guerre psicologiche, sanitarie, alimentari - dice Marianne, la madre superiora -. In dodici anni di embargo, gli ospedali sono stati privati di tecnologie, medicinali e attrezzature. Per curarsi, la gente deve ricorrere al mercato nero, come se le medicine fossero sigarette». &lt;br /&gt;Toma, chirurgo, in piedi da tre giorni, denuncia altri danni collaterali delle guerre precedenti. «Le tonnellate di uranio impoverito cadute nel ’91 fanno aumentare il numero di bambini anormali, malformati, prematuri. E crescono i casi di tumori fra le madri». &lt;br /&gt;Nei primi quattro giorni di guerra sono stati lanciati mille missili. C’č da augurarsi che la crescita di tumori e malformazioni non sia proporzionale. «Preghiamo. Anche i medici devono credere ai miracoli», dice Toma, dottore con moglie di origini vicentine. &lt;br /&gt;Secondo l’Unicef, 4 mila bambini al mese muoiono a causa delle peggiorate condizioni igienico sanitarie. La mortalitŕ infantile sotto i 5 anni č quasi triplicata rispetto agli anni ’90. In Iraq, il 40 per cento della popolazione ha meno di 14 anni. Intere generazioni hanno conosciuto soltanto Saddam, l’embargo e le bombe. E decine di migliaia di padri sono soldati morti. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it"&gt;Il Corriere&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91275976?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91275976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91275976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91275976' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91275905</id><published>2003-03-24T13:44:00.000+01:00</published><updated>2003-03-24T13:44:50.450+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Diario pacifista. Nessuno vuol mostrare le immagini degli iracheni uccisi di Giulietto Chiesa&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UNA manifestazione per la pace va bene, due manifestazioni per la pace vanno benissimo. Ma solo se in cittŕ diverse, o in giorni diversi. Domenica, a Roma, non č stato cosě. Cioč č andata male. Ma oggi č giŕ un altro giorno. Un giorno terribile, come gli altri. Ma che ci apparirŕ come piů terribile, perché abbiamo visto le immagini dei soldati americani morti e quelli dei piloti americani catturati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre Al Jazeera ce le mostrava, con insistenza, pensavo - provando orrore - che non avevo ancora visto le immagini di soldati iracheni uccisi. Che stranezza? Non trovate? Invece č spiegabile benissimo. I morti iracheni noi non abbiamo alcun interesse a mostrarli, perché ci farebbero venire sensi di colpa (solo in alcuni, i piů sensibili, altri non hanno dubbi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli iracheni, avrebbero interessi a mostrarli i loro morti, ma ne fanno un uso moderato per non demoralizzare le truppe. Invece i morti americani hanno interesse a mostrarli, perché pensano di demoralizzare le truppe avversarie e di far calare il «rating» di George Bush. E noi quei morti li vediamo, attraverso i nostri media, che sono vittima della coazione a ripetere. E quei morti ci appaiono «piů morti» dei morti nemici. Perché sono nostri, in primo luogo. E, in secondo luogo, perché, in fondo, non pensavamo che ci sarebbero stati. Invece č accaduto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso all’effetto che quelle immagini crude provocheranno negli Stati Uniti. Si credeva che dei morti americani avrebbero potuto esserci, ma li si immaginava colpiti dai gas, dalle armi biologiche. Invece Saddam non ha usato quelle armi. Forse non le ha (non si capisce infatti perché, avendole, non le abbia ancora usate, visto che non ha via d’uscita).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E penso all’effetto che quelle immagini stanno provocando nel mondo arabo. Gli Stati Uniti vinceranno in ogni caso, ma emerge ora, in grande evidenza, che anche loro sono «umani». Cioč fragili. E l’immenso esercito dei perdenti, che č dislocato ben oltre le frontiere dell’Iraq, ne trarrŕ motivo per sperare in mille rivincite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lastampa.it/redazione/editoriali/ngeditoriale4.asp"&gt;La Stampa&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91275905?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91275905'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91275905'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91275905' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91275863</id><published>2003-03-24T13:43:00.000+01:00</published><updated>2003-03-24T13:43:38.170+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;«Cosě l’attacco iniziň 48 ore prima dei piani» di Ennio Carretto&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bombardamento della residenza di Saddam Hussein a Bagdad, giovedě mattina alle 3.33 italiane, non segnň l’inizio della guerra: all’insaputa di tutti, essa era incominciata alcune ore prima, alle 19 di mercoledě in Italia, con l’ingresso di 300 uomini dei corpi speciali nell’Iraq meridionale e occidentale per colpire le comunicazioni e i depositi di armi batteriologiche e chimiche iracheni. L’attacco alla residenza Dora fece invece anticipare di 24 ore i raid aerei sulla capitale e l’invasione del Paese, previsti originariamente per le 19 di venerdě italiane. Lo svela sul Washington Post Bob Woodward, l’uomo che nel ’74, con Carl Bernstein, fece cadere il presidente Richard Nixon nello scandalo Watergate. Il titolo dell’articolo: «Quando nacque, l’attacco aveva giŕ 48 ore». &lt;br /&gt;Per i critici di Bush, il punto piů importante della ricostruzione č perň un altro: che il presidente ordinň alla Cia, il servizio segreto, di lavorare all’eliminazione di Saddam Hussein giŕ nel febbraio del 2002, e che la Cia mandň suoi corpi paramilitari in Iraq il giugno successivo, infiltrandoli anche a Bagdad. A settembre, prima di andare all’Onu, Bush aveva sulla scrivania «una credibile versione del piano "Oplan 1003 V", la strategia finale da lui poi approvata». Secondo Woodward, contrariamente a quanto si crede, la lunga battaglia diplomatica aiutň Bush: permise al ministro della difesa Donald Rusmfeld e a Tommy Franks, il generale che comanda l’invasione, di affinare i piani e ammassare piů forze nel Golfo Persico. &lt;br /&gt;Nel discorso di lunedě sera, martedě mattina in Italia, in cui diede a Saddam Hussein un ultimatum di 48 ore, Bush non menzionň il piano, ma proclamň che l’America avrebbe attaccato «in un momento di sua scelta». &lt;br /&gt;Il momento erano le 19 di mercoledě, sette ore prima della scadenza dell’ultimatum, quando i corpi speciali entrarono in azione. Subito dopo, il piano fu modificato in corsa per l’attacco a Dora. La rivista Newsweek conferma il retroscena di Woodward. Un alto funzionario di Saddam Hussein, scrive, informň il direttore della Cia George Tenet che il dittatore vi avrebbe passato la notte con i figli. Tenet persuase Bush che l’attacco non avrebbe compromesso la missione segreta dei 300 commando, e avrebbe traumatizzato la leadership irachena. Una volta compiuto il raid aereo, il generale Franks ottenne che l’invasione fosse anticipata di un giorno, da venerdě a giovedě, per impedire al nemico di orientarsi. &lt;br /&gt;Woodward afferma che mai una strategia era stata cosě flessibile. E ne attribuisce il merito a sei mesi di dialogo e confronto tra Rumsfeld e Franks, che partirono da poli opposti per poi convergere sul piano «Oplan 1003 V». Inizialmente, Franks propose un bombardamento di 14 giorni consecutivi, sul modello della prima guerra del Golfo Persico (durň 48 giorni), Rumsfeld un attacco mirato con meno di 100 mila uomini sul modello della guerra afghana. Alla fine, il ministro e il generale optarono per l’incursione dei 300 commandos, tra cui anche inglesi e australiani, nella certezza che sarebbe rimasta nascosta per almeno 48 ore, l’impiego di 250 mila soldati piů gli alleati, e la simultaneitŕ dei bombardamenti e dell’avanzata a terra. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it"&gt;Il Corriere&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91275863?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91275863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91275863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91275863' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91275813</id><published>2003-03-24T13:42:00.000+01:00</published><updated>2003-03-24T13:42:28.560+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;B&gt;In tv l´angoscia dei prigionieri di Mimmo C&amp;#225;ndito&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora davvero la guerra č con noi. E´ entrata nelle nostre case ieri pomeriggio, agghiacciante, brutale, anche spudorata, come soltanto la guerra sa essere. E la domenica č diventata subito di pietra. La domenica della brava gente, il nostro riposo distratto, la Venier o il Costanzo che dirigevano il flusso rilassato della routine pomeridiana - tutto un mondo d'icone fatue in fuga dalla realtŕ č sparito di botto. Nello schermo che si č fatto all'improvviso vivo, come un pezzo di storia sbattutoci in faccia da un palinsesto impietoso, quella facce «vere» di soldati prigionieri, quei poveri cadaveri ammucchiati sul pavimento nudo, hanno cancellato noia e latitanza. Poi non si sono piů visti, pietŕ o ipocrisia li hanno oscurati; ma dietro la loro ombra hanno lasciato comunque questo amaro in bocca che non se ne va, questo strappo freddo che ancora attanaglia le viscere della nostra quotidianitŕ. La sequenza č partita all'improvviso, con un annuncio generico, d'immagini che avrebbero fatto vedere «alcuni prigionieri americani catturati presso Nassiriya». Le trasmetteva la tv del Qatar «Al Jazeera», una televisione all news che - grazie alla guerra afghana e ai videoclip di Osama - si č conquistata sul campo un'autorevolezza mondiale, facendone la concorrente diretta della mitica (ma oggi acciaccata) Cnn. La prima inquadratura nemmeno si capiva bene che cosa mostrasse, schiacciata com'era su un brandello di uniforme mimetica sparato in primo piano. Ma come la zoomata ha cominciato ad allargarsi, e la telecamera ha preso a muoversi ruotando lentamente verso sinistra, quel brandello di stoffa camouflage č diventato un povero corpo steso per terra, arroccato in un contorcimento innaturale che soltanto la morte riesce a creare. E accanto a quello, un altro corpo, e poi un altro, e ancora un altro. Finora, la guerra della televisione era stata poco meno d'un filmetto di serie B, che si consumava nei collegamenti dei tg con le bombe lontane sull'orizzonte di Baghdad, lo strillo isterico d'un reporter che si trova l'esplosione dentro l'obiettivo, i carri armati in movimento nel deserto dentro nuvole di polvere. Erano sequenze viste giŕ cento volte, una sorta di videogame perfino meno realistico dei giochini elettronici, tanto piů che la precisione delle bombe «intelligenti» toglieva perfino la suspense della morte imprevista. Le nuove tecnologie poi - il videotelefono, soprattutto - le tanto sbandierate nuove tecnologie aggiungevano poco a questa banale rappresentazione «cinematografica». Il set era giŕ stato digerito abbondantemente dalla bulimia della macchina televisiva, la marmellata di realtŕ e di finzione che č la tv impiastrava un «messaggio» che non pareva offrire l'appeal che il nostro immaginario proietta sul racconto d'una guerra. Ma un cadavere - un corpo vero, di quello ch'č stato un uomo e ora č soltanto un ammasso contorto di carne - s'impone anche quando l'inquadratura č stupida, o sbagliata, o apparentemente insignificante. E la tv si fa allora davvero realtŕ, e la guerra irrompe allora davvero dentro casa e dentro lo stomaco. Si frantuma un tabů, si spalancano le porte del proibito. Intanto un uomo entra nell'inquadratura dei corpi ammucchiati, lo si vede di spalle, ha un camice azzurro e guanti di lattice, come un medico o un infermiere. Si volta verso la telecamera e sorride. Sorride mentre si abbassa a prendere per i capelli la testa d'uno di quei cadaveri e la ruota verso l'obiettivo, per favorire la zoomata sulla faccia senza piů vita. I corpi sono ammucchiati come fagotti abbandonati, una pancia č aperta di sangue. La telecamera fruga impietosa, insistente. Le mosche non si sentono disturbate, continuano il loro pasto sulle pance aperte, sugli occhi sbarrati. Un cadavere ha un foro aperto in mezzo alla fronte, un altro ha un occhio strappato via da un colpo. C'č poco sangue, quasi nulla; questi cadaveri sono morti lontano da quella stanza che la telecamera fa diventare un obitorio. Sulle povere pance, la mano di quello che sorride alla morte allarga i documenti trovati nelle tasche, fogli che sembrano lettere, una fotografia, uno stampato ufficiale, una tessera telefonica, un portafoglio nero, anche una carta di credito. Sono storie di soldati senza nome, storie uguali in tutte le guerre e in tutti i tempi. La tv li aveva risparmiati, finora; opportunismi, pudore, qualche vaghezza di memoria etica, li teneva lontani dall'insistenza marchettara della tv. E perň ora, senza uno stacco, ecco che lo schermo ti sbatte addosso la faccia d'un ragazzo biondo, con gli occhialini rotondi da studente; ha i capelli a spazzola, la canottiera verdepallido dei soldati, e guarda dentro l'obiettivo con occhi che hanno paura. Parla una voce in arabo,«Ishmek?». Il ragazzo scuote la testa. «I don't understand. Non capisco». Una voce fuori campo traduce: «Da dove vieni?». «Dal Kansas». Perché sei venuto in Iraq? «Sono venuto perché me lo hanno ordinato». Sei venuto per uccidere gli iracheni? «No, io sono della logistica. Non li molesto se non mi molestano. Se mi sparano, rispondo al fuoco». Come ti chiami? «Pierce Miller, soldato di prima classe». E deglutisce un groppo che gli chiude la gola. Stacco, Secondo prigioniero, pelle scura, capelli cortissimi, si chiama Joseph Button, matricola 556502. E' meno nervoso, finge anche di capire poco. Come ti hanno accolto in Iraq, con la musica o con il kalashnikov? «Mah, non capisco». Ma la gente qui, era con armi? «Sě, armati». Stacco. La faccia che ora riempie lo schermo č tutta occhi. Gli occhi frugano a destra e sinistra, sempre in moto, nervosi, autenticamente impauriti. L'uomo č seduto sul bordo d'una brandina, tiene le mani in grembo, la canottiera č sudata. Ishmek? «Sergente James Riley, settima compagnia». Gli occhi si muovono febbrili. Di quale cittŕ sei? «New Jersey». Ancora quegli occhi impazziti. Quanti anni hai? «31». Deglutisce, si stringe nelle spalle, poi abbassa la testa e guarda verso terra. La telecamera inquadra le sue scarpe da deserto. Stacco. Una donna. Ha la faccia grande, con grandi occhi, i capelli tirati sulla nuca. La telecamera l'inquadra dall'alto, seduta su una poltroncina. Non č affatto tranquilla, anche i suoi occhi si muovono con tensione evidente. Ishmek? «Shana». Quanti anni hai? «30». Qual č la tua unitŕ? «La 507ma». Il documento č tutto qui. Non ci sono le labbra gonfie, spaccate dai pugni, dei prigionieri della Seconda Guerra del Golfo, quella di Schwarzkopf e di Cocciolone e di Bellini. Siamo a mezzo tra l'intervista e l'interrogatorio. Ma la sua evidenza di realtŕ - rispetto alla «realtŕ costruita» che la televisione produce nel suo palinsesto quotidiano - č choccante: c'č sangue vero, carne spaccata, puzzo di sudore e di vita. C'č la morte. In Somalia, nel '91, Bush-papŕ aveva lanciato l'operazione «Restore Hope» per vincere la fame in Africa e affermare, laggiů, nel continente dei poveri, la nascita del Nuovo Ordine Internazionale. L'America era con lui, il mondo seguiva affascinato la strategia planetaria del trionfatore del «Desert Storm», del Presidente che aveva liberato il Kuwait e aperto una nuova pagina nella storia del mondo. Poi (ed č il film «Black Hawk Down») la televisione portň nelle case dell'America il cadavere di un povero elicotterista americano trascinato con un legaccio di fil di ferro per le strade di Mogadiscio e i miliziani di Aidid che gli ballavano sulla pancia. L'orrore travolse l'orgoglio della guerra contro la fame e la superbia del Nuovo Ordine Internazionale. Via, subito a casa, tutti a casa. E «Restore Hope» fině con una ingloriosa ritirata. La guerra all'Iraq arriva in un contesto diverso, l'America si sente minacciata direttamente. Nessuno pensa a una ritirata, ci mancherebbe pure. Ma quei poveri corpi ammucchiati in uno stanzone freddo, quella facce impaurite di prigionieri senza futuro, aprono ferite amare nella storia quotidiana dell'America. In «Desert Storm» furono fatte due prigioniere: si chiamavano Melissa Rathbun-Nealy, catturata nel deserto, e Rhonda Cornum, abbattuta con il suo elicottero. Quando furono liberate, alla fine della guerra, raccontarono ch'erano state trattate con cortesia, che gli iracheni offrivano loro fiori e dolci. Poi Rhonda ruppe l'obbedienza ai «consigli» del Pentagono. «Mi hanno violata dappertutto», disse amara. E Melissa volle ripetere: «Mi hanno stuprata tutti, mi hanno umiliata in ogni modo». La guerra non sono le immagini delle bombe da lontano, č morte, violenza, miseria, distruzione della nostra comune umanitŕ. Non ci facciamo ingannare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da &lt;a href="http://www.lastampa.it/edicola/sitoweb/Esteri/art4.asp"&gt;La Stampa&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91275813?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91275813'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91275813'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91275813' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91257209</id><published>2003-03-24T04:42:00.000+01:00</published><updated>2003-03-24T04:42:07.216+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Uno &lt;a href="http://www.lapecoranera.it/pax.html"&gt;sfondo pacifico&lt;/a&gt; per il desktop del vostro computer&lt;br /&gt;by Andrea Valente&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91257209?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91257209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91257209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91257209' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91251323</id><published>2003-03-24T02:45:00.000+01:00</published><updated>2003-03-24T02:45:22.000+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://www.rsf.org/article.php3?id_article=5256"&gt;Iraq: Un giornalista ucciso, due feriti e altri tre dispersi&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91251323?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91251323'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91251323'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91251323' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91250238</id><published>2003-03-24T02:21:00.000+01:00</published><updated>2003-03-24T02:21:56.950+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;i&gt;Nei giorni segnati dalla guerra all'Iraq, dalla violenza delle bombe e dei missili, dalla paura che segue inevitabilmente il fallimento della diplomazia internazionale, e il crepitio degli scoppi, cade la "&lt;a href="http://193.194.138.190/Racism2003_files/slide0001.htm"&gt;Giornata internazionale per l'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale&lt;/a&gt;".&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' stata (dimenticata) il 21 marzo...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91250238?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91250238'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91250238'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91250238' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91236580</id><published>2003-03-23T21:04:00.000+01:00</published><updated>2003-03-23T21:04:32.920+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Mandate una cartolina &lt;a href="http://www.feltrinelli.it/SpecialiIntermedia?id_spec=1004"&gt;Feltrinelli&lt;/a&gt; contro la guerra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I testi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gino Strada, Buskashě&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Non credere una parola, ogni volta che cercheranno di spiegare come sarŕ bella la guerra futura, tecnologica, selettiva "umanitaria". Sarŕ solo un altro carico di morte e di miserie umane.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mohandas Karamchand Gandhi, Per la pace&lt;br /&gt;&lt;i&gt;La libertŕ e la democrazia diventano empie quando le mani si arrossano di sangue innocente. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lella Costa, In tournée&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Durerŕ pochi giorni, commentavamo mentre tornavamo a casa... Poi tutto tornerŕ come prima. Ed č esattamente cosě che fa la guerra. Si insinua, si mischia alla vita normale, quotidiana delle persone, delle cittŕ.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jaroslav Hašek, Il buon soldato Sc'včik&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Dopo la guerra, qui, ci saranno ottimi raccolti. Non avranno bisogno di comperarsi la farina di ossa, per i contadini č molto vantaggioso quando nei loro campi vanno in putrefazione reggimenti interi; in sostanza č tutta roba che serve per arricchire il terreno.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Edoardo Sanguineti, Il gatto lupesco - Poesie&lt;br /&gt;&lt;i&gt;principe giusto, grido forte, allora,&lt;br /&gt;guerra non fare, non fare battaglia,&lt;br /&gt;non la bomba A, non la N, non l'H,&lt;br /&gt;che va cosě, come la spacca spacca: &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gino Strada, Pappagalli verdi&lt;br /&gt;&lt;i&gt;La rabbia lasciava il posto alla tristezza, quella che riempie la mente quando non c'č piů la possibilitŕ di capire, quando č svanita la ragione ed č solo follia. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vandana Shiva, Le guerre dell’acqua&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Questa nuova guerra sta creando una spirale di violenza e diffondendo il virus dell'odio.&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91236580?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91236580'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91236580'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91236580' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91236456</id><published>2003-03-23T21:01:00.000+01:00</published><updated>2003-03-23T21:01:37.966+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Un anticipo dello spettacolo di Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo&lt;/b&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;John Le Carre', famoso umorista satirico, ci ha dato un ottimo spunto di dialogo sarcastico fra un bambino e suo padre. Noi abbiamo preso in prestito le prime due battute iniziali per svilupparlo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;BAMBINA: (rivolta al padre) Papa', tutti a scuola ogni giorno, a cominciare dalla maestra, parliamo della guerra, e' una guerra umanitaria, e' vero, papa'?&lt;br /&gt;PADRE: Si', gli americani contro gli arabi.&lt;br /&gt;BAMBINA: Noi siamo con gli americani, vero?&lt;br /&gt;PADRE: Si', e' naturale, siamo coi piu' forti. &lt;br /&gt;BAMBINA: Molto forti, papa'?&lt;br /&gt;PADRE: Si', strapotenti! &lt;br /&gt;BAMBINA: Allora vinceremo, papa'!&lt;br /&gt;PADRE: Ah, non c'e' dubbio.&lt;br /&gt;BAMBINA: Sono contenta che vincano i buoni, perche' noi e gli americani siamo i buoni, vero papa'?&lt;br /&gt;PADRE: Certo, i buoni contro i cattivi!&lt;br /&gt;BAMBINA: Che sono gli arabi, vero papa'?&lt;br /&gt;PADRE: Si'... no, non tutti gli arabi sono cattivi... quelli del Kuwait e dell'Arabia Saudita, per esempio sono buoni.&lt;br /&gt;BAMBINA: La maestra dice che i buoni americani stanno lanciando un sacco di bombe, una al minuto, sugli arabi cattivi... e' vero papa'?&lt;br /&gt;PADRE: Si', esattamente 3000 bombe in 48 ore.&lt;br /&gt;BAMBINA: Mamma mia... e bim-bom-bom... chissa' che rumore! Allora ci saranno molti morti...&lt;br /&gt;PADRE: Credo che si', e' inevitabile. &lt;br /&gt;BAMBINA: Anche bambini?&lt;br /&gt;PADRE: Si', ma sono stranieri, altra gente. Noi non li conosciamo.&lt;br /&gt;BAMBINA: Non li conosco neanch'io! Beh, meno male. Sono contenta di non conoscerli. Sono bambini cattivi papa'?&lt;br /&gt;PADRE: No, ma che c'entra... i bambini non hanno nessuna colpa... poverini, sono innocenti.&lt;br /&gt;BAMBINA: Innocenti come quelli della strage di Erode?&lt;br /&gt;PADRE: Ma cosa c'entra? Erode era cattivo e non amava i bambini, anzi li odiava.&lt;br /&gt;BAMBINA: Allora anche gli americani...&lt;br /&gt;PADRE: Ma no, non far confusione! E' per via che 'sti bambini arabi per caso si trovano li'... &lt;br /&gt;BAMBINA: In un posto dove non dovrebbero essere... &lt;br /&gt;PADRE: Si', fuori posto... nel posto sbagliato, proprio dove cadono le bombe... e' un incidente involontario... vittime collaterali.&lt;br /&gt;BAMBINA: E allora perche' gli americani non gridano con l'altoparlante "Bambiniiii collaterali spostatevi tutti di la'! Tutti i bambini vadano nei prati... lontano dalle case e dai palazzi... che noi dobbiamo buttare bombe sulla citta'!"&lt;br /&gt;PADRE: Ma figurati... gli americani mica possono avvertire dove vanno a buttare le bombe, senno' tutti scappano dalla citta' e allora il loro programma dove va a finire?&lt;br /&gt;BAMBINA: Che programma, papa'?&lt;br /&gt;PADRE: Quello che chiamano "colpisci e terrorizza" . Chi terrorizzano se scappano tutti!&lt;br /&gt;BAMBINA: Oh, che stupida che sono! E poi se dicono ai bambini "Fuori, andate nei prati!" ci vanno anche le mamme e i papa' travestiti da bambini.&lt;br /&gt;PADRE: Ecco, si', mettiamola cosi'. Adesso pero' mettiti tranquillo e mangia, che si raffredda tutto.&lt;br /&gt;BAMBINA: Si', si'... mangio... pero' intanto spiegami papa'... non e' mica contro tutti gli arabi che l'America fa la guerra?&lt;br /&gt;PADRE: Ma scherziamo, di certo che no. I musulmani  sono piu' di un miliardo... staremmo freschi!! La guerra si fa solo contro gli iracheni che sono sei milioni in un territorio piu' grande del nostro.&lt;br /&gt;BAMBINA: Ah, ecco... allora sono solo loro i cattivi.&lt;br /&gt;PADRE: Beh, per adesso...&lt;br /&gt;BAMBINA: Come per adesso?&lt;br /&gt;PADRE: Beh, diciamo che adesso, in 'sto momento gli iracheni sono i cattivi piu' pericolosi.&lt;br /&gt;BAMBINA: Ah, eh gia'... allora diciamo che gli altri sono piuttosto buoni, buonini, buonaccioni... sono poveri ma buonissimi.&lt;br /&gt;PADRE: No, non sono tutti poveri, ce ne sono anche di molto ricchi...&lt;br /&gt;BAMBINA: Ma come mai... se hanno solo della gran sabbia e cammelli?&lt;br /&gt;PADRE: E no, hanno anche il petrolio... hanno i giacimenti di petrolio piu' ricchi del mondo!&lt;br /&gt;BAMBINA: Ah, ho capito, quelli che hanno tanto petrolio sono i piu' buoni, e quelli senza, sono i cattivi.&lt;br /&gt;PADRE: Beh, non esageriamo...&lt;br /&gt;BAMBINA: Si', non esageriamo. Adesso che mi viene in mente... la maestra dice che i capi americani sono tutti petrolieri...&lt;br /&gt;PADRE: Beh, in un certo modo e' vero.&lt;br /&gt;BAMBINA: E ai petrolieri ci piace il petrolio. E com'e' che tutti quelli che hanno il petrolio vanno d'accordo fra di loro e si vogliono bene?&lt;br /&gt;PADRE: No, non e' cosi' semplice... tanto per cominciare, per esempio, questo capo degli arabi iracheno, che si chiama Saddam, ha tanto petrolio eppure e' cattivo.&lt;br /&gt;BAMBINA: Ma va? Un petroliere cattivo?! Com'e' possibile! Pero' se questo arabo cattivo da' tutto il suo petrolio agli americani... allora diventa buono!&lt;br /&gt;PADRE: No, non e' cosi' semplice...&lt;br /&gt;BAMBINA: Non e' semplice, non e' cosi' semplice... pero' e' cosi'!! Di' di no!?&lt;br /&gt;PADRE: Ma che ne sai tu, una bambina, di certe cose da grandi.&lt;br /&gt;BAMBINA: La mia maestra ha detto che si', gli americani vogliono il petrolio dell'arabo cattivo, perche' a loro gli piace e vogliono il petrolio anche degli altri...&lt;br /&gt;PADRE: Quali altri?&lt;br /&gt;BAMBINA: Aspetta che ce l'ho qui scritto sul mio diario... eccoli qua: quello del Sudan, quello della Libia, quello dei Siriani... Emirati del Golfo, i Colombiani... &lt;br /&gt;PADRE: Basta cosi'! Quella tua maestra e' una chiacchierona sovversiva... domani vado dal preside, la faccio cacciare e a te ti cambio di scuola!&lt;br /&gt;BAMBINA: E allora se tu vai dal preside a fare 'sta porcata, io non vado piu' a scuola... (scoppia a piangere) in nessun'altra scuola!&lt;br /&gt;PADRE: Cosa? Come ti permetti di rispondere cosi' a tuo padre? Vieni qua che ti do uno schiaffo!&lt;br /&gt;BAMBINA: (sempre piangendo) Va bene, fai pure, dammi tutti gli schiaffi che vuoi... e io telefono al Telefono Azzurro e dico che sei cattivo e che oltre a picchiarmi vuoi cacciar via la mia maestra che ci insegna cosi' bene... e ci insegna facendoci giocare... (continua a piangere).&lt;br /&gt;PADRE: Su, non piangere... Sentiamo... che gioco giocate per imparare?&lt;br /&gt;BAMBINA: La battaglia cielo-terra, che noi chiamiamo anche portaerei e missili.&lt;br /&gt;PADRE: Ah, una specie di battaglia navale...&lt;br /&gt;BAMBINA: Si', con delle regole uguali a quelle di Risiko e Monopoli con tanto di dadi e carte da pescare. &lt;br /&gt;PADRE: Che carte?&lt;br /&gt;BAMBINA: Quelle normali: c'e' il re di picche che e' la Russia, poi il re di fiori la Francia, la regina di cuori l'Inghilterra, l'asse pigliatutto l'America.&lt;br /&gt;PADRE: Ah, simpatico.&lt;br /&gt;BAMBINA: Si', molto... ci divertiamo un sacco.&lt;br /&gt;PADRE: E il presidente degli italiani... che carta e'?&lt;br /&gt;BAMBINA: Il due di picche... cerca di leccare i piedi a tutti i re ma nessuno lo caga!&lt;br /&gt;PADRE: Ehi, dico... e' questo il modo di esprimersi?&lt;br /&gt;BAMBINA: Non lo dico io, e' il titolo del gioco "Mettiti col piu' forte senno' nessuno ti caga".&lt;br /&gt;PADRE: Basta! Basta. Mangia e taci!&lt;br /&gt;BAMBINA: Si' mangio... ma a lui non lo caga nessuno lo stesso!&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91236456?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91236456'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91236456'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91236456' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91236399</id><published>2003-03-23T21:00:00.000+01:00</published><updated>2003-03-23T21:06:01.000+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://www.alcatraz.it/redazione/news/show_news_p.php3?NewsID=1721"&gt;Da Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo:&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Care amiche, cari amici,&lt;br /&gt;&lt;b&gt;giovedi’ 27 marzo, alle ore 20,30 (non alle 21 come annunciato inizialmente) andra’ in onda lo spettacolo di Dario Fo e Franca Rame: Ubu-Bas Va alla guerra.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Questo spettacolo verra’ trasmesso da un gruppo di 19 (per ora) televisioni locali, verra’ inoltre trasmesso via satellite e anche via internet. In questo momento sentiamo la necessita’ di tentare di raggiungere un pubblico il piu’ vasto possibile per raccontare alcuni fatti che le televisioni censurano sulla guerra in Iraq e Afghanistan, sul petrolio e sugli interessi che stanno dietro a questi conflitti.&lt;br /&gt;Abbiamo quindi deciso di tentare di affiancare le iniziative televisive che il movimento sta sviluppando con le televisioni di strada, Global Tv e No War Tv, con un esperimento di tipo teatrale. Se ci riusciremo sara’ un risultato positivo dal punto di vista dell’informazione ma anche un esperimento nel processo di creazione di una&lt;br /&gt;Tv indipendente. Noi non abbiamo intenzione di fondare una tv, non abbiamo ne’ i mezzi ne’ le capacita’ ma crediamo utile sapere che tipo di risposta potrebbe incontrare uno spettacolo teatrale diverso. &lt;br /&gt;Chiediamo quindi a tutti di aiutarci a diffondere la notizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La trasmissione sara’ visibile sui seguenti canali locali e su internet (solo per chi ha una connessione adsl) all’indirizzo www.francarame.it dove troverete anche la lista, via via aggiornata, delle televisioni che&lt;br /&gt;accetteranno di trasmettere lo spettacolo e (a partire da lunedi’) le indicazioni per vedere la trasmissione via satellite. Inoltre lunedi’ 24, a Milano, al teatro Ventaglio Nazionale, alle ore 20,45 si terra’ lo spettacolo ”Ubu Bas va alla guerra”. La registrazione di questa serata servira’ come base della trasmissione di giovedi’ 27. Sul sito troverete anche un banner che linka alla pagina dove ci sono tutte le informazioni, per chi volesse pubblicarlo sul proprio sito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piemonte Valle D’Aosta: Rete 7&lt;br /&gt;Liguria: Tele Citta’&lt;br /&gt;Lombardia: Tele Lombardia&lt;br /&gt;Friuli: Tele Friuli&lt;br /&gt;Venetono: Rtl-Rete Azzurra (circuito Europa 7)&lt;br /&gt;Emilia Romagna: E’ Tv&lt;br /&gt;Marche: Tv Centro Marche (circuito Europa 7) &lt;br /&gt;Umbria: Umbria Tv &lt;br /&gt;Toscana: Teleregione (circuito Europa 7)&lt;br /&gt;Lazio: Tvr Voxon (circuito Europa 7)&lt;br /&gt;Abruzzo e Molise: Tvq (circuito Europa 7)&lt;br /&gt;Campania: Canale 8 (circuito Europa 7) &lt;br /&gt;Calabria: Rtc (circuito Europa 7) &lt;br /&gt;Puglia: Tele 2&lt;br /&gt;Sicilia: Tele Etna  - Tele Scirocco (circuito Europa 7) &lt;br /&gt;Sardegna: Tcs- Tele Nova&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91236399?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91236399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91236399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91236399' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91234788</id><published>2003-03-23T20:20:00.000+01:00</published><updated>2003-03-23T20:20:27.623+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://www.palsolidarity.org/"&gt;Un link&lt;/a&gt; segnalato da &lt;a href="http://www.repubblica.it/online/navi_in_bottiglia/ultimo.htm"&gt;Gabriele Romagnoli&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91234788?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91234788'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91234788'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91234788' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91233995</id><published>2003-03-23T20:01:00.000+01:00</published><updated>2003-03-23T20:05:58.000+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Ernest Hemingway, testimone e cronista di due guerre ...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ernest Hemingway, testimone e cronista di due guerre europee, riferě cosě (cito a memoria) il commento di un ufficiale americano addetto al servizio stampa delle forze armate: «Se fosse per me, non direi ai giornalisti neppure che la guerra č scoppiata. A guerra finita, racconterei quello che č successo». Il desiderio di quell’ufficiale si č parzialmente avverato. Sappiamo che vi č una guerra e crediamo di vederne gli effetti (il fumo e i lampi nel cielo di Bagdad, i carri nel deserto, la fila indiana dei prigionieri iracheni), ma non possiamo verificare le notizie. Nell’era della comunicazione globale, dell’email e dei satellitari, la guerra č avvolta da un’impenetrabile nuvola di reticenza, imprecisioni e informazioni manovrate. Questa «nuvola» ha una storia che comincia in Vietnam negli anni ’60. Quella guerra fu il primo conflitto televisivo nella storia del mondo. I giornalisti di carta stampata, microfono e telecamera godettero, con qualche eccezione, di una straordinaria libertŕ. Erano negli accampamenti dove i soldati americani ammazzavano con la droga il tempo e la paura. Erano nella giungla, dove i soldati rischiavano continuamente la morte. Erano nei villaggi, dove la rabbia esplodeva talvolta, come a My Lai, in brutali rappresaglie. Erano negli aeroporti, da dove partivano i body bags , i sacchi dei cadaveri, per l’ultimo viaggio di ritorno. &lt;br /&gt;Gettata nelle case americane e nei campus universitari, questa massa di informazioni creň un fronte interno, forse piů insidioso della giungla vietnamita. Anche se molti europei non colsero la gravitŕ del fenomeno, l’America di Johnson e Nixon fu scossa da un’ondata di rabbia popolare e di disobbedienza civile che sfiorň per alcuni mesi la soglia delle crisi rivoluzionarie. &lt;br /&gt;Fu quello il momento in cui i responsabili politici e militari delle forze armate americane giurarono a se stessi che mai piů avrebbero combattuto a quel modo. Per evitarlo occorrevano due condizioni: in primo luogo armi moderne, tecnologicamente rivoluzionarie, che permettessero ai soldati di colpire senza morire; in secondo luogo il controllo totale dell’informazione. Di questa strategia abbiamo fatto una prima esperienza durante Desert Storm , nel ’91, quando i giornalisti ricevettero spesso, per tutta informazione, dei video di cui nessuno poteva dire con esattezza quando e dove fossero stati realizzati. E ne abbiamo avuto la conferma durante la missione in Kosovo e la guerra afghana, dove l’uso delle forze irregolari della Cia e l’intreccio dei rapporti con i baroni della guerra sono emersi gradualmente dopo il crollo del regime talebano. &lt;br /&gt;Oggi la politica della reticenza si č arricchita di una variante. Insieme al silenzio sul reale risultato delle operazioni militari, registriamo un fenomeno apparentemente contrario: una straordinaria quantitŕ di immagini che danno a chi le vede la sensazione di conoscere tutto in presa diretta, insieme a una quantitŕ di notizie non verificabili, diffuse con i piů svariati mezzi dell’informazione globale. I primi ad accorgersene sono i giornalisti (alcuni dei quali, quattro soltanto nella giornata di ieri, per vedere da vicino la realtŕ, hanno giŕ perso la vita o sono dispersi). L’altra sera un conduttore della Cnn ha chiesto a una collega accreditata presso il Dipartimento di Stato: «Siamo davvero sicuri che i corrispondenti, diffondendo queste notizie, non facciano il gioco di qualcuno?». La giornalista ha risposto sorridendo: «Non sarebbe la prima volta». Un grande reporter americano scrisse un giorno: «I giornalisti non fabbricano le notizie, le consegnano come il lattaio consegna il latte al mattino». Ma quello, almeno, era latte buono. Come lo č quello di chi racconta ciň che vede, senza nessuna lente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da &lt;a href="http://www.corriere.it"&gt;Il Corriere&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91233995?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91233995'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91233995'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91233995' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91233952</id><published>2003-03-23T20:00:00.000+01:00</published><updated>2003-03-23T20:00:57.873+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Paura e libertŕ tra i due fiumi di ENZO BIAGI&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non č un problema scolastico, ma di vita. Č la storia che ci costringe a imparare la geografia. Scusi: lei ne sapeva niente di Bassora? Non dica che aveva un’idea di dove si trova il porto di Umm Qasr. Una volta si diceva: «Nessuno piange per la morte di un mandarino cinese», poi abbiamo visto i poveri ragazzi di Piazza Tienanmen. Abbiamo visto perfino un uomo passeggiare sulla Luna, ma ci siamo resi conto di come č piů difficile camminare sulla Terra. &lt;br /&gt;A un certo punto ci siamo chiesti: «Č giusto morire per Danzica?». Scusate: e per l’Iraq? Il regime di Saddam era quello di un «satrapo orientale». Ma i bambini morti in nome della libertŕ in un diluvio di bombe e di missili non fanno parte dell’eterna «strage degli innocenti»? Oggi č domenica: signore, non dimentichi di rincasare col consueto pacchetto dei pasticcini. La vita continua. &lt;br /&gt;Č opera meritoria «disintegrare il regime di Saddam», ma quando vedo i bombardamenti mi convinco sempre di piů che il passato non insegna niente, e mi torna in mente il finale di All’ovest niente di nuovo , quando i bollettini degli alti comandi comunicano che non c’č nessun fatto rilevante e l’infelice protagonista, in quella falsa pace, se ne va all’altro mondo. &lt;br /&gt;Noi, ufficialmente, siamo alleati dell’America, ma per fortuna (soprattutto loro) non belligeranti: diamo le basi, ma non siamo all’altezza. &lt;br /&gt;Ogni guerra aggiunge qualche parola al linguaggio comune: da gas asfissiante a missile, il dizionario si allunga. &lt;br /&gt;A Bagdad muore una dittatura e, credo, scappa o va all’altro mondo un tiranno. Ma resta un incubo: il terrore, la paura. C’č gente pronta a raggiungere Allah, ma in compagnia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it"&gt;Il Corriere&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91233952?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91233952'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91233952'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91233952' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91233807</id><published>2003-03-23T19:57:00.000+01:00</published><updated>2003-03-23T19:57:33.826+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Su &lt;a href="http://roncaglia.homeip.net/merzlog/2003/03/23#a199"&gt;MerzLog&lt;/a&gt; di Gino Roncaglia, un elenco di WarBlog.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91233807?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91233807'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91233807'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91233807' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91233140</id><published>2003-03-23T19:40:00.000+01:00</published><updated>2003-03-23T19:40:28.483+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Su segnalazione di &lt;a href="http://pensieriaraffyca.blogspot.com/"&gt;Raffy&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;In tv, una «bomba» Cia contro Bush &lt;br /&gt;La Ts1, emittente della svizzera italiana, manda in onda le false veritŕ del presidente Usa&lt;br /&gt;di Antonello Catacchio&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovedě scorso, 13 marzo, la televisione della Svizzera italiana, Tsi1, ha mandato in onda Falň, un contenitore informativo sulla scottante attualitŕ in prima serata, subito dopo il tg. Tra gli altri servizi ne viene presentato uno dal titolo Cia-Bush: come ti manipolo i servizi, a cura di John Goetz e Volker Steinoff. Dieci minuti stringati e spaventosi. Spaventosi perché presentano le testimonianze di tre ex agenti della Cia: Ray McGovern, Robert Baer e David McMichael. McGovern era stato a suo tempo anche stretto collaboratore di Bush padre. E racconta come dopo l'11 settembre l'agenzia sia stata sollecitata a trovare collegamenti tra gli attentati negli Usa e l'Iraq. L'intelligence indaga, ma non trova alcunché. E lo riferisce nel suo rapporto ufficiale al presidente. Ma George W. non se ne cura, anzi parla pubblicamente di collegamenti provati. E si prosegue, la Cia deve trovare le prove di armi di sterminio di massa in possesso di Saddam Hussein. Nessuna prova ma Bush legge il rapporto ufficiale e ne rovescia pubblicamente il senso. Terza sollecitazione: Saddam e l'atomica. L'intelligence dice che ci stanno lavorando ma che non potranno averla prima della fine del decennio. Poco importa, con il supporto della disinformazione televisiva, con Fox News in testa, si fa credere agli statunitensi esattamente l'opposto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervistate le persone della strada si dicono infatti certe che Saddam sia implicato nella tragedia dell'11 settembre, che possieda armi di sterminio di massa e che possa usare le tante atomiche che detiene. Ma gli ex agenti Cia si spingono oltre. Visto che i loro rapporti basati sui fatti erano considerati insoddisfacenti, raccontano che Rumsfeld ha organizzato una sua squadretta speciale di intelligence. Non formata da agenti ma da incompetenti totali in termini di raccolta di informazioni, abili perň nel manipolare e comunicare falsitŕ rendendole credibili. Giornalisti, avvocati e comunicatori che hanno sostituito la Cia (che non č proprio un'istituzione neutrale) per costruire il clima adatto all'attacco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In pratica la linea del presidente e del suo staff era giŕ decisa, ai servizi spettava solo di fornire le prove per rendere plausibile la volontŕ di guerra. Non avendo trovato quelle prove si č giocato di manipolazione. Con falsitŕ dichiarate, esplicite. Dieci minuti a loro modo formidabili nella capacitŕ di mostrare documenti, assemblare date, mostrare distorsioni e raccogliere testimonianze. Nessun dibattito, solo i fatti raccontati dai protagonisti. Ancora increduli di fronte al comportamento del proprio governo. Governo che hanno servito probabilmente sobbarcandosi anche lavori sporchi visto che operavano sul campo. Sporchi non a sufficienza per i disegni di guerra di George W. Bush.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se giŕ il servizio č una piccola bomba, stupisce ancor piů il vederlo presentare in prima serata, dal conduttore e autore del programma Aldo Sofia senza grandi discussioni, tra un servizio dal titolo La volpe e l'uva, sul merlot ticinese e L'ultima cena di ötzi, la mummia alpina. Forse č la lezione che viene da secoli di neutralitŕ e non belligeranza, anche se sappiamo che non sempre le scelte confederali sono state limpide. Ma č soprattutto una piccola lezione di grande giornalismo. Laddove ci si affanna come se una guerra fosse solo una questione ideologica, qualcuno va alle fonti, trova informazioni di prima mano, raccoglie testimonianze e organizza un servizio coi fiocchi. Peccato che in Italia non si veda la tv svizzera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da &lt;a href=" http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/21-Marzo-2003/art53.html "&gt;Il Manifesto&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91233140?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91233140'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91233140'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_23_archive.html#91233140' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91191478</id><published>2003-03-22T21:01:00.000+01:00</published><updated>2003-03-22T21:03:38.000+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Taglio illegale, guerra e povertŕ. Ecco il trinomio che sta portando le foreste africane all'esaurimento. La denuncia di Greenpeace&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://news.promiseland.it/a/img/legname1.JPG" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Taglio illegale, guerre e poverta': il trinomio che sta portando le foreste africane all'esaurimento. Nel corso della sedicesima sessione del Comitato per le foreste il rapporto FOSA avverte che la situazione delle foreste in Africa sara`caratterizzata da gravi e continue perdite del manto forestale, dal deterioramento ambientale, dall'esaurimento dei prodotti forestali non legnosi in generale e piante medicinali in particolare.&lt;br /&gt;"I'Italia e' il primo importatore europeo di legname africano, di cui si calcola che per la meta' si tratti di legno illegale: il nostro paese ha grandi resposabilita' e grandi opportunita'" ha commentato Sergio Baffoni, di Greenpeace. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scorso aprile, e' stato raggiunto un accordo tra Greenpeace e l'associazione di categoria (Fedecomlegno) che si era impegnata a combattere il le importazioni di legno illegale e da paesi in cui il settore forestale e' coinvolto in guerre. Ma indagini di Greenpeace rivelano che continua ad essere scaricato nei porti italiani legname proveniente da imprese che hanno fatto del taglio illegale la propria norma di condotta (Hazim), mentre non sono neppure cessati gli arrivi delle famigerate compagnie liberiane accusate dagli esperti delle Nazioni Unite di alimentare il conflitto in Africa Occidentale e svolgere un ruolo diretto nel traffico di armi (OTC). Questo rende il nostro paese fortemente vulnerabile proprio alla vigilia della presidenza italiana dell'Unione Europea, che dovra' lanciare il Piano di Azione contro il legno illegale, avviato gli scorsi mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Mentre investono milioni di dollari in misure per prevenire il terrorismo internazionale e la destabilizzazione regionale, i paese europei continuano a finanziare gli stessi focolai di guerra e terrorismo importando legname che viene utilizzato per finanziare cruenti conflitti" ha aggiunto Sergio Baffoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli strumenti legali per fermare l'illegalita' sono gia' da tempo a disposizione, ma non sono messi in pratica. Greenpeace ritiene che il governo debba urgentemente compiere alcuni passi, tra cui l'attuazione di convenzioni gia' sottoscritte, quella sui beni trafugati e quella sulla corruzione e sulla frode fiscale (Convenzione OCSE). Il governo dovrebbe poi impegnarsi ad acquistare esclusivamente prodotti forestali e derivati certificati secondo gli standard di buona gestione forestale come indicati dal FSC e al controllo dei flussi finanziari e delle agenzie di credito alle esportazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto da: www.greenpeace.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91191478?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91191478'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91191478'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_16_archive.html#91191478' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91191123</id><published>2003-03-22T20:51:00.000+01:00</published><updated>2003-03-22T20:51:36.860+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Quando a far notizia sono i silenzi e le omissioni dei media: quale informazione sugli oltre 30 milioni di africani a rischio carestia e conflitti nel Corno d'Africa e in Africa australe?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'anno scorso, in vaste regioni del Corno d'Africa le piogge Belg (che arrivano da Febbraio a Maggio) non sono venute e le grandi piogge Meher (da Giugno a Settembre) sono arrivate troppo tardi: i raccolti erano in gran parte in uno stato irrecuperabile. La carestia che si prospetta potrebbe essere peggiore di quella che nel 1984 provocň un milione di morti e minaccia oltre 30 milioni di persone. Ma la crisi riguarda anche Africa Occidentale e Africa Australe.&lt;br /&gt;Da mesi č cominciato lo stillicidio delle segnalazioni di morti per malnutrizione: si va dall'area di Okavango, in Namibia alla siccitŕ che ha colpito perfino il granaio dell'Eritrea, la regione di Gash Barka, facendo scendere la produzione al 15% del fabbisogno alimentare (era del 40-50% negli anni scorsi): 1,4 milioni di eritrei, metŕ della popolazione), rischiano la morte per fame. E non sta certo meglio il vicino/nemico etiope, il cui primo ministro Meles Zenawi ha avvertito: gli etiopi a rischio potrebbero diventare 15 milioni (ma con quale coraggio nel 1999 ha speso 160 milioni di dollari per il riarmo?). I conflitti aggravano la situazione: l'Eritrea dovrebbe sfamare 900.000 rifugiati rientrati nel paese dopo la fine della guerra con l'Etiopia ma č semi-isolata dopo la chiusura delle frontiere con il Sudan (a causa di bande militari), passaggio cruciale per l'importazione del sorgo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dei 18 paesi colpiti nel 2001 da emergenze alimentari, otto, secondo la FAO, affrontano una situazione conseguente ad una guerra, col suo corollario di campi abbandonati, minati, inutilizzabili, sfollati, profughi etc... Global Express ne ha giŕ parlato nel numero di giugno-luglio 2000 di CEM Mondialitŕ.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"In tutto il continente rischiano la morte per fame 38 milioni di persone" (World Food Program, www.wfp.org).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Africa Orientale e corno d'Africa. Eritrea&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;In Eritrea la mancanza di cibo potrebbe essere la peggiore da quando č divenuta uno Stato indipendente, nel 1993. L'emergenza riguarda almeno 1,5 milioni di persone, su una popolazione totale di 3,3 milioni. In particolare, la siccitŕ rende critiche le condizioni delle regioni a Nord e Sud del Mar Rosso e dell'Anseba. Con un raccolto di cereali di 74.000 tonnellate (quattro volte meno di quanto era riuscita in genere a produrre nell'ultimo decennio) l'Eritrea dispone solo del 15% delle risorse alimentari necessarie. Alla comunitŕ internazionale richiede 350,000 tonnellate di cereali per assistere le 900.000 persone piů direttamente colpite dall'emergenza.&lt;br /&gt;Va sottolineato che la guerra con l'Etiopia ha reso inutilizzabili in Eritrea 12.000 ettari di terreno prima coltivabile, ha costretto a fuggire oltre un milione di persone delle regioni produttrici di grano Gash Barka e Debub (disseminate oggi di mine inesplose) e vede oggi in condizioni di estrema indigenza le popolazioni eritree che ritornano dopo essersi rifugiate in Sudan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Etiopia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Sono giŕ stimati in 11,3 milioni le persone che hanno bisogno di aiuti alimentari nel paese colpito dalla recente guerra e dalla siccitŕ; una stima che il WFP calcola potrebbe aumentare a 14,3, un quinto della popolazione totale. La crisi sta accelerando i fenomeni di inurbamento, con allevatori e contadini che si vedono costretti a camminare anche dieci chilometri per poter accedere all'acqua e sempre piů numerosi decidono quindi di emigrare nei centri urbani. L'emergenza richiede un contributo esterno per almeno 1,44 milioni di tonnellate di cereali, alimenti vari e oli vegetali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Sudan&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Due decenni di conflitti armati hanno fatto salire a quasi 3 milioni di persone la popolazione che deve purtroppo ricorrere agli aiuti alimentari per poter sopravvivere. Inoltre la siccitŕ si č ripetuta per tre anni consecutivi nelle regioni del Mar Rosso, Darfur e Kordofan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Somalia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La Somalia ha vissuto dieci anni di conflitti interni e di condizioni climatiche avverse, con periodi di siccitŕ seguiti da inondazioni. Ne risulta oggi una capacitŕ di produzione alimentare fortemente compromessa che va dalla mancanza di sementi al diffondersi di epidemie che decimano le colture, alla difficoltŕ di riattivare scambi inter-regionali. Si stimano in 750.000 le persone colpite dall'emergenza alimentare, 120.000 nella sola Mogadiscio, la capitale, 514.000 nella regione centro-meridionale, 50.000 nella regione nord-orientale e 67.000 nella regione nord-occidentale. L'area di Bakool al sud č quella piů gravemente colpita, con metŕ della popolazione minacciata dalla malnutrizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Uganda&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il WFP stima in centinaia di migliaia (forse un milione) le persone colpite dalla crisi alimentare in Uganda soprattutto a causa dei combattimenti che imperversano nel nord del paese e colpiscono anche i campi dei rifugiati. I combattimenti di agosto hanno significato la distruzione o l'abbandono di molti raccolti e l'impossibilitŕ di seminare a settembre. Particolarmente colpite sono le regioni di Adjumani, Gulu, Kitgum e Pader.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Africa Occidentale&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;791.000 persone nella regione soffrono l'emergenza alimentare, per la maggior parte rifugiati a causa dei conflitti che investono Guinea, Liberia, Sierra Leone e, dopo l'ammutinamento militare del 19 settembre, anche la Costa d'Avorio. Si stima che solo da quest'ultimo paese 120.000 siano scappate alla volta di Burkina Faso, Ghana, Guinea Conakry e Liberia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Sahel Occidentale&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;In cinque paesi, mezzo milione di persone sta lottando con la siccitŕ. Si tratta di ampie regioni di Mauritania, Senegal, Gambia, Capo Verde e Mali. Mauritania e Gambia hanno dichiarato lo scorso anno lo stato di disastro e fatto appello agli aiuti internazionali. In Mauritania dove si stima che 420.000 (su una popolazione di 2,7 milioni) siano colpite dall'emergenza alimentare. Ciň significa anche una sensibile diminuzione dei capi di bestiame, uccisi a decine di migliaia per far fronte alla crisi. Anche il governo di Capo Verde, per la prima volta in vent'anni, dopo un raccolto inferiore di un quarto a quello degli anni precedenti, ha fatto appello alla comunitŕ internazionale per far fronte alle esigenze alimentari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Repubblica democratica del Congo (RDC)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;L'emergenza alimentare riguarda quasi un milione e mezzo di persone, con 342.000 persone in condizioni critiche. Č una delle ereditŕ delle recenti guerre civili e con i paesi limitrofi, senza che gli accordi siglati con Ruanda e Uganda, e quelli in corso fra le fazioni all'interno del paese (che dovrebbero facilitare la consegna delle armi alla missione ONU MONUC) abbiano ancora generato un efficace cambio di clima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Africa Australe. Angola&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Per la prima volta, dopo tre decenni di guerra civile, ci sono piů cittadini dell'Angola che ritornano di quanti lascino il paese. Č l'effetto dell'accordo di pace firmato un anno fa. L'attuale situazione comporta, perň, gravi rischi di malnutrizione e morte per fame per quasi due milioni di persone. In alcuni casi le associazioni umanitarie hanno potuto finalmente raggiungere gruppi che si erano dovuti nascondere nel territorio per evitare gli aspri conflitti, in particolare degli ultimi quattro anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Lesotho&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il Lesotho č stato colpito soprattutto da un eccesso di acqua, con nubifragi e tornado che hanno compromesso i raccolti di cereali, 60% in meno degli anni precedenti. L'emergenza riguarda 650,000 persone. Fu decretato lo stato di carestia nelle aree di Qacha's Nek, Quthing e Mohale's Hoek.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Malawi&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Sono 3,3 milioni le persone compite quest'anno dall'emergenza alimentare. Anche se il paese ha cercato di far fronte al deficit di cereali con una maggiore produzione di tuberi e radici, il WFP calcola almeno 277.000 tonnellate di cereali e 208.000 tonnellate di alimenti generici per arginare la crisi. P.e., il prezzo del mais č aumentato del 500%. In questo quadro precario si inserisce il dilagare dell'infezione HIV/AIDS che colpisce oggi il 19,5% della popolazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Mozambico&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Nei mesi scorsi un terzo delle regioni del paese ha prodotto meno cibo rispetto alle medie annuali e quelle centro-meridionali del paese vedono 590.000 persone in condizioni di emergenza alimentare. Il paese č stato vittima di una combinazione di periodi di siccitŕ seguiti da inondazioni devastanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Swaziland&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Condizioni climatiche particolarmente incerte e siccitŕ nella stagione della fioritura hanno severamente ridotto i raccolti nelle aree di Middleveld, Lowveld e nell'altopiano Lubombo. In un paese che registra un livello di disoccupazione del 40% e di infezioni da HIV/AIDS del 25% della popolazione, almeno 270.000 persone si trovano in emergenza alimentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Zambia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Č stimato dal WFP in 174.383 tonnellate il fabbisogno di alimenti necessario a far fronte alla crisi acuta che interessa 2,9 milioni di persone in Zambia, dove la siccitŕ ha colpito la cintura di coltura tradizionale del mais, le condizioni impongono oggi ai contadini viaggi spesso di dieci chilometri a piedi per potersi recare ai mercati che distribuiscono generi alimentari, mentre diminuisce chi lavora nei campi anche a causa del virus HIV/AIDS che ha giŕ colpito un quinto della popolazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Zimbabwe&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Lo Zimbabwe era considerato un paese esportatore di prodotti alimentari, ma č stato colpito nell'ultimo decennio da precipitazioni saltuarie e inondazioni, un aumento del conflitto sociale (CEM ne ha parlato nel numero di Global Express dell'Aprile 2002, dedicato alle elezioni in Z.) abbinato ad un generale deterioramento delle condizioni economiche e ad un drastico aumento dei prezzi dei prodotti alimentari. Oggi affronta la peggiore siccitŕ degli ultimi vent'anni con un deficit di cereali stimato in 1,5 milioni di tonnellate e 6,7 milioni di persone colpite dall'emergenza alimentare, sia in ambito urbano, sia rurale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accanto a questi casi acuti, altre aree di crisi interessano Burundi, Kenya, Madagascar e Tanzania.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto da: www.saveriani.bs.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91191123?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91191123'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91191123'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_16_archive.html#91191123' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91059163</id><published>2003-03-20T15:27:00.000+01:00</published><updated>2003-03-22T20:40:57.000+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Dalla newsletter di Emergency&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scorsa settimana vi avevamo detto che stavamo rinforzando il team di Emergency in Iraq, in vista del precipitare della situazione, con l’invio di personale internazionale.&lt;br /&gt;Oggi Gino Strada ha raggiunto Ake e Mario, rispettivamente Coordinatore Medico ed infermiere, nel nostro ospedale di Erbil.&lt;br /&gt;Con una telefonata, Gino ci aggiorna sulla situazione che ha trovato: la citta’ e’ stata quasi completamente evacuata, le persone sono &lt;br /&gt;scappate nelle campagne e sulle montagne, ritenute meno pericolose.&lt;br /&gt;Abbiamo quindi rinforzato tutti i 20 Posti di primo soccorso che gestiamo nella regione: un team medico č presente 24 ore su 24, un’ambulanza e’ sempre pronta per il trasporto dei feriti piu’ gravi  nei Centri chirurgici di Erbil e Sulaimaniya, sono state aumentate le scorte di medicinali e materiale sanitario.&lt;br /&gt;Ma prima di raccontarci queste cose "tecniche", Gino ci ha detto una cosa che ci ha fatto immensamente piacere, e sappiamo che farŕ altrettanto piacere a chi ci segue da molto tempo o ha letto in "Pappagalli Verdi" la storia di Ashad e di suo padre Omar: Ashad ora lavora nel nostro ospedale di Erbil, addetto alla cucina.&lt;br /&gt;Poi Gino aggiunge: "Ho anche saputo che Soran sta benone e verrŕ a trovarmi, Felah lavora (pare) a Baghdad, Esfandyar sta bene ma non fa niente, e Jutiar (quello che voi chiamate Giugiat) amputato bilaterale, continua a studiare e l'anno prossimo, l'impegno me lo prendo io personalmente, potrŕ andare all'universitŕ"&lt;br /&gt;Per capire perché queste notizie apparentemente insignificanti ci emozionano cosě tanto dovete leggere le storie di questi ragazzi, che abbiamo incontrato per la prima volta tanti anni fa, dopo che avevano incontrato una mina antiuomo.&lt;br /&gt;Le trovate sul sito a &lt;a href="http://www.emergency.it/storie/storie.html"&gt;questo indirizzo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Speriamo che non vi sembri superficiale parlare di queste cose in un momento in cui l’Iraq č sotto i bombardamenti americani. Quello che ora, per quei ragazzi, č il presente, avrebbe potuto non esserlo se non avessero avuto a disposizione, tanti anni fa, un ospedale dove essere curati. Sono la testimonianza che č importante esserci, e questo sara’ sempre il nostro dovere e il nostro impegno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91059163?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91059163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91059163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_16_archive.html#91059163' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91057747</id><published>2003-03-20T14:56:00.000+01:00</published><updated>2003-03-20T14:56:57.623+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;I perchč di una guerra... due opinioni a confronto....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché gli americani dicono si all'attacco di Beppe Severgnini&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So che in questi giorni molto - troppo? - viene scritto, detto, mostrato, immaginato sulla guerra in Iraq. So che quando leggerete queste righe forse saranno partiti i missili, o forse non ancora. Ma una cosa vorrei dirla. La ragione per cui - secondo me - la maggioranza degli americani s'č convinta che questa guerra č meglio farla; mentre la maggioranza degli europei pensa che sarebbe stato meglio evitarla. Anche quelli che la guerra non la vogliono, non la vogliono per motivi opposti. In America perché temono sia inutile. In Europa perché crediamo sia illegittima.&lt;br /&gt;Non c'entrano la politica o l'economia. C'entra, invece, l'approccio alle cose della vita. Non scandalizzatevi per il paragone: molti americani approvano questa guerra per lo stesso motivo per cui amano i numeri; reagiscono al caldo con dosi massicce di aria condizionata; affrontano una grave malattia con coraggio. Perché vogliono fare qualcosa (to do something) e provare a controllare la situazione (to be in control). Sono i due comandamenti nazionali, e vanno capiti. Non derisi, come tende a fare chi l'America non la conosce, o se l'č inventata incollando un film a una canzone. To do something, to be in control. Non č delirio d'onnipotenza, anche se talvolta l'impressione č questa. E', invece, paura dell'impotenza. Restare passivi ad aspettare č impensabile; attivarsi, fare qualcosa č terapeutico. Sperare che non arrivi un 11 settembre chimico, batteriologico o nucleare č "un-American", per nulla americano. Bisogna cercare d'impedirlo. Anche quando i risultati sono incerti, gli amici dubbiosi e il capo non del tutto convincente. La cultura americana č pratica. Potremmo citare filosofi e letterati, ma limitiamoci a ricordare come il padre della Dichiarazione d'indipendenza, Thomas Jefferson, fosse uno strepitoso creatore di gadget, che sono il simbolo del modo americano di affrontare la vita: ho un problema, datemi l'attrezzo per risolverlo. Dopo una tragedia come quella delle Torri Gemelle e del Pentagono, l'amministrazione Bush ha cominciato a chiedersi, e a chiedere ai cittadini americani: il mondo č meglio o peggio senza Saddam? E' meglio. Allora, liberiamocene. Ci sentiamo piů o meno sicuri, sapendo che i terroristi perdono quest'appoggio (di cui oggi magari non dispongono, ma potrebbero disporre in futuro)? Ci sentiamo piů sicuri. Allora pronti, via.&lt;br /&gt;Non sto dicendo che questi ragionamenti siano impeccabili, e nemmeno giusti. Sto dicendo che, negli Usa, li hanno fatti, li fanno e li faranno. Il fatalismo č il meno americano dei sentimenti. L'ho visto nelle lettere arrivate a "Italians" in queste settimane. I connazionali che vivono in Europa discutono di legalitŕ, moralitŕ, giustizia, possibili conseguenze. Gli italiani residenti negli Usa parlano di utilitŕ dell'intervento. Anche quelli che non lo condividono. Cercare di comprendere il movente culturale (psicologico, sociologico, antropologico: fate voi) di questa guerra č fondamentale. Perché comunque i rapporti andranno ricuciti: siamo i figli dell'Occidente, non abbiamo scelta. Ma per ricucirli occorre intendersi. E questo č un compito che abbiamo trascurato in molti, negli ultimi anni, di qui e di lŕ dell'Atlantico.&lt;br /&gt;C'č un buon libro che suggerirei agli americani. Un libro che trovo perfino eccessivo: in certe pagine l'autocritica diventa autoflagellazione. Ha per titolo "L'ombra dell'aquila, perché gli Stati Uniti sono cosě amati e cosě odiati": circola negli Usa da qualche mese, č uscito in questi giorni presso Garzanti. L'ha scritto un americano, Mark Hertsgaard, che inizia spiegando le difficoltŕ dei connazionali a capire il mondo. Il primo capitolo, "La superpotenza parrocchiale", si chiude con le parole di Toqueville, secondo cui gli americani "vivono in uno stato di perpetua auto-adorazione... Solo gli stranieri o l'esperienza potrebbero portare certe veritŕ all'attenzione dell'America". Ma non era facile allora, non č facile oggi, non sarŕ facile dopo la caduta di Bagdad.&lt;br /&gt;Scrivo tutto ciň dopo essermi pubblicamente dichiarato - in America, in Europa - contrario a questa guerra. Ma non contrario a capire perché gli amici fanno quel che fanno. Non č solo doveroso: č necessario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal Corriere della Sera, 20-03-2003 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ma ancora quella cosa non s´č capita di Lietta Tornabuoni&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PARLA e riparla, leggi e rileggi, ascolta e riascolta, ormai da mesi: eppure, una spiegazione accettabile e convincente della ragione che ha indotto il presidente degli Stati Uniti a muovere guerra all'Iraq ancora non č stata data, oppure non s'č capita. Abbiamo sentito, naturalmente, tutte le dichiarazioni ufficiali e le ipotesi ufficiose, anche le meno credibili, le piů assurde o sceme. Bush vuole colpire i Paesi da lui sospettati di sostenere il terrorismo, non essendo in alcun modo riuscito a battere il terrorismo stesso. Bush vuol punire il dittatore che non rispetta gli accordi internazionali. Bush progetta di assoggettare e riordinare tutto il Medio Oriente, magari affidandone poi la gestione ad Israele. Bush intende garantirsi per il futuro ogni possibile rifornimento a buon prezzo di petrolio, prodotto essenziale che secondo scienziati ed economisti andrŕ sempre piů rarefacendosi e il cui costo potrebbe diventare impraticabile. Bush č un tipico caso di matto al potere. Bush programma di condurre con ardore religioso la lotta contro l'islamismo, prima che l'Islam soffochi l'Occidente. Bush č deciso a liberare l'Iraq e il mondo da Saddam Hussein. Bush deve dare incremento all'industria degli armamenti del suo Paese, e senza guerre questo č impossibile. Bush torna all'imperialismo puro, adesso che l'America non ha piů i classici avversari-freno del passato. Bush vuol vendicare il suo papŕ, l'altro presidente che fece una tale brutta figura con la guerra del Golfo. Bush vuole instaurare la democrazia in Iraq, poi in Iran, poi... In ciascuna di queste spiegazioni ci sarŕ una parte minima o massima di veritŕ, ma neppure sommandole si arriva a capire la smania, la testardaggine, l'irragionevolezza, il furore con cui il progetto di Bush č stato portato avanti, senza sentire ragioni: spezzando le alleanze europee degli Stati Uniti, isolandosi, violando leggi e istituzioni della convivenza internazionale, andando contro il collettivo sentimento pacifista, facendo prevalere su tutto la forza, la potenza militare, la minaccia bellica, la volontŕ sopraffattoria e cieca. In altri casi, s'č spesso visto che atteggiamenti del genere derivano dalla malattia mentale, oppure da motivi personali: ma nessuno, in tanto tempo, ci ha raccontato quali potrebbero essere (ricatto, debiti contratti con sponsor e sostenitori, favori da concedersi in vista di future tornate elettorali?) gli eventuali motivi personali d'un comportamento tanto insensato e impolitico da lasciare senza fiato. Allora, perchč? Perchč sě, e basta. E' anche perciň che questa guerra viene tanto avversata e risulta tanto odiosa: come si potrebbe non detestare un'azione che oltre ad essere mortifera č cosě assolutamente incomprensibile, illogica, irrazionale? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da La Stampa, 20-3-2003&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91057747?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91057747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91057747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_16_archive.html#91057747' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91057514</id><published>2003-03-20T14:52:00.000+01:00</published><updated>2003-03-20T14:52:19.750+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;l'ultimo giorno d'inverno &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ho messo la sveglia alle cinque, a occhio e croce pensavo che il grande show iniziasse a quell'ora. Mi sono alzato facendo piano e ho acceso la TV. Porco cane, mi ero perso l'inizio. Ma bastava girare un pň i canali che il riassunto te lo facevano tutti. Ho spremuto arance rosse come il sangue dentro a un bicchierone e sono tornato davanti alla tv,bbc,cnn,mtv,rai,canale5,la7. il sole sorgeva su questa nostra terra e a guardare ad est poteva sembrare il bagliore di quelle esplosioni.&lt;br /&gt;Il grande show č inizato, la piů grande produzione del secolo, con l'invocazione a dio e le facce di circostanza. S chi ha marciato,digiunato,messo bandiere,inoltrato email,sms,si sente come una comparsa che ha fatto la sua parte e ora perň entrano in scena gli attori grossi,quelli con le battute che ti tengono aggrappato alla poltrona a sgranocchiare pop corn.Poi ti viene sete,loro lo sanno,quelli della produzione,e allora ti venderanno la coca cola.&lt;br /&gt;e domani č primavera.&lt;br /&gt;l'ha invocato bush,posso farlo anche io.dio mio abbi pietŕ di noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.jovanotti.com/forum/showthread.php?s=ad64e2d1630e0e218c876867d566e1dd&amp;threadid=10305"&gt;Lorenzo Cherubini&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91057514?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91057514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91057514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_16_archive.html#91057514' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91057335</id><published>2003-03-20T14:48:00.000+01:00</published><updated>2003-03-20T14:48:00.250+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.back-to-iraq.com/"&gt;Back to Iraq 2.0&lt;/a&gt; - Being a recounting of my journalistic adventures concerning Iraq&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;a href="http://www.back-to-iraq.com/"&gt;blog&lt;/a&gt; di Christopher Allbritton, reporter del New York Daily News, inviato in Iraq.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91057335?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91057335'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91057335'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_16_archive.html#91057335' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91057143</id><published>2003-03-20T14:43:00.000+01:00</published><updated>2003-03-20T14:43:10.153+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;&lt;a href="http://kabul.splinder.it/"&gt;LA NOTTE DEL BIVIO di Pino Scaccia&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi piace quest'immagine, scattata per caso. Due uomini che si incrociano sul ponte proprio sopra quell'unico, piccolo tratto del fiume dove c'e' acqua. Mi da' l'idea della scelta, di un bivio. Forse sono io che stasera mi pongo una serie di quesiti. Questa e' la notte dell'attacco. Non e', dunque, una notte qualsiasi. E' una notte in cui si decide fra la vita e la morte. Sto qui, nella mia stanzetta, mentre fuori c'e' la luna piena. Sto aspettando di andare a collegarmi con "Porta a porta" per parlare del battesimo del fuoco degli alpini. Strano posto l'Afghanistan dove "tecnicamente" non c'e' piu' la guerra ma si continua a morire. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho freddo. Quando aspetti, viene da pensare. E allora ricordo che anche la notte di un anno fa non dormivo perche' stavo a Bologna per raccontare di un incubo: la morte di Biagi, il ritorno dei fantasmi brigatisti, una notte piena di paura del futuro. Ricordo anche un'altra notte drammatica, nove anni fa, quando fu trucidata una ragazza coraggiosa, che faceva il mio mestiere, Ilaria Alpi, insieme a un operatore che non aveva paura. E mi torna la rabbia per non conoscere ancora la verita'. Mi fa uno strano effetto ripensare alla vita giovane di Ilaria finita improvvisamente in un Paese lontano, su una strada polverosa, adesso che sto qui, in mezzo alla polvere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che altro? Gia', la luna. Stanotte e' piena. Ma non mi viene in mente adesso nulla di romantico. Piuttosto capisco che e' una luna maledetta perche' e' perfetta per un attacco. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra fatalita' ma, tra l'altro, stanotte la luna di Kabul non e' piu' al buio. E' circondata, al contrario, da tante luci colorati (e qui i colori sono un evento). Domani e' il capodanno islamico, ma mi pare che non e' proprio il caso di far festa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::: Scritto mercoledi' notte, le 2.35 a Kabul (le 22.35 in Italia) :::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vado a letto quando a Kabul sono le 4,30 del mattino. Mi sveglio poche ore dopo e scopro che anche l'Afghanistan e' sotto bombardamenti. Non e', sinceramente, un bel risveglio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91057143?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91057143'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91057143'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_16_archive.html#91057143' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91055823</id><published>2003-03-20T14:10:00.000+01:00</published><updated>2003-03-20T14:10:50.950+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;La guerra spiegata da mio figlio di Nando dalla Chiesa&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I treni, i disobbedienti. La politica e le nuove generazioni, la pace e il senso comune. Tornai a casa a mezzanotte passata, dopo il consiglio comunale e un'assemblea con i movimenti milanesi. Torn&amp;#242; anche mio figlio. Il tempo di incominciare a parlare e giunsero le immagini di un telegiornale. I pacifisti che bloccavano non so quale treno e le consuete dichiarazioni messe in fila, comicamente lottizzate come sempre. Rifondazione, comunisti e verdi che difendevano i manifestanti. Le anime governative che attaccavano. L'opposizione maggiore che taceva o prendeva le distanze. Mio figlio scoppi&amp;#242; subito per la rabbia. Ma perch&amp;#232; tacciono?, mi chiese. Ma perch&amp;#232; non devono dire che fanno bene? Stanno cercando di impedire la guerra, o no? Perch&amp;#232; li devono attaccare, per piacere agli altri? &lt;br /&gt;E and&amp;#242; subito oltre. Con foga, con irruenza. Ma che cosa sono Ds e Margherita? Eh, dimmi: a che cosa servono la Margherita e i Ds? A niente servono. Un ammasso di persone per non dire niente. &lt;br /&gt;L'orgoglio e l'amor proprio risultarono feriti da subito, inutile negarlo. Che cosa potevo mai rispondergli, gli enumeravo le battaglie di un anno e mezzo in cui ne abbiamo viste e dovute inventare di ogni colore? Lui queste cose le sapeva benissimo. Della giustizia, della Cirami, delle manifestazioni sempre piů grandi. Tutto sapeva e aveva visto. Lui continuava a dirmi "Io ti stimo, lo so quello che hai fatto", ma capivo perfettamente che la sua rabbia chiamava in causa anche me. E che ogni volta che incrocia le esigenze o i sentimenti dei giovani, la politica si muove felpata, non li vede, quei volti e quei corpi, non sa sorridergli, non ne annusa gli istinti vitali e incontenibili. Gli istinti che ora portavano questo capo scout che ama i suoi bambini, che dedica loro serate e week end, che osserva la politica da lontano, ad appassionarsi e infuocarsi come sempre, quando giunge il momento della pace, del terzo mondo offeso, dei diritti umani calpestati dagli interessi economici.&lt;br /&gt;Tranquilli, nessun terzomondismo di ritorno. No, mio figlio non sa nemmeno che cosa sia il cattocomunismo. Ha solo un senso elementare di giustizia che gli esplode dentro, come giŕ a Genova, quando and&amp;#242; per partecipare e torn&amp;#242; sconvolto per quel che aveva visto. Genova e ora i treni. Noi politici del centrosinistra e loro, i giovani "che non fanno pi&amp;#249; politica", del "guardiamoci stasera, in questa sala non c'&amp;#232; neanche un giovane", gag numero sette delle nostre riunioni, con moti di assenso assicurati. Io non mi sento rappresentato, diceva e ripeteva, met&amp;#224; ira met&amp;#224; disperazione. Io voglio un governo di sinistra, basta con questa idea del centrosinistra che deve stare attento, prudentemente attento, a dire dov'&amp;#232; il giusto, questo centrosinistra sempre muto e che non pu&amp;#242; parlare. Bravo, gli ribattei seccato a mia volta, e allora tieniti Berlusconi per dieci anni. Perch&amp;#232; cos&amp;#236; stanno le cose. Se lo vuoi sconfiggere devi mettere insieme tutto, e ci sono anche quelli che i blocchi dei treni non li condividono. Sul valore della legalit&amp;#224; di fronte alla guerra senza Onu sapevo gi&amp;#224; che era proprio inutile spendere ogni parola. Perci&amp;#242; cercavo di tenere il discorso su un altro piano. Noi non possiamo essere solo sinistra. Abbiamo delle responsabilit&amp;#224;. Noi dobbiamo governare proprio per evitare le cose che a te non piacciono e che ti fanno male. E allora, insorse lui, ha ragione Bertinotti. Altre volte proprio no, ma ora &amp;#232; Bertinotti che mi rappresenta. Almeno lui parla, come a Genova. Gli altri stanno zitti. Non servono a niente.&lt;br /&gt;Fremevo anch'io, di disagio pi&amp;#249; che di rabbia. C'&amp;#232; una divisione dei ruoli, ripresi. E anche Bertinotti ci sta dentro, e cerca di trarne il massimo vantaggio anche lui. Noi se vogliamo tenerci il voto del nostro elettorato non possiamo seguire i pacifisti su queste forme di lotta, ma come fai a non capirlo? Ragionamenti ultrapolitici e al tempo stesso nemmeno troppo. Perch&amp;#232; se Rifondazione dovesse mai pesare molto a sinistra, magari grazie alla nostra inerzia su certe grandi questioni, anche il famoso Ulivo allargato potrebbe perdere qualche voto. Ma a queste cose non pensai affatto in quel momento. Gli dissi solo: ma che cosa stai dicendo, non lo sai che c'&amp;#232; mezzo Ds che su questi temi la pensa come Rifondazione e i verdi, che nella Margherita siamo in tanti a capire, almeno a capire, le lotte dei pacifisti? La risposta fu senz'appello. Ma per favore, ma per favore, per me i Ds sono Fassino e D'Alema. E la Margherita &amp;#232; Rutelli. Restai disorientato. Ma che dici, perché non ti leggi i giornali?, feci io praticamente annullato da quella identificazione assoluta, via la Bindi, via Realacci, via la Magistrelli o me stesso. Leggili - i giornali - e impara, invece di parlare a vanvera. La frittata all'una e passa di notte era fatta. Ah bene, &amp;#232; questo il dialogo. "Impara" mi sai dire, questo adesso &amp;#232; il tuo modo di ragionare. Se ne andň in camera da letto, visibilmente offeso, alterato, dolorosamente umiliato. Santo cielo. Mi sembrava di risentire la litania politica numero tre: "dobbiamo conquistare i giovani". I giovani di piazza San Giovanni, delle bandiere della pace, i dodicimila del Palavobis o come si chiama ora - ogni cosa basta pagare e le cambiano il nome - tutti l&amp;#224; a sentir musica per la pace un luned&amp;#236; sera. Dobbiamo conquistarli e io non ero capace neanche di parlare con mio figlio. Che non ha mai messo piede a un'assemblea politica, che ce l'ha con quelli che masticano e rimasticano ideologie di sinistra, ma che mostrava, per la seconda volta nella sua vita, una radicalit&amp;#224; sorprendente.&lt;br /&gt;Ero spiazzato. E parlavo a voce alta con mia moglie che lo difendeva. Dicevo a voce alta che non sopportavo quella sua arroganza proprio perch&amp;#232; mi sentisse dalla sua stanza. Dopo un quarto d'ora apr&amp;#236; la porta e torn&amp;#242; lui in salotto. C'era qualcosa di grande nel suo tentativo di dialogo, qualcosa di grande, voglio dire, per quella che &amp;#232; la fisiologia dei rapporti tra padre e figlio. Voleva farmi capire, lui voleva farmi capire. Si vedeva che comprimeva i toni, per non mettersi contro di me, che schiacciava la rabbia con cui avrebbe parlato al mondo se il mondo glielo avesse consentito.&lt;br /&gt;Inizi&amp;#242; quasi un monologo inarrestabile. Fino alle tre del mattino, titolo i giovani e la politica oggi, tutto quello che i partiti non sanno o non capiscono. Te lo ripeto, inizi&amp;#242;, io ti stimo, lo so che cosa fai, io voto le persone. Ho votato Rifondazione come ho votato te, come ho votato Basilio Rizzo al Comune. Forse tu hai ragione. Ma tu me l'hai sempre detto, sin da piccolo, che quello che apprezzavi era il mio senso della giustizia. Dicevi con orgoglio che era spiccatissimo. E io penso di averlo davvero, per questo io non li voglio accettare i compromessi. Magari tu li devi fare, ma io perché? Io ho ventiquattro anni, posso almeno a questa et&amp;#224; sognare un governo di sinistra, desiderare di essere rappresentato, posso? Anche tu alla mia et&amp;#224; eri cos&amp;#236;, o no? Ma ti rendi conto di quello che sta succedendo? Uno &amp;#232; pi&amp;#249; potente di tutti e decide per tutti che si fa la guerra. Poi ti porta le armi in casa tua. E a questo punto piazz&amp;#242; l'esempio: &amp;#232; come se i Piattelli che stanno a pianterreno decidessero di ammazzare il generale Cusone che sta qua sopra. E per farlo attraversassero con le armi addosso casa nostra. Tu cosa gli diresti? Fuori di qui, gli diresti. Ecco, io non sopporto che qualcuno comandi a casa mia. Io non ne posso piů di queste ingiustizie. Di uno che con i dollari e con le armi decide tutto. Con la gente che muore di fame, i brevetti eterni sui medicinali contro l'Aids, e ora anche i brevetti sui prodotti dell'agricoltura. Fece anche cenno al suo esame di Diritto internazionale, che stava preparando. Ma ti sembra normale, domand&amp;#242;, che il Fondo monetario faccia e disfi per tutti, mandi in rovina i pi&amp;#249; poveri, e decida sempre in base al principio che l&amp;#236; conta di pi&amp;#249; chi mette pi&amp;#249; soldi? Dimmelo: &amp;#232; questa la cooperazione internazionale? &lt;br /&gt;Le ingiustizie, pensai, le ingiustizie del mondo. Gli dissi che il mondo &amp;#232; pieno di tragedie e di ingiustizie, che noi come famiglia ne sapevamo ben qualcosa; non so perché - non certo perché lui sia scout - mi venne anche per la prima volta una limpida reminiscenza da chierichetto e stupendomi di me stesso gli chiesi: ma te lo ricordi quel riferimento a "questa valle di lacrime" nel "Salve o Regina"? Il mondo &amp;#232; davvero una valle di lacrime, davvero la felicit&amp;#224; arriva una volta ogni tanto, per piccole o grandi cose, e ogni volta va presa con la consapevolezza che ce n'&amp;#232; poca. Poi lo so anch'io che bisogna combatterle lo stesso le ingiustizie, per&amp;#242; sapendo che non sei tu che le elimini durante la tua vita. Almeno, io ho imparato questo. Sar&amp;#224; cos&amp;#236;, ma io non lo sopporto lo stesso, mi replic&amp;#242;. Faticava, e si vedeva, a tenere tutto ordinato nella parola, la camicia fuori dai jeans, quasi piegato in avanti per dire meglio, per tenere in equilibrio rabbia e rispetto. Questi (questi sono i capitalisti, gli americani, le multinazionali, dipende) stanno distruggendo il mondo, il senso della persona. Seminano l'ideologia del potere, del successo. Ogni cosa si legava all'altra nella sua accusa, lo sapevo, perché &amp;#232; cos&amp;#236; nei giovani. Sapevo che si sarebbe andati dalla guerra gi&amp;#249; gi&amp;#249; fino ai culi e alle tette in televisione, perché i ventenni colgono il filo che tiene insieme l'ideologia della forza e del rimbecillimento. Io, mi spieg&amp;#242;, ai miei ragazzini gli dico di divertirsi, di essere se stessi, che loro devono essere soprattutto dei bravi bambini, in pace con la loro coscienza, non devono vincere e battere gli altri, nella vita si vince e si perde con pari dignit&amp;#224;, non devono avere il culto del successo che poi diventa della sopraffazione. Qua ci stanno togliendo tutto, perché alla fine sono degli insensati, spogliano tutto di senso.&lt;br /&gt;Ma ti rendi conto?, e qui arriv&amp;#242; la rivelazione. Mi hanno tolto perfino i mondiali di calcio. I mondiali non ci sono pi&amp;#249;. Ho sempre sognato di vivere quello che hai vissuto tu nell'82. Ma non si pu&amp;#242;, non abbiamo potuto, perch&amp;#232; dovevano essere i mondiali delle multinazionali, che facevano investimenti nei paesi vergini di calcio. Comprati e venduti i mondiali. Lo sport pi&amp;#249; bello, tolto anche quello. Detto da lui, milanista (ahim&amp;#232;) che non perde una partita, che gioca con una squadra contenta di essere fatta solo di amici e per questo felicemente predisposta alle sconfitte, significava mi hanno tolto l'anima da bambino. Nessuno di noi vale pi&amp;#249; niente, insist&amp;#232;. E invece dobbiamo difendere il diritto di ogni persona a essere rispettata. Anzi ti comunico quello che abbiamo deciso stasera. Noi stasera agli scout abbiamo deciso di non accettare pi&amp;#249; i cuginetti, gli amici di famiglia, dentro lo stesso gruppo. Perch&amp;#232; poi sai che succede? Che i figli o nipotini della famiglia ricca e conosciuta si mettono tutti insieme, fanno il loro bel clan che si conoscono da sempre, che vanno in montagna e al mare insieme, e poi resta il bambino che non ha il suo clan di famiglia che certo viene con noi, dorme e canta con noi ma alla fine sotto le stelle si sente solo. &lt;br /&gt;Era un turbinio di riferimenti, di valori. La pace e il calcio, i bimbi emarginati e i paesi poveri. Un materiale indistinto, che si teneva insieme non solo nello sforzo fisico e affettivo ma anche in qualche passaggio logico fulminante. Finch&amp;#232; riapr&amp;#236; un quaderno doloroso. Voi non lo capite, come non avete capito Genova. Obiettai che su Genova, sulla verit&amp;#224; per Genova, mi ero speso e non poco, che avevo fatto sigillare io con un assessore provinciale la Diaz. Che non c'ero potuto andare i giorni prima, a Genova, perch&amp;#232; come facevo ad andarci con tutte quelle minacce di guerriglia, le promesse di sfondare la linea rossa, io che sono per la legalit&amp;#224;? Che se non ci fosse stata quella reazione pazzesca della polizia, Genova alla fine sarebbe stata pi&amp;#249; una sconfitta che una vittoria per i no o new global, con quelle prove di guerriglia mimate e fotografate all'Idroscalo di Milano. Stai facendo l'errore che ho fatto io arrivando a Genova, mi rispose, quando ho visto in manifestazione quelli con gli scudi vestiti da guerra e mi sembravano esaltati o esibizionisti. Poi per&amp;#242; ho visto anche come polizia e carabinieri caricavano il corteo. Ormai la discussione era tornata a quasi due anni fa. &lt;br /&gt;E tuttavia proprio Genova, il fatto che avessimo difeso le buone ragioni della maggioranza pacifica del corteo, che avessimo svolto le inchieste, che fossimo intervenuti in parlamento, che non avessimo voluto abbandonare all'oblio quella due giorni di sospensione della legalitŕ, mi consentě di fargli l'esempio che cercavo. Vedi, gli dissi, quando io militavo nel movimento studentesco, i partiti della sinistra non stavano con noi. Spesso la cultura, i libri, gli ideali anche, erano gli stessi. Ma loro non stavano con noi. Perch&amp;#232; c'&amp;#232; una divisione di ruoli tra i movimenti e chi ha responsabilit&amp;#224; istituzionali. Noi a Milano avevamo soprattutto i socialisti, pi&amp;#249; ancora che i comunisti, che ci aiutavano, che ci facevano da sponda: la possibilitŕ di fare le manifestazioni, i giornalisti, gli avvocati se c'era qualche problema. S&amp;#236;, replic&amp;#242;, ma ora voi neanche questo fate. Voi dite che quelli dei pacifisti sono metodi inaccettabili prima ancora di dire che c'&amp;#232; la guerra da evitare. Ma li senti quando fanno le loro dichiarazioni? Non c'&amp;#232; rispetto per gli ideali di pace, c'&amp;#232; perfino paura di riconoscerli. Be', gli feci io, lo noti per&amp;#242; che Prodi non vi attacca mai,che anche quando prende le distanze aggiunge sempre che bisogna capire gli ideali e le motivazioni dei giovani. E a me basterebbe questo, rispose, e per questo lo rivoterei. Ma la vuoi sapere una cosa? Noi, io e i miei amici voglio dire, non abbiamo quasi mai fatto riferimento alla Chiesa o ai preti, anzi, spesso le posizioni ufficiali sul sesso o sull'aborto ci creavano diffidenza. Ma ormai per noi riferirci ai preti e soprattutto al papa sta diventando normale, importante. Perché loro parlano. Loro parlano chiaro. Usano anche la parola "crimine" per la guerra preventiva.&lt;br /&gt;Alle tre torn&amp;#242; a studiare. Io restai sulla poltrona, e mi rivoltai nella mente, al volo, molte considerazioni. Quelle affettive ve le risparmio. Un paio di riflessioni politiche per&amp;#242;, quelle s&amp;#236;, si impongono ancora a distanza di giorni. &lt;br /&gt;La prima. Non c'&amp;#232; che dire, questo capitalismo (questo, dico, quello che c'&amp;#232; davvero) deve essere proprio cieco o stupido. Era rimasto praticamente senza nemici in occidente e con la sua infinita avidit&amp;#224; se li &amp;#232; ricreati e moltiplicati in un pugno di anni. Invece di sfruttare quella che dopo la caduta del Muro sembrava una vittoria storica e irreversibile, la sta capovolgendo in delegittimazione morale. Nonostante l'11 settembre. &lt;br /&gt;La seconda. Forse per&amp;#242; siamo ciechi anche noi, noi politici, che non vediamo l'immensa radicalit&amp;#224; di questa domanda di pace e di giustizia che ci &amp;#232; cresciuta in casa. Tanto, tantissimo &amp;#232; cambiato in questi anni. La domanda di legalit&amp;#224; dei girotondi non &amp;#232; affatto la stessa del "Craxi in galera" del '92 o '93. E molti hanno faticato a capirlo. Cos&amp;#236; la domanda di pace del 2003 non &amp;#232; affatto la stessa, tanto pi&amp;#249; ideologizzata, della guerra del golfo del '91. E anche chi ha fatto la manifestazione dei tre milioni non ne capisce spesso la profonditŕ, la nuova forza dirompente. Il suo essere parte del nuovo, grande ciclo culturale che risponde alla ventata di egoismo e di potenza che ha impazzato con qualche eccezione per due decenni. E che, ecco il paradosso, ci viene messa in faccia da una generazione che ci sembrava assente e silenziosa. Una generazione cresciuta tra spot pubblicitari e morte della partecipazione, ma che neanche i programmi dominati dal grande padrone televisivo hanno potuto forgiare a propria somiglianza, cos&amp;#236; da darci - ma s&amp;#236; - il messaggio sconvolgente che alla fine il senso dell'uomo &amp;#232; pi&amp;#249; forte di tutte le tivů messe insieme.&lt;br /&gt;Mio figlio ora &amp;#232; partito per l'America latina. Un mese a imparare, a girare da solo per raccogliere spunti per la sua sperimentale sociologia del diritto. Lasciandomi, mi ha regalato "Patagonia Express" di Sepulveda, lui che non ha mai letto né Pasolini né Calvino. Vuole rivedere i luoghi dove il cielo &amp;#232; alto e in cui, come ama dire, una donna vale perch&amp;#232; &amp;#232; mamma e non perch&amp;#232; mostra culo e tette in tiv&amp;#249;. In cui nulla si spreca e dove se un bimbo urla che il cibo scotta, la mamma non gli dice di sputare fuori tutto, ma gli fa aprire la bocca e gli soffia dentro. Se ho raccontato tutto questo, forse, &amp;#232; anche per amore suo, lo ammetto. Ma &amp;#232; soprattutto per amore di una generazione che, con questi ideali dentro, ha il diritto di essere rappresentata. Ha il diritto di misurare la distanza tra sogno e realt&amp;#224;; di vedere se &amp;#232; vero che un altro mondo &amp;#232; possibile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da &lt;a href="www.unita.it"&gt;&lt;/a&gt;l'Unit&amp;#224; 11-03-03&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91055823?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91055823'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91055823'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_16_archive.html#91055823' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91055446</id><published>2003-03-20T13:59:00.000+01:00</published><updated>2003-03-20T14:11:20.000+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Appello di 'Libert&amp;#224; e Giustizia' - 'Il nostro no alla guerra' scritto da Claudio Magris&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro no alla guerra non ha nulla a che vedere con lo stolto antiamericanismo aprioristico, pronto a gridare contro ogni fallo degli Stati Uniti ma silenzioso nei confronti dei Paesi in cui si lapidano le adultere o si decapitano gli omosessuali. Il dissenso verso la politica di un governo non implica alcuna ostilit&amp;#224; nei riguardi del Paese retto in quel momento da quel governo, né del suo sistema politico-sociale; criticare oggi il governo Berlusconi o ieri il governo D’Alema non significa essere nemici dell’Italia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni sincera alleanza, anche con un Paese tanto piů potente, esige tuttavia franchezza e indipendenza di giudizio e non supina passivitŕ. Non ci sembra accettabile abbattere il regime tirannico e sanguinario di Saddam Hussein bombardando la popolazione irachena, cosě come non ci sembrerebbe accettabile bombardare Palermo per colpire i delinquenti mafiosi che sparano in faccia ai bambini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sembra soprattutto che questa guerra – preparata nel piů insensato dei modi con un micidiale misto di prepotenza, ipocrisia e titubanza – possa scatenare un processo incalcolabile di destabilizzazione e crisi politica nel mondo, con effetti disastrosi non solo per la pace ma per l’ordine e l’equilibrio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Troppo spesso si crede, con supponenza, di tenere sotto controllo le cose e troppo spesso ci si trova, come irresponsabili apprendisti stregoni, dinanzi a conseguenze catastrofiche per tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo in uno dei momenti piů pericolosamente incerti e labili della storia degli ultimi anni, in un momento in cui il precario equilibrio potrebbe crollare in modi imprevedibili e devastanti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il no a questa guerra non nasce solo da un generico ancorché sacrosanto amore di pace, ma dalla razionale preoccupazione politica per i disastri ulteriori che essa potrebbe scatenare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Garanti e il Consiglio di Presidenza di Libert&amp;#224; e Giustizia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="www.libertaegiustizia.it/appelli/appello01.htm"&gt;per aderire all'appello&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91055446?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91055446'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91055446'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_16_archive.html#91055446' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91055395</id><published>2003-03-20T13:57:00.000+01:00</published><updated>2003-03-20T13:57:43.186+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;«Io dico grazie a Bush perché milioni di persone si sono unite per la pace» di PAULO COELHO&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie Presidente Bush. Grazie, grande leader George W. Bush. Grazie di aver mostrato a tutti il pericolo che Saddam Hussein rappresenta. Molti di noi avrebbero potuto altrimenti dimenticare che ha utilizzato armi chimiche contro il suo popolo, contro i curdi e contro gli iraniani. Hussein č un dittatore sanguinario e una delle piů chiare espressioni del male al giorno d’oggi. Ma questa non č la sola ragione per cui la ringrazio. Nei primi due mesi del 2003 ha mostrato al mondo molte altre cose importanti e perciň merita la mia gratitudine. Cosě, ricordando una poesia che ho imparato da bambino, voglio dirle grazie. &lt;br /&gt;Grazie di aver mostrato a tutti che il popolo turco e il suo parlamento non sono in vendita, neanche per 26 miliardi di dollari. &lt;br /&gt;Grazie di aver rivelato al mondo l’abisso che esiste tra le decisioni di coloro che sono al potere e i desideri del popolo. Grazie di aver messo in evidenza che né José Maria Aznar né Tony Blair danno la minima importanza né mostrano il minimo rispetto per i voti che hanno ricevuto. Aznar č capace di ignorare che il 90 per cento degli spagnoli sono contro la guerra e Blair č rimasto indifferente alla piů grande manifestazione pubblica svoltasi in Inghilterra negli ultimi trent’anni. &lt;br /&gt;Grazie di aver costretto Tony Blair a recarsi al parlamento inglese con un dossier falso scritto da uno studente dieci anni fa e di averlo presentato come «prova determinante trovata dal servizio segreto britannico». &lt;br /&gt;Grazie di aver permesso che Colin Powell si esponesse al ridicolo mostrando al Consiglio di Sicurezza dell’Onu delle foto che, una settimana dopo, sono state pubblicamente contestate da Hans Blix, l’ispettore responsabile del disarmo dell’Iraq. &lt;br /&gt;Grazie di aver adottato la posizione attuale e di aver pertanto fatto sě che il discorso contro la guerra del ministro degli Esteri francese, Dominique de Villepin, alla sessione plenaria dell’Onu fosse accolto dagli applausi - cosa che, a quanto ne so, č successa solo una volta in precedenza nella storia delle Nazioni Unite, dopo un discorso di Nelson Mandela. &lt;br /&gt;Grazie perché, in seguito ai suoi sforzi in favore della guerra, le nazioni arabe, normalmente divise, nell’incontro al Cairo avvenuto l’ultima settimana di febbraio sono state per la prima volta unanimi nel condannare qualsiasi invasione. &lt;br /&gt;Grazie di aver affermato che «l’Onu ora ha una possibilitŕ di mostrare la sua importanza», affermazione che ha indotto a prendere una posizione contro l’attacco all’Iraq anche i Paesi piů riluttanti. &lt;br /&gt;Grazie per la sua politica estera che ha spinto il ministro degli Esteri inglese, Jack Straw, a dichiarare nel ventunesimo secolo che «una guerra puň avere una giustificazione morale», perdendo in questo modo tutta la credibilitŕ. &lt;br /&gt;Grazie di aver cercato di dividere un’Europa che sta lottando per l’unificazione: č un avvertimento che non sarŕ ignorato. &lt;br /&gt;Grazie di aver ottenuto ciň che assai pochi sono riusciti a ottenere in questo secolo: unire milioni di persone di tutti i continenti nella lotta per la stessa idea, anche se essa č opposta alla sua. &lt;br /&gt;Grazie di averci dato di nuovo la consapevolezza che le nostre parole, anche se non saranno udite, almeno sono state pronunciate; questo ci renderŕ piů forti nel futuro. &lt;br /&gt;Grazie di averci ignorato, di aver emarginato tutti coloro che si oppongono alla sua decisione, perché il futuro della Terra appartiene agli esclusi. &lt;br /&gt;Grazie perché, senza di lei, non saremmo stati coscienti della nostra capacitŕ di mobilitazione. Potrebbe non servirci questa volta, ma sicuramente ci sarŕ utile in futuro. &lt;br /&gt;Ora che sembra non ci sia modo di zittire i tamburi di guerra, vorrei ripetere le parole che un antico re europeo disse a un invasore: «Che la mattina sia bella, che il sole splenda sulle armature dei soldati, perché nel pomeriggio ti sconfiggerň». Grazie di aver permesso a noi, un esercito di anonimi che riempie le strade nel tentativo di fermare un processo giŕ in atto, di capire quel che significa essere impotenti e di imparare a fare i conti con quella sensazione e a trasformarla. Pertanto si goda la mattina e la gloria che potrebbe ancora riservarle. &lt;br /&gt;Grazie di non averci ascoltato e di non averci preso sul serio, ma sappia che noi la ascoltiamo e che non dimenticheremo le sue parole. Grazie grande leader George W. Bush. &lt;br /&gt;Molte grazie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Il Corriere 14-03-03&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91055395?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91055395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91055395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_16_archive.html#91055395' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91049596</id><published>2003-03-20T10:39:00.000+01:00</published><updated>2003-03-20T13:54:33.000+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;LETTERA Da un vecchio amico di STEFANO BENNI&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro George e cari Tony e Josč Maria, questa lettera č personale. So che la servitů la aprirŕ e quindi tanto vale che dica anche: cari Berlusconi e Frattini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Circa sessant'anni fa scappai da quel maledetto bunker di Berlino su un sidecar senza moto (il mullah Omar mi fa un baffo), e trovai rifugio in un paese sudamericano. In questo periodo in cui ho vissuto nascosto non ho sofferto per la guerra persa, ma per la fine di un sogno. Ho temuto che la sordida propaganda dei vincitori potesse cancellare il meraviglioso mito della razza eletta, e di un paese superiore agli altri. Per anni solo poche minoranze hanno difeso questo ideale. Vedervi oggi incarnare lo spirito di quei giorni dolci e terribili, mi ringiovanisce di mezzo secolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono vecchio, e solo le cure assidue, trentatre lifting e cambi del sangue mi hanno tenuto in vita. Ma ne valeva la pena, per vedere finalmente in voi gli eredi del mio sogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;George, tu e la banda di miei seguaci e ammiratori che ha preso in mano l'America, teorizzate giustamente la superioritŕ della razza americana, dei suoi interessi e del suo esercito sul resto del mondo. Nelle vostre vene scorre poca emoglobina tedesca, e vedo troppi negri che parlano ai vostri microfoni, e troppe sacche di democrazia annidate sul vostro suolo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ma io vedo in te la mia giovinezza, George W. Bush. Solo io e tuo padre sappiamo che quel W. sta per Wermacht. Ebbene sě, George, con un paio di baffetti e una divisa, sei uguale a me. Non devi urlare ai microfoni, le amplificazioni e i media sono migliorati, hai fatto corsi di recitazione e di look. Ma i concetti che esprimi te li ho insegnati io. E trovo molto bello che forse sceglierai il ventuno marzo per attaccare l'Iraq, proprio il giorno del mio ultimatum alla Polonia, la nascita della primavera nazista. Tony, sei un comunista di merda, ma anch'io all'inizio mi ero impantanato in idee socialiste, so che dietro alla tua aria da fighetto si nasconde un cuore da panzer, e che l'Impero Coloniale Inglese č per te un esempio incrollabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Josč Maria, tu sei un cretino. Tagliati almeno i baffetti e non pettinarti come me. Ma ho avuto un sacco di cretini nel mio esercito, ed erano quelli che obbedivano meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quanto a voi, camerati Berlusconi e Frattini, non siete certo come Mussolini. Lui amava il militarismo, voi siete degli imboscati a vita. Ma stare dalla parte dei piů forti č nel vostro codice genetico. La vostra ipocrisia, la vostra mediocritŕ di statisti, il vostro essere servi dei servi , č parte integrante della peggior storia italiana. Date pure le basi e le ferrovie agli americani. Parteciperete al banchetto dei vincitori, avrete qualche attentato in meno e un barile di petrolio non ve lo negherŕ nessuno. Se verrŕ commesso quale crimine di guerra, riuscirete a fare una legge anche per quello. Se ci foste stati voi, il processo di Norimberga starebbe ancora passando da una sede all'altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro George, non preoccuparti se ti senti solo, anch'io lo sono stato. Sono sempre esistiti gli ebrei, i bolscevichi, gli zingari, gli arabi, e soprattutto i polacchi traditori come i Wojtyla, i negri come Annan e i traditori come Schroeder e Chirac. Feccia del mondo unita in quel covo di sordido meticciato etnico chiamato Onu. La diplomazia, diceva Goebbels, č il nome con cui le razze inferiori chiamano la loro paura. Ma ora č riapparsa sulla scena una razza superiore, e tutto questo sparirŕ nella spazzatura della storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;George, so che tu non vuoi che mi mostri in pubblico, e questo mi rattrista. Ti ringrazio delle vecchie moto Zundapp che continui a regalarmi ogni compleanno. Non capisco anche i sessanta orologi d'oro in tre mesi, non č che saranno regali riciclati? Chi č quel deficiente che continua a regalarti orologi da polso, George, uno che ti ha preso per un polipo? Va bene, resterň nella mia privatsphere o privacy come dite voi. Ma state attenti. Non esagerate con le vostre bugie, con le parole preventivo e umanitario, le bombe intelligenti e federaliste, disarmare invece di aggredire, obliterare invece di uccidere. Potrei saltare fuori da un momento all'altro e apparire su qualche televisione. Chi non manderebbe in onda una videocassetta del fuhrer? Farei una aufsehenerregende audience, con un po' di fard, i baffi tinti e le luci giuste. Si fa cosě adesso, no? E potrei dire: cari telespettatori, anche se in passato abbiamo avuto qualche screzio, e io sono il Male e loro il Bene, questi sono i miei eredi, i miei continuatori. Saddam č una mia brutta sanguinaria copia, loro sono il modello perfezionato, i Robofuhrer del futuro. Forse non useranno tutti i miei metodi, forse si fermeranno prima, ma vi assicuro che alla base di tutto c'č la mia vecchia semplice lezione: il piů forte deve dominare il mondo. I vostri esperti di comunicazione temono che con la mia faccia stravolta e gli stivali militari spaventerei qualcuno, farei apparire la violenza di ciň che sta accadendo, vi smaschererei del tutto. Ma forse siete giŕ smascherati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincerete, questo č certo. Il popolo iracheno ha imparato da Silvio Berlusconi che una grande felicitŕ sta per abbattersi su di lui. Glielo cederebbero volentieri, un chilotone di felicitŕ sulla sua villa di Arcore, ma non accadrŕ. Moriranno col sorriso sulle labbra. Forse avrebbero preferito un'altra soluzione per essere felici e liberi dal tiranno, ma voi non l'avete voluta fin dal primo momento. Avete coltivato Saddam come un fiore, e cosě questa commedia del disarmo. Siete ipocriti, bugiardi, e arroganti dall'alto della vostra potenza militare. Perciň mi piacete un sacco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi accadrŕ di uccidere dei bambini iracheni (ahimč, succede, la guerra e la politica hanno sempre degli effetti collaterali imprevisti e spiacevoli, da Buchenwald ai Gulag, da Hiroshima alla prossima necessaria atomica). Ebbene, quando seppelirete questi bambini fate loro una carezza e dite: questa č la carezza di zio Adolf. Come sapete io amavo i bambini. E voi amate la pace, e l'Italia č un paese sovrano e questa non č una guerra d'aggressione. E poiché siete nel giusto, non la pagherete. Forse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' notte, e nel mio chalet tirolese in mezzo alla giungla guardo il tuo discorso alla televisione, George Wermacht Bush, e invidio lo stile e la pacatezza con cui comunichi a miliardi di persone quello che io dovevo urlare con voce rauca e gesti da burattino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma l'anima č la stessa, e uguale č la fede in una razza eletta e nella superioritŕ militare come unica vera legalitŕ. Sessant'anni non hanno consumato questo meraviglioso ideale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro George, ti faccio i miei migliori auguri e spero che tu passi serenamente queste quarantotto ore. Ti perdono la Normandia. In fondo, č grazie agli errori che si cresce, e voi avete imparato la lezione. Con affetto, e basta orologi. Decidiamo noi che ora č.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adolf Hitler Casella postale 4535 Mato Grosso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da Il manifesto, 19-03-03&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91049596?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91049596'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91049596'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_16_archive.html#91049596' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91049271</id><published>2003-03-20T10:27:00.000+01:00</published><updated>2003-03-20T10:27:39.903+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;LE RICHIESTE DI AMNESTY INTERNATIONAL ALL’UNIONE EUROPEA: PROTEGGERE LA POPOLAZIONE CIVILE IRACHENA, RISPETTARE LE LEGGI DI GUERRA&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla vigilia del Summit dell’Unione Europea di Bruxelles e nell’imminenza dell’inizio della guerra in Iraq, Amnesty International ha chiesto ai capi di Stato e di governo dei Quindici di mostrare la loro determinazione, individuale e collettiva, ad assicurare la &lt;br /&gt;stretta osservanza delle leggi internazionali sulla condotta di guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amnesty International ha trasmesso ai Quindici le dieci domande che ieri ha rivolto a George W. Bush, Tony Blair, Jose’ Maria Aznar e Saddam Hussein:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali misure avete preso per garantire il pieno rispetto del diritto internazionale umanitario in tempo di guerra?&lt;br /&gt;Potete garantire che non farete ricorso ad armi che, per la loro natura, hanno effetti indiscriminati?&lt;br /&gt;Quali misure adotterete per garantire che i civili fatti prigionieri saranno trattati in modo equo e umano?&lt;br /&gt;Quali misure adotterete per garantire che i diritti dei combattenti saranno rispettati?&lt;br /&gt;Potete spiegare cosa state facendo per soddisfare le necessita’ di tipo umanitario e di sicurezza della popolazione irachena?&lt;br /&gt;Come assicurerete protezione e assistenza ai rifugiati e ai profughi in fuga dal conflitto?&lt;br /&gt;Cosa intendete fare per assicurare alla giustizia internazionale i responsabili di reati?&lt;br /&gt;Siete disponibili a ricorrere ai servizi della Commissione permanente d’inchiesta umanitaria per indagare su gravi violazioni delle Convenzioni di Ginevra?&lt;br /&gt;Sosterrete e favorirete la presenza di osservatori internazionali sui diritti umani su tutto il territorio iracheno, una volta che le condizioni di sicurezza lo permetteranno?&lt;br /&gt; Come intendete assistere le Nazioni Unite nell’adempimento delle loro responsabilita’ in campo umanitario e dei diritti umani?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“I leader europei devono dichiarare pubblicamente e senza la minima ambiguita’ che intendono riaffermare i valori e gli impegni che vincolano l’Unione Europea e ciascuno dei suoi membri” – ha dichiarato Marco Bertotto, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International. “Tutti i paesi, ma soprattutto quelli che partecipano alla guerra in Iraq, devono garantire che le leggi di guerra saranno rispettate da tutti coloro che agiranno sotto il loro comando”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amnesty International chiede in particolare ai leader dell’Unione Europea di dichiarare la loro ferma opposizione all’uso di armi che sono di per se’ indiscriminate, tra cui le bombe a grappolo, le mine antipersona e le armi chimiche, biologiche e nucleari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amnesty International chiede inoltre ai leader dell’Unione Europea di assicurare che non vi sara’ alcun attacco diretto contro i civili; che gli attacchi contro obiettivi militari non avranno un impatto sproporzionato contro i civili; che saranno pienamente soddisfatte le necessita’ umanitarie e di sicurezza della popolazione irachena; che i rifugiati e i profughi saranno protetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amnesty International chiede infine ai Quindici di premere sul Consiglio di sicurezza affinche’ vengano inviati osservatori sui diritti umani delle Nazioni Unite, non appena la situazione lo consentira’. Secondo Amnesty International, gli osservatori sui diritti &lt;br /&gt;umani sono essenziali per contribuire a prevenire abusi e a indagare sulle violazioni commesse da ogni parte coinvolta nel conflitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, 19 marzo 2003            &lt;br /&gt;                                &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91049271?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91049271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91049271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_16_archive.html#91049271' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-91049209</id><published>2003-03-20T10:25:00.000+01:00</published><updated>2003-03-20T10:25:37.640+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;LA SEZIONE ITALIANA DI AMNESTY INTERNATIONAL LANCIA LA CAMPAGNA IO NON DISCRIMINO&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“L’articolo 1 della Dichiarazione Universale dei diritti umani afferma solennemente che tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignita’ e diritti. Ma la realta’ di ogni giorno e’ che non tutti gli esseri umani sono eguali in dignita’ e diritti” – ha dichiarato Marco Bertotto, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International, presentando questa mattina a Roma una nuova campagna annuale dell’associazione sul tema della discriminazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La campagna, intitolata IO NON DISCRIMINO, intende denunciare le varie forme di discriminazione per motivi di origine etnica o nazionale, status sociale o economico, colore, genere, orientamento sessuale, lingua, religione, cultura, opinione politica che &lt;br /&gt;annullano o mettono a rischio i diritti e la dignita’ di milioni di esseri umani nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La discriminazione e’ un attacco al cuore del principio fondamentale che i diritti umani spettano a ciascun essere umano, senza distinzione. Il diritto a non essere sottoposti a forme di discriminazione e’ sancito dai piu’ importanti accordi di diritto internazionale. Eppure, ogni singola violazione dei diritti umani che Amnesty International denuncia da oltre quarant’anni puo’ essere vista come un &lt;br /&gt;prodotto della discriminazione. Lo sono state anche le peggiori tragedie di questi ultimi anni, dalla Bosnia al Ruanda, dal Kossovo a Timor Est” – ha detto Bertotto.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La discriminazione, come si legge nel rapporto presentato oggi alla stampa, “incombe sulla vita quotidiana della maggioranza degli abitanti del pianeta: codificata nella legge, applicata nell’amministrazione della giustizia, riprodotta in versione estrema nelle guerre, praticata dalle forze dell’ordine, amplificata dagli stereotipi del mondo dell’informazione”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In alcuni casi – come nei confronti degli aborigeni in Australia, delle popolazioni indigene nel continente americano, dei dalit in India, dei rom in Europa, delle minoranze etniche in Cina e dei curdi in Medio Oriente – la discriminazione assume un carattere sistematico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La rappresentazione piu’ estrema della discriminazione si manifesta durante i conflitti armati su base nazionale o etnica: qui l’altro diventa avversario, nemico da eliminare in un crescendo di odio organizzato che non risparmia neanche i bambini e che si &lt;br /&gt;accanisce particolarmente contro le donne, vittime di piani sistematici di violenza sessuale” – ha sottolineato Bertotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amnesty International ricorda inoltre che all’indomani dell’11 settembre 2001 numerosi governi - tra i quali quelli di Gran Bretagna e Stati Uniti - hanno introdotto legislazioni che, in nome di una presunta maggiore sicurezza, hanno dato vita a una “giustizia di seconda classe”, discriminatoria e sommaria. Secondo Bertotto, “in molti paesi l’obiettivo della ‘sicurezza a tutti i costi’ si e’ trasformato in un pretesto per colpire gli oppositori e le minoranze e giustificare limitazioni alle liberta’ fondamentali e gravi violazioni dei diritti umani. Siamo davvero convinti che un mondo in cui a milioni di persone sono negati i fondamentali diritti umani, primo tra &lt;br /&gt;tutti quello alla stessa sopravvivenza, possa essere reso piu’ sicuro con leggi repressive, l’uso della tortura e interventi militari?”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia, come sottolineato anche dalla Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza, non e’ affatto estranea al problema: la discriminazione si esprime attraverso pregiudizi sociali, atti di violenza da parte delle forze dell’ordine, propaganda razzista, antisemita e xenofoba. “Non aiutano certo a contrastare la discriminazione le parole di chi, anche all’interno delle istituzioni &lt;br /&gt;italiane, tende a minimizzare il fenomeno o, peggio, lo alimenta attraverso affermazioni xenofobe e intolleranti. Lo stesso vale per le leggi, come la cosiddetta Bossi – Fini, che sottovaluta la questione dell’asilo politico come problema di diritti umani, impedisce di &lt;br /&gt;fatto l’esercizio del diritto d’asilo e colpisce i diritti di persone vulnerabili condannandole a una condizione di discriminazione e al rischio oggettivo di subire ulteriori abusi e persecuzioni”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Cavazza, responsabile della campagna IO NON DISCRIMINO, ha illustrato il calendario delle prime iniziative, tra cui, in particolare, la “Settimana dei diritti umani”, in programma a Padova dal 28 aprile al 4 maggio, nel corso della quale la Sezione Italiana di Amnesty International organizzera’ mostre, spettacoli e convegni sul tema della discriminazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cavazza ha inoltre presentato una petizione nazionale che l’associazione intende far sottoscrivere a milioni di persone in tutta Italia oltre che a enti locali, esponenti politici, rappresentanti del mondo della cultura e dello spettacolo. Chi la firmera’ si impegnera’ “a contrastare ogni forma di discriminazione e a rispettare e tutelare l’uguaglianza e la dignita’ di tutti gli esseri umani”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante la campagna, sara’ possibile sottoscrivere su www.amnesty.it appelli in favore di vittime della discriminazione e per l’adozione, a livello nazionale e internazionale, di legislazioni che mettano al bando la discriminazione in tutte le sue forme. I primi appelli riguarderanno Ecuador, Federazione Russa, Mauritania, Nigeria, Repubblica Popolare Cinese, Siria / Italia, Stati Uniti &lt;br /&gt;d’America e Turchia.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Bertotto ha concluso ricordando che la discriminazione non e’ confinata unicamente all’interno delle istituzioni dello Stato ma puo’ mettere radici in ogni settore della societa’. “Contribuire a porre fine a tutte le forme di discriminazione e’ compito di tutti. &lt;br /&gt;Ognuno di noi puo’ diventare protagonista di campagne contro il pregiudizio, l’ingiustizia, il bigottismo, la xenofobia: campagne per informare, per dare solidarieta’ alle vittime, per assisterle sul piano legale e su quello della riabilitazione psico-fisica. &lt;br /&gt;La campagna IO NON DISCRIMINO puo’ rappresentare la speranza per milioni di persone per le quali dove c’e’ discriminazione non vi e’ liberta’, non vi e’ giustizia, non vi sono diritti umani”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, 19 marzo 2003       &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-91049209?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91049209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/91049209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_16_archive.html#91049209' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-90838930</id><published>2003-03-17T06:26:00.000+01:00</published><updated>2003-03-17T06:28:31.000+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Un sito di storie di guerra di chi non vuole la guerra &lt;a href="http://www.eleventhhourstories.org/"&gt;eleventhhourstories&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.repubblica.it/online/navi_in_bottiglia/fratelli/fratelli/fratelli.html"&gt;Fratelli al fronte&lt;/a&gt;, la storia di Gabriele Romagnoli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-90838930?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/90838930'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/90838930'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_16_archive.html#90838930' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-90834783</id><published>2003-03-17T04:55:00.000+01:00</published><updated>2003-03-17T04:57:31.000+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Da &lt;a href="http://www.msf.it/"&gt;msf&lt;/a&gt;: &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.msf.it/msfinforma/comunicati_stampa/20022003.shtml"&gt;Il 13 marzo la petizione internazionale per Arjan Erkel ha raggiunto 220.888 adesioni&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica 9 marzo Arjan, volontario di MSF rapito sette mesi fa in Daghestan, ha compiuto 33 anni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 12 febbraio sono 220.888 le persone che hanno aderito alla petizione internazionale, lanciata da MSF per chiedere alle autoritŕ russe e daghestane di compiere ogni sforzo per ottenere la liberazione di Arjan. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'obiettivo iniziale era raccogliere 150.000 adesioni per il compleanno di Arjan. L'obiettivo č stato raggiunto e, data l'ampia adesione a quest'iniziativa internazionale, MSF ha deciso di proseguire questa campagna finché non verrŕ raggiunto un elevato numero di adesioni provenienti da cittadini russi e daghestani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MSF invita chiunque ad aderire a quest'azione in favore di Arjan Erkel, volontario di MSF rapito da uomini armati il 12 agosto 2002 in Daghestan (Repubblica della Federazione russa, confinante con la Cecenia). Dal giorno del suo sequestro né MSF né i suoi familiari hanno piů ricevuto notizie di Arjan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La petizione di MSF č rivolta al Presidente russo, Vladimir Putin, e al Primo ministro daghestano, Magomedov, affinché le rispettive autoritŕ compiano ogni sforzo per ottenere la liberazione immediata diArjan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La petizione internazionale per Arjan č stata lanciata il 12 febbraio scorso da tutte le 18 sezioni di Medici Senza Frontiere, a sei mesi esatti dal suo rapimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli operatori umanitari forniscono un aiuto essenziale alle popolazioni in pericolo e deve essere loro assicurata la possibilitŕ di potersi muovere in condizioni di relativa sicurezza. Il rapimento di peratori umanitari rappresenta una piena violazione del diritto umanitario internazionale e spesso comporta la sospensione dei programmi di aiuto forniti dalle organizzazioni umanitarie in quel contesto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Breve biografia di Arjan Erkel&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Peter-Arjan Erkel, 32 anni, č nato in Olanda. Dall'aprile 2002 lavorava come capo missione di MSF a Makhachkala, capitale della Repubblica russa del Daghestan.&lt;br /&gt;Arjan, laureato all'universitŕ di Nijmegen con una tesi in antropologia culturale, ha iniziato a lavorare con MSF nel 1994 come logista in Uganda. Successivamente ha lavorato come coordinatore delle operazioni di MSF in Tajikistan e come coordinatore di progetto in Uzbekistan, Russia e Sierra Leone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cosa puoi fare per aiutare Arjan?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Puoi firmare la petizione e inviare il &lt;a href="http://www.msf.org/arjan/petition/italy.htm"&gt;relativo link&lt;/a&gt; a tutti i tuoi amici, parenti e colleghi per fargli sapere cosa č successo ad Arjan e per dare un piccolo ma significativo contributo affinché si possa sapere qualcosa di piů su questa drammatica vicenda. &lt;br /&gt;Invita piů persone possibile ad aderire alla petizione. &lt;br /&gt;Abbiamo bisogno di una mobilitazione straordinaria per suscitare l'attenzione della comunitŕ internazionale su questa drammatica vicenda che ha colpito un volontario di un'organizzazione internazionale di soccorso medico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.msf.org/arjan/petition/italy.htm"&gt;Firma la petizione &gt;&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-90834783?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/90834783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/90834783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_16_archive.html#90834783' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-90824947</id><published>2003-03-17T01:18:00.000+01:00</published><updated>2003-03-17T01:18:49.436+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.alcatraz.it/redazione/news/show_news_p.php3?NewsID=1712"&gt;Signore e signori, buona sera&lt;/a&gt; di Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo &lt;/b&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Siamo qui per annunciarvi che giovedi' 27 marzo 2003, alle ore 21 saremo in onda con una trasmissione comica su almeno 20 televisioni locali e via satellite. Cioe' dovremmo riuscire a raggiungere tutta Italia con due ore di spettacolo. Si parlera' della guerra in Iraq, della situazione in Italia e di alcuni avvenimenti che le televisioni ufficiali tacciono.&lt;br /&gt;Diciamo subito che non siamo in grado di produrre una televisione stabile. Si tratta solo di un esperimento per dimostrare che e' possibile farlo. E in ogni caso ci sembrava doveroso cercare di raggiungere, almeno una volta, un grande pubblico con un discorso non omologato. Siamo sull'orlo di una tragedia di portata immensa e non ci sentiamo di lasciare nulla di intentato. &lt;br /&gt;La situazione anomala della tv in Italia ha reso possibile qualche cosa di incredibile:&lt;br /&gt;ci sono 6 televisioni in mano a un uomo solo e centinaia di tv locali strangolate da un monopolio pubblicitario quasi assoluto.&lt;br /&gt;E un altro uomo (Murdock) che controlla Stream e Tele+.&lt;br /&gt;Ma le nuove tecnologie hanno reso molto piu' economico fare e trasmettere tv.&lt;br /&gt;Oggi pensare a una televisione indipendente non e' una follia.&lt;br /&gt;Questa nostra televisione e' per ora in grado di esistere per una notte sola come Cenerentola. E' un atto dovuto, per la situazione drammatica che il pianeta sta attraversando. Vogliamo far conoscere al pubblico televisivo le grandi menzogne che le televisioni nazionali stanno spacciando. &lt;br /&gt;Ma lo scopo di questa trasmissione sara' anche un altro, vogliamo vedere quante persone, in Italia e in tutta Europa via satellite, riusciremo a raggiungere. Crediamo che oggi ci siano parecchi milioni di persone che sono stanche di questo regime del Pensiero Unico. E crediamo che ci siano tutte le premesse per creare una vera televisione libera e stabile.&lt;br /&gt;Abbiamo fatto due conti, sarebbero sufficienti 500 mila euro (un miliardo di lire) per garantire una tv tutti i giorni via satellite e via internet, con un telegiornale quotidiano e l'accesso a tutti quelli che in Italia e all'estero avranno materiali autoprodotti da proporre. Parliamo di televisione povera, molto povera, una telecamera, una persona che racconta e basta: una televisione il cui valore sta in quello che dice e per il linguaggio che sa usare. &lt;br /&gt;Una televisione dove il pubblico vota e puo' determinare veramente i palinsesti esprimendo il proprio giudizio. Potenzialmente si potrebbero raggiungere almeno 5 milioni di case ed episodicamente si potrebbero organizzare grandi eventi e ottenere un passaggio sulla rete delle tv locali. Una televisione che si muove fuori dai circuiti normali a costo di fare l'autostop.&lt;br /&gt;E pensiamo che una televisione che possa offrire un accesso al grande pubblico e creare uno straordinario movimento di filmaker, con gruppi che ovunque iniziano ad autoprodurre materiali visivi. Perche' la tv monopolista non e' negativa solo per i suoi contenuti ma anche perche' non e' in grado di stimolare nuovi talenti, e' chiusa in un sistema di caste che non lasciano spazio a proposte originali e nuove.&lt;br /&gt;Una televisione che sia veramente aperta potrebbe scatenare il desiderio di inventare programmi oltre che guardarli. &lt;br /&gt;E forse ne potrebbero uscire molte opere piu' interessanti e divertenti del Grande Fratello. &lt;br /&gt;C'e' quindi da chiedersi se ci siano i mezzi per finanziare una tale televisione.&lt;br /&gt;Potenzialmente si'.&lt;br /&gt;Pensiamo che un movimento che e' capace di portare in piazza milioni di persone dovrebbe essere in grado di raccogliere 500 mila euro. E pensiamo anche che ci siano imprenditori in Italia che avrebbero tutto l'interesse a comprare 500 mila euro di pubblicita' su una televisione che parli al movimento. &lt;br /&gt;Da anni lavoriamo al discorso della consociazione degli acquisti (risparmiare denaro e, contemporaneamente, ottenere servizi migliori e finanziare attivita' etiche).&lt;br /&gt;Basterebbe che 50 mila persone facessero il contratto di telefonia etica (http://www.commercioetico.it/telefonia/index.htm) per mettere insieme questi 500 mila euro (risparmi il 20% sulle tariffe di Tele2 e contemporaneamente il tuo contratto frutta mediamente 20 euro all'anno che il fornitore di telefonia versa come provvigione).&lt;br /&gt;Oppure basterebbero 25 mila persone che stipulassero sia il contratto di telefonia etica che quello con l'assicurazione etica.&lt;br /&gt;Oppure....&lt;br /&gt;Le possibilita' sarebbero decine, centinaia... Crediamo che quando il movimento sceglie la via della creativita' possa inventare soluzioni straordinarie...&lt;br /&gt;Ma intanto quello che bisogna riuscire a fare e': informare che ci sara' questa trasmissione.&lt;br /&gt;Non e' la prima volta che il movimento riesce ad avere accesso alla tv. Lo hanno fatto Emergency, MicroMega, MegaChip, le dirette sulle manifestazioni e sul Social Forum di Firenze. La trasmissione via satellite e tramite le televisioni locali e' un percorso gia' sperimentato.&lt;br /&gt;Ma e' la prima volta che si prova a trasmettere una serata incentrata su un tema tragico svolto con serenita' e sarcasmo.&lt;br /&gt;Il problema centrale a questo punto e': riusciremo a far sapere che siamo in onda?&lt;br /&gt;Vuoi dare una possibilita' alla nascita di una tv indipendente?&lt;br /&gt;Aiutaci a far sapere che giovedi' 27, alle ore 21 saremo in onda. Per una sera soltanto e forse mai piu'.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;(Nei prossimi giorni comunicheremo la lista esatta delle frequenze sulle quali sara' visibile questa trasmissione.)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per commentare questa news sul sito di alcatraz andate &lt;a href="http://www.alcatraz.it/redazione/NEWS/commenta.php3?NewsID=1712"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3801666-90824947?l=eccetera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/90824947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3801666/posts/default/90824947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://eccetera.blogspot.com/2003_03_16_archive.html#90824947' title=''/><author><name>MenteLunatica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13954628312850920785</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3801666.post-90824642</id><published>2003-03-17T01:08:00.000+01:00</published><updated>2003-03-17T01:08:41.670+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Ancora dalla newsletter d'Emergency: L'intervento di Emergency in Iraq&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come sapete, e' dal 1995 che siamo presenti in Iraq, nella zona a nord, quel "Kurdistan iracheno" tristemente noto per la repressione da parte del governo centrale della popolazione curda, per l'alto numero di mine antiuomo (si stima che dei 10 milioni di mine presenti sul territorio la maggior parte sia di produzione italiana, venduta a Saddam Hussein durante l'embargo), per l'eccid
